{"id":33283,"date":"2021-05-20T06:24:18","date_gmt":"2021-05-20T04:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33283"},"modified":"2021-05-20T06:24:25","modified_gmt":"2021-05-20T04:24:25","slug":"le-australi-migrazioni-delluccello-dal-becco-piu-grande-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33283","title":{"rendered":"Le australi migrazioni dell&#8217;uccello dal becco pi\u00f9 grande al mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yhQ64LG4QPU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Australian-Pelican-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33284\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Australian-Pelican-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Australian-Pelican-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Australian-Pelican-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Australian-Pelican.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;estate tra il 1974 e il 1975 colpita dalla perturbazione metereologica della <em>Ni\u00f1a<\/em>, durante un periodo di piogge stranamente intense presso il territorio dell&#8217;Australia meridionale, il grande bacino endoreico del lago Eyre, chiamato dagli aborigeni Kati Thanda, si ritrov\u00f2 nuovamente collegato alla serie di fiumi situati nella sua parte nord-occidentale, incluso il turbinante corso del Warburton. In breve tempo, i suoi confini normalmente aridi vennero nuovamente ricoperti dalle acque, mentre l&#8217;altezza di queste ultime cresceva, e cresceva ancora fino ad oltre 10.000 Km quadrati. Questo repentino mutamento delle regole ambientali port\u00f2 quindi, assieme al vento dei monsoni capaci di attraversare buona parte del Pacifico, un&#8217;ingombrante, chiassosa ed affamata presenza: quella di molte migliaia di uccelli. Chi fosse stato indotto ad aspettarsi, in quel contesto, creature piumate affini a storni migratori, anatre o altri visitatori d&#8217;occasione dei nostri bacini idrici stagionalmente rinnovati, si sarebbe scontrato con l&#8217;effettiva imponenza di questi agili volatori dalle proporzioni di 152-188 cm, di cui circa un terzo occupati dal pi\u00f9 eccezionale rostro labiale attualmente osservabile nell&#8217;intero regno naturale frutto di millenni d&#8217;evoluzione. Una creatura, in altri termini, di chiara e comprovata eleganza con il suo piumaggio candido e le ali nere come la notte, gli occhi grandi, tondi e cerchiati di giallo, al punto che il suo soprannome pi\u00f9 diffuso resta quello di pellicano con gli occhiali. Sebbene in ambito scientifico, sia da sempre definito <em>Pelecanus conspicillatus<\/em>, per apprezzabile scelta del suo primo classificatore e naturalista Coenraad Jacob Temminck, che nel 1824 volle evidenziare il suo aspetto &#8220;attento&#8221; e la presunta inclinazione ad osservare. Laddove nell&#8217;universo mitologico del popolo aborigeno dei Wangkamura, il pennuto visitatore viene direttamente associato al Dio Goolay-Yali, che nei tempi immemori insegn\u00f2 ai bambini della trib\u00f9 a procacciarsi il cibo mediante l&#8217;invenzione della rete da pesca costruita mediante la corteccia dell&#8217;albero <em>noonga <\/em>(gen. <em>Brachychiton<\/em>), facendo inoltre dono del fuoco e degli opali all&#8217;intera umanit\u00e0. E non \u00e8 poi tanto improbabile immaginare un qualche tipo d&#8217;associazione, e conseguente ispirazione, tra tale primario strumento della civilt\u00e0 umana e le tecniche di foraggiamento utilizzate dalle attuali versioni tangibili del nostro amico, la cui vistosa sacca golare, comune agli altri appartenenti della famiglia Pelecanidae serve non tanto a immagazzinare il cibo bens\u00ec essere immersa, con estremo pregiudizio e senso d&#8217;aspettativa, in luoghi sufficientemente umidi e pescosi, ben sapendo di riuscire a trarne l&#8217;auspicata ricompensa in termini di cibo. Una procedura che notoriamente presuppone, per gli esponenti della specie, un&#8217;estrema propensione allo spostamento periodico, lungo le coste e presso le regioni dell&#8217;entroterra dell&#8217;outback, ogni qualvolta la popolazione complessiva di un particolare recesso aumenta eccessivamente, portando all&#8217;insufficienza di risorse sfruttabili per il sostentamento dei nuovi nati. Portando perci\u00f2 all&#8217;inaspettata e imprevedibile partenza di veri e propri eserciti dalla limpida uniforme, pronti a sollevarsi e planare anche per periodi di 24 ore di seguito, fino all&#8217;arrivo preso un nuovo luogo in grado di ospitare la loro grande e costante fame. Con comprensibile preoccupazione dei pescatori umani locali, che storicamente erano soliti fare il possibile per scacciare o dissuadere i pellicani, almeno fino all&#8217;entrata in vigore verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90 dell&#8217;attuale regolamento di salvaguardia e protezione naturale. Per non parlare della tardiva ma importante realizzazione, di come le precise preferenze gastronomiche del pellicano lo portino in realt\u00e0 a nutrirsi primariamente delle specie di pesci introdotte accidentalmente come la carpa europea (<em>Cyprinus carpio<\/em>) i pesci rossi ferali (<em>Carassius auratus<\/em>) e il pesce persico o <em>bass<\/em> (<em>Perca fluviatilis<\/em>) facendo in realt\u00e0 un favore alle pi\u00f9 preziose specie locali, che tendenzialmente vedono la propria popolazione stabilizzarsi, o persino aumentare, in seguito alla caotica venuta dei pellicani. Il cui intento certamente non risulta essere malevolo, n\u00e9 benevolo, bens\u00ec la mera conseguenza di quella necessit\u00e0 di perpetrar se stessi e i propri discendenti, attraverso le complesse tribolazioni di un clima in continuo cambiamento&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LiJJcKDUTCo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Pelicans-Migration-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33286\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Pelicans-Migration-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Pelicans-Migration-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Pelicans-Migration-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Pelicans-Migration.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Non cessa di stupire l&#8217;ingente quantit\u00e0 di uccelli, tanto grandi e famelici, che possono riuscire ad aggregarsi in un singolo luogo. Il che deriva, fondamentalmente, dalla loro propensione a cambiare tanto spesso quel luogo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo stesso processo della riproduzione, senza particolari connotazioni stagionali ma che in genere si espleta successivamente ad uno dei notevoli raduni presso una localit\u00e0 ancora ricca di risorse alimentari, comporta d&#8217;altra parte un importante sacrificio per ciascun coppia temporaneamente monogama di padre e madre. I quali una volta portata a termine la scelta reciproca anche grazie alla colorazione temporaneamente rosata e maggiormente accesa del maschio, si occuperanno di costruire e delimitare il nido, in genere poco pi\u00f9 che una buca nel terreno circondata da rami e sterpaglie, per poi completare l&#8217;accoppiamento della durata massima di appena 22 secondi e permettere a lei di produrre la tipica coppia di uova, destinate ad una covatura di circa 32-35 giorni. Al termine della quale i risultanti pulcini, completamente glabri e dipendenti dai genitori, dovranno essere nutriti a turno per un periodo di ulteriori tre mesi. Ed \u00e8 proprio questo il problema, perch\u00e9 nella maggior parte dei casi, senza nessun meccanismo biologico per distinguere i due pargoli l&#8217;uno dall&#8217;altro, il pi\u00f9 forte dei due finir\u00e0 nella maggior parte dei casi per avere l&#8217;accesso privo di dispute alla quantit\u00e0 maggiore di risorse, fino al deperimento e la morte per fame del suo fratello minore. Qualche volta accelerata anche mediante l&#8217;attacco diretto, con il beneplacito o persino l&#8217;assistenza della madre. Il che potr\u00e0 sembrare orribilmente crudele, ma \u00e8 in realt\u00e0 un importante meccanismo dal punto di vista ecologico, che permette al pellicano di disporre di una sorta di &#8220;assicurazione&#8221; nel caso in cui uno dei due pulcini nasca malato, senza dover poi per questo esaurire se stessi nel tentativo potenzialmente fallimentare di trovare abbastanza cibo per entrambi. Il che non rende tuttavia impossibile, in annate molto fortunate come quella del 1975, durante cui l&#8217;abbondanza di pesce permise a molte coppie di fratelli di riuscire a sopravvivere entrambi, con conseguente aumento della popolazione complessiva di questa notevole ed importante presenza. Superata tale fase particolarmente in bilico della propria esistenza, d&#8217;altra parte,  i pellicani australiani vanno incontro ad un periodo di prosperit\u00e0 ragionevolmente assicurata, data l&#8217;assenza di predatori naturali di alcun tipo fatta eccezione come gi\u00e0 accennato all&#8217;uomo, purch\u00e9 gli riesca di trovare luoghi di rifornimento sufficientemente nutrienti nel corso delle loro lunghe e reiterate peregrinazioni. Verso un&#8217;acclarata propensione al vagabondaggio capace di sfiorare proporzioni leggendarie, che ha storicamente portato non soltanto questi uccelli a visitare e sostare pi\u00f9 volte nella vicina isola della Nuova Zelanda, bens\u00ec anche le Fiji, Nuova Caledonia, Nauru e l&#8217;arcipelago delle Vanuatu. Mentre in casi ancor pi\u00f9 rari, accompagnati da venti favorevoli, esemplari sono stati trovati addirittura in Indonesia presso l&#8217;isola di Java, e in un particolare frangente capace di far titolo presso i media locali, presso la provincia di Sarangani nell&#8217;isola filippina di Davao: stiamo parlando di circa 3.700 chilometri, molti dei quali da percorrere attraverso lunghe distese d&#8217;oceano privo di alcun tipo di punto di sosta per riposarsi. Davvero niente male, come trasferta alla ricerca di un valido ristorante&#8230;<br>Al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;indipendenza, quindi, i pulcini di ciascun assembramento di pellicani sono soliti lasciare il nido nat\u00eco per unirsi in gruppi di fino a 100 giovani esemplari, chiamati in gergo delle <em>creche<\/em>. Dove resteranno fino alla maturit\u00e0 sessuale, che normalmente sopraggiunge verso i tre-quattro anni d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R8PnE9C6-Gw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Feeding-the-Pelicans-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33285\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Feeding-the-Pelicans-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Feeding-the-Pelicans-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Feeding-the-Pelicans-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Feeding-the-Pelicans.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Presso l&#8217;isola dei canguri nell&#8217;Australia Meridionale, questa guida turistica e probabile capitano di una nave da pesca \u00e8 solito inscenare il suo discorso presso un podio assai particolare. Dove la gentile concessione di un <em>cadeaux<\/em> oceanico, prima ancor dei contenuti, sembrerebbe catturare l&#8217;attenzione dei pennuti tra i suoi molti spettatori.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 una vista gi\u00e0 piuttosto affascinante, quella offerta dalle strategie di nutrimento messe in atto da un cos\u00ec abile pescatore, capace di ghermire prede ittiche pi\u00f9 grandi mediante l&#8217;impiego del rostro estremamente affilato posto nella parte frontale del suo becco, capace di dimostrarsi altrettanto utile per la cattura di rettili e mammiferi, inclusi in qualche tragica occasione alcuni piccoli cani domestici, nonch\u00e9 pulcini della sua stessa specie. Mentre ci\u00f2 che colpisce in maniera ancor pi\u00f9 immediata \u00e8 l&#8217;intelligenza strategica di quest&#8217;animale, perfettamente capace di adattarsi alla convivenza con le persone al punto di recarsi periodicamente presso coloro che impara a riconoscere come i pi\u00f9 probabili fornitori di vivande, arrivando a mettersi in fila presso ristoranti e negozi, aspettando il proprio turno assieme al resto degli avventori umani. Mentre altrettanto probabile risulta essere l&#8217;esibizione spontanea e prevedibile di interi gruppi di pellicani presso localit\u00e0 turistiche, con la conseguente aspettativa di ricevere in cambio il necessario pagamento gastronomico d&#8217;occasione. Il che contribuisce, d&#8217;altra parte, ad uno stato di conservazione della specie tutt&#8217;altro che problematico, diversamente da quanto si potrebbe pensare viste le dimensioni dell&#8217;uccello e classificazione preventiva (status: Least Concern) da parte dell&#8217;indice internazionale dello IUCN. Anche e soprattutto per l&#8217;areale tanto straordinariamente ampio, capace di estendersi per un territorio stimato attorno ai 20.000 Km quadrati. Ma soprattutto flessibile e adattabile, grazie all&#8217;innata capacit\u00e0 di effettuare valutazioni di questi scaltri uccelli, dotati di una sorta di prescienza in grado di guidarli, di volta in volta, presso i luoghi dove potranno acquisire le migliori vie d&#8217;accesso alla prosperit\u00e0. Sembrerebbe dunque dopo tutto, che il naturalista Temminck giunto dalla remota Olanda non avesse sbagliato affatto, nella sua scelta di chiamare questo saggio pellicano, <em>conspicillatus<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;estate tra il 1974 e il 1975 colpita dalla perturbazione metereologica della Ni\u00f1a, durante un periodo di piogge stranamente intense presso il territorio dell&#8217;Australia meridionale, il grande bacino endoreico del lago Eyre, chiamato dagli aborigeni Kati Thanda, si ritrov\u00f2 nuovamente collegato alla serie di fiumi situati nella sua parte nord-occidentale, incluso il turbinante corso del &#8230; <a title=\"Le australi migrazioni dell&#8217;uccello dal becco pi\u00f9 grande al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33283\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le australi migrazioni dell&#8217;uccello dal becco pi\u00f9 grande al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,315,3776,818,1911,1281,2312,187,1097,941,109,912,2854,819,277],"class_list":["post-33283","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-australia","tag-becco","tag-biologia","tag-comportamento","tag-conservazione","tag-creature","tag-ecologia","tag-evoluzione","tag-migrazioni","tag-natura","tag-pellicani","tag-pescatori","tag-riproduzione","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33283"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33288,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33283\/revisions\/33288"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}