{"id":33114,"date":"2021-04-25T06:14:37","date_gmt":"2021-04-25T04:14:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33114"},"modified":"2021-04-25T06:20:39","modified_gmt":"2021-04-25T04:20:39","slug":"il-canto-ipnotico-delle-donne-alle-origini-del-grande-filo-di-scozia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33114","title":{"rendered":"Il canto ipnotico delle donne alle origini del grande filo di Scozia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QeSrkZfpAjc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Song-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33117\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Song-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Song-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Song-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Song.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Uomini coraggiosi, naviganti esperti, pescatori consumati. Per coloro che ogni giorno visitavano i recessi ondosi del Mare del Nord, al largo delle Ebridi Esterne, la storia aveva riservato una particolare uniforme. Capace di garantire al tempo stesso protezione dalle intemperie e un apprezzabile ricordo di quel mondo al di l\u00e0 delle distanti coste, capace di spronarli a mantenersi sani e salvi fino alla stagione del proprio stanco ritorno. E composta delle giacche, i cappelli e i guanto fatti di quel materiale ineccepibile chiamato in lingua gaelica <em>clo mor<\/em>; stoffa &#8220;grande&#8221; o &#8220;forte&#8221; a seconda del linguista interpellato sul significato delle parole. Un panno tanto impermeabile quanto isolante, morbido eppure resistente, sostanzialmente indistruttibile da parte di qualsiasi fattore atmosferico ed esterno. Tanto che sarebbe stato lecito, dal punto di vista di noi moderni, dubitare che fosse ancora effettivamente il frutto del pelo della pecora, sostanza alla base di tanti indumenti moderni, tuttavia dotati di una misera frazione di quella possenza. Vedi l&#8217;apprezzata pura lana vergine, per cui basta un lavaggio alla temperatura inappropriata, oppure col pH dell&#8217;acqua troppo alcalino, o ancora un&#8217;asciugatura inappropriata dopo aver preso la pioggia, per andare incontro alla rovina difficilmente rimediabile del cosiddetto infeltrimento, causando l&#8217;aderenza e sovrapposizione delle fibre dai fili a scaglie, con conseguente compattatura e solidificazione delle stesse. Un ammasso che&#8230; Non veste, non abbellisce, non produce pi\u00f9 alcun senso duraturo di decoro. Eppure&#8230; Strano a dirsi: quest&#8217;idea omni-pervasiva che le cose Funzionali possano non essere anche Belle, in maniera chiara ed innegabile, \u00e8 una fondamentale derivazione dei tempi moderni, tanto che gi\u00e0 all&#8217;epoca degli antichi Romani l&#8217;infeltrimento intenzionale della lana veniva praticata da un&#8217;intera classe professionale di schiavi e liberti, presso gli istituti chiamati <em>fullonicae<\/em>, di cui 39 esempi sono stati collocati a Pompei prima dell&#8217;eruzione di quel fatale 79 d.C. E la tradizione avrebbe avuto seguito, nella successiva epoca medievale, in tutto il territorio europeo incluse le isole inglesi, se \u00e8 vero che a quest&#8217;epoca risale il detto &#8220;Essere [come] sospesi a un <em>tenterhook<\/em>&#8221; riferendosi a chi si trova paralizzato dall&#8217;incertezza come in un certo senso, i tessuti infeltriti e posti a tendersi per evitarne l&#8217;eccessivo rimpicciolimento sull&#8217;omonima struttura lignea simile a una cornice. Prima ancora e coerentemente all&#8217;invenzione di una simile tecnologia, e sicuramente anche dopo per l&#8217;effetto delle possenti convenzioni sociali, in quelle terre settentrionali di Scozia ed Inghilterra, inclusa l&#8217;isola di Man, continu\u00f2 ad essere messo in atto un metodo altrettanto valido nel raggiungimento di un simile scopo. Bench\u00e9 richiedesse un impegno pratico decisamente superiore, assieme alla sapienza e dedizione tramandata lungo innumerevoli generazioni di nonne, madri e figlie. Quel sistema gestito collettivamente del <em>waulking<\/em> (follatura) in cui tempi e modalit\u00e0 venivano dettati dal canto collettivo di specifiche narrazioni, talvolta festose, certe altre malinconiche o tristi, cos\u00ec come erano soliti fare durante le proprie operazioni quegli stessi marinai al di l\u00e0 del mare, destinati ad indossare il valido prodotto di una tale perizia tessile acquisita nel corso degli anni trascorsi.<br>La tipica canzone scozzese in lingua gaelica utilizzata durante la follatura possiede perci\u00f2 una struttura ben precisa, cos\u00ec come il piano logico della sequenza necessaria a poter dire compiuta l&#8217;impresa, che prevede la battitura sistematica del panno, precedentemente immerso in acqua e liscivia al fine di predisporre la desiderabile trasformazione. Con una capofila, generalmente la donna pi\u00f9 anziana e venerabile, che espone la strofa iniziale, affinch\u00e9 le altre partecipanti comunitarie possano rispondere secondo le modalit\u00e0 di un canone gi\u00e0 largamente acquisito. Tali canti, che parlavano spesso di amori pi\u00f9 o meno corrisposti, lunghi viaggi, celebri leggende o le gioie della vita famigliare venivano perci\u00f2 scelti in base al vezzo del momento, sebbene esistesse una precisa regola che non poteva mai essere violata: la ripetizione di un brano nel corso di una singola sessione avrebbe, infatti, suscitato l&#8217;ira delle <em>Ioireag<\/em>, esponenti del popolo fatato che si riteneva giungessero al fine di osservare durante lo svolgimento del lavoro. Il che fu alla base della progressiva differenziazione ed il conseguente accrescimento di un canone ancora oggi mantenuto vivido e vibrante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MxV3qn9vgVA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Outlander-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33116\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Outlander-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Outlander-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Outlander-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Wool-Waulking-Outlander.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Una notevole scena di follatura compare nella serie del 2014 Outlander, in cui un&#8217;infermiera della seconda guerra mondiale viene trasportata inspiegabilmente nella Inverness del 1743. Dove giunger\u00e0 ben presto a conoscere, ed amare, un guerriero delle Highlands scozzesi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La follatura delle isole Esterne, prima ancora dell&#8217;importazione delle razze di pecore dal muso nero di tipo Valois, a seguito dei commerci con il continente ed il resto dell&#8217;arcipelago inglese, partiva dunque sempre da una serie di gesti e passaggi estremamente precisi. Per prima cosa, l&#8217;animale oggi identificato con il nome di <em>Scottish Dunface<\/em> (faccia-marrone di Scozia) veniva rigorosamente tosato, ed il suo pelo preziosissimo lavato attentamente in una soluzione a base di acqua e crusca, talvolta con l&#8217;aggiunta di sapone. Una volta rimossi i grassi e gli oli naturali contenuti in esso, si procedeva alla preparazione per la tintura mediante sostanze di derivazione per lo pi\u00f9 vegetale, un passaggio compiuto mediante l&#8217;impiego di copiose quantit\u00e0 di urina. Sostanza giudicata tanto indispensabile alle procedure di lavorazione tessile, che gi\u00e0 dall&#8217;epoca Romana veniva sottoposta ad una tassazione particolarmente severa. Mentre secondo le tradizioni successive di queste terre al di l\u00e0 del vasto Impero, costituiva un fluido sacro definito <em>maistir<\/em>, con possenti capacit\u00e0 apotropaiche oltre che tecniche, nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di mantenere lontani gli spiriti del male. Cos\u00ec l&#8217;urina di vacca veniva cosparsa sulle porte durante la notte d&#8217;Ognissanti, mentre si diceva che una certa quantit\u00e0 di essa disposta lungo il sentiero potesse intrappolare le sirene giunte a riva con la risacca, impedendogli in quel modo di rapire i bambini. La stessa coloratura della stoffa favorita grazie all&#8217;uso della magica sostanza possedeva un significato particolarmente importante, con il numero di tonalit\u00e0 utilizzato al fine d&#8217;identificare il futuro recipiente del tessuto: un colore per i servi, due per i coltivatori, tre per i possidenti terrieri, quattro per le personalit\u00e0 politiche e cos\u00ec via fino a sette, riservati unicamente alla famiglia del Re. Tale gerarchia di successivi gradi di subordine, tuttavia, non pregiudicava idealmente la perizia usata nei passaggi successivi, sempre ugualmente utile a creare una lana che fosse al tempo stesso non permeabile e resistente, bench\u00e9 molto pi\u00f9 piccola della materia prima di partenza. L&#8217;artificio conseguente da compiere includeva perci\u00f2 la delicata operazione di cardatura, effettuata originariamente a mano con semplici bastoni ed assi di legno appositamente forate, prima della tessitura mediante l&#8217;impiego di un piccolo telaio chiamato <em>bearst bheag<\/em>. Il pezzo di stoffa risultante, pi\u00f9 o meno grande a seconda dell&#8217;utilizzo per cui era stato creato, veniva a questo punto nuovamente bagnato e qualche volta, riscaldato in una pentola posta sul fuoco. Poco prima di prepararsi alla complessa serie di battiture, vibrate sul tavolo rigorosamente ligneo e con le proprie stesse mani, secondo i tempi dettati da un ritmo sincopato e sempre uguale. La decana si occupava, a questo punto, del calcolo di quante canzoni sarebbero state necessarie al fine di completare il lavoro di giornata, preparando conseguentemente il suo repertorio. Significative variazioni nel testo erano concesse, cos\u00ec come l&#8217;inserimento ad arte di vocalizzazioni come \u201c<em>ho ro i o<\/em>&#8221; o altri versi ritmicamente sincopati. Alcune canzoni, vedi il caso della celebre Long \u00c8ireannach (La nave irlandese) erano particolarmente aperte per loro natura, con la possibilit\u00e0 d&#8217;inserire nel testo il nome di tutti i rispettivi spasimanti delle donne partecipanti all&#8217;atto della follatura. Il quale, da mansione particolarmente ripetitiva e gravosa, finiva cos\u00ec per trasformarsi in un&#8217;occasione di festa, in cui tutte le partecipanti (o quasi) avevano l&#8217;occasione di divertirsi e dimenticare momentaneamente i problemi, andando con la mente verso i propri cari impegnati in ardui compiti lontano dal villaggio nat\u00eco. Esemplificativo, a tal proposito, l&#8217;esempio della canzone <em>An Gille Donn<\/em> (Il ragazzo dai capelli castani) che parla di un giovane mandato a combattere &#8220;Per la gloria di Re Giorgio in Olanda&#8221; (si tratta probabilmente della prima guerra mondiale) ma non potr\u00e0 pi\u00f9 ritornare dalla sua amata, essendo destinato a morire laggi\u00f9. In altri casi il testo era pi\u00f9 lietamente un&#8217;invocazione rivolta all&#8217;amata coadiuvati dai temi marinareschi dei canti a cui ci s&#8217;ispirava, vedi <em>Nighean Dubh, Nighean Donn<\/em> (La donna dai capelli scuri, la donna dai capelli marroni) o una semplice descrizione poetica e leggiadra della procedura in corso di svolgimento, nella maniera memorabile del corto brano <em>Tha Mo Bhreachdan Dubh fo&#8217;n D\u00ecle<\/em> (il mio panno \u00e8 bagnato).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wUZD2uybSmU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Great-Wool-Wheel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33115\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Great-Wool-Wheel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Great-Wool-Wheel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Great-Wool-Wheel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Great-Wool-Wheel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Razionale e priva di un carattere implicito, la tecnologia giunge spesso con la dote di spoetizzare la antiche usanze. Non c&#8217;\u00e8 ragione, tuttavia, per cui una lavorazione tessile priva di canzoni debba diventare tristemente o necessariamente formale&#8230; Di sicuro, richieder\u00e0 molte meno ore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La preparazione e successiva follatura della lana di Scozia fu perci\u00f2 per lunghi anni, a partire dall&#8217;epoca del tardo Medioevo fino agli albori della Modernit\u00e0, una preziosa risorsa pratica ed altres\u00ec economica, grazie al redditizio commercio che ne veniva fatto finanche ai territori posti al di l\u00e0 del mare. Un primato che sembrava destinato a deperire con l&#8217;introduzione progressiva in tutto il territorio europeo della grande ruota di cardatura o <em>muckle wheel<\/em> nel XIX secolo, che proponeva un approccio maggiormente pratico e funzionale alla creazione di lana pronta per eventuali processi successivi d&#8217;infeltrimento. Almeno finch\u00e9 durante la prima decade del XX secolo a una particolare famiglia delle Isole Ebridi Esterne, gli Harris, non venne in mente di creare un fondamento d&#8217;eccellenza ed il relativo marchio di fabbrica, che sarebbe diventato in vasti territori un importante sinonimo funzionale di questi luoghi remoti: il tweed a spina di pesce, da una probabile interpretazione erronea del termine gaelico <em>tweel<\/em>, che significava letteralmente &#8220;diagonale&#8221;. Il quale forse non avrebbe pi\u00f9 soddisfatto i requisiti di resistenza e versatilit\u00e0 ricercato dai loro insigni antenati, ma soprassedendo al severo passaggio della follatura presentava una stoffa di qualit\u00e0 tanto elevata da rivaleggiare con quella dei pi\u00f9 rinomati opifici del continente. <br>Cos\u00ec questo nuovo approccio alla questione, protetto ufficialmente dall&#8217;Ufficio del Commercio Inglese soltanto a partire dal 1993, avrebbe finito per costituire l&#8217;altro capo i quel lungo filo, per certi versi inaspettato e taluni altri inevitabile, nella lunga e complicata matassa della storia scozzese. In cui soltanto gli obiettivi restano gli stessi, mentre cambiano, attraverso i lunghi giri della ruota, le innumerevoli modalit\u00e0 possibili per portarli fino alle loro pi\u00f9 estreme, e molto spesso assai desiderabili conseguenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomini coraggiosi, naviganti esperti, pescatori consumati. 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