{"id":33357,"date":"2021-05-30T06:27:54","date_gmt":"2021-05-30T04:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33357"},"modified":"2021-05-30T06:35:15","modified_gmt":"2021-05-30T04:35:15","slug":"il-terzo-cruciale-avvistamento-del-piu-raro-topo-sudamericano-e-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33357","title":{"rendered":"Il terzo cruciale avvistamento del pi\u00f9 raro topo sudamericano e del mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Red-Crested-Tree-Rat.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Red-Crested-Tree-Rat-500x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33361\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Red-Crested-Tree-Rat-500x405.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Red-Crested-Tree-Rat.jpg 746w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella quotidiana ricerca personale di specie ritenute ormai estinte, come nel caso degli UFO che talvolta giungerebbero a visitare la Terra, poter classificare la portata degli eventi \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 importante. Cos\u00ec che ogni singolo incontro con la &#8220;creatura&#8221;, per lo meno in via ideale, finisce per appartenere ad una di tre classi successivamente pi\u00f9 memorabili ed evidenti. A partire dal primo tipo, consistente nell&#8217;avvistamento da lontano: soltanto una forma indistinta, come una sagoma tra gli alberi, che potrebbe essere o non esser l&#8217;ideale soggetto della propria ossessione, prima di sparire nuovamente nella foresta. Un dubbio che diviene maggiormente labile, nel caso del secondo tipo, a seguito del quale segni assai tangibili del suo passaggio diventano la prova di quell&#8217;impressione o speranza: feci, marchi territoriali, ciuffi di pelo, persino tane abbandonate. Ma fu di sicuro un chiaro esempio d&#8217;incontro ravvicinato, quello fatto appartenere convenzionalmente al terzo gruppo di episodi inter-specie, quello sperimentato direttamente da Lizzie Noble e Simon McKeown, due ricercatori volontari dell&#8217;organizzazione ecologica Fundaci\u00f3n ProAves, il 4 maggio del 2011 alle ore 21:30, non troppo lontano dalla Riserva Naturale di El Dorado presso il distretto colombiano di Santa Magdalena. Episodio avvenuto tra l&#8217;altro, contrariamente alle legittime aspettative, non presso i recessi pi\u00f9 remoti ed oscuri della locale foresta pluviale pedemontana bens\u00ec ai margini di questa, proprio di fronte al ristorante degli alloggi costruiti dalla Fondazione. Dove una forma impossibilmente riconoscibile, oscillando lievemente, prese a risalire uno scalino alla volta del foyer, per poi mettersi quietamente in mostra sopra la struttura della balaustra normalmente adibita all&#8217;utilizzo umano: essere chiaramente topesco dalla lunghezza di almeno 50 cm, con lunghi baffi e la coda nettamente divisa tra i colori bianco e nero, mentre il resto del manto appariva di un color marrone\/rosso-scuro. Ma sarebbe stata l&#8217;alta cresta sopra la sua testa, tra due orecchie stranamente frastagliate per caratteristica biologicamente innata, a permettere l&#8217;istantaneo riconoscimento. Come un membro a pieno titolo di una specie mancata all&#8217;appello per un periodo di oltre un secolo, avendo portato ormai da tempo alla dichiarazione della sua probabile scomparsa dal novero delle specie viventi. &#8220;Possibile che sia&#8230; Il topo crestato di Santa Marta,  anche detto <em>S. rufodorsalis<\/em>?&#8221; esclam\u00f2 con tono interrogativo quindi McKeown, mentre con estremo sangue freddo e professionalit\u00e0 la sua collega Noble gi\u00e0 si era applicata nel porlo al centro dell&#8217;inquadratura con la fotocamera che, per fortuna, aveva l\u00ec con se. I due avrebbero descritto quindi in svariate interviste, per filo e per segno, i sentimenti che li avevano attraversati a seguito di quel momento: sorpresa, entusiasmo, incredulit\u00e0 ed infine gioia, per essere stati il tramite alla registrazione di un cos\u00ec lieto evento il cui ultimo verificarsi era databile soltanto al 1913, grazie alla cattura di seconda mano registrata dal ricercatore americano Melbourne Armstrong Carriker. Ed il primo, registrato nei diari del collezionista di animali impagliati e conchiglie Herbert Huntingdon Smith, ulteriori 15 anni prima di quella data. Perci\u00f2 immaginate voi cosa potesse significare poter finalmente dimostrare al mondo come almeno un singolo esemplare di una delle chimere pi\u00f9 lungamente ed inutilmente inseguite nell&#8217;intero circondario di una regione non pi\u00f9 vasta di 100 Km quadrati, dopo un cos\u00ec lungo tempo, viveva ancora! E come si usa dire a proposito dei proverbiali masticatori di formaggio: &#8220;Dove c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e9 uno&#8230;&#8221;<br>Bench\u00e9 resti opportuno a questo punto specificare come, in merito a creature tanto eccezionalmente rare ma anche il suo intero <em>genus <\/em>d&#8217;appartenenza in realt\u00e0 piuttosto conosciuto, ben poco del senso comune trovi un&#8217;applicazione logica e continuativa nel tempo. Trattandosi di creature straordinariamente adattate alla vita arboricola nel mezzo della giungla, per cui la costante battaglia con i predatori diviene il ritmo in grado di scandire le proprie difficili e certamente lunghissime giornate&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RsiF-uv74bg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Diplomys-Rat-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33360\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Diplomys-Rat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Diplomys-Rat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Diplomys-Rat-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Diplomys-Rat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>I pi\u00f9 vicini parenti facilmente osservabili del ratto crestato sono gli appartenenti centro-americani al genus dei Diplomys, di cui si conoscono soltanto due specie. I tassonomi restano tuttavia certi che il Santamartamys\u00a0meriti la classificazione come unico membro di un gruppo molto simile, bench\u00e9 distinto.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa stessa definizione per antonomasia di &#8220;topo&#8221;, bench\u00e9 calzante dal punto di vista morfologico soprattutto nel caso delle specie pi\u00f9 piccole ed agili di questo gruppo di creature molto diversificato e rigorosamente notturno, pu\u00f2 effettivamente servire a trarre in inganno, se \u00e8 vero che l&#8217;intero genere d&#8217;appartenenza <em>Echimyidae<\/em> risulta maggiormente imparentato ai porcellini d&#8217;India, i cincill\u00e0, il degu cileno (<em>Octodon degus<\/em>) e molte variet\u00e0 di porcospini americani, da cui prendono in prestito almeno in parte la particolare strategia difensiva. Grazie al possesso, nel caso di molte variet\u00e0 esclusa (a quanto sappiamo) quella del topo crestato degli alberi, di una grande quantit\u00e0 di aculei lunghi e piatti nascosti tra il proprio pelo dorsale, con l&#8217;evidente intenzione di riservare una sgradevole sorpresa a eventuali ocelot, jaguarundi o le varie tipologie di serpenti costantemente inclini a trasformare tali esseri in un rapido pasto per energizzare la propria giornata. Strumento difensivo dell&#8217;ultima spiaggia, in alternativa e prima di ricorrere al quale, molti roditori di questa genia sono soliti lasciarsi dietro come esca e approccio alla distrazione la propria stessa coda, nella maniera delle lucertole ma senza possedere anche la loro capacit\u00e0 di rigenerarla. Ragion per cui si tratta, per forza di cose, di uno strumento difensivo utilizzabile soltanto una volta nel corso della propria vita. E che finisce, molto spesso, per essere impiegato se \u00e8 vero che la maggior parte dei topi corazzati dell&#8217;America Latina (<em>Hoplomys gymnurus<\/em>) e i loro vicini ratti arboricoli di Tome (<em>Proechimys semispinosus<\/em>) entrambi non pi\u00f9 grandi di 25-30 cm vengono osservati nella maggior parte dei casi come ormai privi di quell&#8217;arto accessorio, finendo per assomigliare alla versione straordinariamente agile e circospetta di un piccolo cane Bobtail. Ci\u00f2 detto la particolare conformazione fisica del loro parente rarissimo e crestato, sulla base della conformazione fisica e la gi\u00e0 citata assenza di spine, potrebbe trovarsi pi\u00f9 efficientemente paragonato alle due specie pi\u00f9 frequentemente studiate dei <em>Diplomys caniceps<\/em> e <em>D.<\/em> <em>labilis<\/em> naturalmente pi\u00f9 inclini, come esemplificato da una conformazione fisica pi\u00f9 tozza e vagamente simile a quella di una marmotta, a ricavare le proprie tane negli incavi pi\u00f9 bassi degli alberi o persino sottoterra, grazie allo sfruttamento di buche create ed abbandonate da altri possibili abitatori del sottobosco centro e sud-americano. Menzione a parte merita nel frattempo il pi\u00f9 meridionale topo arboricolo peruviano o <em>Makalata rhipidura<\/em>, le cui dimensioni inferiori paragonabili a quelle di uno scoiattolo europeo gli permettono di muoversi agilmente verso le pi\u00f9 remote cime degli alberi e talvolta, penetrare anche all&#8217;interno delle abitazioni umane. <br>Il che porrebbe nei fatti il crestato rosso ritrovato dai naturalisti di Santa Marta all&#8217;estremo opposto dello spettro, se \u00e8 vero come l&#8217;esemplare fotografato dai sopra accennati 60 cm fosse chiaramente identificato come giovanile, vista la natura discontinua della sua colorazione ed i ciuffi di pelo radi attorno al collo, permettendo di confermare in via definitiva la lunghezza in grado di raggiungere e superare anche sensibilmente il metro, coda esclusa. Davvero niente male, per colui che abita di preferenza luoghi in bilico ed il pi\u00f9 possibile lontani dal terreno, potendo fare affidamento per la sua sopravvivenza soltanto sul proprio senso d&#8217;equilibrio geneticamente innato. E un comparto d&#8217;unghie acuminate certamente capace di costituire, inevitabilmente, l&#8217;invida di chicchessia&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BA6uf_lTWZQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Armored-Rat-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33359\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Armored-Rat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Armored-Rat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Armored-Rat-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Armored-Rat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Primariamente erbivori o mangiatori di frutta a differenza dei ratti propriamente detti, questi abitatori della foresta sudamericana si muovono primariamente di notte dando sfogo ai propri istinti di estrema cautela ed attenzione ai dintorni. Per cui trascinare un frutto al di l\u00e0 di un fiume, pu\u00f2 diventare un&#8217;impresa!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ciascuna registrazione di un incontro con animali ritenuti a rischio critico d&#8217;estinzione, come si ritiene probabile nel caso del <em>Santamartamys\u00a0rufodorsalis<\/em> bench\u00e9 manchino sondaggi realmente validi ed approfonditi, dovrebbe essere prontamente registrato e accompagnato da precisa documentazione di data, ora e luogo. Il che appare tanto maggiormente semplice, grazie agli strumenti digitali dei moderni obiettivi fotografici, inevitabilmente predisposti alla registrazione puntuale di ogni dettaglio collaterale a un&#8217;occasione ed incontro, inclusa addirittura la geolocalizzazione mediante impiego di tecnologia GPS. Questione che non spiega, d&#8217;altra parte, perch\u00e9 tanto difficile sia risultata fino ad ora la paragonabile registrazione di un paventato ancorch\u00e9 desiderabile incontro con creature di provenienza extra-terrestre. Se \u00e8 vero che per lunghi anni o addirittura secoli, i temuti omini verdi dai grandi occhi d&#8217;insetto si sono prodigati nel visitare, studiare e stuzzicare la spesso inconsapevole razza umana, che in ogni circostanza applicabile appariva armata dei pi\u00f9 sfocati, inefficienti, pessimi strumenti di fotografia e registrazione videografica. Non che il fotoritocco, di suo conto, sia letteralmente incapace di fare la sua parte. Bench\u00e9 in un ampio ventaglio di casi, appare del tutto inevitabile, l&#8217;importanza maggiore sembri essere stata data al mantenimento di un senso latente di mistero. Perch\u00e9 non tutte le creature incluso l&#8217;uomo, a quanto pare, sono dotate di mentalit\u00e0 scientifiche ed inclini a una precisa metodologia operante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hDm2aNllayk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Tome-Spiny-Rat-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33358\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Tome-Spiny-Rat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Tome-Spiny-Rat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Tome-Spiny-Rat-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Tome-Spiny-Rat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Topo arboricolo di Tome (<em>Proechimys semispinosus<\/em>) in un altro video del canale di YouTube di James Wolfe, notevole fonte divulgativa in merito alla biodiversit\u00e0 sudamericana.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella quotidiana ricerca personale di specie ritenute ormai estinte, come nel caso degli UFO che talvolta giungerebbero a visitare la Terra, poter classificare la portata degli eventi \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 importante. Cos\u00ec che ogni singolo incontro con la &#8220;creatura&#8221;, per lo meno in via ideale, finisce per appartenere ad una di tre classi successivamente pi\u00f9 memorabili &#8230; <a title=\"Il terzo cruciale avvistamento del pi\u00f9 raro topo sudamericano e del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33357\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il terzo cruciale avvistamento del pi\u00f9 raro topo sudamericano e del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,125,4099,818,1809,2312,2683,506,1736,369,5393,344,78,5510,89,5728,214,417],"class_list":["post-33357","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-animali","tag-arrampicatori","tag-biologia","tag-centro-america","tag-creature","tag-erbivori","tag-foresta","tag-giungla","tag-mammiferi","tag-rarita","tag-roditori","tag-scienza","tag-specie-a-rischio","tag-strano","tag-studiosi","tag-sudamerica","tag-topi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33357","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33357"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33365,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33357\/revisions\/33365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}