{"id":34129,"date":"2021-09-22T06:30:07","date_gmt":"2021-09-22T04:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34129"},"modified":"2021-09-22T06:37:24","modified_gmt":"2021-09-22T04:37:24","slug":"lutopica-citta-fantasma-sotto-la-piramide-scolpita-dai-venti-norvegesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34129","title":{"rendered":"L&#8217;utopica citt\u00e0 fantasma sotto la piramide scolpita dai venti norvegesi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Pbas88DKY0Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34132\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Molte sono le incertezze che una persona \u00e8 disposta ad affrontare, nella speranza di riuscire a migliorare la qualit\u00e0 della propria stessa vita, o possibilmente quella dei propri figli, familiari ed amici. Avventure come abbandonare il proprio luogo d&#8217;origine ed ogni aspirazione precedentemente acquisita, per partire come minatore alla volta di una terra lontana, dal clima inospitale, lontano dai servizi normalmente giudicati necessari per la civilt\u00e0. Bench\u00e9 dotata di comfort e strutture largamente al di sopra della media, secondo un piano attentamente concepito dal governo sovietico per pubblicizzare il proprio stile di vita e sistema di valori nei confronti del cosiddetto Blocco Occidentale. O per lo meno le sue propaggini settentrionali, presso la terra emersa e non meno remota dell&#8217;arcipelago delle Svalbard, situate tra il 74\u00b0 e l&#8217;81\u00b0 parallelo, dove il sole si dimentica del tutto di sorgere o tramontare per periodi di oltre tre mesi nel corso dell&#8217;anno. Ma le temperature scendono raramente al di sotto degli zero gradi, grazie al contributo termico del caldo Oceano Atlantico. Un ottimo punto di partenza per costruire qualcosa di accogliente, una comunit\u00e0 vivibile e serena al punto da poter costituire una sorta di bizzarro miglioramento, per chiunque fosse stato sufficientemente fortunato da essere inviato fin lass\u00f9. L&#8217;insediamento di Pyramiden nasce dunque nel 1910, sotto la supervisione esclusiva della Svezia, in un periodo in cui l&#8217;intero territorio dell&#8217;arcipelago pi\u00f9 settentrionale al mondo veniva amministrato come letterale terra di nessuno, o per meglio dire di chiunque, alla maniera in cui oggi capita soltanto al Polo Sud. Finch\u00e9 nel giro di una decina d&#8217;anni una serie di trattati ed accordi internazionali avrebbe finito per dividere le Svalbard, con il loro prezioso contenuto di risorse, tra le diverse potenze in grado di far valere i propri diritti diplomatici, incluso il grande Impero Russo recentemente riformato, a seguito della pi\u00f9 importante e sanguinosa guerra civile della sua lunga storia. Entro il 1920 e per i successivi 78 anni, dunque, i russi diedero in gestione questa cittadina assieme alle vicine Longyearbyen e Barentsburg alla compagnia di stato d&#8217;estrazione del carbone Arktikugol, confidando che avrebbe fatto tutto il possibile per riuscire a renderle in qualche modo redditizie. Il che avrebbe avuto modo di realizzarsi soprattutto sul piano delle relazioni pubbliche, mentre la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del prodotto ricavato non sarebbe mai giunta a coprire i notevolissimi costi di gestione. Ma ci fu un tempo in cui tali luoghi sembravano possedere un futuro, arrivando ad offrire lavoro e sostentamento a svariate migliaia di persone. Tra cui oltre mille nella sola Pyramiden, forse il prototipo maggiormente riuscito di quella che poteva essere considerata come la &#8220;citt\u00e0 ideale&#8221; figlia delle nuove ideologie del Novecento, in cui chiunque avrebbe avuto le stesse opportunit\u00e0, un accesso alle migliori infrastrutture pubbliche e insegnanti eccellenti per i propri figli e figlie. Un vero Paradiso lontano da Dio e dal mondo, del genere che oggi siamo soliti associare all&#8217;inizio dei racconti catastrofisti ed orrorifici, quando ancora l&#8217;ora di riscossione karmica non si \u00e8 manifestata, e l&#8217;alieno\/mostro\/creatura attende l&#8217;ora della sveglia nelle oscure profondit\u00e0 del sottosuolo.<br>A conferma parziale di una tale ipotesi, chi sceglie oggi di visitare Pyramiden sull&#8217;isola di Spitsbergen, cos\u00ec chiamata per la forma dell&#8217;alta montagna antistante nonch\u00e9 sede della relativa miniera, \u00e8 destinato a trovarsi di fronte uno scenario ben diverso da quello inizialmente pubblicizzato. Tipico di un sito tanto ameno quanto silenzioso, con il caratteristico susseguirsi di grandi edifici multipiano considerati rappresentativi dell&#8217;architettura sovietica, ma le cui finestre restano oscure e totalmente prive di movimenti, cos\u00ec come le lunghe passerelle sopraelevate costruite per evitare di sprofondare nel fango dopo il sopraggiungere della stagione delle piogge. Fatta eccezione, possibilmente, per i 6 (numero variabile) coraggiosi rimasti ad abitare permanentemente simili remoti recessi della civilt\u00e0, amministrando e custodendo i reperti di un&#8217;epoca trascorsa ma mai realmente dimenticata, come se neppure un giorno fosse trascorso da quando il mondo guardava in questa direzione con sincero ma dissimulato interesse. Cos\u00ec un hotel, un ristorante e un museo sono tutto quello che resta in funzione, accompagnato dalla ricca selezione di alloggi e luoghi d&#8217;interesse ormai dismessi, al cui interno ancora restano alcuni degli oggetti appartenuti a coloro che avevano scelto di chiamarli casa. Visitabili soltanto se accompagnati da una silenziosa guardia armata di fucile, e non solo per ragioni di conservazione della Storia. Bens\u00ec come presenza irrinunciabile in un posto come questo, frequentemente battuto dalle lunghe migrazioni degli orsi polari&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/r5F_fq32GHU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34130\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Drone-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nella sua configurazione urbanistica essenziale basata su macro-spazi condivisi, Pyramiden rappresenta una manifestazione architettonica del modernismo nato all&#8217;inizio del secolo scorso. Ma anche una soluzione pratica, al problema di riscaldare e rendere abitabili le uniche residenze utilizzabili di un luogo cos\u00ec remoto.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al suo meglio, Pyramiden fu quindi senza ombra di dubbio la pi\u00f9 vivibile delle tre cittadine sovietiche nelle Svalbard, considerata l&#8217;invidia di tutti coloro che avendo fatto richiesta di esservi trasferiti, si trovavano piuttosto assegnati a  Longyearbyen o Barentsburg. Sotto lo sguardo attento dell&#8217;essenziale busto monumentale di Lenin, posto di fronte all&#8217;edificio amministrativo principale e luogo di ritrovo cittadino, si dipanavano quindi le sue strade e sentieri completi di passerelle, tra i dormitori rispettivamente assegnati agli uomini (&#8220;Londra&#8221;) le donne (&#8220;Parigi&#8221;) e quello pi\u00f9 grande per le famiglie. Un ospedale fornito delle pi\u00f9 moderne attrezzature campeggiava quindi sulla piazza principale, assieme all&#8217;asilo e scuola elementare, ancora oggi pieno dei disegni, decorazioni e giocattoli appartenuti ai figli dei minatori. Senza poter tralasciare gli edifici costruiti come luoghi di svago nelle ore libere, come quella che costituisce senza ombra di dubbio la piscina riscaldata pi\u00f9 a nord del nostro intero pianeta, abbinata alla palestra dotata dello stesso primato. Un pi\u00f9 recente eliporto, inaugurato nel 1961, si trova in prossimit\u00e0 del punto d&#8217;approdo, costituendo invece l&#8217;unico sistema di collegamento veloce agli altri insediamenti dell&#8217;arcipelago, bench\u00e9 il raggiungimento della terra ferma richieda l&#8217;imbarco su un aereo di linea presso l&#8217;aeroporto dell&#8217;ancora popolata Longyearbyen. Ma ci\u00f2 che domina pi\u00f9 chiaramente l&#8217;intero complesso resta, senz&#8217;altro, il lunghissimo camminamento e ferrovia inclinata sul fianco della montagna-piramide, utilizzato un tempo per riportare al livello del mare le variabili quantit\u00e0 di prezioso carbone, vera ed unica ragione d&#8217;esistenza dell&#8217;intera colonia. L&#8217;unico luogo, forse, dove la parvenza di perfetta conservazione viene meno, dinnanzi all&#8217;insistente potenza distruttiva degli elementi, del tutto noncuranti delle tribolazioni e decisioni dei loro meri soggetti umani.<br>L&#8217;effettivo abbandono di Pyramiden, per quanto possa sembrare a posteriori un evento repentino ed inaspettato, ebbe in realt\u00e0 luogo a partire dal 1998 nel giro di alcuni mesi per un&#8217;ampia serie di ragioni, tra cui quella principale del progressivo esaurimento delle risorse carbonifere a disposizione, nonch\u00e9 il caso particolarmente tragico di un grave disastro aereo. Quello capitato il 29 agosto di due anni prima al volo Vnukovo Airlines 2801, di un Tupolev Tu-154M che fin\u00ec per schiantarsi contro il monte Operafjellet a poca distanza dall&#8217;aeroporto a causa di un errore umano nell&#8217;interpretazione delle istruzioni della torre di controllo, finendo per costare la vita a 141 persone. La stragrande maggioranza delle quali composte, per un triste scherzo del destino, proprio dai minatori di Pyramiden di ritorno da una vacanza offerta dalla Arktikugol. Il che avrebbe posto le basi di una situazione molto dispendiosa da risolvere, inficiando ulteriormente la gi\u00e0 insoddisfacente resa mineraria della montagna, inducendo i vertici dell&#8217;azienda governativa ad iniziare il piano di chiusura che avrebbe portato entro entro un periodo ragionevole al rientro forzato di coloro che erano sopravvissuti. Lungi da portare all&#8217;annichilimento di questa letterale citt\u00e0 dei record, vista la collocazione geografica pi\u00f9 a settentrione di qualsiasi altro luogo paragonabile della Terra, l&#8217;abbandono avrebbe costituito l&#8217;inizio di un processo di trasformazione, da luogo vivido e pulsante a memoriale di ci\u00f2 che era stato, portando alla successiva riconfigurazione in atipica attrazione turistica, non certo tra le maggiormente conosciute. Eppur dotata di una sua rigorosa bellezza, non soltanto artificiale ma anche frutto del paesaggio battuto dai venti, l&#8217;antistante fiordo contornato dai ghiacciai e l&#8217;iconica fauna locale, tra cui le molte famiglie di volpi artiche e l&#8217;occasionale orso polare, sopravvissuti alla spietata caccia che ne fecero per lunghi anni gli abitanti dell&#8217;insediamento in questione. Mentre parte dell&#8217;accoglienza di un tempo trova il modo di palesarsi attraverso l&#8217;eclettico e ridotto personale dell&#8217;hotel, nonch\u00e9 personaggi come il proiezionista Stanislav Schubert, trasferitosi qui a partire dal 2007 per creare e gestire uno dei pi\u00f9 remoti archivi del cinema di epoca sovietica, con oltre 1.000 pellicole mostrate su richiesta a chiunque voglia usufruire di questo improbabile servizio. Qualcosa di superfluo e poetico al tempo stesso, cos\u00ec stranamente appropriato in un simile tempio di epoche ormai trascorse.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6kNQc9_0yGI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Exploration-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34131\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Exploration-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Exploration-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Exploration-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pyramiden-Exploration.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Cecilia Blomdahl \u00e8 la vTuber accompagnata dal suo fedele cane che recendosi all&#8217;inizio di questo mese a Pyramiden, si \u00e8 anche avventurata lungo il tragitto della vecchia ferrovia mineraria. Iniziativa tanto faticosa ed imprevista, da riuscire a scoraggiare anche l&#8217;accompagnamento da parte della sua guida anti-orsi d&#8217;ordinanza.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Che un sogno possa sopravvivere al risveglio, di fronte alle reali difficolt\u00e0 superabili dell&#8217;esistenza, rappresenta un&#8217;evoluzione largamente soggettiva sulla base di ciascuna esperienza di vita individuale. Ed anche i casi su larga scala di una simile questione, una <em>gestalt <\/em>d&#8217;insigni pensatori, accompagnati da risorse e soluzioni pratiche fornite da uno dei governi pi\u00f9 potenti della loro epoca, possono finire dopo un lungo tempo per sciogliersi al sole. Lasciando soltanto lo scheletro di quello che avrebbe potuto continuare ad essere, con una piega maggiormente favorevole degli eventi&#8230; Ma \u00e8 possibile affermare, realmente, che le cose ormai andate incontro ad un processo entropico di disintegrazione debbano essere per forza prive di alcun valore per i posteri sopravvissuti ad esse? O forse, dovremmo scegliere di apprendere dalle esperienze dei predecessori, acquisendo per quanto possibile una percezione del mondo di un tempo? Cos\u00ec uguale e cos\u00ec diverso; tanto mutato al punto di essere irrecuperabile. Sebbene i presupposti ancora esistano, per emendare l&#8217;andamento ed il funzionamento di quel tortuoso viale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte sono le incertezze che una persona \u00e8 disposta ad affrontare, nella speranza di riuscire a migliorare la qualit\u00e0 della propria stessa vita, o possibilmente quella dei propri figli, familiari ed amici. 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