{"id":33479,"date":"2021-06-15T06:20:20","date_gmt":"2021-06-15T04:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33479"},"modified":"2021-06-15T06:21:09","modified_gmt":"2021-06-15T04:21:09","slug":"attenzione-allaeroporto-che-scompare-con-il-sopraggiungere-dellalta-marea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33479","title":{"rendered":"Attenzione all&#8217;aeroporto che scompare con il sopraggiungere dell&#8217;alta marea"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YoL-Ii_ftSc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Landing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33481\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Landing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Landing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Landing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Landing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Verso la seconda met\u00e0 del XVI secolo, il capo del clan scozzese MacNeil divent\u00f2 famoso per le sue riuscite scorribande contro i mercantili di passaggio lungo le coste d&#8217;Inghilterra, con quello che poteva essere interpretato come un tradimento della posizione di dominio sulle terre che aveva ricevuto per gentile concessione della corona scozzese. Convocato quindi da Re Giacomo VI, si giustific\u00f2 affermando come le sue vittime fossero tutti scafi battenti l&#8217;odiata bandiera di Elisabetta I, ovvero colei che aveva decapitato sua madre, Maria Stuarda. Avendo cos\u00ec colpito sul vivo il suo sovrano, egli venne lasciato andare, libero di far ritorno al suo castello costiero di Kisimul. In realt\u00e0 oltre alla protezione politica, MacNeil poteva fare affidamento su un altro importante vantaggio delle circostanze: la semplice posizione remota del suo dominio presso la pi\u00f9 aspra e inaccessibile delle Ebridi Esterne, cos\u00ec che chiunque avesse mai pensato d&#8217;attaccarlo, avrebbe dovuto fare i conti con problemi logistici tutt&#8217;altro che indifferenti, combattendo oltre i flutti e lungo le pendici dei monti. Ci\u00f2 che gli ultimi guerrieri del millennio medievale non potevano aspettarsi, tuttavia, \u00e8 che un giorno le distanze si sarebbero accorciate a un punto tale da permettere a un abitante di Glasgow, salendo a bordo di un velivolo di vetro, acciaio ed alluminio, di raggiungere l&#8217;isola di Barra in poco pi\u00f9 di un&#8217;ora. Grazie alla moderna scienza tecnica dell&#8217;aviazione, che ogni civilt\u00e0 isolana ha avuto modo di apprezzare come via d&#8217;accesso rapido a servizi, parenti e cure mediche del tutto irraggiungibili in precedenza. A patto di poter disporre dello spazio necessario e i fondi per poter costituire un qualche tipo di pratica pista d&#8217;atterraggio. Oppure, una sua valida e perfettamente funzionale equivalenza&#8230;<br>Ora la questione in merito all&#8217;intero Regno delle Isole, un&#8217;indiretta ispirazione per la casata dei Greyjoy nella popolare serie letteraria del Trono di Spade, \u00e8 che il suo territorio risultava composto in egual misura di due principali elementi: acque (ragionevolmente pescose) e l&#8217;accidentato territorio dell&#8217;entroterra, per nulla coltivabile in quanto composto principalmente dalle ruvide rocce dello strato geologico di Scourie, monti scoscesi e profondi crepacci percorsi dall&#8217;occasionale acqua scorrevole di un torrente. Il che, oltre a lasciare poca scelta per la povera gente che aveva la necessit\u00e0 di nutrirsi, continu\u00f2 a presentare un significativo problema fino all&#8217;ingresso a pieno titolo nell&#8217;Era moderna: gi\u00e0, perch\u00e9 dove esattamente, sarebbe mai riuscito ad atterrare un aereo? Quesito alla cui risposta si giunse infine verso il 1936, quando l&#8217;Ente di Amministrazione degli Aeroporti Scozzesi scelse finalmente di ratificare uno stato dei fatti ormai largamente dato per buono dagli abitanti di questo letterale scoglio nei gelidi mari del Nord: che un piccolo apparecchio di trasporto potesse in effetti posare le sue ruote in un preciso punto nella zona nord dell&#8217;isola, dove una sottile striscia di terra univa le propaggini delle regioni di Eolaigearraidh e Armh\u00f2r. Nient&#8217;altro che una spiaggia, in poche parole, formata dai sedimenti accumulatosi a valle di una zona collinare, dove l&#8217;alternanza dei processi gravitazionali riesce a ricavare un ampio spazio pianeggiante privo di alcun tipo d&#8217;asperit\u00e0 o buca. In altri termini perfettamente valido, e spazioso, da poter permettere l&#8217;impiego in sicurezza per un certo tipo d&#8217;aereo. Ovvero al giorno d&#8217;oggi, primariamente la coppia di DHC-6 Twin Otter da 19 passeggeri fatti volare quotidianamente dalle autorit\u00e0 locali, esclusivamente in condizioni diurne, per accompagnare una quantit\u00e0 media di 1.800 persone l&#8217;anno (dato pre-Covid) partite principalmente dalla capitale economica della Scozia che si trova giusto all&#8217;altro lato delle agitate acque dell&#8217;Atlantico settentrionale. Questo perch\u00e9 vi sono alcuni specifici requisiti e caratteristiche, considerate necessariamente convenienti per l&#8217;operativit\u00e0 in condizioni di assoluta sicurezza presso questa destinazione aeroportuale del tutto unica al mondo, essenzialmente composta dal punto di vista infrastrutturale da poco pi\u00f9 che un terminal con bar e torre di controllo incorporati, in aggiunta a qualche manica segnavento e tre alti pali infissi profondamente nel bagnasciuga&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vGycfK_Q0s8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Marker-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33482\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Marker-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Marker-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Marker-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Marker.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>&#8220;Non andate oltre questo punto quando le maniche sono sollevate&#8221; Un&#8217;informazione semplice. Che tuttavia non sembrerebbe sempre applicarsi a chi \u00e8 armato di fotocamera e un profilo Instagram; la sostanziale dannazione delle genti digitalizzate.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Importante sottolineare, a questo punto, il ruolo assolutamente di primo piano rivestito da tale attrezzatura segnaletica per l&#8217;aeroporto di Barra, vista la sua immediata ri-qualifica durante i periodi di alta marea e ogni qualvolta non ci sono voli attesi per diverse ore in vera e propria spiaggia pubblica, liberamente accessibile a turisti, proprietari di animali domestici o semplicemente chiunque abbia voglia di farsi una tranquilla passeggiata, in uno dei luoghi maggiormente singolari e memorabili di tutto l&#8217;arcipelago inglese. Fattore nonostante il quale, anche dopo il sollevamento degli appositi anemoscopi, il personale del sito deve comunque preoccuparsi di gridare in prima persona l&#8217;urgente necessit\u00e0 di liberare gli spazi ai diretti interessati, non sempre attenti al codice di comportamento pedissequamente riportato in ogni possibile via d&#8217;accesso a queste sabbie soffici e fin troppo invitanti. A tal punto morbide, nei fatti, che molti passeggeri alla prima visita sono pronti a giurare di non aver notato neppure l&#8217;impatto delle ruote del velivolo contro il terreno, anche grazie ai grandi pneumatici e il carrello ottimamente ammortizzato dei bimotori canadesi. Questione che diventa d&#8217;altra parte meno valida nel caso degli occasionali aeromobili privati dalle dimensioni sufficientemente contenute, che possono utilizzare liberamente questo punto di scalo con tanto di codifica internazionale. Sebbene debbano per forza farlo a proprio rischio e pericolo, andando incontro ad una serie di possibili imprevisti; vedi il caso, tutt&#8217;altro che inaudito, di un pilota inesperto che nel tentativo di scaldare ruote e motori accelera eccessivamente a pi\u00f9 riprese nella stessa area di spiaggia, finendo dolorosamente ed irrimediabilmente impantanato. Frangente nel quale si rende necessario far ricorso ai camion del dipartimento di vigili del fuoco dell&#8217;isola, attrezzati con corde e leve, per tentare di sbloccare la situazione. Assai meno problemi tendono a verificarsi, d&#8217;altra parte, in fase d&#8217;atterraggio soprattutto grazie all&#8217;espediente di considerare non una, bens\u00ec tre piste distinte disposte a triangolo nell&#8217;ampio spazio della spiaggia (che in tal modo, diventa in senso tecnico un aerodromo) tali da permettere sempre un processo d&#8217;avvicinamento con il vento proveniente da prua, capace quindi di ridurre la lunghezza del rullaggio finale. Evento a seguito del quale, inevitabilmente, i passeggeri verranno chiamati a bagnarsi un po&#8217; le scarpe, mentre percorrono il tratto sabbioso che separa il terminal dalle propaggini pi\u00f9 estreme degli spazi di manovra.<br>Considerato ormai da lungo tempo una stimata tradizione locale, nonch\u00e9 attrazione turistica di primo piano con ampia capacit\u00e0 di attrarre e catturare l&#8217;attenzione di chi viene da fuori, l&#8217;aeroporto di Barra \u00e8 riuscito a diventare un&#8217;importante risorsa anche per gli abitanti locali, soprattutto nell&#8217;occasionale situazione d&#8217;emergenza. Vedi il caso tutt&#8217;altro che inaudito, di dover trasportare in tutta fretta una persona infortunata o colpita da un malore fino alla citt\u00e0 di Glasgow, eventualit\u00e0 per la quale l&#8217;aeroporto pu\u00f2 anche organizzare un irregolare decollo notturno, grazie alla luce dei fari delle auto di supporto e strisce catarifrangenti custodite nei suoi magazzini. Non \u00e8 perci\u00f2 cos\u00ec difficile capire le immediate proteste pubbliche che si verificarono a partire dal 2002 e <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/travel\/2002\/nov\/10\/travelnews.uknews.theobserver\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come riportato dal Guardian<\/a> di allora, per la proposta del Ministro Scozzese dei Trasporti, Lewis Macdonald che aveva intenzione di deviare il sussidio annuale di 300.000 sterline verso un miglioramento dei trasporti via nave. Una situazione poco conveniente efficientemente riassunta dal membro del concilio di Barra, Donald Manford che in tal frangente rispolver\u00f2 il vecchio e pessimistico modo di dire locale: &#8220;Ai londinesi non importa nulla degli abitanti delle Highlands. Sono quelli di Edimburgo, che ci odiano davvero.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/g_2SlqF0kA0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Airport-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33480\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Airport-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Airport-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Airport-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Barra-Airport.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Due mezzi di soccorso attendono di essere chiamati sulla scena di eventuali emergenze. Normalmente, gli aerei non sostano durante le ore notturne presso l&#8217;aeroporto di Barra, per il semplice pericolo sempre presente di essere raggiunti dall&#8217;alta marea.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Che un simile sistema dei trasporti riesca a funzionare senza intoppi significativi, n\u00e9 incidenti registrati, per un periodo che ormai si avvicina pericolosamente ai 90 anni, \u00e8 d&#8217;altra parte il simbolo di un marchio d&#8217;eccellenza decisamente raro. Comprensibile quando si osserva le precise metodologie operative del personale del sito, che regolarmente ispeziona la spiaggia, gi\u00e0 di per se piuttosto pulita, per rimuovere fino all&#8217;ultimo detrito indesiderato, mentre dalla torre di controllo gestiscono ogni procedura secondo il pi\u00f9 antico ed infallibile antenato dei computer: una semplice tabella in legno con dei listelli, usati per segnare la posizione di ciascun aereo. Il che dimostra, in ultima analisi, cosa sia o dovrebbe essere effettivamente un aeroporto: nient&#8217;altro che un luogo sicuro dove scendere a terra, secondo le comprovate istruzioni di chi \u00e8 in grado di guidarti a destinazione. <br>Un qualcosa che nessun ordine imposto dall&#8217;alto, o da lontano, pu\u00f2 riuscire in buona sostanza a eliminare dallo spettro reiterato del quotidiano. Cos\u00ec come la propensione a saccheggiare vie marittime, che pu\u00f2 caratterizzare una popolazione di forti ed esperti marinai che &#8220;pescano&#8221; lungo le vie commerciali, lasciati tante volte insoddisfatti nel loro profondo senso di autodeterminazione politica e sociale. Finch\u00e9 l&#8217;attesa scoperta di un sistema per librarsi finalmente sopra le vaste distanze geografiche, senza nessun tipo di limite per costi e territorio, non permetter\u00e0 di unire tutti i popoli all&#8217;interno di una singola comunit\u00e0 indivisa. Che possa giungere a colonizzar le stelle, per ricominciare nuovamente da capo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso la seconda met\u00e0 del XVI secolo, il capo del clan scozzese MacNeil divent\u00f2 famoso per le sue riuscite scorribande contro i mercantili di passaggio lungo le coste d&#8217;Inghilterra, con quello che poteva essere interpretato come un tradimento della posizione di dominio sulle terre che aveva ricevuto per gentile concessione della corona scozzese. Convocato quindi &#8230; <a title=\"Attenzione all&#8217;aeroporto che scompare con il sopraggiungere dell&#8217;alta marea\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33479\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Attenzione all&#8217;aeroporto che scompare con il sopraggiungere dell&#8217;alta marea\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[478,2277,2408,183,5757,1481,1637,4485,132,965,2373,1016,513,239,1788,71,89,5758,87,333],"class_list":["post-33479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aerei","tag-aeroporti","tag-atterraggio","tag-aviazione","tag-bimotore","tag-coste","tag-decollo","tag-ebridi","tag-inghilterra","tag-isole","tag-luoghi","tag-piste","tag-sabbia","tag-scozia","tag-spiagge","tag-storia","tag-strano","tag-twin-otter","tag-viaggi","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33479"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33484,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33479\/revisions\/33484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}