{"id":34647,"date":"2021-12-08T06:25:58","date_gmt":"2021-12-08T05:25:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34647"},"modified":"2021-12-08T06:29:21","modified_gmt":"2021-12-08T05:29:21","slug":"il-devastante-impatto-della-mega-pigna-che-genera-crateri-nei-giardini-australi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34647","title":{"rendered":"Il devastante impatto della mega-pigna che genera crateri nei giardini australi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/90BzUkQ455k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pine-at-Corowa-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34649\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pine-at-Corowa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pine-at-Corowa-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pine-at-Corowa-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pine-at-Corowa.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;inizio del mese di dicembre, come ogni anno, ha inizio il nuovo capitolo di un&#8217;eterno conflitto tra uomo e natura. Quello che finisce per costare, inevitabilmente, la vita a svariati milioni di abeti, tagliati nel fiore degli anni all&#8217;altezza delle nostre caviglie, per essere caricati su di un camion, trasportati nelle nostre case e ornati di sferoidi vetrinati, stelle e croci scintillanti come macabri trofei di un cacciatore di taglie. Il che rientrerebbe pienamente nella logica di quest&#8217;industria, degli arbusti usati in qualit\u00e0 di materia prima per i sogni e gli obiettivi della civilizzazione, se non fosse per l&#8217;utilit\u00e0 piuttosto limitata di una simile operazione: non \u00e8 forse possibile, persino qui, persino adesso, celebrare il Natale senza fare ricorso ad un&#8217;usanza significativa solo per le cognizioni ereditate da paesi lontani? Non era possibile, piuttosto, limitarsi a fare il presepe? E non potrebbe forse essere questa qui l&#8217;origine, volendo rintracciare i flussi karmici dell&#8217;Universo, del massacro potenziale che si compie ogni anno tra gennaio e marzo, in tutti i luoghi in cui un diverso tipo d&#8217;albero ha trovato terra fertile e l&#8217;opportunit\u00e0 di raggiungere la potenziale altezza di 30-45 metri? Quando tali tronchi vengono regolarmente recintati. Affiggendogli cartelli che pronunciano l&#8217;avviso: &#8220;DANGER! Pericolo! Non sostate sotto il <em>bunya-bunya<\/em>. Parcheggiate le vostre auto altrove. Ogni trasgressore, agir\u00e0 a proprio esclusivo rischio e pericolo.&#8221; Considerazioni di primaria e logica importanza&#8230; Quando una pianta proveniente dall&#8217;Australia vanta un nome ripetuto in una delle lingue aborigene (vedi <em>gympie-gympie<\/em>, l&#8217;albero urticante che pu\u00f2 dare sofferenza imperitura) sarebbe particolarmente opportuno prenderla sul serio. Una visione dei fatti per la quale l&#8217;<em>Araucaria bidwillii<\/em>, conifera sempreverde del Queensland e zone limitrofe, non fa certamente eccezione. Vista l&#8217;abitudine largamente acclarata, conseguenza dei percorsi imprevedibili dell&#8217;evoluzione, a generare pigne del diametro approssimativo di una zucca, e il peso che pu\u00f2 talvolta raggiungere i 18 Kg. Abbastanza per precipitare senza nessun tipo di preavviso, secondo un preciso disegno, conto cose o persone che dovessero trovarsi a transitare di l\u00ec. Abbastanza per segnare in modo significativo il tetto di un&#8217;automobile. Abbastanza da riuscire a fratturare un cranio umano.<br>Formalmente definito con il popolare ossimoro di fossile vivente, tanto impropria quanto quella di essere un &#8220;pino&#8221;, per la sua origine rintracciabile fino all&#8217;era del Giurassico (200&lt;>149 <em>mya<\/em>) questo albero dalla forma suggestivamente simmetrica giungerebbe a ricordare vagamente quella di un fuso da cucito, se non fosse per disposizione caratteristicamente rada dei suoi rami mediani. Un&#8217;accorgimento biologico, quest&#8217;ultimo, potenzialmente utile a rendere meno probabile l&#8217;auto-impollinazione, trattandosi di una pianta dioica ovvero dotata di fiori appartenenti ai sessi femminile &amp; maschile, disposti rispettivamente nella parte bassa e quella alta della sua significativa altezza. Il che fa necessariamente parte dell&#8217;inganno di un fato malevolo, quando si considera come soltanto i primi siano responsabili della creazione delle pericolose bombe dalla ruvida scorza, in posizione particolarmente difficile da individuare dal livello del terreno. Avendo mietuto pi\u00f9 di una vittima, nel corso delle ultime decadi, in tutti quei paesi dal clima adatto ma dove tali alberi non sono nativi, essendo stati trapiantati in forza del loro attraente aspetto decorativo. Ed \u00e8 cos\u00ec che ancora oggi, continua a compiersi la dura ed implacabile vendetta di queste radici determinate a veder applicata la legge del contrappasso; l&#8217;ultimo e pi\u00f9 eclatante caso a San Francisco nel 2015, ai danni di un uomo che si era adagiato a sonnecchiare sugli invitanti prati del Maritime National Historical Park, dove alberi di tutto il mondo offrono uno scenario esteticamente memorabile. Finendo per essere colpito alla testa da una di queste pigne ragionevolmente letali, un incidente destinato a costargli ben tre operazioni con danni permanenti al cervello, ed alla citt\u00e0 una causa comprensibile da 5 milioni di dollari. Visto come avvisi di pericolo siano stati affissi, ma soltanto DOPO il fatto compiuto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TQNjgEM3cIw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pinecone-Preparation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34650\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pinecone-Preparation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pinecone-Preparation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pinecone-Preparation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Pinecone-Preparation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La raccolta ed apertura del frutto di bunya \u00e8 una mansione piuttosto complessa, che tende a richiedere strumenti come pinze regolabili, schiaccianoci ed un lungo cacciavite. La poca manualit\u00e0, tendenzialmente, pu\u00f2 portare conseguenze particolarmente sgradite.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di tenersi a ragionevole distanza dai pini di bunya nel periodo di caduta delle sue impressionanti pigne costituisce d&#8217;altra parte un semplice fatto della vita per coloro che lo conoscono gi\u00e0 da tempo. Il che non semplifica in alcun modo l&#8217;accettazione di un tale problema, alla base di molte rimozioni preventive di esemplari incolpevoli di tale pianta, che d&#8217;altra parte non pu\u00f2 in alcun modo essere ritenuta responsabile di fare ci\u00f2 per cui la natura \u00e8 giunta a definirne le caratteristiche biologiche e riproduttive inerenti. Le quali includevano, all&#8217;origine remota della sua esistenza, una probabile associazione niente meno che diretta a tutti quei dinosauri saurischi e sauropodi dal collo lungo, abituati a consumare il contenuto nutritivo di queste incomparabili palle di cannone. Ovvero le svariate dozzine di noci, nascoste ciascuna all&#8217;interno di una delle dure scaglie della pigna, il cui aspetto appare simile a quello di pinoli sovradimensionati, con un sapore attraente descritto come una via di mezzo tra l&#8217;amido delle patate e una castagna. Preferibilmente una volta cotto, tramite tostatura o bollitura, secondo le usanze ereditate da molti popoli del territorio australiano e non solo, essendo questi alberi attestati anche in Nuova Zelanda, Nuova Caledonia e Papua Nuova Guinea. Per non parlare anche di terre lontane a patto che le temperature non raggiungano mai condizioni opportune al gelo, come avviene nella gi\u00e0 citata California, ma anche inaspettatamente a Coimbra, in Portogallo, o nell&#8217;area irlandese di Dublino, riscaldata da venti provenienti dalla corrente del Golfo. Impossibile invece il trapianto in luoghi come l&#8217;Italia o il resto dell&#8217;Europa Occidentale, dove a questo arbusto viene preferito il relativamente simile <em>Araucaria araucana<\/em> o &#8220;albero del puzzle di scimmia&#8221;, dotato di simili pigne giganti accompagnate da caratteristiche foglie spiraleggianti attorno ai rami, tanto intricati da presumere che un primate potrebbe restare bloccato all&#8217;interno della sua chioma. <br>Il pi\u00f9 profondo e pregno significato culturale posseduto dal <em>bunya-bunya<\/em> \u00e8 rintracciabile tuttavia nelle culture aborigene della zona del Queensland australiano, dove sin da tempo immemore le trib\u00f9 erano solite riunirsi intorno ai mesi del nuovo anno, con il celebrato pretesto di raccogliere e consumare in diversi modi tradizionali le noci prodotte da questi alberi, tra cui la farina di un pane considerato sacro agli Dei animistici del mondo. Il cui consumo diventava un&#8217;occasione, niente affatto accidentale, di mettere da parte le rispettive differenze ed ogni possibile conflitto tra le diverse comunit\u00e0, permettendo agli anziani di celebrare i riti religiosi e stabilire i nuovi termini di legge o i limiti dei territori condivisi tra i rispettivi clan familiari. Queste feste del bunya, come venivano chiamate, sarebbero in seguito diventate progressivamente pi\u00f9 rare, in forza della sempre maggiore rarit\u00e0 di questi alberi, largamente ed eccessivamente sfruttati per la ben nota qualit\u00e0 del loro legno. Particolarmente apprezzato nella produzione di strumenti musicali, ancora oggi, dato il possesso di qualit\u00e0 acustiche ritenute superiori a quelle di ogni altra materia prima immediatamente a disposizione. La coltivazione intensiva si \u00e8 del resto rivelata particolarmente difficoltosa, per il particolare approccio usato da quest&#8217;albero nella sua germinazione. Che prevede, una volta che la pigna \u00e8 caduta a terra, la fuoriuscita dei semi e il loro gettito di una radice simile ad un tubero, che provveder\u00e0 quindi a tirare sotto terra l&#8217;intero germoglio. Il quale emerger\u00e0 soltanto entro un periodo di tre anni, molto variabile, sulla base di fattori esterni ed ambientali ancora largamente non acclarati, con lo scopo probabile di sfuggire al pericolo sempre presente degli incendi. Aggiungete a questo un tempo di maturazione molto lungo, vista la durata della vita pari o superiore ai 500 anni, ed una produzione di pigne anch&#8217;essa largamente erratica, per comprendere perch\u00e9 al momento macchie estensive di <em>A. bidwillii<\/em>  siano oggi ancora situate unicamente nell&#8217;iconico parco naturale dei monti di Bunya, dove taluni organi d&#8217;amministrazione tribale hanno tentato negli anni di ricostituire gli antichi raduni comunitari. Ma c&#8217;\u00e8 ancora davvero bisogno di una festa per riunirsi e scambiarsi storie, nell&#8217;epoca di Internet e Instagram, Reddit, Tik-Tok?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/45m1TvHmVmg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Mountains-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34648\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Mountains-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Mountains-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Mountains-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Bunya-Mountains.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La figura offerta in controluce da un boschetto di questi &#8220;pini&#8221; \u00e8 qualcosa di altamente caratteristico ed indicativo di una particolare regione d&#8217;appartenenza. Oggi, in ogni altro luogo, questi alberi crescono soprattutto come singoli esemplari isolati. Forse, per fortuna?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E c&#8217;\u00e8 forse da comprendere, sebbene non sia necessario condividerlo, l&#8217;odio profondo verso il proprio albero raccontato dalla signora di Sacramento, California, che nel 2020 divent\u00f2 famosa per l&#8217;abitudine di chiedere che i suoi visitatori indossassero un casco da cantiere prima d&#8217;entrare nel cortile di casa sua. O la scelta dei responsabili di una chiesa cattolica in Tasmania, che nel 2017 fecero abbattere un paio di questi alberi particolarmente beneamati per l&#8217;avvenuta distruzione di alcune automobili; prima che il disastro, senza nessun tipo di preavviso, potesse toccare a un visitatore umano del parcheggio antistante.<br>Scelte difficili, di un&#8217;epoca in cui persone ed organizzazioni vengono ritenute responsabili degli incidenti che possono avvenire all&#8217;interno delle proprie competenze immobiliari o propriet\u00e0. Il che non potr\u00e0 mai avere alcun tipo d&#8217;importanza, per l&#8217;altro tipo di processi, che fanno parte dell&#8217;imprescindibile funzionamento delle cose naturali. Eppure non \u00e8 privo di un certo tipo di cupa soddisfazione, immaginare la reazione di sempreverdi agli antipodi per la sofferenza stagionale dei propri distanti cugini boreali. Lasciando cadere il proprio dono meteorico, come la mela che avrebbe ispirato Isaac Newton, magari proprio nel giorno del suo stesso compleanno. Il 25 dicembre&#8230; Ricorrenza dai plurimi e talvolta imprevedibili significati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;inizio del mese di dicembre, come ogni anno, ha inizio il nuovo capitolo di un&#8217;eterno conflitto tra uomo e natura. 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