{"id":34428,"date":"2021-11-05T06:33:34","date_gmt":"2021-11-05T05:33:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34428"},"modified":"2021-11-05T06:37:04","modified_gmt":"2021-11-05T05:37:04","slug":"la-fiera-ribellione-dellaustralia-che-marciava-sotto-lalbero-di-coolibah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34428","title":{"rendered":"La fiera ribellione dell&#8217;Australia che marciava sotto l&#8217;albero di coolibah"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FDiyDs7xYto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Marching-Matilda-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34430\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Marching-Matilda-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Marching-Matilda-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Marching-Matilda-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Marching-Matilda.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile desumere molto della cultura intrinseca di un paese dal suo comportamento collettivo nei momenti di difficolt\u00e0, e non c&#8217;\u00e8 nessun momento pi\u00f9 difficile di questo: la scena \u00e8 quella di un intero battaglione, intento a marciare in circostanze che purtroppo sono andate perse nella polvere degli archivi. Ma le uniformi, l&#8217;equipaggiamento, la qualit\u00e0 delle immagini e l&#8217;atmosfera patriottica della pellicola numero F01424 non lasciano particolari dubbi sull&#8217;epoca rappresentata, quasi certamente corrispondente all&#8217;apice della seconda guerra mondiale. Gli uomini seri e disciplinati, ritmicamente intenti a cadenzare il tempo della loro marcia. Mediante uno dei pi\u00f9 antichi metodi tipicamente rappresentativi del mondo militare, consistente nell&#8217;esecuzione ritualizzata di un impeccabile motivo musicale. Ed \u00e8 proprio la natura di quest&#8217;ultimo, cos\u00ec allegro e al tempo stesso carico di significato, nonch\u00e9 orecchiabile in maniera collateralmente meritoria, a donare un fascino particolare a questo breve filmato, che giunse a costituire un video virale minore sulle pagine di Internet di qualche anno fa. &#8220;Waltzing Matilda&#8221; canta con enfasi l&#8217;ufficiale in testa alla fila e assieme a lui, quello che finisce per costituire un letterale coro in divisa, non meno coordinato che se fosse intento a svolgere una parata d&#8217;onore per le strade di Melbourne, Sydney o Brisbane. Questo perch\u00e9 simili note, vagamente familiari per la mente collettiva dell&#8217;individuo non specializzato delle nazionalit\u00e0 pi\u00f9 disparata, corrispondono effettivamente ad una delle voci maggiormente rappresentative di quel popolo e della sua storia, a partire dalla prima costituzione della storica colonia penale sulla terra di Van Diemen nel 1830, l&#8217;odierna isola tasmaniana. Corrispondente al gesto di piantare un seme, ed iniziare la dimostrazione complessiva all&#8217;Inghilterra e il resto del mondo, di come non potesse esistere un impulso pi\u00f9 essenziale a mettersi all&#8217;opera che una terra vasta, fertile e incontaminata. Permettendo lo sviluppo delle pi\u00f9 incrollabili radici di un&#8217;intera nazione.<br>Con una collocazione cronologica situata attorno al 1895, sebbene ogni tentativo di datazione esatta sia sfuggita ripetutamente agli sforzi dei filologi musicali, questa celebre canzone scritta dal poeta Andrew Barton &#8220;Banjo&#8221; Paterson secondo i crismi del genere noto come &#8220;ballata del Bush&#8221; fu quindi pi\u00f9 volte eletta ad un magnifico riassunto dei valori stessi che portarono ad un cos\u00ec alto traguardo, assieme alla capacit\u00e0 d&#8217;arrangiarsi di coloro che per tanto a lungo furono una colonna portante dell&#8217;industria e dell&#8217;agricoltura locale. Definiti per l&#8217;appunto, in un tripudio memorabile di terminologia nazionale, gli <em>swagman<\/em> o &#8220;uomini del sacco a pelo&#8221; (chiamato per l&#8217;appunto, <em>swag<\/em> o Matilda) usato come un fagotto all&#8217;interno del quale custodire l&#8217;intera quantit\u00e0 dei propri averi, mentre vagavano (&#8220;<em>waltzing<\/em>&#8220;) lungo le aride distese che si frapponevano tra una stazione agricola e l&#8217;altra, ben sapendo come una scelta errata sulla prossima stazione del proprio viaggio potesse corrispondere a una mancanza di lavoro e coincidente rischio di morire di fame. Ma questa canzone ispirata, dichiaratamente, a un canto popolare preesistente udito quasi per caso alle corse ippiche di Dagworth Station dalla trentunenne Christina Macpherson, amica e forse spasimante di Paterson, potrebbe in effetti possedere anche un significato politico meno evidente, come dalla particolare vicenda storica cui potrebbe alludere, secondo le nozioni date per ufficiali dalla stessa Biblioteca Nazionale d&#8217;Australia. Un aspetto non facilmente trascurabile, quando si considera l&#8217;effettiva storia del personaggio di cui parlano quei versi, un <em>swagman<\/em> che si ferma sotto un albero di coolibah (eucalipto) a bollire l&#8217;acqua presso gli argini di un <em>billabong<\/em>, il tipico residuo di un&#8217;ansa di fiume rimasta scollegata dal corso principale, formando una sorta di basso lago a forma di mezzaluna. Quando all&#8217;improvviso, l&#8217;arrivo di una piccola pecora, chiamata in modo memorabile e per la sua propensione a saltare un <em>jumbuck<\/em>, lo induce a prenderla e metterla nel suo sacco, mentre le parole della canzone celebrano il fatto che da quel momento, l&#8217;animale potr\u00e0 seguire lui ed il suo Matilda nelle allegre scorribande in giro per il paese&#8230; O venire, molti pi\u00f9 probabilmente, cucinata. Ma \u00e8 nella penultima strofa, di un testo non sempre del tutto identico a se stesso, che il racconto prende una piega meno spensierata, quando arriva il proprietario terriero locale, detto localmente <em>squatter<\/em>, seguito da tre <em>trooper<\/em>, nient&#8217;altro che poliziotti incaricati di restituire l&#8217;animale al suo legittimo proprietario. Ma nel catartico finale della situazione, sar\u00e0 lo <em>swagman <\/em>a potersi guadagnare l&#8217;ultima parola nell&#8217;intera faccenda, saltano a piedi pari nel laghetto ed affogandovi all&#8217;interno, per lasciare come unico segno del suo passaggio un fantasma eternamente allegro, che continuer\u00e0 il suo waltzer per le vaste ed incontaminate lande australiane. Una scelta che in quella particolare epoca, non avrebbe potuto fare a meno che suscitare una particolare suggestione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/m6NJRwplkMQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Go-to-the-Devil-and-shake-yourself-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34429\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Go-to-the-Devil-and-shake-yourself-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Go-to-the-Devil-and-shake-yourself-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Go-to-the-Devil-and-shake-yourself-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Go-to-the-Devil-and-shake-yourself.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il brano musicale originariamente sentito da  Christina Macpherson \u00e8 che avrebbe quindi ispirato la canzone \u00e8 stato pi\u00f9 volte identificato come &#8220;Go to the Devil and Shake Yourself&#8221; una ballata per pianoforte di origine irlandese. La somiglianza del motivo, anche senza le parole, resta piuttosto evidente.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;inizio del Novecento, come \u00e8 noto, port\u00f2 a una serie di significativi sconvolgimenti mirati alla creazione di una societ\u00e0  moderna, in cui non fosse necessariamente l&#8217;instancabile operosit\u00e0 dei macchinari, a dettare le tempistiche e le aspettative dei padroni, ma una necessaria considerazione per le imprescindibili esigenze, necessit\u00e0 e limitazioni della gente stipendiata all&#8217;interno del sistema produttivo di ciascun paese. Ed in questo l&#8217;Australia non fece certo eccezione, con la creazione del primo Partito Socialista al mondo a ricoprire un ruolo governativo nel 1899 in Queensland, seguito dal Sindacato dei Lavoratori nel 1910 e un vero e proprio Partito Comunista nel 1920. Tutte istituzioni politiche, e sociali, che avrebbero tenuto al centro del proprio statuto l&#8217;essenziale commemorazione dei primi coraggiosi uomini e donne, disposti a mettere a rischio il proprio unico mezzo di sostentamento e la vita stessa, affinch\u00e9 le leggi di natura potessero prevalere sul bisogno di massimizzare i guadagni, cos\u00ec centrale e irrinunciabile all&#8217;interno della societ\u00e0 capitalista. Personaggi come l&#8217;effettivo <em>swagman<\/em> che viene riconosciuto come il pi\u00f9 probabile ispiratore della canzone, per vicinanza geografica alla stazione di Dagworth e l&#8217;effettiva reiterata visita, da parte del poeta Paterson assieme al fratello dell&#8217;amica Christina, Bob Macpherson, presso il luogo della sua morte. Sto parlando dell&#8217;immigrato noto come Samuel &#8220;Frenchy&#8221; Hoffmeister, nonostante provenisse dalla regione olandese di Batavia, che trovandosi a lavorare come tosatore di pecore a Dagworth nell&#8217;autunno del 1894, fin\u00ec per guidare un agguerrito sciopero contro le condizioni e la paga ritenuta insufficiente, tale da sfociare nell&#8217;impiego di armi da fuoco ed un incendio appiccato nel recinto del bestiame, con conseguente dipartita di una grande quantit\u00e0 di ovini innocenti. Una vicenda culminante con l&#8217;inseguimento, da parte delle forze dell&#8217;ordine, di Hoffmeister fino alla vicina localit\u00e0 di Kyuna, dove il suo corpo venne ritrovato senza vita nella camera di un hotel, dove aveva provveduto a suicidarsi con un colpo di pistola. L&#8217;unico, ed ultimo gesto di sfida nei confronti della collettivit\u00e0 che gli fosse rimasto, una scelta che nessuno avrebbe mai potuto sovvertire, una volta che fosse stata portata fino alle sue estreme conseguenze.<br>Spiegata in parole povere, dunque, la canzone di Waltzing Matilda \u00e8 un inno alla ribellione da parte di coloro che non possedevano nulla, tranne il desiderio di affermare la propria esistenza contro il vento del progresso e della cosiddetta societ\u00e0 civile, pi\u00f9 che incline a lasciare nella polvere fino all&#8217;ultimo barlume dell&#8217;inutile, persino controproducente senso d&#8217;empatia umano. Qualcosa di estremamente raro, nell&#8217;intero panorama globale, per costituire il simbolo musicale di una nazione, nonostante il brano sia stato pi\u00f9 volte definito come una sorta di secondo inno nazionale australiano, e si sia trovato almeno in un caso formale, ragionevolmente prossimo a diventarlo: quando nel 1977, il governo Fraser indisse un plebiscito in tutto il paese per scegliere quale canzone dovesse rappresentare il popolo nella sua interezza, vedendo vincere l&#8217;attuale <em>Advance Australia Fair<\/em> (scritta nel 1878) con il 48% con al secondo posto il testo di Paterson, distanziando sensibilmente gli altri candidati ma fermandosi al 28%. Il che non avrebbe certo ridotto in alcuna misura, d&#8217;altra parte, l&#8217;altissimo valore culturale attribuito a queste memorabili parole, pi\u00f9 volte utilizzate come ispirazione o fondamento di altre o successive creazioni musicali. A partire dal primo caso risalente alla seconda guerra Boera del 1899, quando i fanti inglesi adattarono le note e la metrica australiana per trarne il canto militarista <em>The Bold Fusilier<\/em> (il Fuciliere Coraggioso) un sostanziale sconvolgimento del messaggio originale e forse, una cordiale operazione di scherno nei confronti dei soldati australiani che cantavano continuamente la storia di un malcapitato ladro di bestiame. Ma una delle trasfigurazioni maggiormente memorabili dell&#8217;opera di partenza sarebbe giunta solo in epoca moderna, col tributo offertogli dal gruppo folk irlandese dei Pogues nel 1971, intitolato &#8220;And the Band Played Waltzing Matilda&#8221; una composizione contro la guerra e tutto ci\u00f2 che questa finisce inevitabilmente per implicare, per la vita di coloro che si trovano a combatterla in prima persona&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/y38Idy_3qHA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/The-Bold-Fusilier-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34431\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/The-Bold-Fusilier-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/The-Bold-Fusilier-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/The-Bold-Fusilier-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/The-Bold-Fusilier.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La canzone inglese sostituisce la Matilda del ritornello con l&#8217;esortazione reiterata a combattere per &#8220;Marlborough e me&#8221; un possibile riferimento ad una delle regioni principali di reclutamento dei giovani soldati inviati al fronte Boero, o anche la figura storica del generale John Churchill I (1650-1722)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Riferita alla prima guerra mondiale e non alla seconda, quindi precorrendo come ispirazione il video d&#8217;archivio mostrato in apertura, questa nostalgica e rassegnata ballata si riferisce direttamente alla campagna di Gallipoli, primo e pi\u00f9 significativo fallimento della Tripice Intesa mentre tentava di catturare l&#8217;omonima penisola, che si estende nei Dardanelli. Circostanza nella quale i Turchi, assistiti dai loro alleati tedeschi, seppero dimostrare e sfruttare a pieno la difficolt\u00e0 di coordinare un attacco anfibio in epoca moderna, combattendo una feroce battaglia difensiva che avrebbe finito per costare, in un periodo tra aprile del 1915 e l&#8217;inizio dell&#8217;anno successivo, un totale impressionante di circa 500.000 morti. <br>Assieme a un numero letteralmente incalcolabile di feriti, tra cui la stessa voce narrante del pezzo degli anni &#8217;70, nient&#8217;altro che uno <em>swagman<\/em> australiano, concettualmente non dissimile da quello menzionato nell&#8217;originale Waltzing Matilda e che a lui sembra ispirarsi, reclutato assieme ai suoi amici per andare a combattere al fronte. E che li avrebbe visti morire tutti, uno dopo l&#8217;altro, nel giro del primo sanguinoso assalto. Per poi tornare in patria molti mesi dopo, gravemente ferito e ormai rimasto privo delle gambe, a meditare per l&#8217;intero resto della propria vita sull&#8217;inutilit\u00e0 e la crudelt\u00e0 di qualsivoglia tipo di conflitto bellico sul corso della Storia. Un messaggio perfettamente riassunto nelle parole del veterano alla conclusione emblematica del brano, ambientata durante la parata annuale del Giorno della Memoria a Canberra: <\/p>\n\n\n\n<p>I see my old comrades, how proudly they march<br>I see the old men, all twisted and torn<br>The forgotten heroes of a forgotten war<br>And the young people ask me, &#8220;what are they Marching for?&#8221;<br>And I ask myself the same question<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile desumere molto della cultura intrinseca di un paese dal suo comportamento collettivo nei momenti di difficolt\u00e0, e non c&#8217;\u00e8 nessun momento pi\u00f9 difficile di questo: la scena \u00e8 quella di un intero battaglione, intento a marciare in circostanze che purtroppo sono andate perse nella polvere degli archivi. 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