{"id":34907,"date":"2022-01-15T06:22:40","date_gmt":"2022-01-15T05:22:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34907"},"modified":"2022-01-15T06:23:11","modified_gmt":"2022-01-15T05:23:11","slug":"la-pista-elettrica-che-conduce-verso-lolimpo-delle-automobiline-iperspaziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34907","title":{"rendered":"Scintille sulla pista che conduce oltre l&#8217;Olimpo delle automobiline iperspaziali"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GtwkRd6zHwg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Europe-Championship-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34908\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Europe-Championship-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Europe-Championship-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Europe-Championship-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Europe-Championship.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un&#8217;atmosfera tesa nella stanza, quasi elettrica. Quel suono sibilante e quell&#8217;odore tipico di plastica bruciata. Il gruppo di persone concentrate fino all&#8217;inverosimile, con stretti tra le mani una variegata e stravagante serie di filocomandi. La grande pista, costruita al centro dell&#8217;ampio spazio a disposizione, percorsa nella sua interezza da una serie di fessure parallele di un colore diverso e in grado di seguire ogni curva, ciascun rettilineo. Ma nessuna traccia, a un&#8217;occhio meno che allenato, di veicoli su ruote intenti a gareggiare&#8230; Dove sono le macchinine? Possibile che stiano tutti recitando solamente un ruolo all&#8217;interno di una ricostruzione digitale dei tempi ormai trascorsi? D&#8217;un tratto, si ode un suono di plastica che urta il metallo; un piccolo oggetto variopinto, materializzandosi a ridosso della sponda del circuito, rimbalza rovinosamente sul terreno. Uno degli addetti alza il braccio a segnalare l&#8217;incidente, i concorrenti smettono di premere i rispettivi pulsanti. Sette piccole automobili aerodinamiche, come per magia, compaiono in punti diversi del circuito, momentaneamente ferme per permettere il recupero della collega uscita dal suo alloggiamento. Passano uno, due secondi prima che sia stata messa nuovamente in carreggiata. Il giudice abbassa il braccio. Le automobili scompaiono di nuovo. Apoteosi.<br>Il che rientra d&#8217;altra parte nella norma per questo particolare tipo di sport motoristico da camera, identificato nell&#8217;idioma anglosassone con il binomio di <em>slot car<\/em>. Ma che noi italiani particolarmente se non iniziati, siano soliti semplicemente definire pista per i modellini o pista elettrica per bambini. Laddove la realt\u00e0 dei fatti ci dimostra come questo possa essere un giocattolo soltanto a giorni alterni, all&#8217;interno di un ideale calendario in cui si possa dipanare una competizione tra hobbisti consumati, ovvero uomini e qualche donna che abbiano voluto dedicare lunghissime ore al perfezionamento e la realizzazione del pi\u00f9 perfetto ideale coerente ad una tale prassi tecnologica di base. Fatta risalire normalmente al 1912 ed alla compagnia produttrice di trenini elettrici statunitense Lionel, che pens\u00f2 bene d&#8217;inserire nei propri cataloghi una soluzione basata su piccoli binari sopraelevati. In cui il partecipante al gioco potesse non soltanto mettere in movimento il proprio automezzo o una coppia di questi, ma anche controllarne e regolarne la velocit\u00e0 mediante l&#8217;impiego di un semplice comando poggiato a terra. Il prodotto ebbe un successo relativamente contenuto, tuttavia, ed \u00e8 possibile che l&#8217;inizio della grande guerra abbia contribuito alla sua uscita di produzione. Ci sarebbe voluto cos\u00ec fino agli anni &#8217;50 perch\u00e9 ai club di corsa britannici con piccoli veicoli alimentati a benzina venisse in mente di provare a utilizzare quello stesso principio traferito all&#8217;interno di una rientranza metallica all&#8217;interno della pista stessa, da cui prelevare corrente mediante l&#8217;uso di una spazzola sotto il telaio, ricreando il concetto originario all&#8217;interno di un contesto gi\u00e0 diretto a una competizione di abilit\u00e0 individuale. Cos\u00ec ciascun concorrente venne dotato di un comando da tenere in mano, mentre la personalizzazione delle auto diventava un componente niente meno che primario per riuscire a prevalere contro la concorrenza. Furono gli anni d&#8217;oro di questo particolare passatempo, mentre all&#8217;altro lato dell&#8217;oceano si affermava la compagnia di modellini Scalex, creatrice della linea Scalextric, capace di correre lungo quel tipo di piste mantenendo nel contempo l&#8217;aspetto in scala di vere automobili ricostruite nei minimi dettagli. Il che avrebbe portato all&#8217;affermazione di una cognizione pubblica internazionale, secondo cui le piste elettriche dovessero impiegare preferibilmente una scala di 1:24 o 1:32, con la seconda preferita negli ambiti concorrenziali in quanto pi\u00f9 adatta al raggiungimento di velocit\u00e0 particolarmente elevate. In breve tempo, club dedicati alla pratica di questo particolare passatempo iniziarono a fare la loro comparsa al primo piano dei pub, nei centri commerciali, nei cinema, dentro gli edifici di raduno municipali&#8230; Il che corrispondeva alla possibilit\u00e0 di andare oltre, all&#8217;interno di ambiti pi\u00f9 vasti e funzionali di quanto fosse mai possibile realizzare tra le mura della propria residenza. Da qui all&#8217;evoluzione pratica del concetto di partenza mancava veramente poco, mentre l&#8217;idea del realismo estetico passava gradualmente in secondo piano. Fu quindi la ricerca della massima efficienza, tenuta di strada e velocit\u00e0, a risultare capace di creare il concetto iperbolico della saettante <em>wing car<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Rzl5lIakYeQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Wing-Car-Racing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34910\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Wing-Car-Racing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Wing-Car-Racing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Wing-Car-Racing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Wing-Car-Racing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La preparazione e riparazione sul campo delle automobili con alettone costituisce un aspetto primario di questa tipologia di gare. Per questo il periodo tra una gara e l&#8217;altra, come avviene nei rally, viene attentamente cronometrato nel corso di ciascuna lega.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facilmente ricostruibile, almeno a partire da Internet una cronologia precisa dell&#8217;evoluzione dell&#8217;automobilina elettrica, sebbene il forum specializzato Slot Blog offra diversi spunti d&#8217;approfondimento interessanti. Come quello proposto dall&#8217;utente veterano Tonyp, che <a href=\"http:\/\/slotblog.net\/topic\/7637-wing-cars-what-makes-them-so-popular\/page-2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in un suo post attribuisce la prima realizzazione<\/a> del veicolo moderno da <em>slot racing<\/em> per cos\u00ec dire &#8220;estremo&#8221; all&#8217;exploit del campione Bob Emott, vincitore nel 1969 del campionato tenutosi nel sobborgo londinese di Tottenham, luogo d&#8217;origine dell&#8217;omonimo club calcistico. Con un tono scherzosamente infastidito, nei confronti di colui che mostr\u00f2 al mondo dello <em>slot racing<\/em> come estetica e funzionalit\u00e0 non possano sempre andare di pari passo, particolarmente quando s&#8217;intende la prima in qualit\u00e0 di mera riproduzione di concetti utili nel campo degli sport motoristici a dimensione reale. Questo perch\u00e9 nel momento in cui si tenta di raggiungere la velocit\u00e0 pi\u00f9 elevata possibile, in una pista lunga fino a 40 metri ma necessariamente disposta all&#8217;interno di una singola stanza, la quantit\u00e0 di curve tender\u00e0 a sorpassare necessariamente la lunghezza complessiva dei rettilinei. Dando uno spazio niente meno che primario all&#8217;importanza dell&#8217;aerodinamica, pena il catapultarsi irrimediabile dei concorrenti fuori dall&#8217;alloggiamento dopo poco meno di met\u00e0 di giro. Ragion per cui l&#8217;originale produttore, ed i molti entusiastici seguaci di questa particolare disciplina progettuale, avrebbero iniziato a personalizzare le proprie <em>slot cars<\/em> mediante l&#8217;aggiunta di grandi alettoni costruiti in lexan trasparente, un tipo di plastica flessibile al punto da piegarsi per l&#8217;effetto del vento durante l&#8217;esecuzione della gara. Garantendo in questo modo non soltanto l&#8217;aderenza alla pista, ma anche una pi\u00f9 efficace alimentazione mediante il sistema della spazzola poggiata sul binario sottostante. I risultati raggiungibili furono talmente validi e fulminei, a questo punto, da giustificare la creazione di categorie su diversi livelli, sebbene non sarebbero mai stati definiti degli standard su scala globale alla maniera analoga a quanto successo nell&#8217;inizio del secolo per quanto concerneva gli sport motoristici per cos\u00ec dire &#8220;reali&#8221;. Particolarmente all&#8217;interno dei campionati organizzati dalla compagnia statunitense produttrice delle piste di grandi dimensioni AMCR (American Model Car Raceways) operativa a partire dagli anni &#8217;50 coerentemente alle quali vennero istituite le tre divisioni di velocit\u00e0 crescente G12, G27 e G7, dove soltanto quest&#8217;ultima non prevedeva alcun tipo di restrizione, permettendo il raggiungimento di velocit\u00e0 particolarmente impressionanti. Fino a quella riportata dal Guinness dei Primati nel 2008 di 49 Km orari, corrispondenti a ben 1581 se immaginati all&#8217;effettiva scala di un&#8217;automobile capace di trasportare persone. Tanto che anche senza raggiungere una simile vetta, le tipiche gare di categoria G7 sono solite contare verso la loro fine svariate centinaia di giri, percorsi a velocit\u00e0 supersonica e inframezzati soltanto dall&#8217;occasionale pausa per rimettere in pista le automobili volate gi\u00f9 dalla pista. Il vincitore, normalmente, viene individuato in base alla distanza complessiva percorsa, misurata grazie all&#8217;uso di una fotocellula piazzata in corrispondenza della linea del Go. E qualora due concorrenti si trovino all&#8217;interno dello stesso giro all&#8217;esaurimento del tempo, verr\u00e0 giudicato il vincitore in base a quale si trovava pi\u00f9 prossimo al suo completamento.<br>La gara tra <em>wing cars<\/em>, nella sua forma pi\u00f9 pura, \u00e8 una mera esecuzione di ritmiche pressioni di un pulsante. Poich\u00e9 reagire dinamicamente alle singole curve del percorso risulta necessariamente impossibile, dato il completamento di un singolo giro nel tempo di un secondo o due, mentre la qualit\u00e0 del risultato ottenibile \u00e8 principalmente la risultanza delle qualit\u00e0 progettuali del mezzo, inclusive dell&#8217;impiego di una sorta di colla appiccicosa sulle ruote, tanto utile a restare aggrappati alle curve quanto invisa ai gestori delle istituzioni, costretti successivamente a ripulire la pista. Sullo stesso forum Slot Blog, a tal proposito, diversi utenti lamentano la presunta mancanza di abilit\u00e0 di guida richiesta in questo tipo di competizioni, dove spesso il vincitore \u00e8 semplicemente colui o colei che ha avuto il coraggio di avanzare a tavoletta per l&#8217;intero svolgimento della gara, nella speranza realizzatosi ben fondata che l&#8217;automobilina non volasse mai fuori. Uno strano tipo di gioco, in cui l&#8217;unica mossa vincente \u00e8 non frenare mai&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ViEf6KZfK1w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Scoring-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34909\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Scoring-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Scoring-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Scoring-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Slot-Car-Scoring.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Misurare la distanza percorsa ad occhio sarebbe niente meno che impossibile, ragion per cui ogni competizione \u00e8 dominata dalla presenza di uno schermo che raccoglie i dati forniti dalle fotocellule a bordo di ciascun veicolo. Ci\u00f2 elimina ogni possibile disquisizione visto come il distanziamento tra le auto in classifica possa facilmente raggiungere giri multipli, anche superiori alla decina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Diversi artifici tecnologici, a questo punto, diventano assolutamente primari nel massimizzare il raggiungimento dello scopo desiderato. Tra cui l&#8217;inclusione di un circuito all&#8217;interno del telecomando, chiamato <em>choke<\/em>, capace di ridurre l&#8217;erogazione di corrente in modo non lineare, permettendo un controllo migliore nelle curve. La cui evoluzione ulteriore, non \u00e8 troppo difficile immaginarlo, potrebbe essere individuata in una programmazione consequenziale dell&#8217;attivazione dello stesso, in base a tempistiche preventivamente individuate nei giri di prova. Perci\u00f2 fino a quale imminente giorno futuro il controllo individuale e la precisione delle proprie dita continuer\u00e0 a rappresentare un elemento primario dell&#8217;interfaccia uomo macchina in queste gare sovrumane, non \u00e8 del tutto chiaro. Ma forse anche questo rappresenta parte del loro fascino, cos\u00ec perfettamente commisurato alle specifiche angolazioni di un ambito irriproducibile altrove. Nel quale si \u00e8 gi\u00e0 raggiunto il punto in cui la mente ed i riflessi, piuttosto che la tecnologia, costituiscono il collo di bottiglia di un progresso ulteriore. Dopo tutto, \u00e8 risaputo che le macchine siano destinate a controllare il mondo&#8230; Anche se dovesse trattarsi soltanto di una sua versione ricoperta in metaforico asfalto plasticoso, riprodotta in una praticissima scala 1:32.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;atmosfera tesa nella stanza, quasi elettrica. Quel suono sibilante e quell&#8217;odore tipico di plastica bruciata. 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