{"id":33824,"date":"2021-08-06T06:23:13","date_gmt":"2021-08-06T04:23:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33824"},"modified":"2021-08-06T06:23:32","modified_gmt":"2021-08-06T04:23:32","slug":"dove-un-tempo-transito-la-lava-un-mare-dossa-e-nitidi-ruggiti-nelloscurita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33824","title":{"rendered":"Dove un tempo transit\u00f2 la lava, un mare d&#8217;ossa. E nitidi ruggiti nell&#8217;oscurit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7eWsc9duKUE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Saudi-Bones-Tunnel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33826\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Saudi-Bones-Tunnel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Saudi-Bones-Tunnel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Saudi-Bones-Tunnel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Saudi-Bones-Tunnel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Da parte dell&#8217;intero comitato, con gioia imperitura, queste vecchie ossa vorrebbero darti il benvenuto&#8221; La volta silenziosa dell&#8217;intera caverna sembr\u00f2 vibrare per l&#8217;effetto del calore, mentre il femore di cavallo cadde casualmente su di un lato, effettuando la cosa pi\u00f9 simile a un&#8217;inchino. Rotolando prima da una parte, quindi l&#8217;altra, la calotta cranica rispose alle molteplici strette di mano attraverso un periodo di una notte, un giorno, una notte. Qui una tibia d&#8217;antilope, l\u00ec un&#8217;ulna di cammello, disposte nella forma di una &#8220;L&#8221; per simboleggiare la parola &#8220;Lascia&#8221; (ogni speranza, oh peccatore.) &#8220;Grazie, grazie miei cari e sbiancati amici. Anche queste vecchie ossa, finalmente, provano felicit\u00e0.&#8221; Giunto e ormai trascorso era il momento topico di oltre 120 anni, in cui vestigia e rimasugli ancora pensano alla vita ormai trascorsa sulla grigia Terra. E in tali anguste tenebre, una simile smarrita oscurit\u00e0, ci\u00f2 che un tempo era parte di un qualcosa di complesso, ancorch\u00e9 meraviglioso, giace libero riuscendo a perseguire l&#8217;agognata pace dei sensi. La calotta prov\u00f2 a sorridere con denti ormai svaniti da oltre un secolo; &#8220;Dopo tutto, quello che oggi provo \u00e8 soprattutto un grande senso di sollievo.&#8221; Un piccolo cumulo di vertebre di volpe si produsse in suoni scricchiolanti, vagheggiante plauso delle circostanze che dur\u00f2 all&#8217;incirca una settimana: &#8220;Poich\u00e9 so che ormai pi\u00f9 nulla, proprio niente, potr\u00e0 riuscire a far del male alle mie&#8230; Vecchie ossa.&#8221; Quasi a sottolineare quanto aveva appena detto, il vento cess\u00f2 all&#8217;improvviso di soffiare nella caverna. Senza pi\u00f9 alcun tipo d&#8217;energia esterna a movimentarle, le rinseccolite moltitudini non poterono far altro che tacere. E fu dopo il trascorrere di appena un mese, che un tutt&#8217;altro tipo di rumore divent\u00f2 improvvisamente udibile, trasformandosi in un cacofonico frastuono. Come un trascinarsi di qualcosa, lo strofinio dimenticato delle carni. Accompagnato dal possente ringhio di una belva proveniente dagli oscuri angoli del mondo. La calotta scelse dunque quel preciso attimo, per ricordare cosa era stato in vita. I campi coltivati e la tranquilla fattoria nella regione arabica dell&#8217;Harrat Khaybar, a nord di Medina, all&#8217;interno di un civilt\u00e0 retrograda ma totalmente funzionale. Il Neolitico, la primavera della nostra Storia. Nonch\u00e9 il primo esempio di sepolture sotterranee che sia stato in grado di attraversare i secoli fino all&#8217;epoca corrente. Tutto questo ritorn\u00f2 nella memoria del midollo, e non solo. Il tranquillizzante peso della terra smossa che oscurava, come una coperta sopra il baratro della fossa, le tribolazioni e il caos del mondo. Fino al giorno in cui successe&#8230; La cosa. Zampe scavatrici, unghie che distruggono. Un muso cercatore dagli aguzzi denti che agguantano. E la testa della salma stretta nella bocca pelosa, cos\u00ec come ora toccava a questa nuova vittima degli unici abitanti vivi della caverna. La iena fece il suo ingresso stagliandosi contro la luce del sole. Saldamente stretta in bocca, la carcassa insanguinata di una pecora. Atterrite, le ossa udirono un insostanziale grido. Era il CRACK possente di una povera spina dorsale, che in assenza di alcun tipo di piet\u00e0 veniva suddivisa in due parti uguali.<br>I nativi lo chiamano Umm Jirsan, ma sarebbe perdonato chi pensasse che si tratti in verit\u00e0 di una provincia tangibile del grande sottosuolo infernale. Cos\u00ec come appare, con la volta ad arco naturalmente creata da un&#8217;antica colata lavica, in questa regione dalla grande attivit\u00e0 geologica in Arabia Saudita, oscuro e stranamente ricoperto da un fitto tappeto di testimonianze. Quelle che han lasciato, volenti o nolenti, le molteplici generazioni delle prede, catturate da un particolare tipo d&#8217;animale. Stiamo parlando, con grande probabilit\u00e0 scientifica, della <em>Hyaena hyaena<\/em> o &#8220;iena striata&#8221; il pi\u00f9 comune e tipico rappresentante della sua famiglia tassonomica, un carnivoro capace di nutrirsi con equivalente soddisfazione di cose gi\u00e0 vive, oppure morte da qualche tempo. Nonostante la prima impressione riportata ai tempi della prima scoperta di questo luogo nel relativamente recente 2007, di esploratori che affermarono di aver udito suoni provenire dal profondo, che non potevano esser altro che &#8220;Lupi, lupi e niente di diverso da questo.&#8221; Ma i lupi, come sappiamo molto bene, non trascinano i cadaveri scavati dalle tombe dentro una caverna. Non conservano le ossa come un possibile snack in periodi di magra. Poich\u00e9 non possiedono la forza necessaria a suggerne il midollo, dolce succo irraggiungibile e proibito&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SVgvUeD1F08\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Umm-Jirsan-Cave-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33827\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Umm-Jirsan-Cave-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Umm-Jirsan-Cave-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Umm-Jirsan-Cave-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Umm-Jirsan-Cave.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Umani resi piccoli da proporzioni e resti che appartengono all&#8217;Altro Lato. Forse insignificanti come soltanto noi riusciamo a sentirci, eppure non per questo disinteressati. In fondo, quel che esse sono, noi un giorno lo saremo. E quel che adesso noi siamo, un tempo loro erano state.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concentrata per lo pi\u00f9 nella diramazione alquanto comprensibilmente nota come &#8220;Grotta dei lupi&#8221;, l&#8217;impressionante collezione d&#8217;ossa dell&#8217;Umm Jirsan era stata gi\u00e0 notata e commentata nel corso dell&#8217;ultima decade da una lunga serie di spedizioni, con finalit\u00e0 pi\u00f9 o meno d&#8217;approfondimento ai fini della scienza archeologica e paleontologica. Ma sarebbe stato solamente lo scorso gennaio, il nutrito team guidato da Matthew Stewart ed altri ricercatori di diverse universit\u00e0 europee, arabe e statunitensi, a scegliere d&#8217;analizzare la questione da un&#8217;angolazione del tutto nuova. Quella della scienza poco nota della tafonomia, che poi sarebbe lo studio dei resti fossili, i processi di diagenesi e le vecchie ossa abbandonate al loro destino. Verso l&#8217;acquisizione di una ricca serie di dati statistici, utili a comprendere nello specifico la storia pregressa dell&#8217;interessante tunnel lavico, capace di costituire con il suo chilometro e mezzo di lunghezza la singola caverna pi\u00f9 estesa dell&#8217;intero contesto arabico peninsulare. In un&#8217;ampia serie di escursioni, gi\u00e0 le prime delle quali sufficienti a confermare l&#8217;unico agente accumulatore possibile della succitata specie carnivora, il gruppo di scienziati si \u00e8 quindi preoccupato di prelevare un totale di 1.917 ossa dalle oscure profondit\u00e0, appartenenti secondo una stima ad almeno 40 specie animali differenti (incluso per l&#8217;appunto l&#8217;essere umano). Le immediate analisi effettuate mediante l&#8217;utilizzo del radiocarbonio hanno perci\u00f2 permesso di datare le pi\u00f9 antiche di esse ad un periodo risalente a circa 7.000 anni fa, permettendo la fondamentale comprensione di tutto ci\u00f2 che si stava tentando di riconciliare alle familiari propaggini del raziocinio. Ovvero in brevi termini, nient&#8217;altro che l&#8217;unica tana possibile tra molte miglia di deserto, per innumerevoli generazioni dello stesso predatore, in un&#8217;area alquanto ricca di cacciagione e smarriti cadaveri da trasformare in utili risorse. Cos\u00ec il regno delle iene si \u00e8 rafforzato attraverso le plurime generazioni, mentre un numero sempre pi\u00f9 elevato di sudditi continuavano ad aggiungersi sotto la volta di quel palazzo. E il sempre pi\u00f9 svettante &#8220;tesoro&#8221; al centro dell&#8217;intera faccenda, la camera col cumulo di ossa ormai sbiancate dal tempo.<br>Le ossa scarnificate in fin dei conti non costituiscono altro che una sorta di dispensa dal punto di vista della iena, che se possibile preferisce nutrirsi di carcasse ancora in stato di decomposizione o prede uccise da lei stessa, ogni qualvolta se ne presentasse l&#8217;opportunit\u00e0. Pur essendo lieta di sfruttare la potenza della sua potenza mandibolare, capace di recidere con facilit\u00e0 legamenti, cartilagine e segmenti d&#8217;articolazione, una volta che la carne possa giungere a scarseggiare. Sebbene anch&#8217;essa abbia dei limiti, preferendo non consumare ad esempio la sommit\u00e0 dei crani, semplicemente troppo resistente per un piccolo guadagno di calorie, in aggiunta a una tradizionale ed inspiegabile avversione nei confronti della carne di avvoltoio. Forse perch\u00e9 uno spazzino, tra tutti, risulta perfettamente in grado di riconoscerne un altro?<br>Procedendo nell&#8217;analisi del loro macabro raccolto, gli scienziati per lo pi\u00f9 facenti parte del Max Planck Institute e la King Saud University hanno quindi catalogato il tipo di segni e marchi presenti sulle ossa scarnificate dalle iene, rimasti per lo pi\u00f9 immutati grazie alla protezione offerta dalla caverna nei confronti degli agenti atmosferici e gli altri elementi d&#8217;erosione. Il che ha permesso di classificare l&#8217;et\u00e0 media degli animali catturati in base alle specie, rilevando una ripartizione coerente alle teorie raccolte fino a quel momento. Con una prevalenza di cavalli e cammelli giovani, incapaci di fuggire tra le dune, e capre ed antilopi anziane, prive dell&#8217;agilit\u00e0 necessaria a rifugiarsi sulle pi\u00f9 remote alture. La stessa frammentazione delle ossa, con segni obliqui, curvi e trasversali, ha permesso nel frattempo di riconfermare l&#8217;opera pregressa di un grande carnivoro, escludendo definitivamente che la grotta potesse costituire il sito ancestrale di un qualche tipo di rito o sacrificio religioso. Ciononostante, le ricerche archeologiche continuano tutt&#8217;ora, nella speranza di trovare un possibile segno pregresso di civilizzazione. Il che potrebbe arricchire ulteriormente, se possibile, la storia pregressa di questa affollata caverna lavica nella regione di Hejaz.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DQa1rzZ1t2w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Arabia-Hyena-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33825\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Arabia-Hyena-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Arabia-Hyena-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Arabia-Hyena-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Arabia-Hyena.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Diffusa in buona parte del Nord-Africa, la iena striata vede estendersi il suo areale lungo l&#8217;intera regione costiera della penisola d&#8217;Arabia e nel Caucaso. Risultando una visione tutt&#8217;altro che rara fino al subcontinente indiano, dove si dice che accompagnino le streghe e parlino in loro vece. Nient&#8217;altro che mere superstizioni.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una funzionale apologia dell&#8217;intero studio, la trattazione pubblicata solamente questo agosto sulla rivista <em>Archaeological and Anthropological Sciences<\/em>, il team di scienziati elenca quindi le molteplici nozioni che si pu\u00f2 riuscire a trarre dall&#8217;applicazione della tafonomia. Dalla precisa cognizione dei sistemi ecologici pregressi al sentiero evolutivo delle specie, coadiuvato da fattori ambientali che appartengono esclusivamente a ciascuna regione. Per non parlare di una privilegiata via d&#8217;accesso, nei confronti di quel mondo misterioso che \u00e8 la &#8220;vita&#8221; dopo l&#8217;esistenza in Terra, confrontandosi direttamente con uno dei nostri pi\u00f9 atavici timori. <br>Poich\u00e9 molti possono parlare con le parti maggiormente indeperebili delle nostre forme mortali (&#8220;Essere, non essere&#8230;&#8221;) Ma soltanto alcuni, preparati con l&#8217;applicazione di percorsi di studio lunghi ed approfonditi, riceveranno da esse un qualche tipo risposta. E c&#8217;\u00e8 molta saggezza, pregressa e inconoscibile, nell&#8217;indifferente cumulo di queste vecchie ossa&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Da parte dell&#8217;intero comitato, con gioia imperitura, queste vecchie ossa vorrebbero darti il benvenuto&#8221; La volta silenziosa dell&#8217;intera caverna sembr\u00f2 vibrare per l&#8217;effetto del calore, mentre il femore di cavallo cadde casualmente su di un lato, effettuando la cosa pi\u00f9 simile a un&#8217;inchino. Rotolando prima da una parte, quindi l&#8217;altra, la calotta cranica rispose alle &#8230; <a title=\"Dove un tempo transit\u00f2 la lava, un mare d&#8217;ossa. E nitidi ruggiti nell&#8217;oscurit\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33824\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Dove un tempo transit\u00f2 la lava, un mare d&#8217;ossa. 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