{"id":34930,"date":"2022-01-18T06:23:37","date_gmt":"2022-01-18T05:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34930"},"modified":"2022-01-18T06:30:05","modified_gmt":"2022-01-18T05:30:05","slug":"scoscesi-obruk-le-impressionanti-vie-segrete-verso-il-sottosuolo-dellanatolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34930","title":{"rendered":"Scoscesi obruk, le impressionanti vie segrete verso il sottosuolo dell&#8217;Anatolia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EP0dlTG0EQg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Sinkhole-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34931\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Sinkhole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Sinkhole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Sinkhole-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Sinkhole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le proporzioni sono tutto quando si sta tentando di osservare un fenomeno, nella speranza di comprenderne la portata ed il significato all&#8217;interno di un contesto sufficientemente vasto da fornire uno spunto d&#8217;analisi ulteriore. Prendi ad esempio, la realt\u00e0 osservabile di un foro circolare, in quella che pu\u00f2 essere soltanto definita come una superficie di colore marrone chiaro. Che vista da lontano, pu\u00f2 ricordare facilmente la parate di una casa o il pavimento del bagno, in corrispondenza dei quali qualcuno, per ragioni non del tutto chiare, ha scelto di praticare un&#8217;apertura passante da parte a parte mediante l&#8217;uso di un trapano o altro simile implemento. Ci\u00f2 almeno, finch\u00e9 l&#8217;inquadratura non si avvicina progressivamente, mostrando le forme chiaramente riconoscibili di quelle che possono essere soltanto piccolissime automobili, ed alcuni microbi variopinti intenti ad industriarsi nel calare gi\u00f9 una cima per andare a controllare cosa c&#8217;\u00e8 suo fondo. Microbi che sono, neanche a dirlo, persone. Ed \u00e8 allora che la descrizione funzionale della scena tende ad allargarsi, per includere all&#8217;interno del capitolo non pi\u00f9 una mera stanza, ma l&#8217;intero territorio circostante di uno spazio coltivato, all&#8217;interno della ricca pianura di Karap\u0131nar nella regione turca di Konya. La cui caratteristica climatica maggiormente determinante \u00e8 la caduta di pochi centimetri di pioggia ogni anno, certamente insufficienti per poter riuscire a sfruttare in maniera valida la fertile terra che caratterizza questo particolare altopiano circondato da altissime montagne. Ostacolo soltanto in parte insormontabile, quando si considera la fortunata presenza di un&#8217;estesa falda acquifera 50, 100 metri sotto il terreno battuto dal Sole, sufficiente all&#8217;implementazione sistematica di un vasto e funzionale sistema d&#8217;irrigazione. Ma l&#8217;industria umana, questa \u00e8 cosa risaputa, riesce ad essere maggiormente abile nel risolvere i problemi immediati, piuttosto che studiare le conseguenze a lungo termine delle proprie scelte collettivamente determinate. Ed ogni soluzione apparente di un problema in essere, specie quando fatta materializzare dalla pura ed intangibile aria del mattino, tende ad avere un costo non sempre subito evidente. Cos\u00ec che, prendendo in esame un periodo di 33 anni tra il 1977 ed il 2009, 19 di questi fori smisurati, chiamati in lingua turca obruk (&#8220;fori&#8221; o &#8220;caverne&#8221;) si erano aperti nella zona rilevante, di cui 13 soltanto negli ultimi 4 anni del periodo. Mentre allo stato attuale dei fatti, canoni meno stringenti di conteggio arrivano a citarne fino a 600, dalle dimensioni pi\u00f9 o meno estese disseminati nell&#8217;intero estendersi di questa zona d&#8217;importanza agricola senz&#8217;altro significativa. Un&#8217;ambiente di lavoro, per coloro che si trovano all&#8217;interno, nel quale sopravvivere significa imparare a gestire l&#8217;ansia, nella faticosa consapevolezza che in qualsiasi momento, senza nessun tipo di preavviso, il nulla possa spalancarsi per accogliere il proprio terreno, se stessi o la casa dei pregressi sacrifici, in cui risiede un&#8217;intera famiglia che non ancora non pu\u00f2, o non vuole entrare nell&#8217;idea di trasferirsi altrove.<br>La ragione pratica di un tale senso d&#8217;instabilit\u00e0 latente, dunque, \u00e8 stato al centro di numerose ricerche scientifiche pregresse nel corso dell&#8217;ultimo secolo, finalizzate all&#8217;individuazione di possibili ragioni e a seguito di ci\u00f2, approcci che possano dimostrarsi in qualche modo risolutivi. Per un novero di cause giunto ad includere il collasso di antichi <em>maar <\/em>(laghi sotterranei d&#8217;origine vulcanica) piuttosto che la dissoluzione del sostrato iniziata durante il periodo maggiormente umido del Pleistocene. Altri in epoca pi\u00f9 recente (Canik e Corekcioglu, 1986) hanno ipotizzato l&#8217;esistenza di un complesso meccanismo di emanazione di gas magmatici, capaci di contribuire alla liquefazione del sottosuolo mediante una reazione chimica dell&#8217;acqua ricca di anidride carbonica recuperata in alcuni sondaggi in profondit\u00e0, una situazione classica in situazioni di tipo carsico come l&#8217;altopiano di Karap\u0131nar. Ma ogni personalit\u00e0 coinvolta nel corso degli ultimi anni, assieme agli stessi proprietari delle terre affette dal problema in questione, non ha potuto fare a meno di venire a patti con l&#8217;implicazione maggiormente problematica di questa intera concatenazione di cause ed effetti: il fatto che sia stata la mano dell&#8217;uomo e null&#8217;altro, guidata dalla solita ambizione che la caratterizza, ad aver contribuito all&#8217;attuale stato dei fatti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2bPkC1P-Xwo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Survey-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34932\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Survey-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Survey-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Survey-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-Survey.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;aspetto maggiormente distintivo delle doline di Konya \u00e8 la loro forma grossomodo circolare, risultante dal raggiungimento del momento critico in uno specifico punto d&#8217;origine. Da cui il crollo tende a verificarsi con precisione geometrica, nella definizione di un perimetro equidistante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La situazione \u00e8 in realt\u00e0 molto ben conosciuta ed ampiamente acclarata anche nello stato americano della Florida, dove doline carsiche forse di dimensioni meno significative, ma altrettanto problematiche per coloro che devono conviverci, hanno condizionato lo sviluppo e la pianificazione urbana ormai nel corso di una serie di lunghe generazioni pregresse. Ed ha tutto origine dalla necessit\u00e0, assai rilevante in determinati climi, di procedere all&#8217;irrigazione mediante nebulizzazione pressoch\u00e9 costante ad opera di <em>sprinkler<\/em> o &#8220;spruzzatori&#8221;, il tipo di dispositivi capaci di umidificare ampi spazi adibiti alla coltivazione di varie tipologie di vegetali. Un approccio tanto funzionale quanto dispendioso, in termini dell&#8217;utilizzo di quel prezioso fluido insostituibile, che deriva dalla sostanziale umidit\u00e0 pregressa del nostro pianeta. Cos\u00ec che prelevando acqua dalle profondit\u00e0 di un perduto strato geologico, chiamato formazione lacustre di Insuyu, gli agricoltori dell&#8217;Anatolia hanno finito per contribuire al taglio metaforico del sottile ramo su cui sono seduti, accelerando sostanzialmente i processi gi\u00e0 iniziati dalla particolare conformazione geologica del sottosuolo. Immaginate, a tal proposito, l&#8217;effetto di una serie di pompe che risucchiano, in maniera instancabile ancorch\u00e9 metodica, l&#8217;intero sostrato acquatico un tempo sfruttato soltanto mediante l&#8217;impiego di pozzi costruiti con metodologie tradizionali. Riuscendo in tale modo a destabilizzare un complicato equilibrio tra materia solida e semi-solida, fino al collasso inevitabile della cosiddetta <em>capstone<\/em>, uno strato solido capace di svolgere funzioni di solaio per coloro che abitano gli strati soprastanti. Una progressione che finisce per venire massimizzata, ed accelerata al massimo, dalla relativa sottigliezza di quest&#8217;ultima, rispetto a territori con caratteristiche simili ma una minore quantit\u00e0 di doline.<br>Va altres\u00ec considerato come questa peggioramento esponenziale della condizione presente sia ancora lungi da aver raggiunto il picco massimo, con proiezioni matematiche come quelle del Prof. Fetullah Arik della Commissione Speciale per le Doline di Konya dimostratasi capaci di dimostrare un probabile raddoppiamento della quantit\u00e0 totale di buchi nel giro di un singolo anno, cos\u00ec come \u00e8 stato possibile conteggiare un pari aumento numerico al concludersi di quello trascorso. Con molte delle frane abbastanza piccole o lontane dalla civilt\u00e0 da non poter arrecare danni significativi, laddove alcuni casi eclatanti, capaci di arrecare danni significativi alle propriet\u00e0, hanno finito per costituire anche un pericolo davvero significativo per le persone. Vedi non tanto un caso come quello ampio almeno 300 metri e profondo due volte tanto mostrato in apertura, molto probabilmente risalente a svariate migliaia di anni a questa parte, ma obruk pi\u00f9 piccoli formatisi nel mezzo dei villaggi e dei campi, con potenziali conseguenze anche troppo terribili da immaginare. Una fotografia piuttosto celebre mostra ad esempio una di queste voragini venuta a spalancarsi proprio nel mezzo della piccola comunit\u00e0 pastorale di Ekmekci, il 3 giugno del 2021, portandosi via una parte della strada e pochi metri dalle abitazioni locali. E non \u00e8 facile immaginare quanto a lungo una situazione simile possa continuare a gravare sulle teste della popolazione, senza che qualcuno finisca per pagare il prezzo finale.<br>Con un discorso scientifico maggiormente utile a osservare e studiare il fenomeno, piuttosto che arrestare l&#8217;irrimediabile declino (chi pu\u00f2 dire, a un agricoltore, &#8220;smetti di irrigare?&#8221;) l&#8217;attuale condizione della piana di Koropinar sembra perci\u00f2 avviata al progressivo abbandono. Con svariate personalit\u00e0 locali intervistate dalle Tv di mezzo mondo, pi\u00f9 che mai pronte a descrivere l&#8217;avvenuta emigrazione delle prossime generazioni, mentre i loro genitori e nonni restano ostinatamente legati alle terre dei loro antenati. Non del tutto al di sopra dal tentare il gesto, tanto faticoso quanto superfluo, di provvedere a riempire i fori pi\u00f9 piccoli con cumuli di terra veicolati grazie al sudore della propria fronte. Come se la disgregazione della Terra fosse arrestabile, in qualche maniera, dai semplici gesti della collettivit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oWqD0OwQC5E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-View-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34933\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-View-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-View-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-View-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Obruk-View.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Talune riprese dall&#8217;alto, probabilmente realizzate con l&#8217;aiuto di un drone, tendono a ricordare gli scenari post-apocalittici della cinematografia di genere, con mostri ed altre orribili creature che riemergono dalle profondit\u00e0 del mondo. Dopo tutto, come si dice, c&#8217;\u00e8 ancora tempo&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il che in ultima analisi, non \u00e8 soltanto un semplice puntiglio oppur l&#8217;attaccamento a linee guida ormai superate. Quando si considera come l&#8217;intera regione di Konya sia responsabile, di fronte alla Turchia ed al mondo, della produzione di circa 2,5 milioni di tonnellate di grano annue, un&#8217;importante fonte di cibo all&#8217;interno di un mercato globale duramente fiaccato dal mutamento climatico e in epoca pi\u00f9 recente, la pandemia stessa. <br>Mentre il territorio continua insistentemente a mutare, in una fittizia commistione di apparente fertilit\u00e0 ed aridit\u00e0 pregressa, che porta ad un recedere sempre pi\u00f9 rapido delle acque nelle viscere occulte di un pianeta necessariamente disinteressato nei confronti delle nostre tribolazioni attuali o ancora meramente teorizzate. Bench\u00e9 sia ormai particolarmente difficile immaginare un futuro in cui tutto possa continuare allo stesso modo, a partire da presupposti che negano la stessa possibile presenza di una soluzione. Perch\u00e9 come si \u00e8 soliti dire, una volta toccato il fondo resta solamente l&#8217;opportunit\u00e0 di scavare. Oppure qualche volta, l&#8217;opportunit\u00e0 di osservare il dipanarsi pressoch\u00e9 automatico di un quel processo. Quando \u00e8 ormai troppo tardi, per protestare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le proporzioni sono tutto quando si sta tentando di osservare un fenomeno, nella speranza di comprenderne la portata ed il significato all&#8217;interno di un contesto sufficientemente vasto da fornire uno spunto d&#8217;analisi ulteriore. Prendi ad esempio, la realt\u00e0 osservabile di un foro circolare, in quella che pu\u00f2 essere soltanto definita come una superficie di colore &#8230; <a title=\"Scoscesi obruk, le impressionanti vie segrete verso il sottosuolo dell&#8217;Anatolia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34930\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Scoscesi obruk, le impressionanti vie segrete verso il sottosuolo dell&#8217;Anatolia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[232,2669,1871,2589,1536,374,2587,119,6195,2872,766,194,1691,6196,889,2864,1351,1366,89,213],"class_list":["post-34930","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-agricoltura","tag-anatolia","tag-buchi","tag-carsismo","tag-dal-mondo","tag-disastri","tag-doline","tag-eventi","tag-fori","tag-frane","tag-futuro","tag-geologia","tag-irrigazione","tag-konya","tag-pericolo","tag-problemi","tag-profondita","tag-sottosuolo","tag-strano","tag-turchia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34930"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34934,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34930\/revisions\/34934"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}