{"id":34890,"date":"2022-01-12T06:30:30","date_gmt":"2022-01-12T05:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34890"},"modified":"2022-01-12T06:31:21","modified_gmt":"2022-01-12T05:31:21","slug":"tre-spade-inusitate-per-sancire-lunione-millenaria-della-norvegia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34890","title":{"rendered":"Tre spade inusitate per sancire l&#8217;unione millenaria della Norvegia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y0ovZhfZLZw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Sword-Monument-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34891\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Sword-Monument-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Sword-Monument-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Sword-Monument-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Sword-Monument.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una quantit\u00e0 sproporzionata di conflitti assolutamente determinanti per il corso della storia umana furono del tipo in grado di coinvolgere una o pi\u00f9 navi, una baia, un golfo, un fiordo marino. Quale miglior modo \u00e8 possibile immaginare, del resto, per riunire assieme grandi quantit\u00e0 di uomini, potenzialmente armati fino ai denti, in spazi stretti ed agguerriti, sotto l&#8217;autorit\u00e0 di un singolo ammiraglio, che issare una bandiera personale sulla tolda di multipli vascelli&#8230; Poco prima di orientarne le prue all&#8217;indirizzo del nemico, come fossero altrettante punte di lancia pronte a spargerne il prezioso sangue tra l&#8217;onde. Sale, fuoco, ferro ed ambizione, furono i principi in grado di guidare tali condottieri e i loro equipaggi, contro moltitudini altrettanto convinte di essere nel giusto. Ma soltanto uno dei rispettivi schieramenti, in ciascun&#8217;ora del conflitto, avrebbe avuto l&#8217;occasione di lasciare il proprio nome a lettere cubitali nelle cronache indirizzate alla posterit\u00e0. Figure tanto imponenti, persino colossali, da sfidare l&#8217;immaginazione. <br>Ma non l&#8217;arte: vedi l&#8217;imponente spada del primo re Harald Bellachioma riconoscibile per l&#8217;elsa con l&#8217;effige incoronata, piantata saldamente nelle rocce sulla riva dello Hafrsfjord per svettare verso il cielo assieme a quella dei suoi due ultimi e pi\u00f9 tenaci nemici, importante baia della penisola di Stavanger, punto d&#8217;approdo alla partenza ed al ritorno per innumerevoli spedizioni da parte del temuto popolo dei Vichinghi. Siamo nell&#8217;anno del Signore 872, oppure 880, o addirittura 890, in base a quale saga nordica vogliamo usare come fonte ragionevolmente affidabile in materia, quando il suddetto sovrano, figlio del grande capo regionale Halfdan il Nero nonch\u00e9 uno dei possibili scopritori dell&#8217;Islanda, essendo giunto a controllare l&#8217;intera parte orientale del territorio oggi appartenente alla nazione norvegese, assieme alla parte dell&#8217;attuale Svezia chiamata V\u00e4rmland, potrebbe essersi trovato ad affrontare una coalizione formata da coloro che ancora resistevano al suo potere, guidata dai due capi Eir\u00edkr di Hordaland e S\u00falki di Rogaland, assieme ad altre figure di primo piano tra cui i fratelli Hr\u00f3aldr e Haddr di Telemark e re Kj\u00f6tvi di Agder. La ragione per cui utilizzo il condizionale in merito ad eventi di una simile importanza \u00e8 che per quanto ci \u00e8 dato comprendere dalla loro frequente divergenza d&#8217;opinioni, non tutti gli autori delle opere letterarie co\u00e9ve mantenevano un&#8217;aderenza pressoch\u00e9 totale alla realt\u00e0 dei fatti, preferendo favorire nelle proprie narrazioni i rispettivi potenziali mecenati, protettori o semplici possibili ricercatori di soddisfazione per la possibile offesa percepita nelle loro parole. Cos\u00ec la principale cronaca su cui tende a basarsi ogni resoconto possibile della battaglia in questione, la Egils Saga Skallagr\u00edmssonar, possibilmente scritta dall&#8217;importante figura di Snorri Sturluson (1178-1241) parla di figure spropositate e i loro significativi atti di eroismo, che si muovono accompagnate dalle gesta di una quantit\u00e0 stimabile di fino 250 navi. Corrispondenti, grossomodo, a 10.000 uomini complessivi, il che sarebbe ampiamente bastato a farne uno dei conflitti armati pi\u00f9 monumentali della storia nazionale fino a quel momento, se non dell&#8217;intero periodo dell&#8217;Alto Medioevo, da cui sarebbe emerso un paese forte e indivisibile, capace di resistere per molti secoli a venire. Aggiungete a tutto questo la maniera in cui al concludersi delle ostilit\u00e0, gli sconfitti sarebbero scappati via per terra e per mare, cos\u00ec da giungere a colonizzare tra gli altri luoghi la pi\u00f9 famosa isola vulcanica dell&#8217;Atlantico, per comprendere come potremmo trovarci di fronte ad uno dei pi\u00f9 importanti punti di svolta nella storia dei paesi del Nord.<br>Abbastanza da giustificare, e in qualche modo motivare, la costruzione di un cos\u00ec pregno e affascinante monumento. Quello che parrebbe derivare, in maniera tangibile sebbene surreale, dal gesto topico di uno o pi\u00f9 giganti, finalmente soddisfatti dei traguardi raggiunti, al punto da potersi liberare del peso significativo delle armi. La famosa metafora della &#8220;spada nello scoglio&#8221; che non sembra conoscere confini culturali n\u00e9 limiti d&#8217;applicazione per l&#8217;imprescindibile chiarezza del messaggio contenuto in essa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aGXO4V7SPms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34893\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;effettiva dimensione delle spade pu\u00f2 essere apprezzata solamente con delle figure umane a fianco. E immaginate quale giganteggiante statua ci sarebbe voluta, per riuscire a sollevarle&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alte 10 metri e costruite in bronzo, presumibilmente da una singola fusione, le tre spade dell&#8217;odierno sobborgo di Madla, non troppo lontano dal centro urbano di Stavanger, furono rivelate ufficialmente al pubblico nel corso di una solenne cerimonia al cospetto di re Olav V nel 1983, grazie all&#8217;opera dello scultore Fritz R\u00f8ed originario della cittadina di Bryne nella contea di Rogaland. Costruite con l&#8217;esplicita nonch\u00e9 palese intenzione di riprendere l&#8217;aspetto della tipica spada vichinga, nonch\u00e9 anticate nella maniera in cui potrebbero esserlo tali implementi in seguito al ritrovamento in una tomba o altro sito archeologico sotterraneo, le imponenti armi mostrano inoltre una colorazione ferrosa possibilmente dovuta a specifici trattamenti, poich\u00e9 difficilmente la tonalit\u00e0 brunita della lega bronzea avrebbe potuto rappresentare il vero materiale degli oggetti rappresentati. Ci\u00f2 che traspare invece in modo pressoch\u00e9 spontaneo, \u00e8 il chiaro messaggio pacifico inerente nella scena immaginabile, dei tre sovrani che depongono una volta per tutte ogni potenziale intento di continuare a combattersi, senza giungere a vendette particolarmente crudeli nei confronti dei rispettivi suddite o dinastie. Il che risulta certamente assai pi\u00f9 facile da immaginare, quando mancano le fonti dettagliate di conflitti pi\u00f9 prossimi a noi, spesso crudamente dettagliate nel descrivere le spaventose conseguenze di scontri dalle ramificazioni tanto estese. Al punto che osservando il dipinto della battaglia del celebre pittore militare, in Norvegia e negli Stati Uniti, nonch\u00e9 soldato dei proverbiali due mondi Ole Peter Hansen Balling (1823 \u2013 1906) il caotico momento di un abbordaggio tra le agili <em>drakkar<\/em>\u00a0o <em>dreki<\/em> diventa un fermo immagine quasi poetico, in cui eroismo e sprezzo del pericolo si fondono nel balzo di un guerriero arrampicato sull&#8217;alberatura marittima con il suo arco e frecce. Mentre al di sotto, una marea d&#8217;umanit\u00e0 inselvatichita si lancia pietre, dardi e incrocia le spade, asce e clave al fine di poter riuscire a prevalere sull&#8217;altrui visione delle cose. Una rappresentazione tipicamente epica in cui le gesta di pochi, incluso il suonatore di corno sullo sfondo, sembra determinare il fato dei loro sottoposti, in maniera analoga a quella desumibile dalla stessa narrazione della Egils Saga, da cui possiamo tentare di desumere almeno in parte l&#8217;andamento effettivo della battaglia. Nella quale il re Harald Bellachioma si trova gi\u00e0 all&#8217;interno del fiordo con la sua flotta, quando giungono a sfidarlo le forze congiunte dei suoi avversari storici, alleatosi alle loro spalle. Altre interpretazioni vedono accadere d&#8217;altra parte esattamente il contrario, con lui che li aggredisce per primo cercando soddisfazione alle mire di conquista che avevano guidato le sue gesta  fino a quel momento. Ci\u00f2 detto, conosciamo almeno in parte la formazione degli ufficiali coinvolti dalla parte del forte sovrano del V\u00e4rmland, tra cui temuti guerrieri del calibro di Thorolf Kveldulfsson, con il fedele uscarlo Thorgils l&#8217;Urlatore (<em>Gjallandi<\/em>) nonch\u00e9 B\u00e1r\u00f0ur il Bianco seguito da 12 temibili berserker (individui capaci di lasciarsi travisare dalla furia guerriera) posizionati sulla prua della nave ammiraglia, come una testa dell&#8217;ariete verso il cuore della formazione avversaria. Come ci si potrebbe aspettare in questo tipo di narrazione, la battaglia \u00e8 quindi aperta da uno scontro diretto condotto dall&#8217;eroe, con la nave di Harald che si trova affiancata da quella del rinomato guerriero Th\u00f3rir Lungomento, destinato a cedere sotto i colpi di quel formidabile equipaggio, dinnanzi al quale non pu\u00f2 fare a meno di soccombere in un glorioso scambio di fendenti, potenzialmente assestato con spade non dissimili da quelle dell&#8217;odierno monumento. Meno facile sarebbe stato lo scontro successivo, contro il condottiero \u00d6nundur \u00d3feigsson, che si rivel\u00f2 capace non soltanto di annientare il luogotenente reale  Kveldulfsson perdendo a sua volta una gamba, ma porre in essere l&#8217;arrembaggio nel corso del quale lo stesso  B\u00e1r\u00f0ur il Bianco avrebbe ricevuto una ferita mortale. Ormai fiaccati dalla lunga battaglia, gli uomini che si erano contrapposti alle mire di Harald si trovarono tuttavia accerchiati dai suoi uomini, con un ultimo gruppo asserragliato su una piccola isola ai margini del fiordo, sotto la guida dell&#8217;ultimo condottiero che gli era rimasto, il re Kj\u00f6tvi il Ricco. Qui, sconfitti per un&#8217;ultima volta, si dice che ricevettero clemenza dal conquistatore, potendo emigrare liberamente verso terre lontane come l&#8217;Islanda o persino la semi-leggendaria Vinland, nome vichingo attribuito al Nuovo Mondo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Id0m443Cf1I\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-at-Night-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34892\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-at-Night-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-at-Night-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-at-Night-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/01\/Hafrsfjord-Swords-at-Night.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nella notte del fiordo parzialmente congelato, le tre spade splendono di luce rossa sovrannaturale. Una scelta che difficilmente potremmo giudicare scevra di un certo gusto del macabro, tendendo a rievocare i copiosi fiumi di sangue versati dagli antichi predecessori.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene l&#8217;effettivo svolgimento di questa battaglia sia largamente destinato a rimanere misterioso, cos\u00ec come l&#8217;entit\u00e0 delle forze coinvolte in esso, nella concezione della moderna nazione norvegese esso sarebbe stato identificato come singolo evento di maggiore rilevanza in un lungo processo d&#8217;unificazione, che oggi gli storici ritengono possa essersi esteso per parecchi secoli di manovre politiche e soltanto occasionali scontri armati. Ci\u00f2 detto resta indubbio come successivamente ad un tale data, nessuno dei piccoli regni del paese avrebbe pi\u00f9 potuto vantare le risorse, o l&#8217;ambizione necessaria a sfidare le imponenti forze della casa reale, rendendo nei fatti palese l&#8217;inizio di un lungo periodo di pace interna, antecedente alla formazione di tanti altre realt\u00e0 indivisibili nel resto del Nord-Europa. Nel 1830 dunque, grazie all&#8217;opera dello storico Rudolf Keyser, la datazione della battaglia dello Hafrsfjord venne fatta risalire ufficialmente all&#8217;872 in base agli anni che sarebbero passati fino a quella di Svolder (1000 d.C.) in base alla saga della Heimskringla, per raggiungere una data oggi considerata probabilmente inesatta. Il che non avrebbe d&#8217;altronde impedito allo stato di celebrarne l&#8217;anniversario millenario nel 1872, con una serie di celebrazioni che avrebbero incluso l&#8217;erezione del monumento simile ad un obelisco dello Haraldshaugen, presso la distante localit\u00e0 di Haugesund ad opera dell&#8217;architetto Christian Christie. Ancora molti anni sarebbero dovuti trascorrere, tuttavia, perch\u00e9 l&#8217;iniziativa molto pi\u00f9 moderna di rappresentare la titanica imponenza di questi personaggi storici, mediante le loro spade deposte <em>in absentia<\/em> sulla costa dell&#8217;Atlantico tempestoso, potesse ritrovarsi esemplificata da un tutt&#8217;altro tipo di monumento. Senz&#8217;altro pi\u00f9 moderno, forse pi\u00f9 sinistro nel suo aspetto apprezzabile in linea superficiale. Ma cos\u00ec ricco di taglienti implicazioni, mai cos\u00ec affilate attraverso le tortuose peregrinazioni delle alterne generazioni trascorse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una quantit\u00e0 sproporzionata di conflitti assolutamente determinanti per il corso della storia umana furono del tipo in grado di coinvolgere una o pi\u00f9 navi, una baia, un golfo, un fiordo marino. 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