{"id":33223,"date":"2021-05-11T06:17:43","date_gmt":"2021-05-11T04:17:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33223"},"modified":"2021-05-11T06:17:48","modified_gmt":"2021-05-11T04:17:48","slug":"nel-gran-chaco-laquila-che-sopravvive-nonostante-la-condanna-di-una-pessima-reputazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33223","title":{"rendered":"Nel Gran Chaco, l&#8217;aquila che sopravvive nonostante la condanna di una pessima reputazione"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rwXi9RTsl9o\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33226\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Voce di popolo, mezza verit\u00e0&#8221; oppure &#8220;Se lo dicevano i nostri nonni, \u00e8 impossibile dubitarne&#8221;. Affermazioni universali che la gente pu\u00f2 essere sorpresa a pronunciare in molti diversi paesi del mondo, sulla base di culture anche radicalmente diverse tra loro. E non c&#8217;\u00e8 niente di necessariamente sbagliato, nel tradizionalismo degli usi e costumi, sebbene molti siano gli errori e fraintendimenti verso cui ha finito per dirigersi la collettivit\u00e0, in forza di concetti che nessuno aveva una ragione, o le competenze ulteriori, necessari ad allontanare dalla percezione del senso comune. Un esempio di questa situazione pu\u00f2 essere individuato nella frase, in realt\u00e0 carica di sottintesi: &#8220;L&#8217;<em>\u00e0guila cinzenta<\/em> (grigia) \u00e8 un pericolo per il bestiame, che ama nutrirsi di agnelli e pecore sottratte dagli allevamenti dell&#8217;uomo.&#8221; E l\u00ec, apriti cielo, per accogliere le raffiche di piombini, trappole e alberi abbattuti, soltanto per la presenza potenziale di quell&#8217;alto e valido groviglio di rami, entro cui la belva era propensa a ricavare il suo nido. Un odio generazionale ed internazionale, in tutta la parte centrale del Sud-America, per l&#8217;uccello che la scienza chiama oggi <em>Buteogallus coronatus<\/em>, sebbene abbia avuto nel corso della sua esistenza anche diversi altri nomi. Tra cui quello incline ad essere frainteso di aquila coronata, per la notevole cresta erettile presente attorno al perimetro della sua testa, sfruttata dal volatile per far valere i confini del suo territorio e qualche volta, fare a gara per l&#8217;attenzione di una possibile partner riproduttiva. Problematico perch\u00e9 questa stessa identica definizione veniva gi\u00e0 impiegata per un altro rapace originario dell&#8217;Africa Centro-Meridionale (la <em>Stephanoaetus coronatus<\/em>) nonch\u00e9, talvolta, per l&#8217;assai pi\u00f9 vicina e gigantesca aquila arpia (<em>Harpia harpyja<\/em>) diretta possibile ispirazione per il grifone di harry-potteriana memoria. Bench\u00e9 questa sua cugina diffusa in Brasile, Bolivia, Paraguay e Patagonia ma paradossalmente NON la zona centrale della regione geografica del Chaco situata a ridosso dell&#8217;altopiano andino, sia in realt\u00e0 perfettamente in grado difendersi in materia di dimensioni, rappresentando con i suoi 73-79 cm di lunghezza ed oltre 3 Kg di peso uno dei rapaci pi\u00f9 imponenti del suo intero continente. Nonch\u00e9 potenzialmente il pi\u00f9 raro, vista la quantit\u00e0 di esemplari rimasto allo stato brado pari a non pi\u00f9 di 1.000, cifra tale da giustificarne a pieno titolo l&#8217;inserimento nell&#8217;indice delle specie a rischio dello IUCN. Situazione estremamente grave quando si considera il ruolo primario all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema per un tipo di carnivoro posizionato al suo vertice, capace di apportare con la sua presenza modifiche al funzionamento dell&#8217;intera catena alimentare. Perch\u00e9 gi\u00e0, che cosa mangi esattamente, l&#8217;aquila del Chaco \u00e8 stata a lungo una questione oggetto di disquisizioni a multipli livelli, con l&#8217;idea pessimista dei contadini ed allevatori locali smentita solamente in epoca recente, tramite una serie di osservazioni che hanno permesso d&#8217;individuare il bersaglio elettivo del carnivoro in una serie di piccoli mammiferi, rettili e soprattutto l&#8217;armadillo peloso urlatore (<em>Chaetophractus vellerosus<\/em>) coperto da quanto di pi\u00f9 distante si possa immaginare dal candido vello delle pecore soggette alla tutela e sfruttamento degli allevamenti di provenienza umana. Ma poich\u00e9 cambiare la cultura non \u00e8 facile, ci\u00f2 ha dato inizio ad una serie di lezioni e conferenze in giro nei diversi paesi, ad opera di varie organizzazioni di tutela tra cui quelle del CECARA (<em>Center for the Study and Conservation of Birds of Prey in Argentina<\/em>) mirate a cambiare l&#8217;immagine lesiva di questa magnifico e irrecuperabile essere posizionato al confine tra le foreste e l&#8217;erba alta delle pampas. Utile a ridurre le intenzionali persecuzioni antropogeniche della creatura, ma purtroppo e come dimostrato, giungendo a dirimere soltanto una delle svariate questioni che gravano in maniera significativa sulla sua sopravvivenza presente e futura. Poich\u00e9 risulta essere tutt&#8217;altro che facile, per gli alati appartenenti a questa specie, giungere all&#8217;et\u00e0 e mansione ultima della riproduzione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y14C_ggb3Ro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Return-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33225\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Return-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Return-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Return-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Return.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Gioia e giubilo, all&#8217;atteso momento dell&#8217;aviaria liberazione. Ma il destino spietato e umido, come tanto spesso capita, continuava a soggiacere crudelmente in agguato.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Caratteristica distintiva di molte aquile, incluso l&#8217;intero genere tassonomico delle assai pi\u00f9 scure Buteogallus cui appartiene anche la coronata (dopo essere stata raggruppata per anni, erroneamente, con la sola <em>Harpyhaliaetus solitarius<\/em>) \u00e8 infatti una marcata lentezza nel procreare, con un singolo uovo deposto in media ogni due o tre anni, che richiede un notevole dispendio di energie da parte dell&#8217;intera coppia genitoriale gi\u00e0 in fase di cova. Per non parlare della quantit\u00e0 di prede che devono essere catturate e laboriosamente trasportate fin lass\u00f9, al fine di permettere al piccolo di crescere forte e raggiungere, un atteso giorno, la condizione della vera ed insostituibile autosufficienza. Che potr\u00e0 anche corrispondere al superamento di una serie di pericoli, ma apre allo stato dei fatti attuali la porta verso nuovi ed altrettanto gravi metodi di condanna, frutto della riduzione dell&#8217;habitat e un&#8217;incuria sostanziale di uno stile di vita pragmatico delle persone, all&#8217;interno di una zona cos\u00ec secca, selvaggia e qualche volta, inevitabilmente inospitale. Vedi l&#8217;importante diffusione, nell&#8217;intero territorio sudamericano, dei contenitori per l&#8217;acqua piovana chiamati per antonomasia &#8220;australiani&#8221; che costituiscono un richiamo semplicemente irresistibile per l&#8217;intera avifauna della regione, con la conseguenza sempre possibile di perdere l&#8217;equilibrio e caderci rovinosamente dentro. Una crisi da cui quest&#8217;aquila, le cui ali raddoppiano di peso quando intrise d&#8217;acqua, non \u00e8 semplicemente in grado di trarsi in salvo, finendo per morire tragicamente annegata. Un destino toccato, tra gli altri, all&#8217;esemplare argentino maschio F\u00e9nix, diventato un ambasciatore della propria specie quando era stato finalmente liberato dopo un anno di cattivit\u00e0, grazie al laborioso processo di rieducazione e recupero dalle ferite subite portato a termine dai naturalisti dell&#8217;Ecoparco Buenos Aires e la Fundaci\u00f3n Cabur\u00e9. Soltanto per finire pochi mesi dopo, mentre veniva ancora tenuto sotto sorveglianza tramite un dispositivo di tracciamento ad onde radio, per annegare disgraziatamente nel temuto recipiente privo di un&#8217;uscita. Scampati al quale, ad ogni modo, molti esemplari di quest&#8217;aquila conoscono un ulteriore tipo di condanna, quella dettata dalla casistica tutt&#8217;altro che rara di finire fulminate, per la loro apertura alare sufficientemente grande da riuscire a toccare entrambi i fili dei tralicci, con immediata e repentina dipartita dal crudele mondo pennuto. Questione in grado di fornire lo spunto, all&#8217;ente del CECARA ed altre organizzazioni ecologiche, per effettuare una serie di campagne di sensibilizzazione nei confronti dei proprietari di serbatoi ed aziende per la distribuzione dell&#8217;energia, atte a favorire l&#8217;implementazione rispettiva di speciali rampe in filo reticolato per permettere agli uccelli di trarsi in salvo e la costruzione di nuove linee elettriche con cavi maggiormente distanziati, nonch\u00e9 prive della messa a terra diretta capace d&#8217;incrementare in modo notevole la loro pericolosit\u00e0. Soluzioni che parrebbero aver contribuito, almeno in parte, ad arrestare la costante riduzione di numero di questi volatili, sebbene in epoca recente si sia aggiunta ai gi\u00e0 molti problemi l&#8217;abitudine dei cacciatori provenienti da paesi esteri (incluso il Nord-America) che incapaci di riconoscere l&#8217;aspetto del raro uccello lo colpiscono ed uccidono durante le proprie battute di caccia, arrecando ulteriori danni alle sue gi\u00e0 limitate speranze future.<br>Dalla provincia argentina della Pampa, nel frattempo, un timido messaggio di speranza: \u00e8 quello esemplificato dalla vicenda del piccolo \u00d1ankul, unico pulcino di una coppia d&#8217;aquile finito sfortunatamente a terra l&#8217;estate scorsa, quando il ramo dove si trovava il suo nido era stato colpito dal fulmine di un temporale particolarmente intenso. Riuscendo tuttavia a sopravvivere e dando inizio a un&#8217;immediata campagna sotto la supervisione di Jos\u00e9 Hern\u00e1n Sarasola, uno dei co-fondatori del CECARA, per la costruzione di un nuovo nido con un pallet da trasporto delle merci da posizionare il pi\u00f9 vicino possibile a quello precedente. Presso cui, con gioia e giubilo collettivo, la madre e il padre volarono di nuovo accettando di continuare ad allevare il nuovo nato, che soltanto in questo modo avrebbe potuto raggiungere l&#8217;empireo stato libero all&#8217;interno del suo legittimo ambiente naturale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/446577825\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Nest-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33224\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Nest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Nest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Nest-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/05\/Chaco-Eagle-Nest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La costruzione del grande nido per questa particolare specie d&#8217;aquila trae generalmente vantaggio dalla presenza pre-esistente di una struttura costruita da altre specie volatili, come i pappagalli. Ci\u00f2 permette, almeno in parte, alla coppia di salvaguardare le proprie energie, di cui avranno bisogno in seguito per allevare il vorace pulcino incoronato.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La criticit\u00e0 che caratterizza il presente e futuro dell&#8217;aquila del Chaco pu\u00f2 essere riconosciuto, dunque, in quello delle altre creature a rischio d&#8217;estinzione nonostante la vastit\u00e0 del proprio areale, che piuttosto contribuisce a rendere complessa l&#8217;implementazione di misure ad ampio spettro nel territorio dei diversi paesi, tra cui soltanto uno si \u00e8 recentemente dimostrato in grado di attuare metodologie  funzionali al salvataggio di questa particolare specie animale. <br>Cos\u00ec nessuno penserebbe che un rapace, con il suo aspetto formidabile e l&#8217;assoluta indipendenza, possa in qualche modo necessitare della tutela e l&#8217;aiuto costante di un nutrito gruppo di persone, profondamente dedite alla conservazione di un qualcosa che, altrimenti, ben presto smetter\u00e0 di solcare l&#8217;azzurro cielo sudamericano. E ci\u00f2 giunge a costituire nient&#8217;altro, nei fatti, che l&#8217;ulteriore riconferma di quanto possano deviare dalla verit\u00e0 tangibile gli assunti dati per scontato, ed ogni condizione nata dal perch\u00e9 in quel modo si \u00e8 sempre pensato, su tale base si \u00e8 in precedenza scelto di agire. Senza la valida visione d&#8217;insieme che si acquisisce grazie alla capacit\u00e0 di aprire le proprie ali e approfondire, finalmente, la vicenda di creature per noi rimaste enigmatiche anche troppo a lungo. Poich\u00e9 dall&#8217;ignoranza viene, quasi sempre, il timore. Che impedisce di comprendere le conseguenze di una scelta che nasce dall&#8217;ostinato disinteresse, e la continuativa distrazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Voce di popolo, mezza verit\u00e0&#8221; oppure &#8220;Se lo dicevano i nostri nonni, \u00e8 impossibile dubitarne&#8221;. 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