{"id":34326,"date":"2021-10-21T06:33:35","date_gmt":"2021-10-21T04:33:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34326"},"modified":"2021-10-21T06:39:05","modified_gmt":"2021-10-21T04:39:05","slug":"la-sorprendente-ricomparsa-scolastica-del-piu-antico-oggetto-dotato-di-funzionalita-bluetooth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34326","title":{"rendered":"La sorprendente ricomparsa scolastica del pi\u00f9 antico oggetto dotato di funzionalit\u00e0 Bluetooth"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"333\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc-500x333.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34327\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Curmsun-Disc-2048x1362.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Mostra e racconta&#8221; \u00e8 l&#8217;occasionale tipo di lezione scolastica, particolarmente rappresentativa di un certo stile d&#8217;insegnamento anglosassone e nord-europeo, in cui ciascun alunno viene invitato a portare un oggetto particolare, antico o in qualche modo interessante, su cui prodursi in una presentazione esplicativa nei confronti dell&#8217;insegnante e dei propri compagni. Gesto particolarmente funzionale a uno stile di studio tangibile ed apparente, per cui la storia dev&#8217;essere considerata in funzione di quanto \u00e8 ancora possibile osservare coi propri stessi occhi e discutere attorno ad un metaforico cerchio attorno al fal\u00f2 del mondo contemporaneo. Ma potenzialmente poco conduttivo, nei confronti dell&#8217;astrazione accademica dei fatti trascorsi, modalit\u00e0 pi\u00f9 versatile per approcciarsi agli eventi vissuti dai nostri predecessori. Eppure c&#8217;\u00e8 stato almeno un caso, nel 2014 in Svezia, in cui l&#8217;effettivo svolgersi di un tale incontro ha saputo generare un effetto a cascata inversa, tale da cambiare sensibilmente la percezione a noi accessibile di un particolare personaggio storico, le sue gesta e il potenziale luogo esatto della sua morte. Individuo del calibro di Harald Bluetooth, re di Danimarca e Norvegia, deceduto poco pi\u00f9 di mille anni prima dell&#8217;invenzione nel 1999 dello standard di comunicazione wireless che porta il suo nome, per via di un vezzo dell&#8217;ingegnere informatico suo creatore, Frans G. Bengtsson. Cos\u00ec come scritto e profetizzato dalla cosiddetta moneta (o disco) di Curmsun, ritrovata da una bambina svedese all&#8217;interno di una scatola di bottoni ed altra chincaglieria appartenuta a suo nonno, di cui nessuno sembrava conoscere l&#8217;effettiva provenienza finch\u00e9 non la vide, quasi per caso, il suo professore di storia.<br>Una laconica scritta in alfabeto runico, recante la dicitura latina: &#8220;ARALD CVRMSVN + REX AD TANER+ SCON + JVMN + CIV ALDIN&#8221; e sull&#8217;altra faccia una croce circondata da un ottagono e quattro puntini, potenzialmente corrispondenti ai quattro apostoli del vangelo. Il tutto inciso su una piccola medaglia di 4,5 cm di diametro, ricavata da un materiale ormai opacizzato che a causa del tempo trascorso, tutto poteva sembrare tranne che vero oro. Se non per il suo peso di 25 grammi, subito notato dal docente in questione, e l&#8217;assoluta coerenza logica dei fatti implicati dal reperto. A partire dalla parola Curmsun stessa, in realt\u00e0 la riconoscibile quanto imprecisa traslitterazione runica della dicitura Gormson &#8211; figlio di Gorm (il Vecchio) riferito ad uno dei pi\u00f9 importanti re della Danimarca. Quell&#8217;uomo con dente artificiale, o forse i molari scuriti dalla sua passione per un qualche tipo di bacca o potenzialmente il betel (<em>Piper betle<\/em>) antesignano lievemente psicotropico e proveniente dall&#8217;assai dell&#8217;assai successivo tabacco, cos\u00ec da essere soprannominato Dente Blu, che scelse di sottoporsi all&#8217;autorit\u00e0 spirituale del papato, convertendo nominalmente se stesso e il regno alla venerazione di Cristo mediante i metodi della tradizione medievale. Il che aveva incluso un battesimo, senz&#8217;altro, ma anche l&#8217;erezione di un&#8217;alta stele nota come pietra runica di Jelling (assieme ad un&#8217;altra che viene comunemente attribuita al padre) con un&#8217;incisione mirata a commemorare proprio tale importantissima conversione di stato, cos\u00ec come per inferenza la strana moneta ricomparsa quasi per caso dai magazzini polverosi della storia. Il cui strumento d&#8217;interpretazione pi\u00f9 importante \u00e8 proprio il luogo esatto della sua provenienza, ricostruito a partire dall&#8217;articolata storia del manufatto, che fu originariamente portato in quel paese dai due fratelli Sielski, combattenti della resistenza polacca che avevano trafugato alcuni artefatti antichi dalle sale di una chiesa in Pomerania Occidentale, per finanziare e tentare un qualche tipo di fuga dalla Wermacht tedesca. Iniziativa non del tutto riuscita, se \u00e8 vero che uno di loro avrebbe finito per trascorrere il resto della guerra all&#8217;interno del campo di Auschwitz (da cui sarebbe tuttavia uscito vivo, riuscendo poi a ricongiungersi alla famiglia) ma che avrebbe permesso all&#8217;oggetto di raggiungere, assieme ad altri apparentemente di poco valore, la soffitta dove senza nessun tipo di attenzione pregressa sarebbe improvvisamente ricomparso sulla cattedra di una scuola. Portando al coinvolgimento di studiosi esperti, e di l\u00ec a poco, alla pubblicazione di un certo numero di articoli su testate di fama internazionale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ImEwaY2rgJw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jomsborg-Fortress-in-Wolin-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34329\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jomsborg-Fortress-in-Wolin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jomsborg-Fortress-in-Wolin-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jomsborg-Fortress-in-Wolin-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jomsborg-Fortress-in-Wolin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La stessa fortezza di Jomsborg con mura perimetrali, l&#8217;incrocio di strade al centro e quattro strutture nelle zone che derivano, pu\u00f2 ricordare vagamente la figura sul retro del disco di Curmsun. Un parallelismo, forse, non del tutto accidentale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il punto principale del disco di Curmsun non \u00e8 dunque tanto la sua dicitura, traducibile con &#8220;Harald Gormson re dei Danesi, Scania, Jomsborg e la citt\u00e0 di Aldinburg&#8221; quanto la sua specifica fattura ed il luogo di ritrovamento. Che fu possibile ricondurre mediante una serie d&#8217;interviste agli eredi della famiglia Sielski fino a una piccola chiesa nella localit\u00e0 Wiejkowo, sulle rive del fiume polacco di Dziwna, costruita nell&#8217;anno 1841 sulle rovine di una precedente cappella medievale. La cui demolizione, all&#8217;epoca, fu in grado di riportare alla luce uno di quei tesori capaci di modificare le ragionevoli aspettative in materia di percezione a distanza degli antichi corsi e ricorsi della storia: il luogo di sepoltura di un personaggio importante, forse il re stesso. I cui molti averi, persino dopo la dipartita, furono disseminati e trasportati ai quattro venti molto prima della seconda guerra mondiale, fatta eccezione per alcuni piccoli, significativi oggetti. Ora dovete considerare come la ridente cittadina di Wiejkowo, non troppo lontano dalle coste del Mar Baltico, sia stata ormai da tempo individuata come sito effettivo della semi-leggendaria fortezza di Jomsborg, porto fluviale usato per le navi (30 o 300?) del misterioso esercito degli Jomsviking, un gruppo di guerrieri e mercenari seguaci di un loro codice ben preciso, che furono a loro modo responsabili di molti degli sconvolgimenti politici, dinastici e nazionali della loro epoca co\u00e9va, attorno a un lungo periodo tra il decimo ed undicesimo secolo. Sebbene nessuno avesse pensato, almeno fino a quel momento, che i loro compiti pregressi avessero incluso la protezione e diffusione del Cristianesimo, dottrina precedentemente contestualizzata durante le successive generazioni dei potenti scandinavi. Poich\u00e9 il problema principale posto dal disco di Curmsun, \u00e8 il suo mettere in relazione incontestabile il personaggio di Harald Bluetooth con tale fortezza ed i suoi occupanti, cos\u00ec da lasciar sospettare una stretta connessione simile a quella vissuta in epoca successiva tra il probabile capo degli Jomsviking Thorkell l&#8217;Alto e Canuto II il Grande, re di Danimarca ed Inghilterra a partire dall&#8217;anno 1018. Primo vero &#8220;Imperatore dei Mari del Nord&#8221; cos\u00ec come parrebbe voler qualificare Denteblu il disco di Curmsun, data la spiccata somiglianza esteriore della moneta a un alto numero di talismani commemorativi prodotti durante gli ultimi secoli dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Oriente, per non parlare della presenza dell&#8217;ottagono sull&#8217;altro lato, figura geometrica strettamente interconnessa alla figura di Carlo Magno. Che noi sappiamo aver costituito una fondamentale fonte d&#8217;ispirazione per molti sovrani dell&#8217;Alto Medioevo anche successivamente alla sua dipartita, avvenuta circa un secolo prima la fondazione della semi-mitica fortezza di Jomsborg.<br>Per quanto concerne d&#8217;altronde l&#8217;effettiva datazione del disco della giovane Sielski, non trattandosi di oggetto organico e quindi sottoponibile ad analisi del carbonio, tutto ci\u00f2 di cui possiamo disporre sono una pluralit\u00e0 di analisi filologiche, tutt&#8217;altro che concordi nel definire l&#8217;esatto momento della sua produzione. A partire da quella dell&#8217;antropologa danese Karen Schousboe, che lo colloca attorno al 960-70, data del secondo matrimonio di Bluetooth con Thora, figlia di Mistivir, occasione potenzialmente interconnessa all&#8217;erezione della stessa pietra di Jelling, cos\u00ec come il padre Gorm aveva fatto erigere la stele precedente in onore della sua consorte Thyra. Ben diversa risulta essere invece la teoria dello svedese Sven Rosborn, che afferma piuttosto la probabile incisione del disco nel 986, probabile anno di morte del sovrano, per mano di un monaco francone che volle onorarlo nell&#8217;ora della sua dipartita entro le mura della fortezza stessa, provvedendo a fondare una piccola chiesa cristiana proprio nel mezzo delle tradizioni pagane coltivate dai formidabili Jomsviking. Ancor diversa e pi\u00f9 recente risulta essere invece l&#8217;ipotesi dell&#8217;archivista danese Steffen Harps\u00f8e, il quale vede la medaglia come una produzione successiva di almeno mezzo secolo, attorno agli anni 1050-1125, costruita dagli eredi dei missionari stessi che avevano convertito Bluetooth, al fine di sancire e commemorare la sua canonizzazione postuma, successivamente dimenticata dalla cristianit\u00e0. Esito forse un po&#8217; amaro, ma stranamente appropriato nel quadro di chi aveva sempre agito secondo coscienza, credendo fermamente nel significato ulteriore dello strano culto proveniente dal distante meridione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NU2oTkt5uBY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jelling-Stone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34328\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jelling-Stone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jelling-Stone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jelling-Stone-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Jelling-Stone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La pietra di Jelling \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche testimonianze della cristianit\u00e0 in Danimarca, inamovibile e ponderosa quanto le mura di una cattedrale. Un diverso e forse pi\u00f9 efficace metodo per sopravvivere al saccheggio, rispetto alla portabilit\u00e0 di una singola moneta d&#8217;oro capace di scomparire e riapparire improvvisamente sul corso imprevedibile della Storia.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 che rende soprattutto importante il disco di Curmsun \u00e8 una sostanziale ragione per cambiare l&#8217;interpretazione storiografica di Harald Bluetooth, tanto a lungo rimasta negativa per via dell&#8217;interpretazione del personaggio data nelle saghe nordiche come l&#8217;islandese J\u00f3msv\u00edkinga\u00a0(storia degli Jomsviking) in cui si narra di come dovette arrendersi per ben due volte al principe in capo Styrbj\u00f6rn il Forte, la prima delle quali dandogli in moglie sua figlia Thyra, e la seconda un&#8217;intera flotta con cui terrorizzare il Baltico ed il Mare del Nord. Laddove il suo effettivo predominio sulla fortezza di  Jomsborg, ma soprattutto l&#8217;ipotesi che sia stato sepolto tra le sue stesse mura, lascia intendere un rapporto quanto meno di mutuale assistenza tra i due condottieri. E potenzialmente, il ruolo precedentemente inconcepibile di questo esercito di pirati e saccheggiatori come primi veri difensori della Cristianit\u00e0 oltre i confini del Sacro Romano Impero; una sorta di anticipazione, con asce, stendardi e scudi attaccati alle lunghe navi, degli ordini cavallereschi che sarebbero giunti a cavalcare per l&#8217;Europa soltanto svariati secoli dopo.<br>E tutto a partire da una singola, piccola, esteriormente irrilevante moneta d&#8217;oro. Possibile che stiamo soltanto lavorando con l&#8217;immaginazione? Ma la versatilit\u00e0 d&#8217;intenti, e creativit\u00e0 procedurale, \u00e8 un&#8217;importante strumento per approfondire la storia. O riuscire a far collegare un paio di auricolari a un vecchio telefono cellulare, prima che fosse perfezionato il funzionamento del non-poi-cos\u00ec-affidabile standard di connessione dati che porta il nome del primo re cristiano di Danimarca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mostra e racconta&#8221; \u00e8 l&#8217;occasionale tipo di lezione scolastica, particolarmente rappresentativa di un certo stile d&#8217;insegnamento anglosassone e nord-europeo, in cui ciascun alunno viene invitato a portare un oggetto particolare, antico o in qualche modo interessante, su cui prodursi in una presentazione esplicativa nei confronti dell&#8217;insegnante e dei propri compagni. 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