{"id":33472,"date":"2021-06-14T06:30:22","date_gmt":"2021-06-14T04:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33472"},"modified":"2021-06-14T06:30:41","modified_gmt":"2021-06-14T04:30:41","slug":"apre-il-parco-in-bilico-su-280-colonne-oltre-il-ciglio-di-manhattan-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33472","title":{"rendered":"Apre il parco in bilico su 280 colonne oltre il ciglio di Manhattan, New York"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vvPhrV48AW4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-New-York-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33474\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-New-York-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-New-York-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-New-York-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-New-York.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al termine di un tempo lungo e travagliato, emerge sempre un&#8217;epoca di riscoperta e nuove, inaspettate meraviglie, l&#8217;ora di riscossa contro un fato eccessivamente gramo. Cos\u00ec \u00e8 possibile pensare, mentre si percorre il ponte a forma di &#8220;L&#8221; che con la sua brusca curva, s&#8217;inoltra sotto una foresta di cemento situata a ridosso di una letterale giungla di grattacieli. Piante assai particolari quest&#8217;ultime, con la loro capacit\u00e0 di sbocciare direttamente dalla superficie dell&#8217;azzurro mare, formando un singolo tappeto di giganteggianti tulipani, a loro volta in grado d&#8217;ospitare alberi, prati, anfiteatri e un certo numero di panchine. Ed \u00e8 soltanto una volta che si \u00e8 passati sotto un paio di quei tulipani, che per la particolare forma ondulatoria del paesaggio fuori scala ci si ritrova direttamente a vivere in quel micro-mondo fatto di scorci prospettici e precise proporzioni, come l&#8217;ideale estetico di un giardino giapponese o d&#8217;altro paese del distante Oriente. Mentre gli ordinati viali geometricamente complementari si susseguono da un lato all&#8217;altro di quel profilo, idealmente simile a quello di un singola foglia galleggiante nel mare delle idee, in realt\u00e0 frutto di precisa pianificazione ad opera dell&#8217;architetto inglese Thomas Heatherwick, la sua collega esperta in aree verdi Signe Nielsen e per generosa concessione dei miliardari Barry Diller e Diane von F\u00fcrstenberg, che secondo le precise usanze nordamericane hanno in questo modo scelto di restituire un qualche cosa di tangibile alle affollate moltitudini della propria nazione. Proprio l\u00ec, in corrispondenza dell&#8217;ormai scomparso molo 54, dove il transatlantico Carpathia riaccompagn\u00f2 il 18 aprile del 1912 i sopravvissuti al disastro del Titanic, affondato tra le gelide acque dell&#8217;Atlantico quella fatale notte di tre giorni prima&#8230;<br>Ogni grande citt\u00e0 di un popolo possiede una sua storia e molto spesso, si tratta di una storia caratterizzata dal valore strategico, l&#8217;importanza economica e culturale di uno specifico luogo. Cos\u00ec New York, agglomerato maggiormente popoloso dell&#8217;intero Nord America (nonch\u00e9 tra i maggiori al mondo) fu per lungo tempo un porto di primaria importanza, dai cui moli partivano e tornavano le schiere di bastimenti e transatlantici col compito di avvicinare i continenti tra il XIX ed inizio del XX secolo. Che si susseguivano l&#8217;un l&#8217;altro, come denti di un&#8217;enorme balena, a partire dalla zona nota come West Side o Lato Ovest, verso quello spazio riparato dai marosi e le intemperie che ebbe il nome di Hudson River, oggi l&#8217;autostrada d&#8217;innumerevoli spedizioni turistiche, voli d&#8217;elicottero ed altri approcci all&#8217;osservazione mobile del panorama ultra-urbano. Per\u00f2  ancor prima che i grattacieli pi\u00f9 alti potessero sorgere dalla solida roccia sotto il suolo di quell&#8217;isola comprata dai Nativi, simili strutture simili ma orizzontali e poste in bilico sopra le onde, persero gradualmente la loro importanza mentre le navi diventavano progressivamente pi\u00f9 grandi, giungendo a richiedere strutture di concezione pi\u00f9 moderna. E i moli, inizialmente trasformati in luoghi di ritrovo e ristorazione, come le imponenti meraviglie ingegneristiche che erano, caddero progressivamente in disuso, mentre i costi di manutenzione superavano progressivamente il possibile guadagno offerto per coloro che li avevano in gestione. Cos\u00ec alcuni quartieri dove trovavano collocazione gli alloggi e i luoghi di ritrovo per gli addetti provenienti principalmente dall&#8217;Irlanda ed altri paesi europei, come Hell&#8217;s Kitchen, si trasformarono in luoghi d&#8217;alto valore immobiliare e qualit\u00e0 evidenti. Mentre altri luoghi, abbandonati e derelitti, andavano progressivamente incontro al disfacimento strutturale della propria iniziale idea. E pu\u00f2 certamente sorprendere come nella nostra Era dedita all&#8217;assoluta efficienza e guadagno economico, un luogo dal valore immobiliare come Manhattan potesse ancora presentare un&#8217;intera area in sostanziale disuso, al punto che ancora all&#8217;epoca dell&#8217;amministrazione Reagan (1981-1989) si parlava seriamente di asfaltare tutto, demolire le vecchie strutture e trasformarla in una lunga autostrada, sperando in tale modo di riuscire ad alleggerire il traffico terribile di un luogo tanto densamente popolato. Almeno finch\u00e9 in uno dei progetti di qualificazione maggiormente impegnativi dell&#8217;epoca contemporanea, non si decise piuttosto d&#8217;intervenire sulla natura stessa e il ruolo operativo dell&#8217;intera zona degli Hudson Yards, trasformandolo in un letterale parco giochi architettonico per gli abitanti e tutti coloro che venivano da fuori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6SS98kLxZ8k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Construction-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33473\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Construction-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Construction-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Construction-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Construction.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La costruzione degli svettanti tulipani ha richiesto approfondite simulazioni informatiche, per la creazione di un sistema che potesse risultare sufficientemente stabile una volta infisso nel fondale dell&#8217;Hudson. La stessa particolare struttura simile alle palafitte, nel frattempo, ha prevenuto la necessit\u00e0 di fare uso di dighe temporanee (c<em>offerdam<\/em>) prima di procedere all&#8217;installazione.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale ottica il nuovo punto di riferimento locale di Little Island con un nome elaborato solamente nel 2019, ben cinque anni dopo la sua prima concezione sul tavolo da disegno, costituisce un&#8217;offerta di ulteriori spazi verdi situata l\u00e0 dove un tempo approdavano le navi, nell&#8217;esatto punto da cui sorsero i pilastri degli antichi moli ormai pressoch\u00e9 scomparsi a seguito del passaggio distruttivo dell&#8217;uragano Sandy nel 2011. Creata a partire da una domanda che per quanto siamo in grado d&#8217;ipotizzare, nessun creativo degli spazi si era posto fino a questo specifico momento; ovvero se fosse possibile, in qualche maniera, mettere un&#8217;intero parco in equilibrio sulla ragionevole approssimazione di un sistema di palafitte. Cos\u00ec lo stesso Heatherwick, tra gli architetti pi\u00f9 importanti al mondo e che potreste gi\u00e0 conoscere per il Vessel, la strana struttura a scale panoramiche che orna i prossimi recessi cittadini (<a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25625\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi articolo<\/a>) dopo una prima serie di proposte scartate dal suo facoltoso committente scelse di rivolgersi al gruppo ingegneristico Arup, per chiedere se fosse possibile creare degli alti pali monoblocco di cemento, ciascuno sormontato da una serie di &#8220;petali&#8221; capaci d&#8217;interconnettersi tra loro, in modo che gli spazi risultanti fossero al tempo stesso modellabili e distanti dalle acque sottostanti, mettendosi cos\u00ec al sicuro da eventuali inondazioni o possenti ondate marine. La diretta risultanza di un simile approccio, quindi, sarebbero stati questi oggetti totalmente inusitati dall&#8217;altezza unitaria di fino 61 metri, la cui forma assai diversificata avrebbe permesso al parco soprastante di possedere una forma interessante e imprevedibile, come un paesaggio naturalmente sorto dalle acque limpide dove si specchiano gli alti palazzi di New York. E soprattutto, ci\u00f2 venne giudicato assolutamente primario fin da principio, dotato di una serie di spazi per esibizioni artistiche e teatrali, tra cui piccole arene, il prato centrale e l&#8217;indentatura evidente dell&#8217;anfiteatro pi\u00f9 importante, capace di contenere fino a un massimo di 687 persone. Con uno stanziamento inziale di 100 milioni di dollari da parte dei due consorti e rispettivi patr\u00f2n (tra le altre cose) di Expedia e il brand di moda DvF, il parco inizi\u00f2 cos\u00ec a prendere forma nel 2015, con il nome chiaramente temporaneo di Diller Island, che scherzosamente era solito affermare di averne sognato pi\u00f9 volte l&#8217;aspetto una volta portata all&#8217;auspicato coronamento. Se non che di l\u00ec a poco, l&#8217;ente civico autogestito del Club Cittadino di New York, sulla base di una serie di considerazioni per lo pi\u00f9 di tipo ambientale, riusc\u00ec a portare in tribunale gli avvocati incaricati di tutelare il progetto, causando una serie di ritardi e il conseguente aumento di costi operativi per le compagnie coinvolte. Dopo un primo momento in cui sembrava che l&#8217;isola sarebbe stata cancellata, si ottenne quindi l&#8217;Ok a procedere con l&#8217;ulteriore lasciapassare del governatore dello stato Andrew Cuomo, mentre il trasporto delle letterali centinaia di massicci tulipani cominciava in modo graduale dalle fabbriche situate nella zona dell&#8217;Upstate, a pi\u00f9 riprese causa la necessit\u00e0 di fermare le operazioni nei pi\u00f9 freddi mesi della stagione invernale. Cos\u00ec 164 giunsero a destinazione complessivamente nel 2018, ed ulteriori 103 nel 2019, mentre finalmente iniziava a prendere forma l&#8217;aspetto visitabile del parco soprastante. Ma i guai non erano certo finiti, con la maniera in cui a marzo dell&#8217;anno successivo, come sappiamo molto bene, avrebbe avuto inizio la drammatica pandemia globale da Covid-19.<br>Giudicato al tempo stesso un progetto necessario, causa i grandi investimenti anche pubblici che aveva gi\u00e0 richiesto, nonch\u00e9 fortunatamente un cantiere situato totalmente all&#8217;aperto, con conseguente rischio minore di contagio, l&#8217;opera per la ribattezzata Little Island avrebbe ricevuto quindi la speciale concessione di procedere, verso una possibile inaugurazione l&#8217;anno successivo, che si sarebbe per fortuna concretizzata lo scorso 21 maggio del 2021. Giungendo in tal modo ad offrire un letterale simbolo e strumento utile per la ripresa, economica e turistica, che si spera il mondo possa vivere nel corso dell&#8217;imminente stagione estiva, nella speranza di recuperare almeno in parte i 260 milioni di dollari investiti alla fine. Mediante un approccio totalmente nuovo  a quel tipo di osservazione panoramica delle svettanti torri newyorchesi, che per una volta ci si augura di poter fare non pi\u00f9 dall&#8217;altitudine di un luogo equivalente ed altrettanto fuori dalla cognizione umana. Bens\u00ec luoghi che possiedono una proporzione ed area pedonabile pi\u00f9 facile da ricondurre alla natura, nonch\u00e9 ornati da piante, opere temporanee e vere e proprie performance di artisti di chiara fama; senza dover necessariamente scorgere o pensare a quelle spettacolari, inusitate palafitte di cemento modellato <em>ad hoc<\/em> (a meno che non si desideri farlo!)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/D8zhp2ijt2c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33475\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Little-Island-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;unico modo per apprezzare le proporzioni quasi oniriche di un tale luogo \u00e8 visitarlo in prima persona, o in alternativa fare ricorso ad uno dei numerosi video ripresi passeggiando in tali lidi, comparsi come funghi in queste ultime due settimane su YouTube.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista dell&#8217;architetto Heatherwick, nel frattempo, Little Island pu\u00f2 idealmente rappresentare la realizzazione alfine completata di una sua visione che gi\u00e0 aveva fallito altrove, causa problemi di natura politica, organizzativa e situazionale. Vedi l&#8217;ormai leggendario Garden Bridge, proposto nel 2016 e fortemente sostenuto dall&#8217;allora sindaco di Londra, Boris Johnson, che avrebbe dovuto attraversare il Tamigi con una corrispondente proposta di zona verde sopra dei pilastri frutto dell&#8217;ingegneria umana, sebbene in quel caso sarebbero stati di un tipo decisamente pi\u00f9 convenzionale. Per un risultato, alla fine della storia, altrettanto valido a fornire nuovi spazi e un altro tipo di respiro agli abitanti della tentacolare metropoli, proprio l\u00e0 sopra le acque dove, idealmente, avrebbero pensato di passare solamente per pochi minuti, verso mete di un tutt&#8217;altro tenore. <br>Il che costituisce, in fin dei conti, la morale che possiamo trarre dall&#8217;intera vicenda: ipotesi secondo cui non \u00e8 affatto possibile creare qualcosa di grande, e soprattutto totalmente privo di precedenti, senza un&#8217;idea ma anche soldi, conoscenze e un terreno culturalmente fertile affinch\u00e9 lo scarto dalla consuetudine possa incontrare il necessario grado di tolleranza. Ed ogni grande architetto, perch\u00e9 possa realizzare la sua visione, deve possedere non soltanto i meriti comunicativi necessari a promuoverla dinnanzi alla collettivit\u00e0 che un giorno potrebbe riuscire a farne uso&#8230;. Ma anche e soprattutto, saper scegliere qualcuno che resti sufficientemente in alto nello schema generale delle cose, nonch\u00e9 interessato alla questione, da riuscire a trasportarla fino al suo ultimo e difficile punto d&#8217;approdo. Qualunque siano le condizioni dell&#8217;oceano antistante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al termine di un tempo lungo e travagliato, emerge sempre un&#8217;epoca di riscoperta e nuove, inaspettate meraviglie, l&#8217;ora di riscossa contro un fato eccessivamente gramo. Cos\u00ec \u00e8 possibile pensare, mentre si percorre il ponte a forma di &#8220;L&#8221; che con la sua brusca curva, s&#8217;inoltra sotto una foresta di cemento situata a ridosso di una &#8230; <a title=\"Apre il parco in bilico su 280 colonne oltre il ciglio di Manhattan, New York\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33472\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Apre il parco in bilico su 280 colonne oltre il ciglio di Manhattan, New York\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,884,625,1536,4659,3460,167,2373,3461,1506,284,475,3061,1551,147,1725,1523,329,5756],"class_list":["post-33472","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-attrazioni","tag-citta","tag-dal-mondo","tag-heatherwick","tag-hudson-river","tag-ingegneria","tag-luoghi","tag-manhattan","tag-moli","tag-new-york","tag-notizie","tag-palafitte","tag-parchi","tag-stati-uniti","tag-strutture","tag-turismo","tag-urbanistica","tag-west-side"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33472"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33477,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33472\/revisions\/33477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}