{"id":35286,"date":"2022-03-09T06:30:05","date_gmt":"2022-03-09T05:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35286"},"modified":"2022-03-09T08:18:06","modified_gmt":"2022-03-09T07:18:06","slug":"lo-strano-verme-del-cambriano-un-fossile-rimasto-a-lungo-senza-un-sopra-sotto-davanti-o-dietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35286","title":{"rendered":"Lo strano verme del Cambriano, fossile rimasto a lungo senza un sopra, sotto, davanti o dietro"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JwAPE3vYpn4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35289\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti milioni di anni occorre andare addietro perch\u00e9 le forme di vita precedenti alla nostra diventino sostanzialmente microscopiche, irriconoscibili, del tutto differenti dalle varie configurazioni che comunemente assumono le cellule secondo l&#8217;attuale cognizione della scienza? Un tempo variabile, attraverso un lungo processo necessariamente discontinuo, come sempre tendono a esserlo i rapporti tra le cause e gli effetti all&#8217;interno del vasto regno della Natura&#8230; Eppure con un punto di riferimento relativamente preciso: 485 milioni di anni fa, cui \u00e8 convenzione riferirsi come inizio del periodo del Cambriano. L&#8217;era geologica durata 484 Ma nel corso della quale emerse, e riusc\u00ec a prendere forma, ogni declinazione immaginabile del concetto biologico di metazoa che risulti a noi noto. Termine riferito all&#8217;organismo multicellulare complesso, ovvero in altri termini, il tipico appartenente al regno degli animali. Vermi, molluschi, crostacei, qualche timido prototipo di artropode (sebbene non terrestre) mentre i rami del grande albero della vita continuavano a divergere, creando basi valide per nuovi approcci evolutivi ai fondamentali problemi dell&#8217;esistenza. Ma sarebbe certamente un significativo tentativo di semplificare, il pensiero che ogni aspetto di quell&#8217;epoca possa immediatamente essere condotto alle sue attuali conseguenze, tramite l&#8217;abbinamento tra l&#8217;aspetto fisico e il possibile funzionamento delle cose. Uno spunto d&#8217;analisi capace di condurre molto spesso a degli errori, sebbene largamente comprensibili considerata la mancanza di elementi validi ad approfondire le questioni di base.<br>Passi falsi come quello compiuto nel 1977 dal paleontologo britannico Simon Conway Morris, messo al cospetto di un improbabile ritrovamento lungo appena 5 cm all&#8217;interno di quella straordinaria capsula temporale che \u00e8 lo strato di Burgess nella Columbia Inglese (Canada) importante residuo geografico di quello che costituiva all&#8217;epoca l&#8217;enorme supercontinente di Pannotia, attorno al quale e sopra cui sopravvivevano una straordinaria variet\u00e0 di esseri, progressivamente morti, decomposti e qualche volta preservati negli strati sovrapposti simili a una scatola ricolma di segreti, dai molti ripiani pronti a svelare un&#8217;ampia serie di occulte e strabilianti verit\u00e0. Vedi quelle contenute nell&#8217;effettiva pregressa esistenza di un fossile come questo, prontamente definito con il termine assai pregno di <em>Hallucigenia<\/em> o &#8220;allucinazione vivente&#8221;, poich\u00e9 non sarebbe stato certamente fuori luogo in un dipinto surrealista o le mostruose rappresentazioni degli inferni di Hieronymus Bosch. Tanto difficile da interpretare, nell&#8217;aspetto presentato dalle pietre in cui era stata immortalata la sua forma oblunga, che ogni conclusione da principio fu tratta in base a semplici illazioni: le rigide protrusioni furono considerate delle zampe. Le propaggini dorsali, dei peduncoli o misteriosi ornamenti. Mentre l&#8217;estremit\u00e0 rigonfia e sferoidale, in virt\u00f9 di logica, fu chiaramente fatta corrispondere alla testa dell&#8217;animale. Tutto molto plausibile, senz&#8217;altro. E purtroppo, come avremmo scoperto assai dopo, completamente sbagliato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9-Z9Ssgb0Kg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Fossil-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35287\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Fossil-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Fossil-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Fossil-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Fossil.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il prof. Smith mostra orgogliosamente alcune fotografie dei fossili utilizzati per il suo studio. Rivelatosi cruciale nel ridefinire l&#8217;aspetto, e la logica di un&#8217;intera discendenza animale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Curioso d&#8217;altra parte come, nonostante le notevoli problematiche relative a comprendere che cosa esattamente fosse ed il modo in cui riuscisse a muoversi sopra quegli archi acuminati, la questione tassonomica dello <em>Hallucigenia<\/em> non sia mai stata messa essenzialmente in dubbio da chicchessia. Questo perch\u00e9 la sostanziale rarit\u00e0 degli artropodi in epoca cambriana consent\u00ec gi\u00e0 a partire dal 1991 d&#8217;inserirlo per esclusione nel phylum oggi estinto dei Lobopodia, un gruppo di animali cognate di creature assai diverse, tra cui onicofori (millepiedi), tardigradi (i microbi noti come orsetti d&#8217;acqua) ed euartropodi (gli antenati degli odierni aracnidi ed insetti). Potendo quindi risultare, grazie all&#8217;analisi delle sue caratteristiche principali, come l&#8217;originale forma di quella categoria ad oggi rappresentata dall&#8217;onicoforo, pi\u00f9 comunemente detto il verme di velluto. Il miriapode predatore dalla caratteristica cuticola non chitinosa ed il letale approccio alla cattura di prede, consistente nella proiezione di una secrezione appiccicosa dalla bocca, all&#8217;indirizzo della sfortunata vittima di turno. E fu coerentemente a tale realizzazione, grazie ad un ritrovamento del 1989 in Cina, che l&#8217;originale confusione in merito all&#8217;aspetto venne diradata come nebbia in una mattina d&#8217;inizio autunno.  Quando Chen, Hou. e Lu scavando in un altro sostrato risalente al Cambriano, lo scisto di Chengjiang, giunsero al cospetto di un alto essere di quell&#8217;epoca distante, al tempo stesso simile ma fondamentalmente ben diverso dal suo distante cugino canadese. Questo perch\u00e9 il <em>Microdictyon sinicum<\/em>, come sarebbe stato chiamato, era del tutto privo delle preminenze acuminate definite come delle &#8220;zampe&#8221; da Conway Morris, presentando piuttosto delle placche dermiche protettive, mentre rimanevano i tentacoli situati dalla parte opposta. Il che avrebbe permesso, finalmente, di capire come i presunti arti deambulatori fino a quel momento fossero in realt\u00e0 sempre stati dei meri aculei protettivi, di una creatura considerata al contrario rispetto al verso che effettivamente aveva. Il che potrebbe anche sembrarvi il termine ultimo della faccenda, se non fosse per un altro insolito e strabiliante fraintendimento, di un tipo che assai raramente ha avuto modo di verificarsi nella storia della paleontologia. Caso vuole infatti che ogni singolo fossile ritrovato di questa astrusa e lungamente estinta gen\u00eca, presentasse come dicevamo all&#8217;estremit\u00e0 una macchia a forma &#8220;palloncino&#8221; che ogni singolo studioso si affrett\u00f2 a definire come l&#8217;ovvia testa dell&#8217;animale. Ci\u00f2 almeno finch\u00e9 il progressivo miglioramento dei microscopi elettronici, e la conseguente rinnovata analisi dei campioni, non avrebbe portato a scoprire qualcosa di completamente inaspettato dalla parte diametralmente opposta della creatura: un paio d&#8217;occhi rudimentali, minuscoli ma che sarebbero probabilmente stati in grado di distinguere la luce dall&#8217;ombra. Ne parla estensivamente il professore di palobiologia di Durham Martin R. Smith nel 2015, all&#8217;interno di uno studio in cui ipotizza la probabile (prosaica) origine della macchia ingannatrice: nient&#8217;altro che i fluidi corporei del verme, espulsi al momento della morte e come parte del processo di decomposizione dal suo ano.<br>Ribaltato e girato su se stesso, oltre 38 anni dopo la sua scoperta, finalmente lo <em>Hallucigenia<\/em> sembr\u00f2 avere un senso. Quello di probabile spazzino dei fondali, con una piccola bocca tonda e circondata da denti, verso cui spingeva laboriosamente ogni minuscola fonte di cibo attraverso l&#8217;impiego dei suoi multipli tentacoli impiegati anche per la deambulazione. Difficile d&#8217;altra parte immaginare per lui lo status di predatore, data l&#8217;inutilit\u00e0 di un sistema di muco appiccicoso come quello del suo discendente miriapode di cui sopra, mentre gli aculei dorsali avrebbero posseduto l&#8217;ovvia funzione di dissuadere eventuali predatori acquatici pi\u00f9 grandi. Un approccio certamente necessario, nell&#8217;ecosistema straordinariamente diversificato ed aggressivo del periodo Cambriano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3Io0Z_q91kE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Walking-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35288\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Walking-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Walking-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Walking-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Hallucigenia-Walking.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Al giorno d&#8217;oggi, una creatura come questa sarebbe certamente benvenuta nella maggior parte degli acquari terrestri! Se soltanto la tecnologia mostrata nel serio documentario sulla genetica Jurassic Park potesse applicarsi anche ad epoche (persino) antecedenti&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allucinazione o mostro dalle piccole dimensioni, come una sorta di Pok\u00e9mon venuto dall&#8217;inferno della conoscenza, il nostro amico <em>Hallucigenia<\/em> costituisce pi\u00f9 che altro una sinuosa ed apprezzabile derivazione di ci\u00f2 che talvolta tende a fare l&#8217;universo: sperimentare ogni percorso possibile, scegliendo qualche volta soluzioni adatte unicamente a periodi assai specifici e condizioni ecologiche non ripetibili nei secoli a venire. <br>Il che ne fa un soggetto molto valido per significative elaborazioni speculative o inclusione all&#8217;interno di opere d&#8217;intrattenimento. Vedi la comparsa reiterata, e sempre immediatamente riconoscibile, in diversi manga e relativi cartoni animati provenienti dal Giappone, l&#8217;ultimo dei quali il popolarissimo Attack on Titan (\u9032\u6483\u306e\u5de8\u4eba <em>Shingeki no kyojin<\/em>) scritto originariamente da Hajime Isayama nel 2009, in cui una di queste creature compare a sorpresa dopo una serie di straordinari e sconvolgenti colpi di scena, costituendo con tipico piglio <em>post-modern<\/em> uno dei motori principali dell&#8217;intera vicenda. E che dire della sua inclusione in <em>Heaven&#8217;s Design Team<\/em> (\u5929\u5730\u5275\u9020\u30c7\u30b6\u30a4\u30f3\u90e8 &#8211; <em>Tenchi S\u014dz\u014d Dezain-bu<\/em>)\u00a0di Hebi-Zou e Tsuta Suzuki, come una delle pi\u00f9 bizzarre e incomprensibili opere creazioniste sancite da un Dio distante, grazie all&#8217;opera del gruppo eterogeneo dei suoi dipendenti\/addetti al marketing di fronte alle necessit\u00e0 di questo mondo ancora agli albori! <br>Prodotti di una fantasia che fatica, qualche volta, a superare le pi\u00f9 assurde conseguenze della semplice realt\u00e0 animale&#8230; Poich\u00e9 non tutto giunge a vivere per una ragione chiara, tra la polvere di stelle e la fusione imponderabile dei buchi neri. Sebbene debba sempre rivelarsi ragionevole alla fine, mediante l&#8217;importante mediazione del senno di poi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti milioni di anni occorre andare addietro perch\u00e9 le forme di vita precedenti alla nostra diventino sostanzialmente microscopiche, irriconoscibili, del tutto differenti dalle varie configurazioni che comunemente assumono le cellule secondo l&#8217;attuale cognizione della scienza? Un tempo variabile, attraverso un lungo processo necessariamente discontinuo, come sempre tendono a esserlo i rapporti tra le cause e &#8230; <a title=\"Lo strano verme del Cambriano, fossile rimasto a lungo senza un sopra, sotto, davanti o dietro\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35286\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo strano verme del Cambriano, fossile rimasto a lungo senza un sopra, sotto, davanti o dietro\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,4142,125,528,818,4170,2312,3280,249,573,99,400,6298,894,2010,78,89,5728,1530,663],"class_list":["post-35286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-aculei","tag-animali","tag-artropodi","tag-biologia","tag-cambriano","tag-creature","tag-fossili","tag-mare","tag-misteri","tag-mostri","tag-oceano","tag-palenontologia","tag-preistoria","tag-ricerca","tag-scienza","tag-strano","tag-studiosi","tag-tentacoli","tag-vermi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35286"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35291,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35286\/revisions\/35291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}