{"id":34999,"date":"2022-01-29T06:18:50","date_gmt":"2022-01-29T05:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34999"},"modified":"2022-01-29T06:19:05","modified_gmt":"2022-01-29T05:19:05","slug":"il-graffitaro-che-intaglio-la-vita-nel-cartone-per-imprimerla-sul-muro-piu-famoso-di-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34999","title":{"rendered":"Il graffitaro che intagli\u00f2 la vita nel cartone per imprimerla sul muro pi\u00f9 famoso di New York"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/t6ksrJxZIhU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Bowery-Wall-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35000\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Bowery-Wall-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Bowery-Wall-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Bowery-Wall-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Bowery-Wall.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era un posto come tanti altri, prima che verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;80, un &#8220;certo artista&#8221; di nome Keith Haring passasse da quelle parti. Armato, come spesso capitava in quel periodo, di un intero arsenale di bombolette, respiratore d&#8217;ordinanza ed accessori utili a supporto del suo metodo espressivo maggiormente rappresentativo innanzi agli occhi del mondo dell&#8217;arte: la pittura d&#8217;assalto, la creativit\u00e0 in battaglia, il trasferimento delle proprie idee in corrispondenza dei recessi delle urbane circostanze inconsapevolmente pronte a riceverne un&#8217;importante lezione di vita: che ogni cosa pu\u00f2 essere stupendamente ed ottimamente variopinta, quando si trasmette in essa un appropriato grado di competenza. In un tripudio di figure antropomorfe che fuoriuscivano dal nucleo sconosciuto della mente. <em>Fast-forward<\/em> un periodo di circa 40 anni, il muro all&#8217;incrocio tra Houston Street e la Bowery (strada che d\u00e0 il nome all&#8217;intero quartiere) \u00e8 ormai da tempo un&#8217;importante istituzione all&#8217;interno della Grande Mela, nel suo rappresentare una superficie non soltanto conservata come tavolozza per gli attuali praticanti della professione grafica fuori dalle mura di poco spaziose gallerie d&#8217;arte, ma una letterale mostra gratuita ed all&#8217;aperto, dove molte migliaia di persone ogni giorno possono venire ad ammirare il notevole risultato conseguito dall&#8217;autore di turno. Cos\u00ec che nel 2016, uno dei pi\u00f9 recenti partecipanti a questo rituale dinnanzi agli occhi della collettivit\u00e0 sarebbe stato il creativo originario della citt\u00e0 di Baltimora Logan Hicks, che dopo aver praticato per qualche tempo il mestiere del tipografo a San Diego, ha scelto di traferirsi nel 2007 presso la citt\u00e0 d&#8217;origine del suo mentore ed amico Eric Haze, dando inizio ad un nuovo capitolo della propria esistenza. Periodo durante il quale, lavorando alacremente alla trasformazione di un intero metodo espressivo, l&#8217;avrebbe trasformato in un qualcosa che giammai prima di quel momento, si sarebbe mai potuti giungere a rappresentare sopra l&#8217;umile muro di un edificio.<br>Con un risultato che tutt&#8217;ora sopravvive solo nella digitalizzazione di quest&#8217;esperienza, purtroppo effimera per sua stessa natura, consistendo di una straordinaria immagine di tipo chiaramente fotografico, un adattamento fantasioso della fotografia di gruppo scattata dall&#8217;artista pochi mesi prima, in cui figurava l&#8217;intera collettivit\u00e0 degli uomini e le donne facenti parte delle proprie conoscenze ed amicizie maggiormente significative strette nella pi\u00f9 famosa e popolosa delle citt\u00e0 statunitensi. Con una precisione figurativa e ricchezza della composizione capaci di trascendere letteralmente i limiti di quanto possa tracciare un semplice umano, in uno spazio tanto ampio ed informale, proprio per l&#8217;insolito artificio usato per conseguire una simile opera d&#8217;arte: l&#8217;impiego di una serie di stencil sovrapposti fino a 15 volte, sugli strati trasferiti con il rispettivo colore di volta in volta. In una tecnica che pare richiamarsi ad altri tempi, ed epoche ormai lungamente trascorse&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xi5l95vUL1Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Hard-Rock-Stadium-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35001\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Hard-Rock-Stadium-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Hard-Rock-Stadium-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Hard-Rock-Stadium-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Hard-Rock-Stadium.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Una delle opere di maggiori dimensioni create dall&#8217;artista \u00e8 probabilmente il muro su commissione dell&#8217;Hard Rock Stadium dei Miami Dolphins, con un notevole paesaggio urbano in prospettiva sopra il portone d&#8217;ingresso.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 in effetti sembrare paradossale il modo in cui l&#8217;impiego di una mera serie di forme &#8220;comodamente&#8221; definite all&#8217;interno di uno studio privo di elementi di disturbo, poi trasformate nella guida infallibile dei propri gesti effettuati per cos\u00ec dire sul campo, sia l&#8217;effettivo sinonimo di un processo lungo e laborioso, capace di riuscire a guadagnarsi l&#8217;ammirazione pubblicamente dichiarata, tra le tante, di una figura epocale come quella del misterioso graffitaro Banksy, che nel 2008 giunse a selezionare personalmente Logan Hicks come rappresentante degli Stati Uniti nel prestigioso Cans Festival londinese. Laddove al giorno d&#8217;oggi, tra macchine di taglio automatiche e programmi di grafica digitale, non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 facile della preparazione industriale e immacolata di uno stencil, quanto di pi\u00f9 lontano si possa immaginare dall&#8217;idea prototipica di quello che dovrebbe rappresentare l&#8217;opera di un artista pittorico stradale. Se non che la pi\u00f9 importante caratteristica coerente all&#8217;opera di costui, tanto fondamentale per chi conosce il suo distintivo processo di creazione, \u00e8 proprio la capacit\u00e0 di realizzare in modo totalmente manuale il negativo del soggetto realizzato di volta in volta, strato dopo strato, ovvero colore dopo colore, in maniera non cos\u00ec dissimile da quella di un praticante dell&#8217;antica tecnica di stampa xilografica tanto efficientemente messa in pratica da un&#8217;intera generazione di artisti giapponesi. Come un Katsushika Hokusai\u00a0dei tempi moderni, interessato in modo particolare alla creazione di opere di grandi dimensioni, il che tende a presentare un&#8217;ampia serie di problemi tecnici collaterali: vedi la traumatica esperienza, cos\u00ec vividamente raccontata nel breve documentario all&#8217;inizio di quest&#8217;articolo, dello scroscio di pioggia monsonico che scelse proprio i giorni della realizzazione del muro in quel topico 2016 per colpire la City, finendo per distruggere completamente la creazione in corso d&#8217;opera e con essa uno degli stencil di cartone, che aveva richiesto circa 80 ore per essere realizzato. Incidente che avrebbe potuto scoraggiare molti ma non lui, che qui lo racconta a supporto di una sorta di dichiarazione d&#8217;intenti artistica, durante cui spiega in ordine crescente i tre pilastri della sua missione: raggiungere il pubblico tentando di trasmettergli qualcosa, mostrare agli altri praticanti del suo campo cosa possa essere realizzato con il giusto grado di preparazione tecnica ed in ultima analisi creare un&#8217;opera che possa soddisfare a pieno titolo il critico pi\u00f9 severo d&#8217;ogni altro, se stesso.<br>In una commistione di elementi che risulta tanto sorprendente quanto attentamente calibrata in ogni suo aspetto, da parte di qualcuno che ha studiato a fondo i punti forti del proprio metodo elettivo, riuscendo ad imprimere alle immagini un particolare stile d&#8217;illuminazione quasi impressionista, potenzialmente ispirato ai grandi maestri della pittura del XIX secolo, previo doveroso adattamento a un tipo di soggetti contemporanei del tutto sconosciuti a figure del calibro di Monet o Degas. Che dopo qualche attimo di smarrimento, avrebbero senz&#8217;altro cominciato a ponderare le pi\u00f9 interessanti implicazioni dell&#8217;elettiva metodologia impiegata da questo loro eclettico successore dei nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8dfroN4l6AU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Stencil-Cutting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35002\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Stencil-Cutting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Stencil-Cutting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Stencil-Cutting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Logan-Hicks-Stencil-Cutting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nessuna trattazione dell&#8217;opera di Hicks pu\u00f2 dirsi completa senza la dimostrazione del suo particolare metodo di lavoro. Ore, persino giorni trascorsi ad intagliare la cellulosa, fino all&#8217;ottenimento di un progetto privo di difetti superiori a qualche millimetro, a dir tanto!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Premiato con numerosi riconoscimenti nonch\u00e9 al centro d&#8217;importanti mostre internazionali, con opere su tele o manifesti trasportabili piuttosto che veri e propri graffiti, Logan Hicks \u00e8 oggi noto per la sua capacit\u00e0 di tradurre qualsiasi soggetto fotografico nel linguaggio universale della bomboletta spray, una scelta non soltanto pratica ma capace di sottintendere un&#8217;importante serie d&#8217;implicazioni. Cos\u00ec efficientemente esemplificati, con un costo significativo eppure sopportabile, dal cambiamento avvenuto soltanto l&#8217;anno successivo del celebre muro di Bowery, destinato a ricevere una variopinta composizione dell&#8217;insigne collega David Choe. <br>Perch\u00e9 non \u00e8 forse proprio la cangiante e progressiva trasfigurazione, a personificare il valore ultimo dell&#8217;arte, impressa nel contesto di una collettivit\u00e0 indivisa? Come pu\u00f2 essere soltanto quella delle umane moltitudini. Capaci di trovarsi a meditare sul significato della nostra vita, previa l&#8217;adozione di un punto di vista attentamente calibrato in base al risultato finale di quest&#8217;ultima. E di tutte quelle di coloro che si troveranno a ricalcare le nostre impronte. Senza nessun&#8217;altra guida pre-esistente, che una mera impronta trasferibile dal cartone stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un posto come tanti altri, prima che verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;80, un &#8220;certo artista&#8221; di nome Keith Haring passasse da quelle parti. Armato, come spesso capitava in quel periodo, di un intero arsenale di bombolette, respiratore d&#8217;ordinanza ed accessori utili a supporto del suo metodo espressivo maggiormente rappresentativo innanzi agli occhi del mondo &#8230; <a title=\"Il graffitaro che intagli\u00f2 la vita nel cartone per imprimerla sul muro pi\u00f9 famoso di New York\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34999\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il graffitaro che intagli\u00f2 la vita nel cartone per imprimerla sul muro pi\u00f9 famoso di New York\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,1257,6214,625,53,88,833,2013,2373,2473,284,1002,768,147,6215,71,790,1024,329],"class_list":["post-34999","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-baltimora","tag-bombolette","tag-citta","tag-creativita","tag-fotografia","tag-graffiti","tag-immagini","tag-luoghi","tag-muri","tag-new-york","tag-personaggi","tag-societa","tag-stati-uniti","tag-stencil","tag-storia","tag-tecniche","tag-tradizioni","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34999"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35003,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34999\/revisions\/35003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}