{"id":33133,"date":"2021-04-28T06:24:39","date_gmt":"2021-04-28T04:24:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33133"},"modified":"2021-04-28T06:24:43","modified_gmt":"2021-04-28T04:24:43","slug":"giunge-dallasia-il-verme-saltatore-che-trasforma-foglie-morte-in-fondi-di-caffe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33133","title":{"rendered":"Giunge dall&#8217;Asia il verme saltatore, che trasforma foglie morte in fondi di caff\u00e8"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yKuK8o_l1_g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33136\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Rigogliosa foresta relativamente vergine, cercasi nel territorio temperato dell&#8217;American Midwest. Quella regione naturalmente equilibrata, ecologicamente tranquilla, dove flora e fauna sopravvivono senza particolari cambiamenti nei reciproci rapporti di correlazione fin dai tempi precedenti alla nostra venuta. O almeno, questo \u00e8 quello che si dice. Poich\u00e9 all&#8217;ombra dei faggi e degli olmi, degli ontani e degli aceri, qualcosa di spiacevole ha iniziato ad accadere. Proprio alla base degli alti tronchi, dove un tempo crescevano bassi cespugli ed erbe mediche, o attecchivano i virgulti delle prossime preziose ramificazioni, compare sempre pi\u00f9 di frequente il suolo scarno e privo d&#8217;altri ornamenti, con soltanto qualche timido filo d&#8217;erba circondato dalla polvere dei cupi giorni odierni. Situazione, questa, motivata dalla persistenza di qualcuno che continua a esistere non visto, sotto la copertura delle foglie e sotto i suoi svariati centimetri di terra. Strisciando nell&#8217;oscurit\u00e0 e l&#8217;essenziale consapevolezza, come il Diavolo dei vangeli, di aver convinto l&#8217;intera umanit\u00e0 di essere un mero prodotto dell&#8217;immaginazione della gente.<br>Ma <em>Amynthas agrestis<\/em> giunto dalla Corea e il Giappone esiste davvero, sebbene sia diffusa l&#8217;abitudine di attribuirgli un&#8217;ampia variet\u00e0 di nomi. Tra cui verme saltatore, verme serpente o <em>Alabama jumper<\/em>, terminologia particolarmente utilizzata quest&#8217;ultima dai pescatori dell&#8217;omonimo stato, per tutti quegli anellidi che si mostrano capaci di agitarsi pi\u00f9 a lungo, riuscendo ad attirare verso l&#8217;amo i migliori tesori pinnuti delle profondit\u00e0 lacustri e\/o fluviali. Sebbene stiamo parlando, nella realt\u00e0 dei fatti, di creature appartenenti a una famiglia tassonomica nettamente distinta e piuttosto vasta, quella denominata <em>Megascolecidae <\/em>originaria dell&#8217;Asia Orientale e dell&#8217;Australia, con significative differenze morfologiche rispetto al tipico lombrico di provenienza europea, fino alla disposizione degli organi stessi all&#8217;interno del suo corpo tubolare. Esteriormente, quindi, l&#8217;animale presenta una lunghezza generalmente inferiore ma un corpo tozzo, con un vistoso <em>clitellum <\/em>bianco (ghiandola impiegata per la protezione delle uova) a un terzo della distanza dalla testa, che spicca sul colore rossastro di una forma per il resto ragionevolmente ordinaria. Mentre qualcosa di pi\u00f9 nettamente diverso appare evidente nel momento in cui si tenta di afferrare, o in qualsiasi altro modo si disturba il verme: poich\u00e9 piuttosto che reagire agitandosi o tentando di strisciare via, la specie in questione presenta la capacit\u00e0 di sobbalzare con violenti sussulti paragonabili a quelli di un serpente a sonagli, qualche volta lasciando dietro di se la coda e tentando letteralmente di terrorizzare la percepita minaccia cogliendola di sorpresa. Una reazione sottilmente inquietante che nei fatti anticipa la natura molto problematica di tali creature, capaci di rovinare in modo irrimediabile il sistema ecologico alla base della rigenerazione vegetativa. In forza della loro propensione alla voracit\u00e0, per non parlare dell&#8217;indole aggressiva che gli permette di scacciare via letteralmente tutti gli altri tipi di verme, riservando solamente a loro stessi quell&#8217;intero spazio vivente che riusciva un tempo a perpetrare se stesso. <br>Poich\u00e9 la propagazione del verme pazzo, in costante crescita nell&#8217;intera parte settentrionale degli Stati Uniti, pu\u00f2 essere facilmente rilevata attraverso la presenza di un diverso tipo di terriccio, secco e di colore assai scuro, totalmente incapace di fornire nutrimento a qualsivoglia tipo di pianta. Il cui aspetto, convenzionalmente, \u00e8 stato paragonato ai residui che fuoriescono dalla caffettiera, ogni qualvolta si procede per riporla prima dell&#8217;utilizzo successivo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1CjfOSilXCE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Korea-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33135\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Korea-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Korea-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Korea-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Korea.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Lungamente noti e gi\u00e0 citati negli antichi testi di Giappone e Corea, i vermi saltatori sono stati incorporati attraverso i secoli in un sistema agricolo capace di evitarne le implicazioni pi\u00f9 gravi. Ma sar\u00e0 assai difficile, nelle prossime decadi, veder sorgere in America le risaie&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nessuno sa esattamente, dunque, quando il verme <em>A.<\/em> <em>agrestis<\/em> ha iniziato a diffondersi nei territori dove non costituisce specie nativa, sebbene l&#8217;evento sia generalmente fatto risalire attorno alla fine del XIX secolo, con l&#8217;aumento esponenziale dell&#8217;importazione delle pianti provenienti dal distante Oriente. Ci\u00f2 detto e per ragioni non del tutto comprese, l&#8217;invasione avrebbe avuto luogo soprattutto negli Stati Uniti al di l\u00e0 dell&#8217;oceano, come apprezzabile dall&#8217;assenza di studi di settore pubblicati nel nostro gi\u00e0 abbastanza problematico Vecchio Continente. Questo, potenzialmente, a causa dell&#8217;assenza di una popolazione di lombrichi pre-esistente nella zona del Midwest, fatta eccezione per alcune isolate popolazioni di vermi di terra (<em>Lumbricus terrestris<\/em>) a loro volta giunti con le navi dei coloni, assai pi\u00f9 benefici ma come dicevamo, totalmente incapaci di competere con la capacit\u00e0 di proliferazione del loro temuto cugino d&#8217;Asia. Il quale non soltanto presenta un ciclo di maturazione pari ad appena 60 giorni, ma possiede anche il prezioso segreto dell&#8217;autogamia o riproduzione autonoma, che pu\u00f2 permettere ad un singolo esemplare di mettere al mondo un&#8217;intera e vivace prole. Aggiungete a questo le straordinarie doti delle uova o capsule del verme, capaci di sopravvivere a lungo e in situazioni avverse, come venendo trasportate dalla corrente di un fiume o restando attaccate sotto la scarpa di un agricoltore. Potendo anche resistere ai rigidi inverni della nuova zona d&#8217;adozione, laddove gli esemplari tendono piuttosto a perire ogni anno verso l&#8217;inizio della stagione fredda. Ma non prima di essersi occupati, assai responsabilmente, di assicurare la propria strisciante discendenza. Prove di laboratorio hanno quindi dimostrato la natura relativamente vulnerabile di tali organismi a fattori climatici avversi, morendo presto una volta che la temperatura ambientale scende sotto i -5 gradi o sale oltre i 35, oppure alla discesa dell&#8217;umidit\u00e0 sotto il livello dell&#8217;8%. Il che offre comunque una consolazione alquanto risibile, quando si considerano gli effetti sempre pi\u00f9 gravosi del mutamento climatico, tanto favorevole a talune specie nocive quanto lesivo nei confronti di ogni auspicabile proposito di biodiversit\u00e0. Aggiungete a tutto questo la natura straordinariamente integrata di ogni specie di verme con il sistema ecologico ospitante, e non vi sar\u00e0 difficile comprendere la continuativa assenza di un reale piano di attacco nei confronti di questa letterale minaccia biologica, contro cui qualsiasi pesticida si troverebbe impossibilitato ad agire senza arrecare danni altrettanto gravi nei confronti dell&#8217;intero ambiente. Unica contromisura consigliata dai dipartimenti di studi agricoli negli stati colpiti dalla sua presenza, \u00e8 l&#8217;impiego su scala privata di polveri a base di mostarda piccante diluita in acqua, soluzione notoriamente capace di disturbare i vermi nel sottosuolo costringendoli a riemergere, per poi catturarli e chiuderli in un sacco della spazzatura, da lasciare al sole per almeno un&#8217;ora. Il che riesce a dimostrarsi efficace nel 100% dei casi nell&#8217;uccidere le problematiche creature, sebbene richieda una collaborazione costante da parte della popolazione locale. E non faccia nulla, nei fatti, per rimuovere le uova. Con l&#8217;unica contromisura possibile a tal fine individuata, nel 2014, da uno studio di Hiroshi Ikeda e colleghi dell&#8217;Universit\u00e0 di Hirosaki: l&#8217;utilizzo ad ampio spettro d&#8217;incendi controllati, capaci di sterilizzare i bozzoli privando al tempo stesso i neonati sopravvissuti di ogni possibile fonte di cibo. Un approccio, tuttavia, capace di portare con se non pochi problemi, soprattutto considerato il caso sempre presente che riesca a sfuggire al controllo degli addetti forestali. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lf3EIIxuA1s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Discussion-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33134\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Discussion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Discussion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Discussion-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Crazy-Worm-Discussion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Numerose sono le trattazioni specifiche, offerte alla popolazione in merito al problema dei vermi pazzi. Ma come per il caso europeo, ed in modo particolare italiano, della <em>xylella<\/em> avversa agli ulivi, soltanto strategie ad ampio spettro potranno riuscire arginare il costante accrescimento di un cos\u00ec fatale organismo strisciante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec altri studiosi, nel frattempo, adottano uno stile pi\u00f9 pragmatico e tollerante. Vedi Bernie Williams dell&#8217;Universit\u00e0 del Massachusetts, <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/science\/archive\/2020\/01\/jumping-worms-are-taking-over-north-american-forests\/605257\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">citata in un articolo dell&#8217;Atlantic<\/a>, che apprezzando le doti evolutive e quasi aerodinamiche del verme, afferma rassegnata che in America sar\u00e0 necessario imparare a convivere con esso, vista l&#8217;impossibilit\u00e0 pratica e sistematica di procedere alla sua totale eliminazione. Cos\u00ec come avvenuto con altre specie tutt&#8217;altro che native ma ormai perfettamente integrate nell&#8217;ecologia del Nuovo Mondo, vedi il passero domestico e lo storno comune. Il che significher\u00e0 di certo rinunciare ad un sostrato vegetativo realmente degno di questo nome in tutte le foreste densamente popolate dal verme, che nondimeno riusciranno ad adattarsi e continuare a perpetuare se stesse. <br>Perch\u00e9 questo, in fin dei conti, \u00e8 proprio quello che riesce meglio alla natura. Talvolta, anche troppo bene, quando si ritrova trasferita in un contesto di natura geograficamente cos\u00ec fuori dal suo legittimo contesto di appartenenza. Dopo tutto \u00e8 impossibile bere dell&#8217;ottimo caff\u00e8, senza poi trovarsi a dover gestirne il tipico residuo polveroso. Materia pura e facilmente identificabile, di quel costante processo universale che \u00e8 l&#8217;entropia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rigogliosa foresta relativamente vergine, cercasi nel territorio temperato dell&#8217;American Midwest. Quella regione naturalmente equilibrata, ecologicamente tranquilla, dove flora e fauna sopravvivono senza particolari cambiamenti nei reciproci rapporti di correlazione fin dai tempi precedenti alla nostra venuta. O almeno, questo \u00e8 quello che si dice. 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