{"id":33455,"date":"2021-06-12T05:46:25","date_gmt":"2021-06-12T03:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33455"},"modified":"2021-06-12T05:52:18","modified_gmt":"2021-06-12T03:52:18","slug":"ingegnoso-praticante-dimostra-la-realta-storica-dellarma-di-scorpion-il-ninja","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33455","title":{"rendered":"Ingegnoso praticante dimostra la realt\u00e0 storica dell&#8217;arma di Scorpion il ninja"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WozbZMljRiM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Practitioner-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33457\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Practitioner-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Practitioner-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Practitioner-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Practitioner.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bianco contro rosso dei due guerrieri della strada pi\u00f9 famosi. Azzurro ghiaccio contro un giallo del deserto infuocato, in un mondo di ninja trasportati nel regno demoniaco per difendere (o distruggere) il Regno Terrestre. O ancora l&#8217;arcobaleno di colori della serie non cromaticamente codificata King of Fighters, derivante dall&#8217;incontro tra il cast di giochi prodotti in periodi molto differenti tra loro. Nella storia dei tornei d&#8217;arte marziali interattivi, e soprattutto quelli combattuti sugli schermi ludici a partire dalla prima met\u00e0 degli anni &#8217;90, la contrapposizione tra princ\u00ecpi divergenti \u00e8 la fondamentale risultanza di una simbologia visuale estremamente semplice da capire, pur essendo frutto di una serie di regole al base del concetto stesso di mitologia visuale. Il che risultava particolarmente vero nel successo multi-generazionale Mortal Kombat, di Ed Boon e John Tobias, tanto avveniristico per l&#8217;epoca da poter fare affidamento sulla digitalizzazione diretta su memoria ad accesso diretto di una serie di attori, animati proprio come fossero i personaggi di un film. Il che comportava necessariamente un dispendio in termini di spazio d&#8217;immagazzinamento molto superiore alla media del 1992, con conseguente limitazione del cast selezionabile dal giocatore. A meno che&#8230; E fu quello, di sicuro, un colpo di genio&#8230; Non si potesse far ricorso al cosiddetto <em>palette swap<\/em>, ovvero il mero cambio di colore tra due individui presumibilmente distinti, che poteva diventare pi\u00f9 credibile grazie al potere dell&#8217;anonimato fornito dal tipico costume del guerriero furtivo. Naturalmente e in modo totalmente all&#8217;opposto rispetto al caso due colleghi karateka Ryu e Ken, per Sub Zero e Scorpion l&#8217;intento non era creare i presupposti per uno scontro ad armi pari, bens\u00ec diversificare il pi\u00f9 possibile i due distinti combattenti, ragion per cui il primo fu dotato del potere alquanto originale di manifestare il ghiaccio dalla punta delle proprie mani, ghiacciando e annichilendo il suo avversario. Mentre per il rivale, come conseguenza di un lungo e probabile <em>brain storming<\/em> tra gli sviluppatori, si scelse di fare ricorso ad un qualcosa di decisamente pi\u00f9 antico: l&#8217;arma tradizionale del kung-fu <em>sh\u00e9ng bi\u0101o<\/em> (\u7e69\u93e2) ovvero letteralmente il dardo con la corda, usato per trafiggere ed in qualche modo misterioso, arpionare il malcapitato avversario di turno.<br>E non giunger\u00e0 forse a gridare l&#8217;iconico e perentorio ordine &#8220;COME HERE!&#8221; citato anche nel titolo del video, il nuovo soggetto purtroppo senza nome dei documentaristi della Kuma Films, specializzata in artisti di strada e creativi atletici di vario tipo, ma per il resto sembrerebbe totalmente calato nella parte dell&#8217;originale vendicatore mascherato, nella maniera in cui riesce a manovrare con suprema maestria una delle armi pi\u00f9 complesse dell&#8217;intero repertorio delle arti marziali cinesi. Tanto difficile da utilizzare, nella maggior parte delle circostanze immaginabili, da essere associata nel corso della storia della letteratura cinese ad un gran numero di personaggi e guerrieri semi-leggendari, piuttosto che alla vicenda di guerrieri effettivamente collocabili nel corso di vicende storiche acclarate. A partire dai feroci fuorilegge del famoso classico il Margine dell&#8217;Acqua (<em>Shu\u01d0h\u01d4 Zhu\u00e0n<\/em> &#8211; \u6c34\u6ef8\u50b3) molti dei quali popolarmente rappresentati nei dipinti e illustrazioni con stretta in pugno la lunga corda, e l&#8217;appuntito pendolo di questo insolito implemento d&#8217;offesa. Un contesto sostanzialmente informale dal significato logico assai evidente, quando si considera il principale vantaggio dell&#8217;attrezzo, che poteva essere facilmente riavvolto ed inserito in tasca o all&#8217;interno di una borsa, per spuntare fuori all&#8217;improvviso nel momento in cui fosse necessario difendersi da un aggressore. Ed \u00e8 perci\u00f2 innegabilmente illuminante, osservare la precisione e metodologia con cui questo vero e proprio artista manovra il suo puntale, avendo cura di mantenerlo in movimento per poi mandarlo rapidamente all&#8217;attacco, da angolazioni che potrebbero sembrare impossibili ai non iniziati, finalizzate a sorprendere ed in qualche modo tenere a bada eventuali spadaccini o altri armigeri tipo pi\u00f9 convenzionale. Una seconda notazione all&#8217;origine di quest&#8217;arma si pu\u00f2 rintracciare quindi nel duello tra il generale della Dinastia degli Han Occidentali (202-9 a.C.) Du Mu, contro il suo nemico giurato Cheng Peng che ne venne spietatamente disarcionato, o almeno cos\u00ec racconta il testo esplicativo sulle arti marziali di Li Keqin, &#8220;Armi flessibili: la frusta a nove sezioni ed il pugnale con la corda&#8221;. Un abbinamento che lascia molto chiaramente trapelare, con valido sentiero d&#8217;accesso all&#8217;approfondimento, quel ricco catalogo di attrezzi alternativi. Facenti parte di una serie di tecniche che molto presto si sarebbero trovate in bilico tra approcci all&#8217;annientamento, nonch\u00e9 veri e propri spettacoli di formidabile maestria attraverso il corso dei secoli a venire&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SxPO6nwQvxY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Shaolin-Meteor-Hammer-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33458\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Shaolin-Meteor-Hammer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Shaolin-Meteor-Hammer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Shaolin-Meteor-Hammer-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Shaolin-Meteor-Hammer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Un monaco spiega l&#8217;impiego del pugnale volante, con particolare attenzione alla lunghezza della corda (che dovrebbe essere pari all&#8217;altezza della spalla + lunghezza del braccio) e il fazzoletto di seta che gli fa da &#8220;coda&#8221;, non soltanto un vezzo estetico ma utile a favorirne il bilanciamento.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;effettiva origine del dardo con la corda pu\u00f2 essere rintracciata nelle lunghe e ininterrotte tradizioni del kung-fu continentale, con un particolare sito d&#8217;interesse nel solito, imprescindibile tempio di Shaolin. Dove tra le montagne innanzi alla cittadina di Dengfeng, generazioni di monaci perfezionarono a partire dalla Dinastia dei Wei (anno di fondazione 495 d.C.) ogni tecnica cui potessero accedere, al fine di proteggere se stessi e l&#8217;importante insegnamento che avrebbe portato alla Buddhit\u00e0. Poich\u00e9 cosa pu\u00f2 essere in definitiva, l&#8217;Illuminazione, se non il raggiungimento del pi\u00f9 alto livello possibile nel fare un qualcosa, non importa quanto specifico e situazionale, fino a dimenticare anche soltanto per un attimo il peso e le ingombranti problematiche dell&#8217;ego&#8230; Ci\u00f2 detto, l&#8217;originale &#8220;arma flessibile&#8221; delle tradizioni marziali cinese poteva essere individuata in un implemento dall&#8217;impiego certamente pi\u00f9 semplice ed efficace nella maggior parte delle situazioni, quel martello a meteora (<em>li\u00fax\u012bng chu\u00ed<\/em> &#8211; \u6d41\u661f\u9318) che essendosi evoluto a partire da un tradizionale attrezza da caccia con due sfere legate assieme (pensate ad una sorta di <em>bolas<\/em>) avrebbe in seguito acquisito l&#8217;accezione di due grossi contrappesi metallici, talvolta tondeggianti ma ancor pi\u00f9 spesso dalla forma geometricamente aerodinamica, fatti per essere mulinati sopra la testa ed attorno il corpo del guerriero in un campo di battaglia sufficientemente spazioso da non colpire i suoi compagni d&#8217;armi. Simili orpelli, dunque, potevano semplicemente essere lanciati dal basso in alto e in direzione lineare, irrompendo tra le fila degli avversari per poi essere tirati indietro e ripetere in maniera inaspettata quel formidabile assalto. Sebbene la loro portabilit\u00e0, nella maggior parte delle circostanze, finisse per lasciare molto a desiderare. E fu cos\u00ec che in un momento e luogo largamente imprecisati, la testa del &#8220;martello&#8221; fin\u00ec per essere sostituita dall&#8217;acuminato pugnale, la cui maggiore maneggevolezza non poteva in alcun modo prescindere da un utilizzo sensibilmente pi\u00f9 difficoltoso. \u00c8 fatta generalmente risalire all&#8217;epoca della Dinastia Tang (618-907) quindi la spettacolare moltiplicazione di fogge a disposizione per le cosiddette armi flessibili, particolarmente per l&#8217;ideale rappresentazione semi-mitologica che inizi\u00f2 a circolare in merito al periodo del sanguinoso conflitto dei Tre Regni (220-280) in cui eroi e formidabili condottieri si contesero il paese al termine del lungo periodo di pace garantito dalla dinastia Han. Ed \u00e8 cos\u00ec che ritroviamo molti simili attrezzi bellici associati ai nomi dei personaggi di quell&#8217;Era, successivamente resi celebri nell&#8217;altro grande classico della letteratura del XVI secolo, il <em>S\u0101ngu\u00f3 y\u01ceny\u00ec<\/em> (\u4e09\u56fd\u6f14\u4e49) esso stesso alla base di un&#8217;innumerevole quantit\u00e0 di videogames del genere picchiaduro. Vedi ad esempio la rappresentazione dell&#8217;iconico generale del regno meridionale dei Wu, Gan Ning, o ancora lo stratega degli Wei, Jia Xu. O persino, in alcune interpretazioni risalenti all&#8217;epoca moderna, la fanciulla guerriera Diaochan, la cui leggendaria bellezza avrebbe sviato in un momento cruciale la furia dell&#8217;invincibile e selvaggio guerriero Lu Bu. E chi pu\u00f2 dire, nei fatti, quanto simili narrazioni potessero corrispondere a realt\u00e0? Di sicuro un coltello fatto mulinare con la corda, finch\u00e9 mantenuto in movimento, avrebbe potuto sorprendere e ferire un aggressore indipendentemente dalla pesantezza della sua armatura. Bench\u00e9 una volta superata la distanza necessaria a contrattaccare, l&#8217;utilizzatore avrebbe dovuto cambiare ben presto strategia.<br>Il concetto stesso che arpioni, martelli o coltelli volanti potessero effettivamente essere usati in un conflitto armato sarebbe quindi scemato dinnanzi alle palesi verit\u00e0 di un campo di battaglia rinascimentale o moderno, relegando le armi flessibili all&#8217;esecuzione di numeri d&#8217;intrattenimento da parte di monaci itineranti o artisti di strada, soprattutto a partire dalla lunga epoca della dinastia Qing (1644-1912) verso cui possiamo rintracciare, attraverso i resoconti, racconti e dipinti co\u00e9vi, una fiorente tradizione basata sull&#8217;impiego di tale pungente attrezzatura, declinata in multiple varianti incluse quelle pi\u00f9 simili ad un rampino, possibile ispirazione diretta dell&#8217;arma videoludica impugnata dal ninja Scorpion. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/msZ6PXl3rG0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Exhibition-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33456\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Exhibition-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Exhibition-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Exhibition-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rope-Dart-Exhibition.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nell&#8217;epoca moderna e cessata la necessit\u00e0 di infliggere reali ferite a chicchessia, le tipiche armi flessibili del kung-fu hanno continuato a diventare progressivamente pi\u00f9 leggere e maneggevoli, aumentando conseguentemente la rapidit\u00e0 e spettacolarit\u00e0 dei numeri realizzabili dai loro utilizzatori pi\u00f9 esperti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il che ci porta nuovamente al colpo di genio, fin troppo stesso dimenticato dai progettisti ludici dei nostri giorni, di chi seppe riuscire a fare di necessit\u00e0 virt\u00f9, sfruttando le limitazioni tecnologiche di un&#8217;epoca per creare personaggi destinati a rimanere negli annali, nonostante fossero diversi solamente nelle mosse speciali ed il colore. Poich\u00e9 c&#8217;\u00e8 un messaggio di fondo, e un letterale dialogo nei confronti del giocatore, che pu\u00f2 essere espresso nella mera partecipazione tattile, di chi preme indietro>avanti>pulsante &#8220;B&#8221;; scatenando sullo schermo, tutta la furia accumulata in molti secoli di marziale perfezionamento. <br>E chi potrebbe mai rifiutare, a quel punto, di presentar gli omaggi al lanciatore? Esponendosi al suo roboante uppercut o la serie di movenze che si trovano identificate con il termine inquietante di FATALITY! Perch\u00e9 la vendetta contro l&#8217;odiato clan dei Lin Kuei dello scheletro rianimato, dato suggestivamente ad intendere sotto il cappuccio giallo, non potr\u00e0 aspettare per sempre. Ed anche gli scorpioni, a modo loro, possono sputare fiamme all&#8217;indirizzo dei condannati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bianco contro rosso dei due guerrieri della strada pi\u00f9 famosi. Azzurro ghiaccio contro un giallo del deserto infuocato, in un mondo di ninja trasportati nel regno demoniaco per difendere (o distruggere) il Regno Terrestre. O ancora l&#8217;arcobaleno di colori della serie non cromaticamente codificata King of Fighters, derivante dall&#8217;incontro tra il cast di giochi prodotti &#8230; <a title=\"Ingegnoso praticante dimostra la realt\u00e0 storica dell&#8217;arma di Scorpion il ninja\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33455\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Ingegnoso praticante dimostra la realt\u00e0 storica dell&#8217;arma di Scorpion il ninja\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,300,253,1556,1045,163,4841,5753,5752,154,72,5754,1002,5751,71,989,649,1024,110],"class_list":["post-33455","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-armi","tag-arti-marziali","tag-artisti","tag-atleti","tag-cina","tag-corda","tag-kuma-film","tag-kung-fu","tag-letteratura","tag-mitologia","tag-mortal-kombat","tag-personaggi","tag-pugnali","tag-storia","tag-strumenti","tag-tecnica","tag-tradizioni","tag-videogiochi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33455"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33460,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33455\/revisions\/33460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}