{"id":33420,"date":"2021-06-07T06:27:49","date_gmt":"2021-06-07T04:27:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33420"},"modified":"2021-06-07T06:33:28","modified_gmt":"2021-06-07T04:33:28","slug":"il-grande-scheletro-metallico-di-un-drago-addormentato-sulle-coste-di-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33420","title":{"rendered":"Il grande scheletro metallico di un drago addormentato sulle coste di Francia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wrAZ1tv5X0w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Ocean-Snake-Nantes-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33422\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Ocean-Snake-Nantes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Ocean-Snake-Nantes-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Ocean-Snake-Nantes-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Ocean-Snake-Nantes.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al principio di ogni cosa, bestie colossali popolavano la Terra. E si tratta di un curioso caso di simmetria concettuale, se si pensa alla nozione biblica secondo cui al concludersi dei tempi, un serpente lungo quanto una quaresima far\u00e0 la sua comparsa dal regno dei Cieli, discendendo tra i viventi per assolvere al destino di ogni cosa. Compiendo la solenne annunciazione, che l&#8217;Altissimo si \u00e8 ormai stancato delle nostre peregrinazioni. Ed \u00e8 un vento di assoluto cambiamento, quello che ormai soffia sulle lande condannate dall&#8217;Apocalisse incipiente. Rapida, immediata? Senza alcuna possibilit\u00e0 di appello? Molte religioni, nel corso della travagliata vicenda umana, hanno fatto a gara nell&#8217;attribuire simili caratteristiche ad un frangente di questo tipo, come conseguenza considerata imprescindibile per l&#8217;esistenza di un intelletto superiore, che ogni cosa determina in forza di specifiche ragioni. Mentre l&#8217;evidenza della scienza ha ormai da molti secoli tentato di mostrare che se c&#8217;\u00e8 un peggioramento in atto, si tratta pi\u00f9 che altro di un lento degrado. In cui ogni cosa deperisce, ed un giorno tragico svanisce, per effetto del pi\u00f9 puro e semplice dei sentimenti: il disinteresse. O inattenzione per l&#8217;ambiente in quanto metodo per il sostentamento, di ogni specie che \u00e8 esistita, esiste o ancora deve comparire sulla lunga marcia dell&#8217;evoluzione animale. Poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 poi una differenza tanto grande, per l&#8217;estinzione causata dall&#8217;arrivo di una meteora, piuttosto che lo sversamento petrolifero dovuto al naufragio di una grande imbarcazione dei tempi odierni. Tutto ci\u00f2 che resta, alla fine, \u00e8 lo stesso scheletro e vestigia di quello che adesso, non potr\u00e0 mai pi\u00f9 riuscire a connotare l&#8217;Universo di ogni cosa che brulica e si nutre, insistendo per cercare un qualche tipo di risoluzione finale. Esseri defunti ormai da lungo tempo, come quello dalla forma lunga 130 metri che soggiace presso il bagnasciuga sulla foce della Loira, non troppo lontano dal villaggio francese di Saint-Brevin-les-Pins.<br>Che potremmo chiaramente definire un fossile, se non fosse che in tal caso, di sicuro lo vedremmo tra le sale ombrose di un museo. Custodito ben lontano da quegli stessi elementi, che ogni giorno lo ricoprono e lo scoprono al variare delle maree, mentre progressivamente si ricopre di alghe, muschio ed altre forme basiche di vita vegetale. Una condizione che agli osservatori potr\u00e0 diventare maggiormente comprensibile, ogni qualvolta all&#8217;alba ed al tramonto gli capiter\u00e0 di scorgere una lieve luce o barbagliante scintill\u00eco metallico, risultante dai raggi di quello stesso Sole distante, e per l&#8217;effetto di una prospettiva temporaneamente chiarificatrice. &#8220;Alluminio, amici miei!&#8221; Grideranno allora i pi\u00f9 dotati di un spirito d&#8217;osservazione, valido a identificare quella che pu\u00f2 essere soltanto, per la legge del rasoio di Occam, un&#8217;opera d&#8217;arte costruita dall&#8217;uomo. Nella valida persona del cinese naturalizzato cittadino di Francia, Huang Yong Ping (1954-2019) gi\u00e0 creatore nel corso della sua lunga carriera di una vasta produzione valida ad interpretare i possibili significati dell&#8217;esistenza, la corrente condizione delle cose ed una possibile via utile a risolvere i problemi che gravano sull&#8217;avvenire di tutti. Attraverso un linguaggio fatto di metafore, spesso mirate a distruggere lo <em>status quo<\/em> come anche esemplificato dalla sua famosa citazione: &#8220;Distruggi l&#8217;Oriente con l&#8217;Occidente, ed annienta l&#8217;Occidente usando l&#8217;Oriente&#8221; bench\u00e9 sia particolarmente difficile negare il pi\u00f9 evidente dei suoi messaggi in aggiunta a una ricerca estetica di un tipo spesso insostanziale per le chiare influenze dadaiste: che ogni cosa che facciamo, grava sulla quantit\u00e0 di possibilit\u00e0 che ci rimangono, avvicinando progressivamente l&#8217;ora del rimpianto. Finch\u00e9 l&#8217;unica specie che potr\u00e0 restare per pagare il pegno di tanti e tali gesta, sar\u00e0 proprio la nostra, cui non rester\u00e0 che andare incontro ai pi\u00f9 giganteggianti antenati e serpenti marini di un tempo. Messaggio assai pi\u00f9 reazionario di quanto si potrebbe essere indotti a pensare, se si considera la maniera in cui questo artista scelse di auto-esiliarsi dal suo paese nat\u00eco nel 1989 mentre si trovava per una mostra in Francia, proprio mentre a Pechino si compivano i famosi e tragici fatti della strage di Tienanmen. Poich\u00e9 giammai, la censura di stato riesce a ben sposarsi con il ruolo e l&#8217;obiettivo degli artisti, soprattutto quelli che possiedono una storia da raccontare. Tanto maggiormente problematica, per la sua obiettiva ed eccessivamente chiara veridicit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U1o1e_uK1a0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Monumenta-Empires-Snake-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33421\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Monumenta-Empires-Snake-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Monumenta-Empires-Snake-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Monumenta-Empires-Snake-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Monumenta-Empires-Snake.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Talune creazioni dell&#8217;artista appaiono talmente grandi e complesse, che neppure un semplice piano sequenza pu\u00f2 riuscire a rendergli l&#8217;opportuna giustizia. Come nel caso del suo pi\u00f9 grande serpente parigino, qui notevolmente catturato grazie all&#8217;uso di una telecamera a 360 gradi (consiglio di aumentare al massimo la qualit\u00e0 nelle opzioni di YouTube).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con una carriera artistica iniziata sul commento a cosa fosse, e quali gesti comportasse, l&#8217;opera di chi ha deciso di riuscire in qualche modo a commentare la sua epoca, Huang Yong Ping divent\u00f2 quindi famoso su scala internazionale verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;80, per la scelta imprevista del suo intero collettivo di sostituire preventivamente le opere di una mostra con cumuli di spazzatura, dopo aver bruciato sulla pubblica piazza tutto quello che, di l\u00ec a poco, sarebbe stato sottoposto alla probabile censura di stato. Al che sarebbe seguita la costruzione di una serie di roulette o portatili ruote della fortuna, che mutuando una scelta operata in precedenza dal suo grande ispiratore Marcel Duchamp, sarebbero servite a determinare in modo totalmente causale il sentiero futuro della sua arte. Ma la pi\u00f9 chiara ed autorevole dimostrazione di che cosa effettivamente lui pensasse del cosiddetto senso comune, sarebbe giunta nell&#8217;opera del 1987 &#8220;Una concisa storia dell&#8217;arte moderna dopo due minuti in lavatrice&#8221; in cui sopra una scatola di legno compariva l&#8217;ammasso di polpa e fibre cartacee proveniente dai due pi\u00f9 famosi testi sull&#8217;argomento scritti rispettivamente dall&#8217;autore inglese Herbert Read ed il suo connazionale Wang Bomin. Un gesto destinato a rendere la sua posizione nel sistema dei valori sociali cinesi ancor pi\u00f9 instabile ed il cui commento avrebbe contribuito, successivamente, alla sua scelta di emigrare in Francia.<br>Cos\u00ec che lo Huang Yong Ping che ritroviamo quasi una decade dopo, a partire dalla storica mostra <em>Magiciens de la terre<\/em> tenutasi nel 1989 presso il centro Georges Pompidou, appare maggiormente preoccupato dai problemi pi\u00f9 trascendentali della Terra ed il suo ambiente, mentre alla sua codifica pi\u00f9 prettamente astratta iniziano ad affiancarsi nuove metodologie espressive, facenti spesso uso d&#8217;installazioni di grandi dimensioni con figure d&#8217;animali, creati artificialmente o direttamente impagliati per l&#8217;occasione. Fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1999, dove rappresent\u00f2 la Francia con l&#8217;opera &#8220;Un uomo, nove animali&#8221; in cui un carro segnatempo ormai distrutto veniva sovrastato dalle statue incombenti delle Bestie dell&#8217;Apocalisse, ricavate per l&#8217;occasione dai normalmente benevoli animali dello zodiaco cinese. Ed \u00e8 proprio qui che compare, per la prima volta, la figura del serpente nella poetica dell&#8217;artista, destinato successivamente ad essere declinato pi\u00f9 volte ed in molti luoghi del mondo. Spesso rappresentato nella sua forma scheletrica, sia per una voluta e dichiarata ambiguit\u00e0 con la figura mitologica del drago, che per l&#8217;univoca natura modulare delle vertebre, ciascuna rappresentativa di un diverso momento nella marcia progressiva delle circostanze. A partire dalla serie dei relativamente maneggevoli <em>B\u00e2ton\u00a0Serpent<\/em> esposti in giro per il mondo a partire dal 2011, il cui titolo costituisce un riferimento biblico alla verga di Mos\u00e9 usata per guidare il popolo degli Eletti durante l&#8217;Esodo. Scheletri abbastanza simili al serpente della Loira tranne che per la lunghezza che non supera i 50-53 metri. E fino all&#8217;estremo del giganteggiante &#8220;Empires&#8221;, mostruoso Leviatano di 254 metri posizionato nel 2016 dentro l&#8217;area espositiva parigina del Grand Palais, circondato da container usati per simboleggiare l&#8217;avidit\u00e0 della moderna societ\u00e0 e con un gigantesco cappello di Napoleone in bilico nel punto centrale, definito dall&#8217;artista stesso come una &#8220;trappola&#8221; ovvero il &#8220;tranello&#8221; pronto a cadere sui malcapitati, che per lungo tempo ha impedito ai potenti di vedere l&#8217;effettiva realt\u00e0 delle cose. Un messaggio d&#8217;altra parte veicolato, in maniera forse meno chiara ma altrettanto pregna, proprio da quell&#8217;opera collocata nel 2012 sulle coste armoricane e non troppo lontano dalla citt\u00e0 di Nantes, con il suo famoso Luna Park meccanico creato dal gruppo teatrale La Machine, altrettanto dedito alla rappresentazione di fantastiche creature inusitate. La cui natura permanente o almeno a tempo indeterminato, rispetto alla condizione spesso transitoria delle opere artistiche di grandi dimensioni, sembrerebbe avvicinarlo piuttosto a un&#8217;opera architettonica, che definisce ed in qualche modo determina gli spazi a vantaggio dei viventi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_zHP5Dbv4vQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Wu-Zei-Octopus-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33423\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Wu-Zei-Octopus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Wu-Zei-Octopus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Wu-Zei-Octopus-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Wu-Zei-Octopus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nell&#8217;opera di Wu Zei, posizionata nel museo oceanografico di Monaco nel 2011, Huang Yong Ping usava un polipo gigante per simboleggiare l&#8217;avidit\u00e0 che condiziona il nostro rapporto con l&#8217;oceano. In cui tutto ci appartiene o dovr\u00e0, un giorno, essere condannato a farlo. Il titolo \u00e8 un gioco di parole tra i caratteri cinesi usati per la parola &#8220;seppia&#8221; e l&#8217;assai pi\u00f9 cupa e profetica espressione &#8220;acque nere&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come per un fossile trovato in modo puramente accidentale, molti sono i sentimenti provocati dalla metallica posta strategicamente in corrispondenza della foce del fiume Loira. La cui forma bitorzoluta, con la sua improbabile presenza, finisce per assomigliare volutamente alla forma elegante del vicino ponte di Saint-Nazare, creando una contrapposizione inevitabile tra le forme opera di una presunta e ormai scomparsa natura, con tutto ci\u00f2 che l&#8217;opera dell&#8217;uomo ha reso necessario e almeno da un punto di vista soggettivo, innegabilmente bello. <br>Perci\u00f2 alla fine non \u00e8 facile capire quale tra queste due possibilit\u00e0 riuscir\u00e0 a verificarsi per prima: che crolli l&#8217;arco di una tale cattedrale di acciaio, cemento ed asfalto, frutto di una venerazione in corso d&#8217;opera che \u00e8 poi l&#8217;esiziale principio narcisista della civilt\u00e0 contemporanea. Oppur l&#8217;atteso risveglio della bestia mitologica sputafuoco, per il concludersi altrettanto deleterio di una lunga ed ormai terminata epoca di tolleranza. Perch\u00e9 la natura tende sempre verso le soluzioni maggiormente semplici ed eleganti. Il che pu\u00f2 comportare, nei fatti, l&#8217;eliminazione del superfluo! Come gi\u00e0, in molti tra il consorzio senza alcun vessillo dei profeti pregressi, avevano previsto tra le pagine delle loro antiche e venerande, nonch\u00e9 inutili Scritture.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al principio di ogni cosa, bestie colossali popolavano la Terra. 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