{"id":34123,"date":"2021-09-21T06:19:27","date_gmt":"2021-09-21T04:19:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34123"},"modified":"2021-09-21T06:20:43","modified_gmt":"2021-09-21T04:20:43","slug":"ciak-geco-azione-schegge-fluorescenti-sulle-scure-sabbie-del-namib","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34123","title":{"rendered":"Ciak, geco, azione: schegge fluorescenti sulle scure sabbie del Namib"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ke0MJFZUEe0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Fluorescent-Pachydactylus-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34124\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Fluorescent-Pachydactylus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Fluorescent-Pachydactylus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Fluorescent-Pachydactylus-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Fluorescent-Pachydactylus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Poche cose, nello stile di vita del videogiocatore su PC moderno, mantengono un valore pi\u00f9 importante dell&#8217;illuminazione a LED degli accessori e i componenti del suo sistema. Bagliori variopinti, concordati tra tastiera, mouse e scheda video, per non parlare delle ventole e della memoria RAM. Mentre nei casi pi\u00f9 estremi, strisce adesive di propagano sui muri e sulla scrivania, circondano gli spazi dedicati ad una simile attivit\u00e0. Nella pi\u00f9 totale noncuranza del dispendio energetico ulteriore, considerata l&#8217;assoluta inutilit\u00e0 di una simile scenografia cangiante. Il che potrebbe configurarsi come l&#8217;esatto opposto del principio di natura, dove ogni azione dovrebbe nascere da un effettivo bisogno, ciascuna soluzione corrispondere a un problema. Se non fosse per la recente serie di scoperte relative alla capacit\u00e0 di riflettere la luce ultravioletta da parte di specie animali vertebrate, tra cui l&#8217;ornitorinco ed il wombat, senza che gli etologi riescano a trovare alcuna corrispondenza comportamentale nei diretti interessati. Creature catarifrangenti, nell&#8217;opinione di alcuni, unicamente per l&#8217;acquisizione di particolari proteine o altre sostanze nutritive, come effetto della loro dieta per lo pi\u00f9 vegetariana. Persone come il Dr Mark D. Scherz dell&#8217;Istituto Zoologico di Monaco, soprattutto successivamente alla sua recente scoperta dell&#8217;innato e tenue lucore emesso dalla cresta dei camaleonti <em>Calumma\u00a0<\/em>del Madagascar, grazie alla trasparenza della pelle in un preciso punto situato sopra la loro fronte. Ma le ossa degli esseri viventi, per loro natura, possiedono un innata tendenza a quel fenomeno, in maniera completamente all&#8217;opposto del soggetto unico della sua ultima ricerca. Il cui titolo programmatico, da cui <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-79706-z\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l&#8217;articolo pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista Scientific Reports<\/a> assieme ai colleghi David Pr\u00f6tzel, Martin He\u00df, Martina Schwager e Frank Glaw, permette d&#8217;identificare facilmente come il geco dai piedi palmati <em>Pachydactylus rangeim<\/em> originario di uno dei luoghi pi\u00f9 climaticamente inospitali della Terra: le coste, presso l&#8217;Africa Meridionale, del vasto ed arido deserto del Namib. Poich\u00e9 c&#8217;\u00e8 fluorescenza e vera Fluorescenza, intesa come imitazione pallida della classica luce dell&#8217;astro solare, ma pur sempre visibile da lunghe distanze nelle notturne tenebre di questo mondo. E la piccola creatura non pi\u00f9 lunga di 13 cm, appariscente lo \u00e8 senz&#8217;altro, al punto da portare a chiedersi come nessuno potesse aver notato la faccenda fino a quel particolare momento della storia scientifica recente: con un suo cerchio verde attorno agli occhi sporgenti, e una linea della stessa tonalit\u00e0 lungo il fianco del suo sinuoso corpo. Mentre il ventre e zone limitrofe risplendono di un pi\u00f9 lieve blu intenso (430 vs 516 nm) non altrettanto evidente ma senz&#8217;altro significativo. Questo perch\u00e9 l&#8217;evoluzione sembrerebbe essersi affidata, per questo animale, ad un notevole &#8220;trucco&#8221; della fisica fotonica, potenziando la resa quantica della luce sul dorso del geco grazie a un riflesso indiretto delle controparti. Al punto da costituire quello che potremmo definire, con un solo possibile rivale (la <em>Boana punctata<\/em>) il singolo vertebrato non acquatico maggiormente luminoso di questa Terra. Perci\u00f2 pu\u00f2 dirsi realmente possibile, di fronte ad una tale presa di coscienza, continuare a credere di trovarsi innanzi ad una mera coincidenza di fattori, piuttosto che un tratto genetico fissato da effettive necessit\u00e0 del nostro piccolo amico? In merito a questo, lo studio scientifico rimanda formalmente l&#8217;analisi a future ricerche pi\u00f9 approfondite. Il che non ha impedito ai suoi autori, d&#8217;altra parte, di stilare alcune ipotesi probabili sulla base della mera e semplice inferenza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AhtKrJewIfQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Predation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34126\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Predation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Predation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Predation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Predation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il geco del Namib ha molti nemici nel suo ambiente naturale, ragion per cui preferisce normalmente muoversi nelle ore notturne. Ciononostante, le eccezioni alla regola possono capitare ed assieme ad esse, le opportunit\u00e0 per varie tipologie d&#8217;eventi nefasti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <em>Pachydactylus rangei<\/em> o geco delle sabbie del Namib costituisce quindi un tipico rappresentante della sua famiglia, gi\u00e0 noto dal 1908 ad opera della descrizione del zoologo Lars Gabriel Andersson ed il suo primo catturatore, il geologo Paul Range. Creatura per lo pi\u00f9 notturna, diffusa a fino 130 Km di distanza e 300 metri d&#8217;altitudine dalle coste del suo areale, costituisce a tutti gli effetti un predatore piuttosto efficiente, principalmente di grilli, vermi, larve di coleotteri ed altri insetti che riesce a trovare durante i suoi estesi ed attenti pattugliamenti. Sua caratteristica maggiormente degna di nota, al punto da trovare un posto nel nome scientifico, \u00e8 il possesso di piedi palmati utili a correre agilmente senza sprofondare sulla fine sabbia del deserto, ma anche smuoverla con gran facilit\u00e0 ogni qualvolta si ritrova interessato a scavare, per nascondersi o proteggersi dal sole spietato dell&#8217;emisfero meridionale. Creatura quasi del tutto identica tra esemplari maschili e femminili, fatta eccezione per la coda leggermente pi\u00f9 spessa nel caso dei primi, il geco \u00e8 solito entrare nella sua stagione riproduttiva tra i mesi di aprile e maggio, mordendo la femmina ed intrappolandola, fino all&#8217;avvenuto trasferimento dei geni. Da cui scaturiranno due, o pi\u00f9 raramente un singolo uovo, deposti in un sostrato umido di circa 30 gradi di temperatura, dove raggiungeranno l&#8217;ora della schiusa attorno all&#8217;ottava settimana, tra luglio ed ottobre. Specie per lo pi\u00f9 solitaria il <em>P.<\/em> <em>rangei<\/em> risulta essere perci\u00f2 anche marcatamente territoriale, rendendo potenzialmente difficile la gestione di esemplari in cattivit\u00e0, bench\u00e9 si tratti di creature piuttosto adattabili e resistenti anche fuori dal proprio ambiente naturale. Il loro senso principale, come spesso avviene per questa tipologia di rettili, \u00e8 la vista molto sviluppata grazie ai grandi occhi dalle pupille verticali, privi di palpebre ma dotati di una scaglia trasparente protettiva chiamata &#8220;occhiale&#8221;, che necessita di essere pulita periodicamente grazie all&#8217;uso della lunga lingua del loro proprietario. Il che rientra perfettamente nell&#8217;interpretazione di Scherz e colleghi, secondo cui l&#8217;innata fluorescenza del geco potrebbe avere una funzione biologica estremamente precisa. Meccanismo luminoso, tra l&#8217;altro, prodotto tramite un approccio ancora non del tutto chiaro, concentrato in corrispondenza di particolari tratti di pelle caratterizzati dalla presenza di iridofori, cellule cromatiche normalmente usate come pigmentazione da parecchie tipologie d&#8217;animali. Ma ricchi, in questo caso specifico, di una certa quantit\u00e0 di guanina, uno dei nucleotidi del DNA ed RNA normalmente non fluorescente, il che si trova diametralmente all&#8217;opposto di quanto \u00e8 stato osservato mediante l&#8217;impiego di una pratica lampada a ultravioletti, non dissimile dal tipo di luce prodotta nelle ore notturne dalla luna del nostro pianeta. Ci\u00f2 che appare assolutamente programmatico ad ogni modo, almeno nel caso di questo piccolo dinosauro del deserto, \u00e8 la collocazione laterale delle sue zone maggiormente luminose, favorendone al massimo la visibilit\u00e0 da parte dei propri stessi simili, mentre molto pi\u00f9 difficile risulta essere l&#8217;eventuale identificazione dall&#8217;alto di possibili predatori, come l&#8217;alto sciacallo o il volante gufo notturno. Ma perch\u00e9 correre, allora, questo rischio? Gli studiosi hanno elaborato, come dicevamo, almeno un paio d&#8217;ipotesi, entrambe relative alla necessit\u00e0 dei gechi di trovarsi l&#8217;un l&#8217;altro durante le proprie peregrinazioni notturne. Forse per favorire la facilit\u00e0 nell&#8217;accoppiamento, piuttosto che una ragione assai pi\u00f9 particolare ed inaspettata: pregresse osservazioni di questi animali hanno infatti rilevato l&#8217;abitudine assai caratteristica di acquisire preziosa umidit\u00e0 dalla condensazione sul corpo dei propri simili, provvedendo a leccarsi a vicenda quando si trovano l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro per &#8220;caso&#8221;. Almeno che sia stato il mirabile lucore della speranza, a guidarli&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sHlXSydvwQo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Feeding-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34125\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Feeding-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/09\/Pachydactylus-Feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il geco alle prese con ci\u00f2 che gli riesce meglio pu\u00f2 essere in effetti una creatura piuttosto terrificante. Se sei una larva o un verme del deserto. Per fortuna, la sua bocca \u00e8 troppo piccola per riuscire a mordere anche soltanto un singolo dito umano.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lucentezza fa bellezza, d&#8217;altra parte, e la bellezza \u00e8 sempre stata un sinonimo di opportunit\u00e0 e potere. Come nella logica surrealista utilizzata in qualit\u00e0 di atipica connotazione magica negli Orki del <em>franchise <\/em>e gioco da tavolo Warhammer 40k, per cui il rosso corrisponde a velocit\u00e0, il giallo aggiunge potenza di fuoco, il nero resistenza, il blu fortuna e cos\u00ec via a seguire&#8230; In una chiara perversione dei princ\u00ecpi naturali, data l&#8217;assenza di una concatenazione logica tra causa ed effetto. Che tuttavia trova conferma nella parte pi\u00f9 istintiva della mente umana, ispirandosi forse a particolari pratiche stregonesche o divinatorie dei tempi antichi, come la cristallomanzia. E non \u00e8 per nulla insolito, in campo informatico, scherzare in merito ai presunti effetti delle diverse tonalit\u00e0 delle proprie luci al LED, identificando come la pi\u00f9 desiderabile quella di colore verde, presumibilmente utile a ridurre i consumi e la temperatura dei propri componenti dalle prestazioni maggiori. Perch\u00e9 alla fine, come afferma il codice galattico ed anglofono di quelle ostili creature guerrafondaie, GREEN IZ DA BEST! (Poich\u00e9 tutti gli Orki sono verdi, e cattivi). Ma che proprio una lucertola, tra le bollenti sabbie del Namib, s&#8217;illumini di quel particolare colore d&#8217;efficientamento estremo, non pu\u00f2 essere soltanto una coincidenza! Poco pi\u00f9 che un mero scherzo del suo rettile Destino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poche cose, nello stile di vita del videogiocatore su PC moderno, mantengono un valore pi\u00f9 importante dell&#8217;illuminazione a LED degli accessori e i componenti del suo sistema. Bagliori variopinti, concordati tra tastiera, mouse e scheda video, per non parlare delle ventole e della memoria RAM. Mentre nei casi pi\u00f9 estremi, strisce adesive di propagano sui &#8230; <a title=\"Ciak, geco, azione: schegge fluorescenti sulle scure sabbie del Namib\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=34123\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Ciak, geco, azione: schegge fluorescenti sulle scure sabbie del Namib\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,125,818,2312,544,1097,3509,804,396,2450,821,600,245,2010,819,513,78,89],"class_list":["post-34123","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-animali","tag-biologia","tag-creature","tag-deserto","tag-evoluzione","tag-fluorescenza","tag-gechi","tag-lucertole","tag-namib","tag-notte","tag-predatori","tag-rettili","tag-ricerca","tag-riproduzione","tag-sabbia","tag-scienza","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34123"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34127,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34123\/revisions\/34127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}