{"id":34398,"date":"2021-11-01T06:28:18","date_gmt":"2021-11-01T05:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34398"},"modified":"2021-11-01T06:31:08","modified_gmt":"2021-11-01T05:31:08","slug":"davvero-un-vulcano-giapponese-sta-facendo-riemergere-navi-fantasma-della-seconda-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34398","title":{"rendered":"Davvero un vulcano giapponese sta facendo riemergere &#8220;navi fantasma&#8221; della seconda guerra mondiale?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1GTMDZDHjeI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ghost-Ships-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34399\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ghost-Ships-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ghost-Ships-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ghost-Ships-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ghost-Ships.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In una delle pi\u00f9 famose leggende nipponiche inerenti al mondo degli Yokai, mostri o fantasmi che condividono occasionalmente il mondo degli umani, l&#8217;attuale stretto di Shimonoseki, tra le isole di Honshu e Kyushu, risulterebbe popolato da una specie assai particolare di granchi. Chiamati Heikegani, dal nome di un antico clan guerriero, essi porterebbero sopra le loro schiene il volto intrappolato e rianimato dei samurai che morirono annegati, nel corso della grande battaglia di Dan-no-ura, che si svolse presso questo luogo al culmine della guerra Genpei (1180-1185). Marchio effettivamente visibile, nella particolare forma del carapace posseduto dalla specie <em>Heikeopsis japonica<\/em>, e reso ancor pi\u00f9 chiaro ed evidente attraverso i secoli, a causa di un possibile fenomeno di selezione antropogenica, da parte dei pescatori superstiziosi che gettavano in mare gli esemplari pi\u00f9 somiglianti. Poich\u00e9 non \u00e8 insolito che cose ripescate dalle ignote profondit\u00e0 degli abissi riescano a portare alle mente gli antichi ricordi guerreschi, subordinati nel trascorrere del tempo alla situazione storica di partenza e quella d&#8217;arrivo; quasi come se il sacrificio delle molte migliaia di uomini e donne, dolorosamente preteso dall&#8217;altare del conflitto, fosse ormai svanito dalle pagine sbiadite degli eventi. In un libro che ancora una volta, verso la met\u00e0 del mese scorso, sembrerebbe essersi spalancato con una visibilit\u00e0 niente meno che globale, mentre il popolo di Internet tentava di reinterpretare, per quanto possibile, una serie d&#8217;immagini decisamente impressionanti. La scena si svolge presso una delle coste sabbiose dell&#8217;isola di I\u014d T\u014d, pi\u00f9 famosa in Occidente con il nome che gli fu assegnato durante il corso dell&#8217;ultimo conflitto mondiale, Iwo Jima. E per la battaglia orribilmente sanguinosa, combattuta tra 20.000 truppe giapponesi e 110.000 soldati statunitensi, fermamente intenzionati a catturare le batterie antiaeree che impedivano il bombardamento dei propri nemici all&#8217;altro lato del Pacifico, proprietari di un impero destinato all&#8217;annientamento. Protagonista un elicottero, inviato dall&#8217;importante testata d&#8217;informazione nazionale Asahi Shinbun, ad osservare lo stato delle cose a qualche mese di distanza dalla roboante eruzione del vulcano sommerso Fukutoku-Okanoba, il pi\u00f9 attivo e (normalmente) invisibile, inaudibile dei rilievi facenti parte dell&#8217;arcipelago meridionale delle isole Ogasawara, almeno fino alla comparsa improvvisa lo scorso agosto di un anomalo pennacchio di fumo in grado di raggiungere la stratosfera terrestre. E nel susseguirsi delle settimane, il verificarsi di una serie di prodigi paesaggistici, tra cui la nascita spontanea di un isolotto a forma di mezzaluna, formato dall&#8217;accumulo di materiale magmatico sgorgato a una profondit\u00e0 marittima di appena 29 metri. Nonch\u00e9 lo spontaneo ampliamento ed emersione di regioni costiere delle isole pi\u00f9 vicine, inclusa la vicina I\u014d T\u014d, portando in evidenza un qualche cosa d&#8217;assolutamente notevole. Poich\u00e9 nessuno sembrava aspettarsi, nel panorama ripreso dal suddetto apparecchio televisivo, la colossale serie di forme fin troppo riconoscibili, capaci di gettare la loro ombra sopra la compatta distesa di sassi, sabbia e pomice: nient&#8217;altro che un totale di nove scafi, o parti di scafo superstiti, appartenenti a un numero non facilmente identificabile di vascelli, molto evidentemente risalenti al periodo di un&#8217;ottantina di anni a questa parte, quando una gremita moltitudine combatt\u00e9 con le unghie e con i denti, oltre alle pi\u00f9 terribili armi prodotte nella prima met\u00e0 del Novecento, per il controllo di una sottile striscia di terra dal valore strategico assolutamente spropositato. Da qui l&#8217;immediata teoria, ripetuta pi\u00f9 o meno ovunque presso i social d&#8217;ordinanza, che le navi in questione dovessero rappresentare &#8220;corazzate ed incrociatori imperiali&#8221; che erano state &#8220;coraggiosamente affondate&#8221; nel corso dello strenuo conflitto che stravolse il volto socio-politico della sua Era. Come nei migliori esempi di racconti spaventosi di Yokai e fantasmi normalmente recitate per la festa di Obon (13-15 agosto) sorprendentemente simile alla ricorrenza di Halloween entro il paese dello Zio Sam, le apparenze potrebbero generare un giustificato sospetto di essere stati tratti in inganno, ulteriormente amplificato dal bisogno di &#8220;far notizia&#8221; chiaramente attribuito ad una simile forma di comunicazione. Come Yoshitsune del clan dei Minamoto che sconfisse i Taira a Dan-no-ura, guerriero noto per l&#8217;abilit\u00e0 di dirimere la nebbia che si frapponeva tra i due mondi, sar\u00e0 dunque il caso d&#8217;inoltrarsi nell&#8217;approfondire l&#8217;intera questione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Eho-G-lTN9A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Pumice-Stone-Okinawa-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34400\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Pumice-Stone-Okinawa-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Pumice-Stone-Okinawa-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Pumice-Stone-Okinawa-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Pumice-Stone-Okinawa.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>A seguito dell&#8217;eruzione del Fukutoku-Okanoba, alcune coste meridionali giapponesi tra cui quella di Okinawa si sono ricoperte di uno spesso strato di pietre pomici, con conseguente riduzione dell&#8217;operativit\u00e0 portuale e turistica&#8230;Fatta eccezione per l&#8217;utente di Twitter mocom1975, che al verificarsi di una tale scena inusitata si \u00e8 subito ritrovata a pensare: &#8220;Grandioso, vado a farci una nuotata!&#8221;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima problematica nel comprendere l&#8217;effettiva portata di una simile scoperta \u00e8 la presa di coscienza relativa a un fatto pienamente annotato sulle cronache co\u00e9ve: che il conflitto combattuto ad Iwo Jima, isola vulcanica di appena 21 Km quadrati, non fu in effetti una battaglia navale, data la presenza di appena qualche vascello di supporto giapponese contro gli oltre 500 scafi americani, che sottoposero la limitata terra emersa ad un bombardamento pesantissimo per un periodo di oltre 10 giorni. Destinato a rivelarsi totalmente insufficiente a concludere l&#8217;assedio, tuttavia, data la profondit\u00e0 e resistenza dei bunker preventivamente scavati dal nemico nella resistente roccia vulcanica dell&#8217;isola, portando alla costosa invasione di terra di cui ben sappiamo. L&#8217;effettiva provenienza delle &#8220;navi fantasma&#8221;, dunque non soltanto esula dall&#8217;effettivo fervore di uno scontro armato, ma le vede caratterizzate da una significativa disparit\u00e0 di provenienze, con soltanto un paio che battevano all&#8217;origine bandiera nipponica, un certo numero provenienti dall&#8217;Unione Sovietica e la maggior parte, in effetti, di evidente manifattura statunitense. Con un&#8217;effettiva provenienza che si \u00e8 rivelata del tutto chiara, anche ai non iniziati, successivamente a una dichiarazione contestualizzata della vicina base  militare americana dell&#8217;isola di Kadena. Che non ha certo tardate a riconoscerle, potendo disporre dei diari risalenti all&#8217;epoca del conflitto, in cui \u00e8 annotato chiaramente chi fu a piazzarle in tale luogo, e perch\u00e9. Niente meno che i genieri appartenenti al gruppo di marina dei Seabees (alias C.B, ovvero <em>Construction Battallions<\/em>) incaricati dopo la cattura dell&#8217;isola nel 1945 di metterla in sicurezza e prepararla alle operazioni marittime ed aeronautiche del loro schieramento. Una missione che avrebbe finito per richiedere, in un tale luogo totalmente esposto agli elementi, la costruzione di un punto d&#8217;approdo pienamente funzionale, ed in funzione di ci\u00f2 dotato di una barriera sufficientemente solida contro i feroci marosi del Pacifico settentrionale. Fortuna che la soluzione, in quel caso specifico, sarebbe risultata tutt&#8217;altro che difficile da trovare. Dovete considerare a tal proposito, come verso la fine della seconda guerra mondiale una larga percentuale delle flotte nazionali fosse ormai composta da navi da trasporto di recupero, costruite con i materiali ancora disponibili dopo l&#8217;esaurimento pressoch\u00e9 completo dell&#8217;acciaio ed altri metalli di pi\u00f9 alto valore. Il che aveva portato al varo, da entrambi i lati della barricata, di un certo numero d&#8217;imbarcazioni oceaniche costruite con qualcosa di raramente associato al concetto di galleggiamento: il cemento, cos&#8217;altro? Una nave costruita nella pi\u00f9 tipica sostanza usata nella costruzione dei grattacieli, pu\u00f2 in effetti galleggiare senza particolari problemi (ci\u00f2 diceva lo stesso Archimede) sebbene risulti afflitta da una pesantezza molto superiore alle soluzioni d&#8217;altro tipo, e conseguente limitata maneggevolezza da parte del suo equipaggio. Ma anche un significativo, impareggiabile vantaggio: la capacit\u00e0 di trasformarsi in un letterale edificio, una volta che ha esaurito la propria vita utile, e rimosso il materiale e la tecnologia di valore all&#8217;interno, viene fatta inabissare dove maggiormente si \u00e8 riusciti ad individuarne l&#8217;utilit\u00e0. Cos\u00ec questa fu la fine alquanto ingloriosa, di un intero squadrone composto secondo il diario di guerra COMSERRON 12 &#8211; 2\/1-28\/45 (<a href=\"https:\/\/catalog.archives.gov\/id\/139942596\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">liberamente consultabile<\/a> presso il sito degli Archivi Nazionali) da un totale di 15 navi dotate di nomi evocativi come la Caliche, la Gilliak, la Oregon, la Krablov (chiara provenienza russa) la Toyotu Maru (catturata direttamente dal nemico) la LST-278 (?) ed ulteriori nove di cui non viene fornito l&#8217;appellativo, forse perch\u00e9 non furono mai considerate degne di riceverne uno. Questo tipo di soluzione quindi, bench\u00e9 non fosse in grado di costituire una protezione costiera di approdo pari a quella di una struttura realizzata ad hoc, avrebbe potuto continuare a resistere per molte decadi a venire, anche successivamente alla disgregazione delle (poche) parti metalliche possedute da ciascun vascello, lasciando lo &#8220;scheletro&#8221; di cemento che possiamo ammirare tutt&#8217;ora. A parte la nozione romantica che fossero effettive vittime di guerra, dov&#8217;\u00e8 quindi la bufala della notizia fatta circolare online in abbinamento al video dell&#8217;Asahi? Beh, non \u00e8 difficile da immaginare: che i relitti delle navi, in effetti, presso un tale luogo ci sono sempre stati. E che anche col significativo ritrarsi delle acque sulle coste di Iwo Jima, a dire il vero, non \u00e8 &#8220;misteriosamente riemerso&#8221; alcunch\u00e9&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ships-Satellite.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"340\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ships-Satellite-500x340.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-34402\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ships-Satellite-500x340.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ships-Satellite-768x523.png 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/Iwo-Jima-Ships-Satellite.png 1174w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il recente <a href=\"https:\/\/support.google.com\/earth\/answer\/148094?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">servizio storico<\/a> di Google Earth pu\u00f2 risultare molto utile a chiarire l&#8217;evoluzione di questioni paesaggistiche o particolari punti di riferimento. Mettendo in molti casi il prototipico puntino sulla &#8220;i&#8221; dell&#8217;informatica e selvaggia propagazione delle <em>news<\/em>.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ecco a tal proposito una foto satellitare risalente al 2005, in cui le navi usate dagli americani come barriera frangionde risultano chiaramente visibili al di sopra del livello delle acque, anche se chiaramente distaccate dalla linea costiera dell&#8217;isola. D&#8217;altra parte, come avrebbe mai potuto essere diversamente? Se il livello dell&#8217;acqua fosse stato pi\u00f9 profondo 80 anni fa, a nessuno sarebbe mai venuto in mente di affondarle in quel luogo. Il che non toglie, d&#8217;altra parte, alcun tipo di fascino ulteriore alla visione spettrale della loro attuale collocazione oltre il limite della risacca, quasi come fossero state portate in tale luogo dall&#8217;effetto di un colossale tsunami o vortice spazio-temporale. Un punto di confine prototipico, attraverso le culture ed i paesi di una buona parte del mondo, tra il mondo tangibile e quello che nessuno pu\u00f2 affermare, a pieno titolo, di aver compreso nelle sue pi\u00f9 inusitate implicazioni e misteri. <br>Come dimenticare, a tal proposito, la reazione memetica e presa in giro per un&#8217;intera generazione tecnologica della conferenza alla fiera dell&#8217;E3 videoludica del 2013, in cui il CEO della Sony Kazuo Hirai presentava al pubblico il titolo per PS3 Genji: Days of the Blade, dalla presunta &#8220;Narrazione storica e precisione delle situazioni culturali rappresentate&#8221; per poi trovarsi a gridare pochi minuti dopo: &#8220;Giant Enemy Crab!&#8221; alla comparsa di un simile crostaceo gigante sulle spiagge della baia di Dan-no-ura. Il che \u00e8 sostanzialmente ironico, poich\u00e9 la comparsa di quel mostro in tal contesto ha in effetti una radice storica e culturale niente meno che fondamentale. Almeno se si osserva la faccenda da un punto di vista folkloristico giapponese, che non \u00e8 esattamente quello posseduto dall&#8217;intero popolo dei videogiocatori privi di conoscenze in materie. Ed \u00e8 proprio questo in ultima analisi lo spirito della cultura post-moderna. Che non dovrebbe, tuttavia, filtrare nella fornitura d&#8217;informazioni sugli eventi mondiali, soprattutto in merito ad un&#8217;eruzione che si sta ancora svolgendo nel momento in cui si pubblica la titolare imprecisione. Ma il diavolo, si sa, non fa i coperchi e neanche il Tengu sull&#8217;alta montagna. Che varia il ciclo delle stagioni, con un singolo imperioso gesto del suo ventaglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/SS-Concrete-Ship.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"379\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/SS-Concrete-Ship-500x379.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34401\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/SS-Concrete-Ship-500x379.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/SS-Concrete-Ship-768x582.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/11\/SS-Concrete-Ship.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Un esempio di nave di cemento statunitense \u00e8 individuabile nella SS Palo Alto costruita ad Oakland nel 1920. Vascelli molto simili giunsero a costituire, assai probabilmente, la parte maggiore della barriera costruita ad Iwo Jima dai Seabees.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una delle pi\u00f9 famose leggende nipponiche inerenti al mondo degli Yokai, mostri o fantasmi che condividono occasionalmente il mondo degli umani, l&#8217;attuale stretto di Shimonoseki, tra le isole di Honshu e Kyushu, risulterebbe popolato da una specie assai particolare di granchi. Chiamati Heikegani, dal nome di un antico clan guerriero, essi porterebbero sopra le &#8230; <a title=\"Davvero un vulcano giapponese sta facendo riemergere &#8220;navi fantasma&#8221; della seconda guerra mondiale?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34398\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Davvero un vulcano giapponese sta facendo riemergere &#8220;navi fantasma&#8221; della seconda guerra mondiale?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[6032,2443,845,1536,1224,46,167,965,6033,2721,249,573,534,400,2725,4549,2270,1081,1015,824],"class_list":["post-34398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-approdo","tag-barriere","tag-battaglie","tag-dal-mondo","tag-eruzioni","tag-giappone","tag-ingegneria","tag-isole","tag-iwo-jima","tag-logistica","tag-mare","tag-misteri","tag-navi","tag-oceano","tag-onde","tag-pomice","tag-porti","tag-scoperte","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-vulcani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34398"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34403,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34398\/revisions\/34403"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}