{"id":33409,"date":"2021-06-06T06:31:01","date_gmt":"2021-06-06T04:31:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33409"},"modified":"2021-06-06T06:37:27","modified_gmt":"2021-06-06T04:37:27","slug":"si-puo-impiegare-una-mina-navale-facendola-rotolare-giu-dal-fianco-di-una-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33409","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 impiegare una mina navale facendola rotolare gi\u00f9 dal fianco di una montagna?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ApJCfeipvIQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rolling-Mine-Croatia-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33410\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rolling-Mine-Croatia-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rolling-Mine-Croatia-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rolling-Mine-Croatia-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Rolling-Mine-Croatia.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Al mio segnale, lasciate rotolare la sfera&#8230; Inintelligibile&#8221; declama il bizzarro sottotitolo, di un video dal contenuto e provenienza ancor pi\u00f9 incerti. Forse propaganda bellica, magari una prova di fattibilit\u00e0 strategica, oppur secondo la descrizione ed i commenti forniti dal suo proprietario su YouTube, nient&#8217;altro che un&#8217;effettiva operazione militare messa in atto dalla brigata &#8220;Petar Kre\u0161imir IV&#8221; in Croazia, durante la difesa della citt\u00e0 di Livno dalle truppe bosniache nel corso della guerra del 1992. Con metodologie evidentemente derivanti dalla pi\u00f9 pura e semplice arte di arrangiarsi, in quella che potrebbe assomigliare con la lente odierna a una sequenza registrata con finalit\u00e0 di mero intrattenimento, da un gruppo di goliardi con pi\u00f9 voglia di apparire che istintivo senso d&#8217;autoconservazione personale: gli ingredienti, a tal proposito, ci sono tutti! Il pendio scosceso in un&#8217;area almeno in apparenza disabitata; l&#8217;oggetto straordinariamente pericoloso, trasportato fuori dal contesto con finalit\u00e0 e metodologie del tutto ignote; ed infine, l&#8217;esplosione roboante nel bel mezzo della foresta, in merito alla quale nessuno dovr\u00e0 mai chiedersi se abbia effettivamente avuto modo di verificarsi (se un albero cade&#8230;) Per il semplice fatto che a quanto possiamo immaginare, sar\u00e0 stata udibile da centinaia di chilometri rispetto all&#8217;oscuro luogo della sua occorrenza. &#8220;Dite a quella gente gi\u00f9 nella foresta che stiamo arrivando!&#8221; Grida in tono perentorio il sergente, o comandante della strana operazione. Al concludersi di un breve discorso che potrebbe essere, per quanto ne sappiamo, l&#8217;oggettiva descrizione di una procedura contenuta in un segmento documentaristico, oppure il frutto disumanizzante dell&#8217;assoluta apatia della guerra. E chi pu\u00f2 dire se davvero, all&#8217;altro lato di questa circostanza surrealista, ci fosse qualcuno destinato a ricevere la formidabile possenza della sfera.<br>Esiste a tal proposito, in una possibile correlazione d&#8217;intenti, una citazione spesso ripetuta negli ambienti dello Stato Maggiore americano, a seguire del periodo successivo agli anni &#8217;60. L&#8217;affermazione secondo cui &#8220;Lo spazio&#8221; offrirebbe, nell&#8217;opinione di chi s&#8217;interessa alla faccenda: &#8220;&#8230;La posizione sopraelevata definitiva.&#8221; intesa come vantaggio tattico in qualsiasi ingaggio militare dell&#8217;epoca moderna, e con indiretto ma chiaro riferimento a quel tipo di bombardamento cinetico. Concepito per impiegare, nella sostanziale realt\u00e0 del conflitto, nient&#8217;altro che oggetti grossi e pesanti, come sbarre di metalli resistenti al calore, trasformati in mortali meteore dalla semplice tendenza all&#8217;accelerazione verso un possibile bersaglio finale. Poich\u00e9 l&#8217;altitudine rappresenta, come \u00e8 noto, la pi\u00f9 istintiva forma di energia potenziale. Ma soltanto ogni qualvolta si riesca a trasformarla in velocit\u00e0, un fine raggiungibile anche attraverso particolari forme o soluzioni tecnologiche immanenti. Vedi la forma&#8230; Rotolante, di un qualcosa che in un tale inusitato frangente, pu\u00f2 trasformarsi nella fatale palla da bowling della Fine. Ora le risposte fornite dal <em>publisher <\/em>nazionale Neshchi, il cui canale ospita alcuni video dal contesto simile a partire da un anno a questa parte, non sembrano nutrire alcun dubbio: &#8220;Sono sicuro al 99% che la bomba provenisse dalla base navale Lora, posizionata nei dintorni della citt\u00e0 costiera di Split&#8221; Un passaggio e riutilizzo forse risultante dai mancati conflitti paventati sul lato del Mar Adriatico, anche per l&#8217;intervento della Nato a favore del governo e gli ideali nazionalistici e anti-comunisti del presidente croato Franjo Tu\u0111man, e in forza di un approccio alla guerra fluido e raffazzonato, cos\u00ec tipicamente rappresentativo di talune guerre dell&#8217;Est Europa. Conforme ai metodi impiegati durante l&#8217;ancora recente e sanguinosa battaglia della citt\u00e0 di Vulkovar, durata 87 settimane tra agosto e novembre del 1991 e culminante con l&#8217;eccidio di una significativa parte della popolazione civile coinvolta suo malgrado in una simile catastrofe generazionale. Ma non prima che gli appena 1.800 soldati croati, contro 36.000 militi appartenenti all&#8217;esercito dell&#8217;ex-Jugoslavia, giungessero alla soluzione estrema d&#8217;impiegare armi improvvisate costruite con il corpo macchina delle caldaie, le cosiddette <em>boiler bomba<\/em>, fatte rotolare fuori dalla stiva di vecchi biplani per l&#8217;irrigazione agricola Antonov An-2. Perch\u00e9 nulla induce l&#8217;uomo a rallentare, nella frenetica accezione della guerra priva ormai di alcun quartiere. Men che mai, l&#8217;intento originariamente previsto per i suoi pi\u00f9 funzionali e pluripremiati metodi d&#8217;uccisione&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/j3vA_I6jmKQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Underwater-Mine-Sub-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33413\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Underwater-Mine-Sub-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Underwater-Mine-Sub-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Underwater-Mine-Sub-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Underwater-Mine-Sub.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Esploratore croato subacqueo si immerge nei pressi del relitto della nave inglese della seconda guerra mondiale HMS Aldenham. Mostrando alle telecamere, la forma istantaneamente riconoscibile di una di quelle stesse temute sfere, che furono all&#8217;epoca colpevoli dell&#8217;affondamento di quel possente vascello.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 in effetti nulla, nell&#8217;intero comparto conflittuale della marina militare di una nazione, che possa vantare un&#8217;efficienza paragonabile a quella di una mina navale. Rapida da produrre, e con un costo di dislocazione pari a circa un decimo di quello necessario successivamente per rimuoverla, potendo chiudere effettivamente l&#8217;accesso a una sezione costiera indipendentemente dall&#8217;agilit\u00e0 ed efficienza tattica del proprio nemico. Vedi il caso spesso citato dell&#8217;attacco da parte della flotta statunitense della Corea nel 1950, quando l&#8217;intero gruppo di navi venne trattenuto per oltre una settimana, per la paventata presenza di vecchie mine sovietiche in corrispondenza degli obiettivi selezionati per dare il via all&#8217;invasione. Con un conteggio delle vittime pari al 70% dell&#8217;intero costo in termini di vascelli nell&#8217;intera operazione al conteggio finale del dimenticato e doloroso conflitto in Estremo Oriente. Ma il principale utilizzo tattico di simili ordigni galleggianti, generalmente ancorati al fondale mediante l&#8217;impiego di un&#8217;ampia serie d&#8217;ingegnosi e possibili sistemi, si sarebbe verificato durante il periodo dei due grandi conflitti mondiali del Novecento, quando sull&#8217;onda dei primi esperimenti effettuati all&#8217;inizio del secolo, buona parte dei paesi coinvolti disposero delle vaste cortine di sbarramento, alcune delle quali risiedono tutt&#8217;ora in tratti di mare scarsamente navigati, per il semplice costo proibitivo che potrebbe avere la loro funzionale rimozione. Vedi il caso di una buona parte che costituiva quella letterale analogia marittima alla famosa, inutile (e successiva) linea di Maginot, disposta tra le Orcadi e la Svezia dalla marina inglese con l&#8217;assistenza degli americani, le cui sferoidali componenti ancora riescono a rimergere, talvolta, presso alcune delle spiagge pi\u00f9 famose a entrambi i capi del Mare del Nord. Con la caratteristica forma ragionevolmente idrodinamica di un pallone da calcio, ornato per l&#8217;occasione da una serie di puntali o preminenze, ciascuno contenente l&#8217;allora necessario dispositivo d&#8217;innesco elettrico del tipo &#8220;a contatto&#8221;. Il tipo di mine utilizzate in Europa Occidentale a quell&#8217;epoca, create sulla base degli ordigni difensivi usati con notevole ma temporaneo successo dai russi durante il loro conflitto d&#8217;inizio secolo contro l&#8217;Impero giapponese, si basavano sull&#8217;impiego di una serie di fiale di acido posizionate all&#8217;interno di fragili capsule di vetro. All&#8217;urto delle quali contro lo scafo di una qualsivoglia imbarcazione, tale sostanza avrebbe attivato un circuito, causando l&#8217;innesco e successiva esplosione del dispositivo. Soltanto successivamente allo scoppio della seconda guerra mondiale e con il progressivo aumento delle competenze tecnologiche internazionali, tali apparati non troppo dissimili alla macchina umoristica del disegnatore di fumetti Rube Goldberg sarebbero stati sostituiti con i pi\u00f9 efficaci ed affidabili sistemi ad &#8220;influsso&#8221; capaci di detonare tramite l&#8217;impiego di sensori magnetici e\/o sonori, spesso mantenuti in stato semi-dormiente fino all&#8217;avvicinarsi di un possibile bersaglio, al fine di preservare il pi\u00f9 possibile la durata della batteria contenuta all&#8217;interno della bomba. <br>Sia che la mina fatta rotolare dai croati all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 appartenesse al secondo tipo, che in maniera molto pi\u00f9 improbabile fosse addirittura antica al punto di affidarsi al vecchio metodo, possiamo egualmente immaginare che l&#8217;originale metodo di detonazione fosse stato preventivamente disattivato, poich\u00e9 se fatta esplodere a contatto, la mina si sarebbe autodistrutta gi\u00e0 durante le prime fasi dell&#8217;esperimento, mentre l&#8217;assenza di effettive navi ne avrebbe prevenuto del tutto la deflagrazione al presumibile raggiungimento dell&#8217;obiettivo serbo. Le spiegazioni possibili per l&#8217;uso (relativamente) ben riuscito dell&#8217;arma, sono quindi rintracciabili nell&#8217;impiego di un detonatore controllato a distanza, un timer programmato ad hoc, oppure la semplice efficacia dell&#8217;impatto a gran velocit\u00e0, contro un tronco particolarmente sfortunato della foresta ai piedi del rilievo di &#8220;lancio&#8221;. Quest&#8217;ultima metodologia, tuttavia, sembra decisamente meno affidabile, persino in un contesto tanto assurdo ed estremo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QbjnhwgAS7k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Mine-Found-on-Beach-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33412\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Mine-Found-on-Beach-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Mine-Found-on-Beach-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Mine-Found-on-Beach-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Mine-Found-on-Beach.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;orrenda palla da spiaggia viene recuperata a Lauderdale-by-the-Sea, tramite l&#8217;impiego del tipico muletto ad uso industriale. Ragion per cui \u00e8 facile immaginarne in questo caso il disinnesco perfettamente riuscito, oppure l&#8217;appartenenza della a una categoria ormai da tempo giudicata non pi\u00f9 detonabile e perci\u00f2, rischiosa.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se vogliamo quindi tentare di costituire una storia pregressa nell&#8217;impego anti-convenzionale di una simile tipologia d&#8217;arma, possiamo farlo nei resoconti co\u00e9vi di un altro grande assedio dell&#8217;epoca moderna, quello di Port Arthur nel 1904, verso il termine del gi\u00e0 citato e particolarmente cruento conflitto russo-giapponese. Ovvero la principale ragione per cui ancora all&#8217;inizio dell&#8217;invasione tedesca della Russia stalinista, buona parte delle migliori e pi\u00f9 attrezzate truppe sovietiche si trovavano di stanza attorno a Vladivostok, presso l&#8217;estremit\u00e0 opposta di un intero continente. Una guerra durante la quale, si narra, venne costituito da entrambi gli schieramenti un informale banco di prova per molte delle armi che sarebbero state impiegate nei successivi ingaggi bellici, inclusa la mitragliatrice, il mortaio e le granate anti-uomo. Per non parlare di quell&#8217;improvvisato e funzionale ri-utilizzo fatto proprio dai soldati giapponesi, durante la cattura di quella che costituiva la singola fortezza pi\u00f9 imprendibile di tutta l&#8217;Asia, delle stesse migliaia di armi utilizzate dai russi per affondare cos\u00ec tante delle loro navi, trasformate in quel frangente in chiavi utili ad abbattere le mura e fortificazioni della citt\u00e0. Ed \u00e8 proprio il testo storiografico &#8220;La verit\u00e0 su Port Arthur&#8221; scritto nel 1908 dal corrispondente di guerra E.K. Nojine a parlare di una sorprendente mina navale fatta rotolare all&#8217;interno di una trincea occupata dai difensori russi, con tutte le orribili conseguenze del caso. Anticipando in tale modo, una metodologia del tutto conforme a quella dimostrata dai soldati della guerra in Croazia quasi un secolo a seguire da quei drammatici eventi.<br>E non \u00e8 forse la considerazione pi\u00f9 sorprendente allo stato dei fatti attuali, la maniera in cui tale video risalente all&#8217;ultimo decennio del secolo scorso stranamente rassomiglia per i nostri occhi alla pi\u00f9 tipica bravata contemporanea messa in piedi per il popolo di YouTube, Instagram e TikTok? Quasi come se la memoria ed il pi\u00f9 strenuo sacrificio dei nostri predecessori, in fin dei conti, finisca in subordine alla costante ricerca di soddisfazione, misurabile nel numero di visualizzazioni e click. Per il conseguimento di un altro tipo di medaglie, forse meno durature nel tempo&#8230;. Ma che almeno, per quanto ci \u00e8 possibile osservare, non comportano la stessa quantit\u00e0 di sangue e lacrime alle vittime &#8220;collaterali&#8221; della situazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Garden-Ball-Things.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"596\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Garden-Ball-Things-500x596.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33411\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Garden-Ball-Things-500x596.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Garden-Ball-Things.jpg 692w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Ed \u00e8 cos\u00ec che la gente dimentica gli orrori della guerra, in maniera qualche volta fin troppo letterale. Come questo ignoto venditore americano, che tent\u00f2 recentemente di liberarsi su Internet delle &#8220;curiose sfere arrugginite da giardino&#8221; di suo nonno ex-militare. Che per tante volte gli era stato chiesto di non cavalcare o prendere a calci, quanto era ancora un bambino. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9&#8230;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Al mio segnale, lasciate rotolare la sfera&#8230; Inintelligibile&#8221; declama il bizzarro sottotitolo, di un video dal contenuto e provenienza ancor pi\u00f9 incerti. 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