{"id":34183,"date":"2021-09-30T06:24:35","date_gmt":"2021-09-30T04:24:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34183"},"modified":"2021-09-30T06:28:31","modified_gmt":"2021-09-30T04:28:31","slug":"la-sorprendente-ragione-per-cui-le-lucciole-non-illuminano-le-notti-californiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34183","title":{"rendered":"La sorprendente ragione per cui le lucciole non illuminano le notti californiane"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Diurnal-Firefly.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Diurnal-Firefly-500x333.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34185\" width=\"499\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Diurnal-Firefly-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Diurnal-Firefly-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Diurnal-Firefly.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando il cielo \u00e8 fuoco, per l&#8217;effetto di un magnifico tramonto, lacrime di gioia scendono a zig zag lungo le guance dei poeti. Quando il mare \u00e8 fuoco, soprattutto i naturalisti piangono per il naufragio del grande battello, mentre intere moltitudini di animali si ricoprono di petrolio nero e letale. Ma quando \u00e8 la terra stessa, a ricoprirsi di fiamme, nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 fingere che non stia succedendo nulla. Mentre lingue ardenti seguono le strade, s&#8217;inoltrano sui campi coltivati e si avvicinano alle comunit\u00e0 umane, circondandole in un cerchio di assoluta e imprescindibile devastazione. Il che vuole corrispondere, in secondaria linea d&#8217;analisi, a una situazione atmosferica particolarmente secca e calorosa, in cui le piante stesse di trasformano in materia pronta da ardere, per l&#8217;effetto di un sole particolarmente piromaniaco nel corso di determinate stagioni. Lo stesso tipo di clima, per inciso, che risulta in larga misura inadatto al prosperare degli insetti, creature che necessitano di umidit\u00e0 per sopravvivere, in misura mediamente assai maggiore dei vertebrati. Ed \u00e8 probabilmente proprio per questo che nella percezione largamente data per scontata in America dei <em>Lampyridae<\/em>, esiste una sorta di linea di demarcazione mediana, per cui soltanto coloro che vivono ad est di un&#8217;ideale linea in grado di dividere verticalmente il continente, possono vedere la notte accendersi letteralmente di un milione di piccoli fuochi. Una giustificazione almeno in apparenza valida e ragionevolmente realistica in altri luoghi del mondo, bench\u00e9 determinate circostanze rilevanti localmente sembrino smentirne l&#8217;applicabilit\u00e0 eminente; quando si considera l&#8217;impressionante quantit\u00e0 di lucciole avvistate occasionalmente nelle notti dello Utah e del Wyoming, nonch\u00e9 la minore ma pur sempre presente popolazione dell&#8217;Arizona. Luoghi in grado di configurarsi, in determinati punti del proprio territorio, come simili a dei veri e propri deserti. Se le lucciole non temono simili particolari circostanze meteorologiche, a questo punto, diventa del tutto naturale chiedersi: dove sono i piccoli volatori sfolgoranti di Washington, Oregon e California? Caso vuole che da l\u00ec non siano mai spostati, da un tempo approssimativo di svariati milioni di anni. Mutando tuttavia in maniera significativa, per l&#8217;effetto della selezione naturale e conseguente mutazione delle proprie inerenti prerogative comportamentali.<br>Il fatto che in molti degli abitanti locali affermino di &#8220;non aver mai visto una lucciola&#8221; \u00e8 d&#8217;altra parte riconducibile all&#8217;inerente caratteristica diffusa nella maggior parte delle specie locali, appartenenti alle sotto-famiglie <em>Lucidotini, Pyropyga <\/em>ed <em>Ellychnia<\/em>, all&#8217;interno delle quali non sono gli svolazzanti maschi ad emettere i caratteristici segnali lampeggianti bens\u00ec le femmine prive di ali, capaci di mantenere fino all&#8217;et\u00e0 adulta l&#8217;aspetto delle tipiche larve segmentate di questi coleotteri, e giungendo ad emettere appena un tenue lucore difficilmente visibile dall&#8217;occhio umano. Ma l&#8217;effettivo distinguo che occorre applicare, persino una volta modificate le aspettative in materia, \u00e8 pi\u00f9 che altro di natura relativa all&#8217;organizzazione cronologica dell&#8217;intera faccenda. Poich\u00e9 simili insetti, persino nella caotica stagione degli accoppiamenti, non sono affatto soliti praticare le loro sfolgoranti danze dall&#8217;alto grado di sofisticazione successivamente all&#8217;ora del tramonto. Bens\u00ec durante le ore diurne gi\u00e0 inondate d&#8217;energia fotonica assai pi\u00f9 significativa ed incombente, tale da annientare ogni possibile principio d&#8217;avvistamento. Lasciando i pochi spettatori alquanto stupiti, quando si considera la ben nota gravit\u00e0 dell&#8217;inquinamento luminoso per simili specie d&#8217;insetti, tale da impedire il loro normale ciclo dell&#8217;esistenza caratterizzato da un copione particolarmente preciso. Almeno finch\u00e9 non si nota, scrutando da vicino un esemplare di queste lucciole di dimensioni particolarmente piccole e colorazione per lo pi\u00f9 nera, con appena qualche nota di colore rossastro sui bordi, la determinante assenza di un vero e proprio fotoforo caudale, ovvero l&#8217;essenziale &#8220;lampada&#8221; delle proprie specie cognate. Questo per l&#8217;innato ritorno ad un diverso approccio biologico, frutto di precise scelte operate attraverso il trascorrere di molti secoli e millenni di cambiamento&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/e3i2U7chUeM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Lampyridae-on-leaf-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34187\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Lampyridae-on-leaf-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Lampyridae-on-leaf-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Lampyridae-on-leaf-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Lampyridae-on-leaf.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Un&#8217;<em>Ellychnia corrusca<\/em>, anche detta lucciola invernale, prende il volo evidentemente disturbata dall&#8217;avvicinarsi del cameraman umano. Questa specie \u00e8 diffusa anche alle latitudini canadesi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando si considera l&#8217;effettiva funzionalit\u00e0 di un sistema di accoppiamento basato sulla luce, emergono d&#8217;altra parte non pochi problemi. Tra cui quelli determinati dalla necessit\u00e0 di avere una linea visuale tra il maschio e la femmina, in un ambiente come quello della foresta, tanto inevitabilmente ingombro di tronchi, liane, cespugli ed altri ostacoli al campo visivo dei diretti interessati. Per non parlare della facilit\u00e0 di essere individuati dai predatori. Ecco perch\u00e9 molte delle specie di lucciole maggiormente diffuse nella parte occidentale degli Stati Uniti hanno deciso in qualche momento pregresso della propria storia, ed attraverso un lungo numero di generazioni, di fare ritorno all&#8217;utilizzo di particolari feromoni olfattivi, percepibili dai potenziali partner riproduttivi anche a distanze ragionevolmente significative. Un principio in grado di portare anche ad altri cambiamenti fisiologici, tra cui la perdita di evidenti striature vermiglie o altre suggestioni aposematiche, tra cui la luce stessa, utilizzata parallelamente al fine di suggerire un senso di pericolo, come formalmente rafforzato nella memoria degli aspiranti catturatori dal liquido rosso prodotto dall&#8217;insetto in situazione di minaccia, dal sapore estremamente sgradevole e una certa tossicit\u00e0 latente. Il che non spiega d&#8217;altra parte il comportamento della specie diurna originaria dell&#8217;America Centrale della <em>Photinus interdius<\/em>, i cui maschi sono inclini a praticare lo stesso lampeggiamento attentamente codificato dei loro parenti notturni, volando a quota inferiore a un metro e nella speranza di riuscire cos\u00ec ad avvistare la partner in attesa. Se la preferenza olfattiva non \u00e8 poi cos\u00ec determinante, perch\u00e9 allora le lucciole scelgono di abbandonare il perfetto palcoscenico notturno, giungendo ad emettere la propria luce in un ambiente gi\u00e0 inondato dalla pi\u00f9 potente lampada direttamente puntata sul loro unico pianeta d&#8217;appartenenza?<br>La risposta ad un simile domanda pu\u00f2 partire da diversi spunti d&#8217;analisi, sebbene ve ne sia uno destinato a prevalere per mera logica di deduzione; la necessit\u00e0 di evitare ragni o pipistrelli non pu\u00f2 infatti essere subordinata al pericolo degli uccelli diurni, di certo non meno abili a cacciare gli insetti in volo. Mentre l&#8217;efficacia dei feromoni, di per se stessa, sarebbe altrettanto valida dopo il tramonto del sole, lasciando soltanto una possibile effettiva spiegazione per l&#8217;anomala circostanza: che le lucciole che si alzano in volo di giorno, fotoforo o meno, scelgono di farlo primariamente al fine d&#8217;evitare altre lucciole. Con un significativo aumento delle proprie chance riproduttive verso il manifestarsi di una prossima generazione. Ci\u00f2 in quanto, come accennato poco sopra, ogni segnalazione luminosa di origine biologica necessita di aderire a uno specifico codice di riconoscimento, affinch\u00e9 siano i coleotteri della stessa identica specie a rispondervi, evitando in tale modo inefficaci tentativi d&#8217;accoppiamento tra variet\u00e0 simili ma geneticamente diverse. Un processo capace di permettere l&#8217;affermazione, nell&#8217;ecosistema rilevante, di un diverso tipo di volatrici notturne. Sto parlando del vorace genere <em>Photuris<\/em>, le cui femmine volatrici hanno sviluppato un approccio particolarmente furbo e crudele all&#8217;acquisizione di un pasto gratuito a spese dei maschi d&#8217;altre lucciole, attirati mediante l&#8217;impiego di lampeggiamenti attentamente calibrati sul discorso innato della controparte. Tali da poterli ghermire quando meno se lo aspettano, secondo le modalit\u00e0 predatorie della propria specie che gli sono valse, nella comunicazione scientifica generalista, il soprannome stranamente appropriato di <em>femme fatale<\/em>. Non che le altre lucciole manchino di un comparabile grado di spietatezza, soprattutto durante la lunga parte della loro vita in forma di larve carnivore, capaci di fagocitare insetti pi\u00f9 piccoli, vermi e lumache. Fino alla trasformazione in pupa e conseguente metamorfosi totale, un approccio alla vita particolarmente rappresentativo della vita stessa degli insetti, diversamente dalle ponderose creature vertebrate di questa Terra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_PesiD851_w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Black-firefly-1-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34188\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Black-firefly-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Black-firefly-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Black-firefly-1-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Black-firefly-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La tipica specie di lucciola diurna, come questa <em>Lucidota <\/em>del Colorado, risulta possedere dimensioni molto ridotte e una colorazione per lo pi\u00f9 nera. Ci\u00f2 deve corrispondere, assai probabilmente, a un inerente desiderio di passare inosservata.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Che le lucciole si alzino in volo di giorno, piuttosto che la notte, \u00e8 un mero aspetto collaterale del loro ambiente d&#8217;appartenenza. Quando si considera il percorso ormai ampiamente chiaro nel nostro futuro remoto, che vede questi ed altri insetti &#8220;nobili&#8221; calare progressivamente di numero, a discapito di specie maggiormente prolifiche e adattabili ai mutamenti climatici dei nostri giorni. Mentre tutto quello che ci resta, al giorno d&#8217;oggi, \u00e8 contare il numero d&#8217;insetti schiacciati sul parabrezza di un&#8217;automobile dopo un lungo viaggio, notoriamente inferiore rispetto allo stereotipo ereditato dai nostri nonni. Lasciando intendere una popolazione complessiva significativamente inferiore, cos\u00ec come quella riportata dagli amanti dei tramonti che erano soliti utilizzare l&#8217;innalzarsi di piccole scintille ronzanti come il segno che fosse giunta l&#8217;ora di ritornare dentro casa. Oppure, chi pu\u00f2 dirlo, si era sempre trattato di una semplice metafora, come avranno certamente pensato i bambini della California, che non avevano mai visto la luce delle lucciole nella tiepida aria di primavera. Bench\u00e9 tali insetti gli fossero sensibilmente pi\u00f9 vicini, dalla colazione all&#8217;ora di cena, di quanto avessero mai potuto immaginare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/um4CBW79ZCg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Firefly-Larva-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34186\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Firefly-Larva-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Firefly-Larva-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Firefly-Larva-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Firefly-Larva.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Come tipica prerogativa dei coleotteri, le lucciole possono variare sensibilmente nelle dimensioni. Ammirate, ad esempio, l&#8217;imponenza di questa femmina di <em>Lamprigera<\/em> proveniente dal Laos, capace di riempire facilmente un palmo umano. Tanto che sarebbe assai difficile non notarla, anche senza l&#8217;aiuto del suo sistema d&#8217;illuminazione integrato.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il cielo \u00e8 fuoco, per l&#8217;effetto di un magnifico tramonto, lacrime di gioia scendono a zig zag lungo le guance dei poeti. Quando il mare \u00e8 fuoco, soprattutto i naturalisti piangono per il naufragio del grande battello, mentre intere moltitudini di animali si ricoprono di petrolio nero e letale. 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