{"id":35131,"date":"2022-02-14T06:13:44","date_gmt":"2022-02-14T05:13:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35131"},"modified":"2022-02-14T06:13:57","modified_gmt":"2022-02-14T05:13:57","slug":"torna-libero-a-san-valentino-il-rarissimo-cinghiale-non-piu-grande-di-un-bulldog-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35131","title":{"rendered":"Torna libero a San Valentino il rarissimo cinghiale non pi\u00f9 grande di un bulldog francese"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9TZs-xZqLKE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35134\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elefanti, rinoceronti, bufali della giungla. In mezzo all&#8217;erba nella terra dei giganti, alle pendici dei pi\u00f9 alti monti del pianeta Terra, qualcosa di minuscolo agita il pesante strato di vegetazione. L&#8217;abitante che grugnisce, la creatura onnivora del sottobosco, un parente non cos\u00ec lontano del suino selvatico frequentemente avvistato sui confini delle grandi capitali europee. Sebbene sia stato spostato nuovamente dopo pi\u00f9 di 100 anni nella classificazione originaria del 1847, all&#8217;interno di un suo genere distinto creato dal naturalista ed etnologo inglese Hodgson, il cui nome in lingua latina riesce ad essere gi\u00e0 un programma: <em>Porcula<\/em>, ovvero &#8220;il piccolo maiale&#8221; <em>silvania<\/em>, &#8220;della foresta&#8221;. Appena 25 cm d&#8217;altezza: quasi la realizzazione accidentale del perfetto sogno, tanto a lungo perseguito, di una creaturina casalinga degna in linea di principio di essere affiancata a cane, gatto ed altri esseri considerati affini, per la naturale inclinazione a conoscere e comprendere gli spazi degli umani. Se non fosse per il trascurabile dettaglio, in realt\u00e0 difficile da superare, degli appena 100-250 esemplari rimasti liberi allo stato brado, tali da farne anche il detentore di un record molto meno desiderabile: quello del singolo suino pi\u00f9 raro attualmente in bilico sul baratro dell&#8217;estinzione. Avendo dato luogo, nel corso degli ultimi 25 anni, ad una delle iniziative di conservazione pi\u00f9 stratificate e complesse di tutta l&#8217;India, centralizzata primariamente nel Parco Nazionale di Manas dello stato di Assam, con un possibile (teorico) sconfinamento in Bhutan. Questione particolarmente difficile da confermare, vista la natura schiva e scaltra di questo animale, forse massimizzata attraverso i molti secoli di caccia condotta ai danni della sua linea di sangue, cos\u00ec gradevolmente commestibile e purtroppo totalmente indifesa. Questione di per se ancor meno problematica della costante riduzione del suo habitat, dovuta all&#8217;allevamento locale di bovini ed altri armenti, segu\u00ecta dall&#8217;incendio sistematico d&#8217;intere aree ricoperte dalla succitata erba <em>Imperata cylindrica<\/em>, della poco praticabile altezza di 60 cm. Ampiamente sufficiente per nascondere, d&#8217;altronde, le frequenti peregrinazioni dei gruppetti familiari di 4 o 5 esemplari di queste creature onnivore, ciascuno in grado di mantenere il controllo di un territorio di fino 25 ettari, all&#8217;interno del quale costruiscono il proprio &#8220;nido&#8221;. Una vera e propria cupola creata con l&#8217;erba intrecciata, dentro cui la femmina si ritira all&#8217;inizio della stagione dei monsoni, per mettere al mondo un numero variabile tra i 3 ed i 6 piccoli generalmente una singola volta l&#8217;anno. In una quantit\u00e0 purtroppo insufficiente, per far fronte alla potente pressione che grava quotidianamente sulla sopravvivenza di questa specie, per non parlare della predazione naturale ad opera di tigri, pitoni e corvi, mentre manguste e gatti risultano ampiamente sufficienti all&#8217;eliminazione sistematica della prole&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Qt5o2a0ueu4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Nest-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35133\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Nest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Nest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Nest-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Nest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nella stagione degli amori, poco prima della costruzione del nido, gli esemplari maschi dalla vistosa cresta pilifera dorsale sono inclini a significative dimostrazioni di forza, per scacciarsi e spintonarsi a vicenda. Bench\u00e9 difficilmente, viste le proporzioni, potrebbero incutere timore a noialtri.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura chiave nella creazione e gestione continuativa nel tempo del PHCP (<em>Pygmy Hog Conservation Programme<\/em>) pu\u00f2 essere individuata dunque nel Dr. Goutam Narayan, in collaborazione pluri-decennale con il Fondo Durrel per la Conservazione della Natura ed il Ministero Forestale di Assam. Con un processo iniziato nel 1996 per la cattura, allevamento e successiva reintroduzione del pi\u00f9 alto numero possibile di esemplari, con una popolazione complessiva all&#8217;interno dei recinti sorvegliati del parco pari a 40-60 cinghiali allo stesso tempo, tutti fatti discendere da un gruppo di appena sette individui all&#8217;origine del programma, messi fortunatamente in salvo a seguito di un incendio boschivo. Passaggio fortunatamente non determinante nella carenza di diversificazione genetica, come pi\u00f9 volte dimostrato dagli studi relativi alle possibili problematiche congenite dovute alla consanguineit\u00e0. Ostacolo capace di aggiungersi a quello gi\u00e0 piuttosto significativo di riuscire a far accoppiare gli esemplari in et\u00e0 riproduttiva, missione talvolta complessa per via dell&#8217;occasionale poco interesse da parte del maschio nei confronti della femmina, il che richiede l&#8217;introduzione frequente di un terzo incomodo, cos\u00ec da stimolare l&#8217;indole naturalmente competitiva di questi animali, portando ad un conflitto che conduce quasi imprescindibilmente all&#8217;accoppiamento. Tanto che l&#8217;opera degli addetti coinvolti nel progetto \u00e8 stata descritta in particolari ambienti come affine a quella di un benefico Cupido, in grado di condurre negli anni alla reintroduzione di una quantit\u00e0 complessiva di oltre 180 esemplari, capaci di riportare in posizione maggiormente stabile la possibile sopravvivenza futura di questo notevole animale.<br>In natura, dunque, il cinghiale pigmeo vive una quantit\u00e0 auspicabile di fino a 8 anni, durante cui riesce a trarre sostentamento dalla sua elevatissima specializzazione allo specifico ambiente di appartenenza. Come vera e propria creatura onnivora, capace di nutrirsi d&#8217;insetti, invertebrati e roditori ma anche tuberi e radici, senza risentire in alcun modo della possibile carenza di una delle parti della sua variabile dieta. Con una lunghezza massima di 51 cm ed un peso di fino a 8-10 Kg, questi animali sono inoltre dei veri maestri nel passare inosservati, sfruttando a pieno la loro colorazione grigio-marrone simile al terreno fangoso, sebbene una volta scoperti l&#8217;assenza di zanne o una particolare velocit\u00e0 di fuga li renda dei bersagli particolarmente facili per i predatori. Particolarmente importante, a tal proposito, risulta essere nel Programma l&#8217;eliminazione sistematica di vegetazione non nativa, capace di ridurre il territorio coperto dall&#8217;ingombrante e fittissima erba elefante, niente meno che essenziale a garantire l&#8217;esistenza continuativa del piccolissimo cinghiale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/M6TY6L25auA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Conservation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35132\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Conservation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Conservation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Conservation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/02\/Pigmy-Hog-Conservation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il cucciolo del cinghiale pigmeo \u00e8 letteralmente abbastanza piccolo da entrare nel palmo della mano. Realizzando nei fatti l&#8217;impossibilit\u00e0 di marketing, tanto spesso utilizzata per la vendita a sproposito di animali &#8220;domestici&#8221;, del cosiddetto <em>teacup pig<\/em>.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tempo diffuso nell&#8217;intera zona confinante con la parte meridionale dell&#8217;Himalaya, dall&#8217;Uttar Pradesh al Nepal, passando per il Bangladesh e il Bengala, l&#8217;attuale condizione del cinghiale pigmeo costituisce dunque un monito pesantemente significativo per le condizioni attuali di quest&#8217;intera zona fortemente biodiversa e un tempo rigorosamente incontaminata. Dove intere famiglie di creature, in forza delle problematiche cruciali dei nostri giorni, si trovano inerentemente minacciate e prossime alla scomparsa. Ma non \u00e8 realmente possibile preservare la tigre o il rinoceronte o il sempre pi\u00f9 raro rinoceronte indiano\u00a0(<em>Rhinoceros unicornis<\/em>) senza mantenere intatto il tipo d&#8217;ambiente necessario anche al sostentamento di questi coabitanti forse meno carismatici, ma non meno importanti nel vasto schema generale dell&#8217;Esistenza. <br>Dove chiunque crede che il cinghiale debba avere dimensioni e caratteristiche ampiamente definite, semplicemente, non ha ancora viaggiato abbastanza. E aspetta solo di conoscere, con gli occhi e con la mente, un tipo di creature che ancora sopravvivono soltanto grazie al ruolo di protettori e amministratori d&#8217;agenzie matrimoniali svolto dagli stessi umani, un tempo prossimi all&#8217;indifferenza, che li hanno condotti fino alla dolorosa prossimit\u00e0 dell&#8217;oblio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elefanti, rinoceronti, bufali della giungla. 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