{"id":33817,"date":"2021-08-05T06:24:14","date_gmt":"2021-08-05T04:24:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33817"},"modified":"2021-08-05T06:29:50","modified_gmt":"2021-08-05T04:29:50","slug":"pseudo-sommergibile-spaziale-produce-da-oggi-lenergia-rinnovabile-del-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33817","title":{"rendered":"Pseudo sommergibile spaziale produce da oggi l&#8217;energia rinnovabile del domani"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4d9zs0W9u2A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33820\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In hoc signo<\/em>&#8230; Una sottile linea longitudinale, lunga esattamente 74 metri. Intersecata dal segmento perpendicolare, con la forma vagamente simile a quella di un gran paio d&#8217;ali. Strano, per qualcosa che come una nave, ha vissuto alle sue origini l&#8217;esperienza di un varo, nelle acque mobili del vasto Mare del Nord. Come arma di primaria importanza nella guerra che oggi pu\u00f2 essere chiamata una crociata, per la sua importanza nel proteggere gli interessi economici, politici e religiosi di un&#8217;intera identit\u00e0 culturale; quella del mondo industrializzato post-moderno. I cui confini, allo stato attuale, si estendono da un lato all&#8217;altro del globo senza pi\u00f9 limiti di confini n\u00e9 bandiere. Chi minaccia ancora adesso, dunque, la nostra condizione pi\u00f9 o meno soddisfacente? Chi, o magari cosa, si frappone tra la quiete delle circostanze storiche e una collettivit\u00e0 costantemente preoccupata dal suo destino? \u00c8 soltanto una la risposta cui possiamo far riferimento, nell&#8217;auspicabile aspirazione di ottenere la soluzione a tal quesito: noi stessi, con il corollario delle nostre azioni a discapito di tutto ci\u00f2 che ci circonda. Perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci alcun tipo di proposito ecologico, a salvaguardia di un ambiente che soffre, senza un metodo per preservare ci\u00f2 che guida il desiderio dei viventi. Profitto, ovvero la conservazione del fondamento stesso di uno stile di vita che non sembrerebbe averci ancora tradito. Ed \u00e8 in questo, soprattutto, che la tecnologia co\u00e9va pu\u00f2 raggiungerci ed offrirci un qualche tipo di risoluzione utile allo scopo.<br>Creazioni funzionali, autonome ed intelligenti, come la turbina mareomotrice della Orbital Marine Power, ex Scotrenewables di Edinburgo, un luogo dove gli antichi metodi e paesaggi verdeggianti ancora trovano percentuali rilevanti dello spazio emerso a disposizione. Inframezzati dai cantieri metallurgici capaci di creare, grazie ai fondi della commissione Europea per l&#8217;Innovazione Tecnologica (FloTEC<strong>) <\/strong>e il Progetto d&#8217;Integrazione dell&#8217;Energia Marina (ITEG) qualcosa di simile ad un mezzo utile a esplorare i pianeti distanti. Ma non c&#8217;\u00e8 spazio per cabine, cuccette o bagagli di nessun tipo all&#8217;interno di un simile oggetto con la forma di un sigaro volante, bens\u00ec l&#8217;attrezzatura utile a fare una cosa, e tale cosa soltanto: generare e incanalare con metodo continuativo esattamente 2 MW d&#8217;energia elettrica, veicolata verso la costa mediante l&#8217;uso di un resistente cavo sottomarino. Proprio quello che ci vuole, in altri termini, per mantenere alimentate circa 2.000 case del paese pi\u00f9 settentrionale del Regno Unito o come sta materialmente succedendo allo stato attuale, alimentare la creazione di copiose quantit\u00e0 d&#8217;idrogeno pronto all&#8217;uso, da impiegare per la conduzione di altri simili progetti finalizzati a ridurre le emissioni ambientali della nazione. Ci\u00f2 attraverso l&#8217;impiego delle due propaggini articolate sopra descritte, al termine delle quali trovano collocazione altrettante eliche girevoli da 10 metri ciascuna capaci di assecondare il moto reiterato delle maree.<br>Una mansione facilmente comprensibile, quest&#8217;ultima, mediante l&#8217;apprezzamento del punto in cui questa Orbital O2 ha trovato collocazione, nient&#8217;altro che lo stretto braccio di mare noto come Fall of Warness, tra le isole di Hoy e Mainland presso l&#8217;arcipelago delle Orkney. Dove il naturale spostamento delle masse d&#8217;acqua, per l&#8217;effetto della forza gravitazionale lunare, porta all&#8217;inversione periodica di una corrente abbastanza forte da riuscire a smuovere le montagne. Un ciclo di maree, in altri termini, perfettamente utilizzabile al fine di alimentare un qualcosa di questo tipo. \u00c8 un&#8217;idea intelligente che supera di gran lunga in versatilit\u00e0 le alternative poste in essere fino a questo momento. E che al termine della settimana scorsa, senza particolari cerimonie inadatte al periodo storico che stiamo vivendo, \u00e8 stata serenamente messa in modo, iniziando a compiere la sua importante e indifferente mansione, senza il bench\u00e9 minimo fil di fumo. All&#8217;altro capo del sistema che ogni giorno ci permette di usare il computer, guardare la televisione, riscaldare o raffreddare le nostre case&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9hN3dBpPu8Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-render-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33818\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-render-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-render-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-render-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-render.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La struttura della turbina viene considerato di tipo modulare, per la semplicit\u00e0 con cui pu\u00f2 essere spostata o modificata per integrarsi all&#8217;interno di possibili sistemi pre-esistenti. Il che allo stato attuale dei fatti \u00e8 un processo per lo pi\u00f9 teorico, visto che ne esiste soltanto una.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto stesso che la turbina O2 sia collocata nell&#8217;oceano, in tutta coscienza e con l&#8217;approvazione di enti internazionali, \u00e8 garanzia del fatto che si tratti di una tecnologia capace di coesistere con la natura. Almeno quanto, e probabilmente anche pi\u00f9, dei precedenti sistemi di generazione dell&#8217;energia marina, come la stazione del lago Sihwa in Corea del Sud o quella di Rance posta presso la foce dell&#8217;omonimo fiume francese, in Bretagna. Installazioni consistenti essenzialmente in grandi chiuse controllabili a seconda del bisogno, capaci di mantenere intrappolate enormi masse d&#8217;acqua, rilasciate durante i periodi di bassa marea attraverso i proficui canali di turbine utili a trasformarle in una risorsa rinnovabile, forse, pi\u00f9 di qualsiasi altra in questo vasto mondo. Poich\u00e9 se l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 integralmente composta di astronauti, come vorrebbe la teoria della Terra che costituisce una spropositata nave lanciata nello spazio, \u00e8 altrettanto vero che i suoi spostamenti avvengono di concerto a quelli di un oggetto accompagnatore, la cui rotazione e rivoluzione, fin da molto prima della nostra stessa esistenza, hanno continuato e continueranno a connotare le peripezie delle nostre brevi vite. Sebbene esistano modi complicati, ed altri modi molto pi\u00f9 semplici, altrettanto utili a perseguire la stessa idea. Ecco dunque l&#8217;approccio della Orbital, gi\u00e0 messo alla prova mediante l&#8217;impiego del prototipo SR2000 (<a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25380\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi precedente articolo<\/a>) decommissionato all&#8217;inizio dello scorso agosto, di creare un qualcosa di parzialmente subacqueo e capace di funzionare in maniera analoga alle pale eoliche di superficie, con un singolo e altrettanto significativo vantaggio: l&#8217;assoluta, ripetitiva e reiterata affidabilit\u00e0 del ciclo inarrestabile delle maree. Capaci, coi loro spostamenti, di mantenere girevoli entrambe le eliche per tutto il tempo necessario, e in maniera altrettanto funzionale indipendentemente dalla direzione in cui il flusso si sposta di volta in volta, grazie alla modificazione del passo garantita dal sistema fornito dalla compagnia svedese SKF. Mentre l&#8217;intero corpo del dispositivo risulta sollevabile fino in superficie mediante l&#8217;impiego di attuatori idraulici, al fine di procedere a interventi di manutenzione o pulitura senza la necessit\u00e0 di ricorrere a squadre d&#8217;intervento subacquee, con considerevole riduzione dei costi di gestione a medio e lungo termine. Il che costituisce, in altri termini, uno dei punti chiave dell&#8217;intera faccenda, visto come l&#8217;ostacolo principale all&#8217;adozione dell&#8217;energia mareomotrice su larga scala sia rimasto fino ad ora i costo proibitivo per l&#8217;installazione iniziale dei macchinari, vere e proprie opere d&#8217;ingegneria civile paragonabili alle barriere dello Zuiderzeewerken olandese o il pi\u00f9 recente Mose veneziano. Paragonate tutto questo, dunque, a un semplice oggetto oblungo trainabile in posizione e fissato mediante l&#8217;impiego di quattro ancore, possibilmente affiancato da un certo numero di simili dispositivi, capace di rispondere alle specifiche esigenze di un&#8217;intera regione geografica. Sostituendosi, con estrema semplicit\u00e0, a fonti energetiche di tipo inquinante e in alcun modo rinnovabili, la cui diffusione \u00e8 destinata scomparire attraverso le imminenti e successive decadi della nostra storia.<br>Primario resta dunque il quesito di quanto un simile sistema, bench\u00e9 chiaramente dotato di un impatto minore rispetto all&#8217;alternativa coreana e francese, possa effettivamente integrarsi a considerazioni di tipo ecologico sull&#8217;ambiente sommerso della nostra epoca, gi\u00e0 grandemente minacciato da altre e ben meno utili tipologie d&#8217;inquinamento. Un presupposto che si trova principalmente condizionato da un quesito singolo e pi\u00f9 che mai evidente: quanti, quali e quanto grandi saranno i pesci destinati ad essere colpiti dalle pale di questa turbina, andando incontro ad una fine improvvida quanto incolpevole delle loro transitorie aspirazioni sottomarine? Dato comprensibilmente ancora non studiato, o per lo meno assente dal novero delle nozioni rilasciate al pubblico, sebbene sia di certo superiore allo zero. Mentre compare in merito al sito di Warness, <a href=\"https:\/\/tethys.pnnl.gov\/project-sites\/emec-fall-warness-grid-connected-tidal-test-site\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tra le questioni sollevate dal laboratorio statunitense Tethys<\/a> per lo studio dell&#8217;impatto dell&#8217;energia marina, anche la questione dei cetacei con la loro sensibilit\u00e0 agli ultrasuoni, presumibilmente e inevitabilmente influenzabili mediante l&#8217;emissione del rumore prodotto da un simile ingombrante dispositivo. Conclude la sequenza delle possibili obiezioni, quella relativa alla generazione di energia elettrica stessa, un campo facilmente percepito da molte specie di pesci predatori, tra cui soprattutto gli squali con il loro organo specializzato delle ampolle di Lorenzini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7D-9XT1pyck\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-trial-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33819\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-trial-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-trial-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-trial-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/08\/Orbital-O2-trial.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La turbina mareomotrice, capace di &#8220;coprire&#8221; sfruttando al massimo un&#8217;area oceanica di 600 metri quadri, risulta in grado di produrre energia in grado di prevenire circa 2.200 tonnellate di CO2 prodotte ogni anno. Soltanto una goccia, eppure significativa, verso la risoluzione di un problema che ci coinvolge tutti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 detto e come avviene per l&#8217;energia eolica stessa, occorre necessariamente fare una scelta e mettere in ordine le nostre funzionali priorit\u00e0. Poich\u00e9 se \u00e8 anche vero che fino a mezzo milione di uccelli vengono uccisi ogni anno per l&#8217;effetto delle pale rotanti nei soli Stati Uniti, oltre due miliardi periscono all&#8217;interno della stessa finestra temporale causa artigli e denti dei comuni gatti domestici, ritornati tanto spesso alla vita ferale. E non c&#8217;\u00e8 nessuna campagna in atto in alcun paese (fatta eccezione per l&#8217;Australia) finalizzata allo sterminio sistematico di tali animali. Potrebbe perci\u00f2 giungere a verificarsi un tipo di condizione, se non la stiamo gi\u00e0 vivendo visto l&#8217;inquinamento atmosferico, in cui la salvaguardia della natura nel suo complesso dovr\u00e0 venire prima del benessere di un piccolo, o magari anche grande gruppo di specie animali. <br>Metodologia risolutiva dell&#8217;intera faccenda particolarmente conforme alle stereotipate linee del pensiero anglosassone, che tanto a lungo \u00e8 stato il fondamento stesso dell&#8217;attuale stato operativo delle cose. Almeno a partire da quando un altro celebre inventore scozzese, James Watt, implement\u00f2 nel 1712 i miglioramenti alle macchine a vapore del suo collega Thomas Newcomen, dando inizio a quella serie di processi e cambiamenti che avrebbero condotto alla rivoluzione industriale. Vero e proprio peccato originale che in un certo senso, allo stato attuale delle cose, ci condanna tutti ad un automatico e altrettanto irrimediabile annientamento. A meno che qualcuno, dal profondo degli eventi possibili, riesca ad aprire il portale che riesca a condurci sopra ed oltre il baratro della fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In hoc signo&#8230; Una sottile linea longitudinale, lunga esattamente 74 metri. Intersecata dal segmento perpendicolare, con la forma vagamente simile a quella di un gran paio d&#8217;ali. Strano, per qualcosa che come una nave, ha vissuto alle sue origini l&#8217;esperienza di un varo, nelle acque mobili del vasto Mare del Nord. 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