{"id":34191,"date":"2021-10-01T06:33:57","date_gmt":"2021-10-01T04:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34191"},"modified":"2021-10-01T06:37:19","modified_gmt":"2021-10-01T04:37:19","slug":"i-microscopici-caleidoscopi-viventi-creati-dallarrangiamento-delle-diatomee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34191","title":{"rendered":"I microscopici caleidoscopi viventi creati dall&#8217;arrangiamento delle diatomee"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/90160649\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Arrangement-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34192\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Arrangement-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Arrangement-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Arrangement-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Arrangement.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con concentrazione e precisione superiori all&#8217;umano, Klaus Kemp versa il contenuto della sua provetta all&#8217;interno di una bacinella, quindi ne estrae una minima parte mediante l&#8217;uso di un contagocce. Finalmente completo il lungo e laborioso processo di depurazione, mediante l&#8217;impiego di acido solforico, solventi e conseguente filtratura certosina, il liquido all&#8217;interno sembra scintillare come il pi\u00f9 incredibile tesoro di tutte le Ere. Mentre socchiude lievemente gli occhi, avvicina l&#8217;estremit\u00e0 dello strumento al vetrino precedentemente disposto sotto il miglior strumento ottico di cui dispone nel suo laboratorio, attentamente cosparso dell&#8217;apposito fluido appiccicoso. E sorridendo, prende tra il pollice e l&#8217;indice l&#8217;impugnatura del micromanipolatore, una sorta di pinza da orafo collegata a tre capsule barometriche, capaci di ridurre e riprodurre perfettamente su scala inferiore i gesti messi in pratica dall&#8217;utilizzatore. Ora, tutte le luci possibili sono accese alla massima potenza. Ora i raggi del sole stesso filtrano attraverso le finestre volte in direzione dell&#8217;alba. Minuscole stelle, affilate stecche o losanghe, perfetti ammassi globulari attendono la sua attenzione. Tempo di mettersi, finalmente, al lavoro!<br>Nel vasto e variegato genere definito con l&#8217;appellativo di fantascienza speculativa, ricorre spesso la tematica della descrizione di una particolare razza aliena. Simile o straordinariamente distante dagli esseri umani, essa viene definita attraverso i propri aspetti esteriori, la fisionomia, le particolari meccaniche sociali ed il sistema politico vigente. Mentre ci\u00f2 che viene spesso trascurato, fatta eccezione per alcuni autori, sono le particolari forme d&#8217;arte. Questo perch\u00e9, probabilmente, l&#8217;esternazione di una propria visione immaginifica attraverso tecniche creative \u00e8 giudicata in modo universale come una velleit\u00e0 per lo pi\u00f9 individuale, inadatta a delineare gli stereotipi impiegati nella creazione di un intera gen\u00eca senziente,  possibilmente distribuita attraverso diversi strati sociali. Tutto ci\u00f2 nonostante attraverso gli studi antropologici pregressi siano state individuate alcune linee guida ideali, che ricorrono attraverso civilt\u00e0 anche del tutto disunite e geograficamente distanti: la ricorrenza di determinate strutture, l&#8217;amore per l&#8217;ordine, l&#8217;applicazione di metodologie stilistiche mirate alla creazione di un qualcosa che possa essere universalmente descritto come bello ed appagante per lo spirito&#8230; Dell&#8217;uomo. Ci\u00f2 che diviene determinante in maniera maggiormente significativa, a questo punto, diventa la scelta del mezzo. Sia che si tratti di un qualcosa dall&#8217;alto grado di sofisticazione finalizzata a simili scopi, come pittura, scultura, musica, poesia, piuttosto che un&#8217;adattamento dall&#8217;applicazione pratica di metodi creati appositamente <em>ad hoc<\/em>. Sistemi che vanno al di l\u00e0 del semplice bisogno procedurale, lasciando intendere l&#8217;esistenza di un merito ulteriore nel riuscire a fare un qualcosa di difficile, e proprio per questo tanto pi\u00f9 unico ed originale nel grande oceano dell&#8217;Universo. Se davvero, prima o poi, dovessimo incontrare popoli provenienti da distanti regioni dello spazio percepibile, non \u00e8 di certo facile provare a immaginare quali tra le nostre opere degli ultimi 3.000 anni riuscirebbero a colpire maggiormente la &#8220;loro&#8221; immaginazione. Ma un certo valore oggettivo, innegabile per qualsivoglia tipologia di sinapsi o schema neuronale, potremmo riconoscerlo nell&#8217;opera di coloro che prendono un qualcosa di creato dalla natura, trasformandolo attraverso quelle stesse linee guida che ricorrono all&#8217;interno della percezione umana della realt\u00e0. Veri e propri ponti tra il possibile e l&#8217;apparenza, il passato e il futuro e per loro tramite, in un certo senso, la vita stessa e la morte.<br>L&#8217;arrangiamento artistico delle infinitesimali alghe unicellulari note come diatomee \u00e8 una pratica risalente sulla Terra alla seconda met\u00e0 del XIX secolo, quando tra i possibili utilizzi del sistema d&#8217;osservazione dell&#8217;eccezionalmente piccolo, il microscopio ottico, ne venne individuato un tipo sorprendentemente nuovo ed affascinante: la creazione ed esposizione di veri e propri cataloghi di quanto i primi scienziati si mettevano a descrivere nei loro trattati, variegati microbi ed impercettibili creature d&#8217;infinite tipologie distinte. Un passatempo spesso complicato da portare fino alle sue estreme e maggiormente valide conseguenze, data la necessit\u00e0 d&#8217;individuare e mettere schemi misurabili in una manciata di micron, ben lontani da quanto fosse possibile osservare ad occhio nudo. Mediante l&#8217;impiego di strumenti come un ciglio di maiale o la punta di uno spillo, preventivamente liberati da ogni potenziale accumulo d&#8217;energia statica, capace di attirare a se le diatomee. Eppure, poich\u00e9 dove c&#8217;\u00e8 una sfida sussiste il desiderio di dominarla, ben presto determinati ambienti d&#8217;epoca Vittoriana si riempirono delle opere di questi eccezionali praticanti, tra cui il pi\u00f9 celebre ad oggi resta il tedesco Johann Diedrich M\u00f6ller (1844-1907) senza pari alla sua epoca per quantit\u00e0, variet\u00e0 e perizia delle composizioni prodotte, la stragrande maggioranza delle quali andanti ben oltre la necessit\u00e0 di presentare un catalogo di creature. Sconfinando nell&#8217;evidente compiacimento di creare un qualcosa di simmetrico, coordinato e memorabile per lo spettatore, mediante la creazione di composizioni geometriche di vario tipo, cerchi o addirittura figure prese in prestito dall&#8217;universo osservabile e l&#8217;immaginario collettivo. Cos\u00ec che ben presto, molti avrebbero seguito il suo esempio, aspirando a ricevere almeno un barlume di luce riflessa della sua capacit\u00e0 di regalare un lascito innegabile alla posterit\u00e0 inconsapevole di quanto abbiamo intorno, ogni qualvolta c&#8217;immergiamo all&#8217;interno di una placida laguna o corso d&#8217;acqua&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DwEtdRzv9gY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Manipulation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34193\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Manipulation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Manipulation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Manipulation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatom-Manipulation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La manipolazione delle diatomee mediante sistemi tecnologici moderni ricorda il tipo di approccio usato per la fecondazione artificiale degli embrioni nei laboratori medici. Ma la precisione richiesta, se possibile, risulta essere persino maggiore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il problema principale degli arrangiamenti di diatomee risalenti alla prima epoca di quest&#8217;arte non \u00e8 quindi, come si potrebbe forse pensare, la decomposizione della loro stessa essenza, dato il possesso da parte di questi organismi per lo pi\u00f9 (ma non esclusivamente) sessili di una membrana esterna detta frustolo, composta da varie tipologie di silicati simili a quelli di cui si compone il vetro. Bens\u00ec il naturale disseccarsi e la perdita d&#8217;efficacia della resina utilizzata ai tempi per sigillare il vetrino stesso, la cui semplice pressione avrebbe dovuto mantenere in posizione le diatomee. Da cui viene l&#8217;invenzione dell&#8217;artista contemporaneo e largamente trattato su Internet, a partire dal memorabile documentario del 2014 di Matthew Killip pubblicato su Vimeo, di uno speciale tipo di colla, capace di risultare al tempo stesso perfettamente trasparente ed utile ad immortalare l&#8217;opera notevole del suo costante impegno creativo. Ed \u00e8 sufficiente una visita al suo vecchio sito che oggi riporta soltanto la dicitura relativa ad aver ricevuto troppi ordini, tramite <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180906205428\/http:\/\/www.diatoms.co.uk\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l&#8217;impiego del sempre utile Internet Archive<\/a>, per rendersi conto dell&#8217;eccezionale variet\u00e0 e perizia della catalogo in precedenza offerto sotto l&#8217;etichetta Microlife Services, in grado di spaziare tra il meramente scientifico alla pi\u00f9 affascinante rappresentazione della realt\u00e0 naturale, fino ai gi\u00e0 citati arrangiamenti, manifestazione pratica di un senso estetico senz&#8217;alto paragonabile a quello dei praticanti di forme d&#8217;arte maggiormente tradizionali. Oltre alle caleidoscopiche forme dall&#8217;intrigante simmetria, colpiscono in modo particolare i soggetti figurativi finalizzati a rappresentare soggetti floreali, ritratti umani piuttosto che tecnologici quali figure d&#8217;automobili o persino biciclette. Tutti perseguiti mediante la disposizione controllata delle forme geometriche possedute da un&#8217;ampia gamma delle suddette alghe unicellulari, tra cui il suo genere preferito sembrerebbe essere quello delle <em>Mastogloia<\/em>, dotate di una forma oblunga maggiormente utile a creare forme immediatamente riconoscibili dall&#8217;occhio umano, preventivamente potenziato tramite l&#8217;impiego di un sistema ottico d&#8217;osservazione degli eventi. Mentre altrettanto utili e abbastanza ricorrenti, nell&#8217;ottenimento di determinati obiettivi estetici, risultano essere le piccole stelle costituite dai frustoli delle <em>Asterionella <\/em>o <em>Pentacrinus<\/em>, possibilmente inframezzati dalle molte variet\u00e0 radiali, in grado di presentarsi come dei cerchi pi\u00f9 o meno perfetti. Spazio a parte, tra la selezione mostrata, occupano le fedeli riproduzioni di alcune delle opere giunte fino a noi di J.D. M\u00f6ller, R. I. Firth ed altri maestri di quest&#8217;arte un tempo giudicata perduta, oggi tanto efficientemente riscoperta grazie al miglioramento dei mezzi tecnologici a disposizione, ma soprattutto il trascinante potere divulgativo di Internet e tutto ci\u00f2 che questo comporta.<br>Un altro praticante contemporaneo di cui si ha notizia, forse meno celebre ma non certo per abilit\u00e0, risulta essere l&#8217;inglese Steve Beats di Microscopy UK, anch&#8217;egli dotato della capacit\u00e0 di posizionare attentamente cose tanto piccole all&#8217;interno di uno schema mentale ben preciso, tra cui spirali, i classici cerchi e un&#8217;originale triscele, il simbolo composto da tre volute interconnesse particolarmente caratteristico della visione artistica del Mondo Antico. Il che dimostra ulteriormente, persino all&#8217;interno di un contesto pratico tanto inaspettato, l&#8217;imprescindibile continuit\u00e0 di determinate linee guida creative, indifferenti al trascorrere progressivo di un&#8217;elevato, o persino incalcolabile numero di generazioni. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CYIC70MNRWM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatoms-in-Nature-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34194\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatoms-in-Nature-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatoms-in-Nature-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatoms-in-Nature-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Diatoms-in-Nature.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In natura, le diatomee sono la risultanza di un ambiente straordinariamente competitivo ad opera della voracit\u00e0 dei microbi, contro cui persino le loro rigide corazze non costituiscono una certezza. Luogo, questo, in cui l&#8217;ordine ha un posto decisamente limitato&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Arte in grado di sollevare non pochi interrogativi e dubbi persistenti, dunque, cos\u00ec come dovrebbe fare ogni valida tipologia d&#8217;espressione creativa. Poich\u00e9 cosa ci consente, in maniera tanto spontanea ed istintiva, d&#8217;individuare i meriti all&#8217;interno di un sistema schematico ripetuto, tanto direttamente desumibile dalle forme imprescindibili di tutte le creature? Quale coordinazione esiste, tra noi grandi esseri e le forme pi\u00f9 infinitesimali della vita, mattoni costituenti stessi delle forme di un qualsiasi, minuscolo ecosistema? Luogo in cui la versione pi\u00f9 elementare di un erbivoro che bruca vegetali, l&#8217;impercettibile ed amorfa ameba, diviene non meno temibile o pericolosa di un leone nel profondo della savana terrestre. Che poi altro non sarebbe, che la versione pi\u00f9 direttamente comprensibile di una delle leggi pi\u00f9 comuni ed innegabili su questo ed ogni altro pianeta: che il &#8220;pesce&#8221; pi\u00f9 grande mangia sempre quello dalle dimensioni minori. A meno che non lo prenda per appenderlo al muro, come una sorta di trofeo di caccia. Per il pubblico ludibrio, e la massima soddisfazione di chiunque possa ritrovarsi a guardarlo oggi o magari, dopodomani.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"497\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3-500x497.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34196\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3-500x497.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3-768x763.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-3.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption> Klaus Kemp, arrangiamento con stelle<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-2-500x477.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34195\" width=\"500\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-2-500x477.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-2-768x733.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Kemp-diatom-2.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption> Klaus Kemp, composizione con cerchi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Triskel-diatom.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"491\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Triskel-diatom-500x491.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34197\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Triskel-diatom-500x491.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Triskel-diatom-768x755.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/10\/Triskel-diatom.jpg 983w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption> Steve Beats, arrangiamento a triscele.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con concentrazione e precisione superiori all&#8217;umano, Klaus Kemp versa il contenuto della sua provetta all&#8217;interno di una bacinella, quindi ne estrae una minima parte mediante l&#8217;uso di un contagocce. 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