{"id":33381,"date":"2021-06-02T06:28:53","date_gmt":"2021-06-02T04:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33381"},"modified":"2021-06-02T06:29:19","modified_gmt":"2021-06-02T04:29:19","slug":"la-bolla-pulsante-che-libera-questa-lucertola-dallincombenza-di-prendere-fiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33381","title":{"rendered":"La bolla pulsante che libera questa lucertola dall&#8217;incombenza di prendere fiato"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gDwqWAv1RO4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33384\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per i serpenti predatori del Costa Rica e il resto dell&#8217;America Centrale, la velocit\u00e0 \u00e8 diventata una dote primaria nella cattura del loro pasto quotidiano. Questo perch\u00e9 molte delle loro prede, attraverso i secoli successivi, hanno appreso una speciale via per guadagnarsi la salvezza: immobili, attente, rigide nella muscolatura e nello sguardo. Le lucertole anolidi dell&#8217;ecomorfo arboricolo, che tanto bene sanno del pericolo, non son pi\u00f9 solite aspettare la venuta dell&#8217;ora fatidica in mezzo alle fronde della volta forestale. Bens\u00ec sulla punta pi\u00f9 estrema dei rami degli alberi, presso un ruscello o fiume dall&#8217;acque relativamente scorrevoli, in assenza per lo meno apparente di una qualsivoglia valida via di fuga. Illusione che ben presto si dissolve, nel preciso momento in cui la morte strisciante fa il suo tentativo d&#8217;avvicinamento, e il rettile dalle quattro corte zampe, senza nessun tipo d&#8217;esitazione, tranquillamente salta gi\u00f9 e sparisce tra le limpide acque sottostanti. Letteralmente e nel senso che, per riuscire a vederlo riemergere, occorrer\u00e0 aspettare tra i 15 e i 18 minuti, in maniera analoga a quanto succede con le rane. Il che costituisce, di sicuro, una questione in grado di suscitare un certo grado di perplessit\u00e0 e sorpresa, quando si considera come dal punto di vista morfologico l&#8217;<em>Anolis aquaticus<\/em>, unico piccolo rettile, distante parente dell&#8217;iguana, che era stato associato a partire dal 2008 e fino al giorno d&#8217;oggi ad una simile distintiva abitudine, appaia per il resto del tutto simile a qualsiasi altro membro del suo vasto genere d&#8217;appartenenza. Mentre uno studio pubblicato lo scorso 12 maggio sulla rivista Current Biology, da Mahler, Swierk e colleghi, chiarisce e rende al tempo stesso ancor pi\u00f9 notevole l&#8217;intera questione. Riuscendo ad attribuire, mediante una lunga e complicata serie d&#8217;osservazioni, questa stessa propensione all&#8217;immersione ad un minimo di 18 specie differenti, molti delle quali appartenenti a regioni geografiche nettamente distinte, ciascuna osservata mettere a frutto in condizioni controllate lo stesso, notevole espediente. A partire dalla cattura pressoch\u00e9 spontanea, nei primi attimi successivi all&#8217;immersione, di una o pi\u00f9 goccioline facenti parte del flusso acquatico, grazie alle naturali doti idrofobiche della loro pelle scagliosa, con una particolare efficienza riscontrata a tale fine proprio dell&#8217;estremit\u00e0 draconicamente appuntita del loro muso. Presso cui, come ampiamente documentato in una serie di video diventati in seguito famosi, il globo gassoso \u00e8 solito apparire e scomparire a ritmo controllato, mentre la lucertola inala, e conseguentemente esala, i propri rapidi respiri sommersi. Giungendo a dimostrare l&#8217;innegabile capacit\u00e0 di riempire i propri polmoni con la stessa aria che vi \u00e8 gi\u00e0 passata in precedenza, in maniera non dissimile da quella possibile per gli utilizzatori umani di un <em>rebreather<\/em>, meccanismo tecnologico in grado di bloccare, eliminare o smaltire in qualche modo l&#8217;accumulo nocivo di CO2. Un sistema del tutto paragonabile per intento e funzionamento a quello posseduto dalla lucertola, il cui approccio della bolla giunge effettivamente a formare una sorta di membrana permeabile, da cui tutto il gas prodotto tramite lo sforzo polmonare tender\u00e0 rapidamente a fuggire, causa l&#8217;aumento di pressione, mentre il molto ossigeno contenuto nelle acque turbinanti del ruscello, un po&#8217; alla volta, giunger\u00e0 ad occupare il suo posto. E cos\u00ec via per il pi\u00f9 lungo tempo possibile, in maniera analoga a quanto fatto da talune specie d&#8217;insetto quali lo scarabeo tuffatore (gen. <em>Dytiscus<\/em>) o altri artropodi come il ragno palombaro (Argyroneta aquatica, <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14198\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi precedente trattazione<\/a>) sebbene per un periodo dall&#8217;estensione pi\u00f9 breve causa la maggiore necessit\u00e0 d&#8217;apporto gassoso al sostentamento efficace di organismi dalle dimensioni decisamente superiori. E abbastanza variabili, se \u00e8 vero che il nuovo studio brilla indubbiamente per variet\u00e0 e tipologie dei suoi soggetti dimostratosi capaci di realizzar l&#8217;acquatica impresa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xGqHzuBUrBE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Scene-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33383\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Scene-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Scene-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Scene-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Scene.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Analogamente a quanto fatto dall&#8217;iguana, gli anolidi si affidano alle proprie gorgiere per colpire l&#8217;attenzione di una possibile controparte per l&#8217;accoppiamento. C&#8217;\u00e8 da dire, tuttavia, come viste le diverse proporzioni il risultato appaia essere decisamente pi\u00f9 grazioso.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Creature come l&#8217;anolide nero di Eugene (<em>A.<\/em> <em>eugenegrahami<\/em>) della lunghezza di 60-72 mm, oltre al gi\u00e0 citato <em>A. Aquaticus<\/em> che pu\u00f2 raggiungere i 77 mm, con una colorazione mimetica tendente al marrone scuro della corteccia degli alberi. Mentre tendente a un rossastro quasi autunnale appare il pi\u00f9 grande <em>A. barkeri<\/em> (fino a 92 mm) capace tra l&#8217;altro di restare immerso per periodi ancor superiori ai 18 minuti ufficialmente registrati, bench\u00e9 sia stato impossibile giungere a una precisa misurazione data l&#8217;osservazione effettuata su un esemplare allo stato brado. Notevole anche il caso dell&#8217;<em>A. maculigula<\/em> della Colombia dalla caratteristica livrea a strisce verdi sottoposto ad una delle analisi pi\u00f9 approfondite in laboratorio, mediante l&#8217;impiego di un sensore per l&#8217;ossigeno a forma di cannuccia rivelatosi funzionale alla conferma della teoria sulla scomparsa graduale dell&#8217;indesiderabile anidride carbonica all&#8217;interno della bolla sul naso della scaltra e agile creatura. Soluzione chiamata dal gruppo degli studiosi con il termine latino <em>plastron<\/em>, normalmente riferito alla parte inferiore del guscio di una tartaruga. Giungendo cos\u00ec a dimostrare una certa convergenza dei fattori evolutivi, del resto gi\u00e0 largamente connessa all&#8217;intera metodologia biologica delle lucertole anolidi, notoriamente presenti in molti ambienti tropicali del Nuovo Mondo anche distanti tra di loro, lasciando sospettare l&#8217;emergenza spontanea e coincidente degli stessi tratti all&#8217;interno di lignaggi ereditari geograficamente distinti. Come quello, assai evidente, della vistosa giogaia o gorgiera che dir si voglia tipica dell&#8217;intera famiglia degli iguanidi, presente sulla gola dei maschi di queste lucertole ed impiegata comunemente al fine di far colpo sulle potenziali partner per l&#8217;accoppiamento. Oppure in una sorta di danza guerriera al fine di spaventare gli aspiranti rivali che mettano piede all&#8217;interno del proprio territorio, come antefatto a un combattimento che pu\u00f2 tendere ad avere conseguenze fisiche anche piuttosto gravi.<br>Esseri non particolarmente prolifici ed inclini a deporre una quantit\u00e0 di uova che pu\u00f2 variare, in base alla specie, tra 1 e 15 bench\u00e9 deposti pi\u00f9 volte l&#8217;anno, gli anolidi mostrano quindi abitudini genitoriali piuttosto variabili, con l&#8217;<em>A. carolinensis<\/em> nordamericano che ad esempio resta presso il luogo della schiusa per proteggere i nuovi nati, mentre l&#8217;anolide bronzeo (<em>A. aeneus<\/em>) dell&#8217;isola di Grenada \u00e8 incline ad abbandonare immediatamente il sito del proprio nido, lasciando che il destino faccia il suo corso per quanto concerne il possibile futuro della sua prossima generazione. Una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, quindi, simili creature scattanti saranno solite nutrirsi primariamente d&#8217;insetti ed altri artropodi terreni, bench\u00e9 sia stata elaborata recentemente una teoria secondo cui gli anolidi dotati della capacit\u00e0 d&#8217;immersione prolungata siano soliti ricorrervi non soltanto per autodifesa, ma anche per accedere agli ulteriori territori di caccia sommersi, catturando l&#8217;occasionale gamberetto o mollusco nascosto tra le acque del proprio fiume. Ancora una volta ed in base alle particolari preferenze gastronomiche riconfermando, indipendentemente dal territorio di provenienza, il sistema di classificazione in gruppi ecomorfologici trasversali ancorch\u00e9 divergenti, convenzionalmente distinti in anolidi arboricoli della chioma, del tronco alto, basso ed infine del terreno. Distinti tra di loro tramite adattamenti specifici, come grandezza e forma dei cuscinetti d&#8217;adesione sulle loro zampe, nonch\u00e9 la lunghezza di quest&#8217;ultime, a seconda della quantit\u00e0 di arrampicate necessarie. Gruppi cui potremmo a questo punto aggiungere, idealmente, la congrega insospettata ed ulteriore degli anolidi anfibi, un certo tipo di creature che salientemente appaiono divergere da ogni preconcetto precedentemente acquisito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/022hQ9mesig\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Description-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33382\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Description-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Description-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Description-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/06\/Water-Anole-Description.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Ovviamente il naturalista d&#8217;assalto Coyote Peterson si \u00e8 avventurato alla ricerca dell&#8217;anolide acquatico durante una delle sue spedizioni centro-americane. Ed altrettanto naturalmente, il frangente si \u00e8 trasformato nell&#8217;opportunit\u00e0 di descrivere approfonditamente le caratteristiche e il funzionamento della sua notevole capacit\u00e0 anfibia.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Immergersi, volare, spingersi la dove nessun altro appartenente al proprio gruppo biologico ha mai scelto d&#8217;avventurarsi prima. Questi gli obiettivi di chi dovesse trovarsi a far uso di un sistema di polmoni artificiali, ovvero il cosiddetto <em>rebreather<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18558\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vedi articolo<\/a>) inventato originariamente la fine di riuscire a sabotare le navi da guerra del secondo conflitto mondiale. Ma che oggi \u00e8 indiscutibilmente associato ad un obiettivo, sopra ogni altro: l&#8217;esplorazione spaziale. <br>Per portare a compimento la quale, oggi ancor pi\u00f9 che in precedenza, potremmo trarre ispirazione dai pi\u00f9 sorprendenti piccoli rettili inclini ad esplorare una pluralit\u00e0 d&#8217;elementi anche parecchio differenti tra di loro: aria, terra ed acqua della foresta pluviale. Con un chiaro intento di sopravvivenza nei confronti delle serpi Galattiche da cui soltanto in apparenza, potremmo tendere a prendere le distanze. Dopo tutto chi non ricorda quale tipo di annuncio venne all&#8217;epoca fornito, dalla venuta dell&#8217;argenteo supereroe Silver Surfer, precedentemente ornato dal lucore di un tutt&#8217;altro tipo di bolla cosmica viaggiante&#8230; Ed una tavola dalla possibile importazione californiana. Colui che condannando i popoli della Terra, fece in seguito tutto il possibile per salvarli! Ma niente di tutto ci\u00f2 avrebbe potuto realizzarsi, se soltanto alcuni individui fantastici avessero mancato di fare la loro parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i serpenti predatori del Costa Rica e il resto dell&#8217;America Centrale, la velocit\u00e0 \u00e8 diventata una dote primaria nella cattura del loro pasto quotidiano. Questo perch\u00e9 molte delle loro prede, attraverso i secoli successivi, hanno appreso una speciale via per guadagnarsi la salvezza: immobili, attente, rigide nella muscolatura e nello sguardo. 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