{"id":34635,"date":"2021-12-06T06:20:42","date_gmt":"2021-12-06T05:20:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34635"},"modified":"2021-12-06T06:20:55","modified_gmt":"2021-12-06T05:20:55","slug":"inseguendo-i-tentacoli-a-nastro-del-piu-grande-cappello-dei-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34635","title":{"rendered":"Inseguendo i tentacoli a nastro del pi\u00f9 grande cappello dei mari"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9bzQYKm3xTA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Giant-Phantom-Jelly-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34636\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Giant-Phantom-Jelly-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Giant-Phantom-Jelly-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Giant-Phantom-Jelly-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Giant-Phantom-Jelly.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 sapere che qualcosa esiste non \u00e8 mai la stessa cosa, a conti fatti, che poterne apprezzare la presenza tramite l&#8217;applicazione diretta di uno sguardo. Voltandosi di scatto, mentre un qualcosa di leggiadro sfiora la parte finale della nostra gamba, per scorgerne la forma vagamente indistinta nelle tenebre di quella che viene chiamata &#8220;zona di mezzanotte&#8221;. Tra i 1.000 e 4.000 metri sotto il livello del mare, dove ogni regola data per scontata viene sovvertita da un profondo e sostanziale mutamento delle regole, finch\u00e9 le cose rigide diventano del tutto vulnerabile, mentre ci\u00f2 che \u00e8 liscio, molliccio e semi-trasparente, pu\u00f2 trovarsi ai vertici della catena alimentare. Pur sembrando, e in molti modi assomigliando, a un semplice oggetto inanimato. In un mondo possibile, all&#8217;altro capo della progressione quantistica degli eventi, nelle vaste steppe eurasiatiche cavalcava un tipo differente di guerriero: sopra un cavallo a pelo ruvido di un&#8217;epoca glaciale che non \u00e8 mai davvero finita, egli impugna l&#8217;arco e alcune frecce, mentre un lungo mantello fluisce alle sue spalle ondeggiando nel vento. E sopra la sua testa, il simbolo inscindibile dalla sua casta: un copricapo dalla forma circolare e bombata. Con lunghi e festosi nastri a strascico, di una tonalit\u00e0 tendente al rosa scuro. In taluni circoli, si pensa ancora che la terra sia stata un tempo abitata dai giganti. E in questa versione alternativa della storia, ci\u00f2 dev&#8217;essere stato vero, visto come quel cappello avrebbe in seguito guadagnato la sacra scintilla della vita. Per potersi presentare, nelle vaste profondit\u00e0 marittime, con l&#8217;ampiezza complessiva di un intero metro. La lunghezza? Circa 10, ma dipende&#8230;<br><em>Stygiomedusa gigantea<\/em>, monotipica all&#8217;interno del suo genere, Il pi\u00f9 grande invertebrato predatore al mondo. Il pi\u00f9 alieno nuotatore degli abissi. Non tramite l&#8217;agitazione di una pinna, arti o coda, bens\u00ec la vera e propria pulsazione ritmica della membrana che costituisce il suo stesso corpo. Alla maniera tipica delle &#8220;vere&#8221; meduse o scifozoi, una soluzione all&#8217;opposto di quella del <em>velum<\/em> o <em>velarium<\/em>, rispettivamente appartenente a idrozoi e cubozoi, organo finalizzato a generare un flusso d&#8217;acqua che sospinge l&#8217;animale nella direzione desiderata. Ecco una creatura che potrebbe aver costituito la base per tante impressionanti leggende marinaresche, se soltanto non fosse stata osservata, dall&#8217;epoca della sua scoperta nel 1910, poco pi\u00f9 di un centinaio di volte e quasi tutte concentrate nelle ultime generazioni. Questo per la pessima abitudine, implicita nella sua stessa essenza, a disgregarsi pressoch\u00e9 istantaneamente non appena intrappolata in una rete a strascico, il principale (perch\u00e9 unico) strumento scientifico impiegato all&#8217;epoca per catturare esemplari oceanici da fare oggetto di studio. Cos\u00ec che persino oggi, l&#8217;occasione di vederne una viva e vegeta \u00e8 un qualcosa di notevolmente raro, degno di occupare una breve pagina all&#8217;interno della storia della biologia marina. Alla maniera garantita, ancora da una volta, dagli agili ricercatori dello MBARI (<em>Monterey Bay Aquarium Research Institute<\/em>) californiano, il pi\u00f9 produttivo centro di ricerca situato in prossimit\u00e0 di un profondissimo recesso marittimo. Ove illogiche creature vagano, senza un pensiero o alcuna valida preoccupazione su questa Terra. Fatta eccezione per il grande parallelepipedo motorizzato con 10 luci al LED da 17.700 e 10.000 lumen ciascuna, pi\u00f9 ulteriori 4 lampadine incandescenti da 250 watt ciascuna. Per cui pu\u00f2 essere soltanto una fortuna, che il senso della vista nella medusa in questione sia complessivamente distribuito in una catena di organi piuttosto semplici e non particolarmente proni a rimanere abbagliati, data l&#8217;abilit\u00e0 d&#8217;individuare al massimo le forme generali del fondale. Ma non le minuscole e ondeggianti prede che si trovano a oscillare all&#8217;interno della colonna acquatica. Perch\u00e9 mai inseguirle, d&#8217;altronde, quando per queste ultime risulta totalmente impossibile sfuggire alla vorace passivit\u00e0 di una simile divoratrice delle moltitudini indivise?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sszjsGGJzkk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Stygiomedusa-gigantea-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34638\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Stygiomedusa-gigantea-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Stygiomedusa-gigantea-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Stygiomedusa-gigantea-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/Stygiomedusa-gigantea.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Silenziosa e imperscrutabile, continua la sua marcia nei recessi oscuri della conoscenza. Lasciando tutti per lo pi\u00f9 incapaci di contare, anche soltanto approssimativamente, la pletora di esseri fagocitati al trascorrere di una vita fluttuante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Aspetto assai particolare nell&#8217;intera famiglia delle Ulmaridi, meduse cosmopolite diffuse in tutti i continenti fatta eccezione per l&#8217;Artico, \u00e8 a tal proposito l&#8217;assenza di cnidociti, nematocisti o altre tipologie di cellule capaci di paralizzare e avvelenare le prede. Questo in luogo della dote, non pienamente sottoposta ad alcun tipo di approfondimento scientifico, di riuscire a intrappolare il proprio cibo tramite l&#8217;ingombrante e particolare forma dei suddetti tentacoli, pi\u00f9 simili a strisce di stoffa che i normali arti parzialmente attorcigliati di una medusa, in qualche modo capaci di guidare il cibo verso l&#8217;apertura boccale e l&#8217;ampio stomaco situato subito dietro ad essa. Cos\u00ec da dare incidentalmente alla creatura un aspetto ancor pi\u00f9 surreale e impressionante, del tipo posseduto da visioni oniriche ai confini meno conoscibili dell&#8217;esistenza. Per quanto concerne l&#8217;effettivo ciclo vitale di questa creatura, la cui longevit\u00e0 resta comprensibilmente ignota, possiamo dunque fare affidamento sulle nozioni di tipo generalista che possediamo in merito alla sua vasta nonch\u00e9 variegata gen\u00eca. Le quali prevedono, successivamente al rilascio tra i flussi planktonici di cellule o gameti appartenenti ai due sessi distinti, la formazione di piccole larve definite <em>planulae<\/em>, capaci di orientarsi e pilotare almeno in parte il proprio moto ondeggiante nel grande flusso sommerso della natura. Finch\u00e9 non riusciranno a individuare il punto ideale da chiamare casa, ancorandosi al fondale tramite l&#8217;impiego di efficace disco pedale, sviluppando il corpo a forma di quadrifoglio e la corona di tentacoli che identifica uno scifistoma, simile a un polipo (degli <em>cnidaria<\/em>) o anemone adulto. Ma le sue trasformazioni non sono certo finite, come esemplificato dall&#8217;inizio del processo che prende il nome di strobilazione, consistente nella riproduzione tramite segmentazione trasversale della piccola creatura. \u00c8 in questo modo, dunque, che la risultanza della commistione tra i materiali genetici dei suoi due genitori viene replicata un certo numero di volte, massimizzandone la resa a vantaggio della generazione incipiente. Ed \u00e8 soltanto al termine di un simile processo, che da ciascun polipo potr\u00e0 staccarsi la versione sottodimensionata della medusa adulta chiamata <em>epyra<\/em>, gi\u00e0 libera di muoversi e nuotare liberamente, cercare la prosperit\u00e0 ed a tempo debito, l&#8217;occasione di congiungersi a una controparte riproduttiva.<br>In questo modo le meduse hanno continuato ad occupare una nicchia importante nell&#8217;ecosistema marino, indipendentemente dalla profondit\u00e0 oggetto di analisi. E con un&#8217;impatto recentemente rivalutato fino a una collocazione di primaria importanza, persino paragonabile a quello delle balene ed altri cetacei dei vagheggianti oceani di questo pianeta. Il tutto all&#8217;insaputa e sostanziale indifferenza degli umani, per la semplice ragione che non \u00e8 possibile catturare uno scifozoa di queste dimensioni, senza distruggerne completamente la conformazione fisica di partenza. Ed \u00e8 qui che entrano in gioco le moderne tecnologie impiegate dallo MBARI ed altri centri all&#8217;avanguardia, tra cui le sofisticate tipologie di ROV (veicoli a controllo remoto) come il Doc Ricketts usato nel nuovo video della  <em>Stygiomedusa<\/em>, varato nel 2009 e che entro il 2017 ha avuto modo di festeggiare la sua millesima immersione, ancora una volta a largo della coste della California. Un veicolo senza equipaggio dalle dimensioni di 182 centimetri x 365 e 213 di altezza, del peso non indifferente di 4,7 tonnellate, senza dubbio alla base della sua capacit\u00e0 d&#8217;immergersi fino alla profondit\u00e0 di 4.000 metri senza riportare alcun tipo di malfunzionamento. Recentemente aggiornato con una connessione cablata a banda larga e telecamere con risoluzione 4k, del tipo utilizzato per riuscire a catturare le immagini di questo eccezionale nuotatore degli abissi terrestri. Un investimento che sarebbe assai difficile considerare poco valido, dei considerevoli fondi concessi alla ricerca scientifica dai molti investitori, pubblici e privati, secondo le metodologie pi\u00f9 tipicamente rappresentative del pi\u00f9 facoltoso paese nordamericano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MUjhLKkqK-s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/MBARI-Rov-Ricketts-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34637\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/MBARI-Rov-Ricketts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/MBARI-Rov-Ricketts-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/MBARI-Rov-Ricketts-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/12\/MBARI-Rov-Ricketts.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Assieme all&#8217;opera delle tre navi attualmente in gestione (Western Flyer, Rachel Carson e Paragon), lo MBARI pu\u00f2 ben dire ad oggi di dover attribuire il grosso delle proprie principali scoperte videografiche ai due sommergibili a controllo remoto Ventana e Doc Ricketts. Per non parlare dell&#8217;alta visibilit\u00e0 guadagnata online, grazie a simili registrazioni del tutto prive di precedenti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Che la biodiversit\u00e0 del pianeta Terra sia qualcosa d&#8217;incredibile, per lo meno volendo usare le semplici norme della logica del tutto priva d&#8217;informazioni specifiche, \u00e8 ormai un assunto largamente parte della coscienza comune. Per l&#8217;enorme e impressionante variet\u00e0 di creature, nelle pi\u00f9 diverse fogge e forme, che percorrono i recessi dei diversi ambienti che circondano i nostri pi\u00f9 ingombranti agglomerati urbani. Perci\u00f2 non pu\u00f2 che essere un miracolo, se la specie umana che oggi domina gli spazi vitali ancora disponibili non ha del tutto sovrascritto gli altri passeggeri di quel viaggio cosmico che continuamente connota e supporta l&#8217;evoluzione progressiva dei nostri giorni. <br>E cos\u00ec dovrebbe continuare ad essere&#8230; Per sicurezza. Poich\u00e9 chi veramente potrebbe affermare, in anticipo, quale aspetto e forma dovessero avere le prime specie senzienti che incontreremo? Ed a contatto con quale gen\u00eca, insetto, pesce, uccello o altro animale, esse potranno provare il pi\u00f9 acuto e spontaneo senso d&#8217;empatia? Magari, un giorno, meduse come queste avranno il ruolo di ambasciatori. Non per la loro specie, ma la nostra. Al cospetto d&#8217;imponenti troni interstellari! Le logiche dell&#8217;Universo sono vaste, molto pi\u00f9 del mare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 sapere che qualcosa esiste non \u00e8 mai la stessa cosa, a conti fatti, che poterne apprezzare la presenza tramite l&#8217;applicazione diretta di uno sguardo. Voltandosi di scatto, mentre un qualcosa di leggiadro sfiora la parte finale della nostra gamba, per scorgerne la forma vagamente indistinta nelle tenebre di quella che viene chiamata &#8220;zona di &#8230; <a title=\"Inseguendo i tentacoli a nastro del pi\u00f9 grande cappello dei mari\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34635\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Inseguendo i tentacoli a nastro del pi\u00f9 grande cappello dei mari\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,125,818,472,3995,2312,187,1097,249,5739,987,99,6111,109,400,600,1351,819,6017,6110,89,1530],"class_list":["post-34635","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-animali","tag-biologia","tag-california","tag-cappelli","tag-creature","tag-ecologia","tag-evoluzione","tag-mare","tag-mbari","tag-meduse","tag-mostri","tag-nastri","tag-natura","tag-oceano","tag-predatori","tag-profondita","tag-riproduzione","tag-rov","tag-scifozoi","tag-strano","tag-tentacoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34635"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34639,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34635\/revisions\/34639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}