{"id":33089,"date":"2021-04-21T06:25:16","date_gmt":"2021-04-21T04:25:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33089"},"modified":"2021-04-21T06:31:44","modified_gmt":"2021-04-21T04:31:44","slug":"il-nuovo-elicottero-sikorsky-che-potrebbe-rivoluzionare-il-concetto-di-rotodina-complessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=33089","title":{"rendered":"Il nuovo elicottero Sikorsky che potrebbe rivoluzionare il concetto di rotodina complessa"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iiyTkwX1a-M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/S97-Raider-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33090\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/S97-Raider-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/S97-Raider-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/S97-Raider-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/S97-Raider.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Giorni di silenzio, osservazione, concentrate considerazioni situazionali. Per realizzare finalmente come, nonostante i presupposti apparentemente all&#8217;opposto, la migliore circostanza per favorire il progresso tecnologico in determinati ambiti sia il conflitto tra le contrapposte fazioni umane. Perci\u00f2 avremmo davvero, oggi, aeroplani come quelli che ogni giorno solcano i cieli, se non fosse stato per lo scoppio della grande guerra pochi anni dopo l&#8217;invenzione del volo a motore? E allo stesso modo, chiss\u00e0 cosa sarebbe stato degli elicotteri, apparecchi volanti naturalmente instabili e difficili da pilotare&#8230; Se non fosse stato per l&#8217;utilit\u00e0 tattica che seppero dimostrare durante i lunghi anni in cui le superpotenze tentarono di dimostrare la propria superiorit\u00e0 in terra straniera. In tale ottica diviene programmatico, in quanto carico di un doppio significato, lo slogan della compagnia pionieristica ed ormai quasi centenaria della Sikorsky Aircraft\u00a0&#8220;Costruire per la prossima guerra, non l&#8217;ultima&#8221; (che oggettivamente, almeno in lingua inglese, sembrerebbe parlare meno di catastrofismi ipotetici e fuori luogo quanto piuttosto di una cronologia in bilico tra &#8220;futuro&#8221; e &#8220;passato&#8221;). Un corollario utile a contestualizzare questa recentissima dimostrazione pratica dell&#8217;S-97 Raider, il nuovo concetto di cannoniera in grado di effettuare il volo statico, al fine d&#8217;individuare o sopprimere la resistenza nemica. Sostituendo con il suo ipotetico ruolo di servizio attivo, collocato idealmente entro l&#8217;anno 2022-23, l&#8217;ormai antico Bell OH-58 Kiowa che gi\u00e0 partecip\u00f2 alla guerra in Vietnam, durante quelle lunghe albe e tramonti di tante decadi fa. Cos\u00ec documentato all&#8217;interno di questo breve video in cui l&#8217;atipico mezzo di trasporto, dalla sagoma vagamente simile a quella di un pesce, piroetta nel cielo sopra l&#8217;arsenale di Redstone a Huntsville, Alabama, compiendo strette virate ed ancor pi\u00f9 ripide accelerazioni, mentre percorre tragitti arzigogolati con l&#8217;agilit\u00e0 di un insetto dotato di quattro ali. O tre rotori, nel caso specifico, di cui due montati in batteria sovrapposta nella posizione del congegno principale, mentre il terzo trova posto sulla coda ma situato in posizione perpendicolare all&#8217;asse di marcia del veicolo. Con l&#8217;evidente funzione di Spingere, piuttosto che mantenere in Equilibrio.<br>L&#8217;idea alla base dell&#8217;intero progetto FVL (Future Vertical Lift) di cui qui stiamo vedendo la pi\u00f9 recente ed elaborata conseguenza trae in effetti le sue origini in un&#8217;epoca tutt&#8217;altro che recente, con il primo tentativo di unire militarmente agilit\u00e0 elicotteristica e la rapidit\u00e0 di un aeroplano intrapreso nel remoto 1965, proprio da quella gigantesca Lockheed Martin che oggi costituisce l&#8217;azienda proprietaria di Sikorsy stessa. Mi sto riferendo in effetti all&#8217;AH-56 Cheyenne, elicottero d&#8217;attacco in cui il sistema di propulsione caudale avrebbe visto la coesistenza in tandem di due rotori disposti ad &#8220;L&#8221;, con il sistema di spinta in aggiunta alla primaria funzione anticoppia di quello previsto dal progetto convenzionale. Un&#8217;idea in apparenza funzionale, almeno finch\u00e9 due anni dopo uno dei prototipi sub\u00ec un&#8217;avaria, causando la morte del pilota ai comandi. Il che avrebbe gradualmente portato all&#8217;accantonamento di una simile visione, per un ulteriore mezza decade, quando il problema sarebbe stato approcciato da un&#8217;angolazione del tutto diversa. Ecco giungere sul palcoscenico dell&#8217;aeronautica, a questo fatidico punto, l&#8217;S-69 della Sikorsky. Siamo nel 1973 e l&#8217;azienda di Stratford, Connecticut, ha ricevuto un budget considerevole dalle Forze Armate per superare finalmente, nel suo laboratorio di ricerca &amp; sviluppo, uno dei pi\u00f9 vecchi problemi del volo elicotteristico: la dissimetria della portanza <em>alias <\/em>&#8220;stallo della pala retrograda&#8221;. Principale ostacolo al superamento di determinate velocit\u00e0 di spostamento per questi mezzi di trasporto, a causa della naturale tendenza del loro lato destro (o sinistro) a ricevere una maggiore tendenza a sollevarsi dal suolo causa il naturale sollevarsi delle pale rotanti. Mentre allo stesso tempo, l&#8217;altra met\u00e0 del disco rotante tender\u00e0 naturalmente a scendere verso il suolo, portando a pericolose turbolenze o nei casi pi\u00f9 estremi, la letale perdita del controllo. Ecco dunque l&#8217;idea risolutiva, che qui vediamo perfettamente applicata al prototipo di S-97 nella dimostrazione di Huntsville: posizionare due rotori controrotativi uno sopra l&#8217;altro, in posizione perci\u00f2 coassiale, capaci di mantenere l&#8217;elicottero non soltanto sollevato da terra, ma anche in assetto perfettamente stabile senza l&#8217;impiego di un rotore di coda. Permettendo non soltanto di eliminare la consueta predisposizione al flappeggio (inclinazione autonoma delle singole pale per contrastare la dissimetria) ma anche di riservare l&#8217;intero spazio della coda dell&#8217;aeromobile al sopracitato terzo rotore propulsivo, come componente niente meno che essenziale per quello che sarebbe giunto a rivelarsi, gi\u00e0 dopo il primo volo di prova, l&#8217;elicottero pi\u00f9 veloce al mondo.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mLKyuwLZnbE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Sikorsky-X2-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33092\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Sikorsky-X2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Sikorsky-X2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Sikorsky-X2-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/Sikorsky-X2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il prototipo X2, ritirato dal servizio nel 2011, aveva ricevuto l&#8217;anno prima il trofeo Robert J. Collier per l&#8217;aeronautica grazie alla capacit\u00e0 di &#8220;Segnare la via futura per un possibile miglioramento degli elicotteri, capace di migliorarne prestazioni, versatilit\u00e0 ed utilit\u00e0.&#8221; L&#8217;anno successivo, la Sikorsky avrebbe ricevuto anche il premio Howard Hughes.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea alla base dell&#8217;S-69 costruito all&#8217;apice della guerra fredda era in effetti ancora pi\u00f9 estrema, e per certi versi ambiziosa di quella del suo erede contemporaneo. Piuttosto che presentare il terzo rotore propulsivo esso prevedeva, infatti, una coppia di motori a reazione situati ai lati dell&#8217;abitacolo, capaci di spingerlo fino a 487 Km orari. Ma i test successivi dimostrarono ben presto come tale configurazione portasse ad un&#8217;evidente quanto prevedibile instabilit\u00e0 del mezzo, con vibrazioni tali da impedire l&#8217;impiego di qualsiasi sofisticato sistema d&#8217;arma, per non parlare dei rischi corsi durante il pilota durante un suo ipotetico impiego in territorio nemico. Segu\u00ec a questo punto il pi\u00f9 lungo periodo di stasi, mentre ancora una volta l&#8217;esercito, l&#8217;aviazione e la marina statunitensi continuavano a investire nel sistema volante di diffuso, e di assai pi\u00f9 semplice impiego, dell&#8217;aeroplano. Riuscita applicazione militare del sistema dei rotori coassiali sarebbe comparsa nel frattempo in Unione Sovietica verso la met\u00e0 degli anni &#8217;80, con l&#8217;entrata in servizio dell&#8217;elicottero Kamov Ka-50 &#8220;Hokum&#8221;, girodina da combattimento dotata di una complessa serie di sistemi automatici per permettere ad un solo membro dell&#8217;equipaggio di mantenerlo in aria, mentre si occupa di attaccare nel contempo i &#8220;bersagli nemici. Ci sarebbe voluto, tuttavia, fino al 2008 perch\u00e9 Sikorsky riprendesse in mano il progetto della sua serie S, con un ulteriore investimento governativo di 50 milioni di dollari per la creazione del prototipo X2, che riprendeva il concetto dell&#8217;S-69 sostituendo il doppio motore a reazione con quel sistema assai pi\u00f9 ragionevole che possiamo ancora vedere in funzione nell&#8217;attuale dimostrazione di Huntsville. Completato quindi l&#8217;iter di dimostrazione tecnologica nel 2011, e donato l&#8217;apparecchio al Museo Nazionale Aerospaziale di Chantilly, Virginia, l&#8217;azienda sotto il patrocinio della Lockheed si \u00e8 occupata quindi di dare una forma pratica ed utilizzabile ad un simile principio progettuale, portando nel 2016 alla creazione del S-97, attualmente costruito in tre esemplari e sempre pi\u00f9 prossimo all&#8217;avvio della produzione in serie.<br>&#8220;Eccezionale maneggevolezza. Eccezionale velocit\u00e0. Eccezionale capacit\u00e0 di sopravvivenza.&#8221; Chi non ha presente, a tal proposito, la tipica scena dei film d&#8217;azione in cui un elicottero viene colpito al rotore di coda, perdendo il controllo e roteando su se stesso fino ad un catastrofico impatto con il suolo&#8230; Qualcosa che semplicemente non potr\u00e0 mai avvenire, con un sistema tri-rotore come quello del Raider! Ma i vantaggi non si fermano certo qui: potendo infatti godere delle capacit\u00e0 di accelerazione e rallentamento offerte da un simile sistema di propulsione, infatti, l&#8217;elicottero potr\u00e0 apportare significative modifiche alla sua velocit\u00e0 senza inclinarsi in avanti o indietro, come succede nei sistemi convenzionali. Permettendo, in conseguenza di ci\u00f2, al pilota di mantenere lo sguardo fisso sul bersaglio e persino rallentare durante una picchiata, incrementando il tempo a disposizione per inquadrarlo con i propri sistemi d&#8217;arma o colpirlo mediante l&#8217;impiego del fuoco a ripetizione. L&#8217;S-97 vanta inoltre, grazie all&#8217;impiego di materiali compositi coadiuvati da un potente motore General Electric da 2.600 cavalli, prestazioni notevolmente superiori al Kiowa, con i suoi 410 Km (&#8220;soltanto&#8221; 77 meno del suo folle predecessore) maneggevolezza migliorata e fino a 570 Km di raggio operativo. Ampliando sensibilmente le possibili situazioni strategiche in cui lo schieramento di un elicottero potrebbe fare la differenza. Soprattutto se capace, come in questo caso, di trasportare fino a 6 soldati oltre ai due piloti incaricati di portarli a destinazione, per lo svolgimento di cruciali missioni dietro le linee nemiche. Ci\u00f2 detto, non \u00e8 impossibile immaginare un ipotetico scenario futuro in cui ci\u00f2 non dovesse pi\u00f9 esser abbastanza. Il che sembrerebbe aver portato alla concezione e successivo sviluppo nel 2019 di una versione sovradimensionata della stessa idea; l&#8217;avveniristico elicottero da trasporto Sikorsky\u2013Boeing SB-1 Defiant.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/g1q8vdJ6QvQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/SB1-Defiant-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33091\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/SB1-Defiant-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/SB1-Defiant-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/SB1-Defiant-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/04\/SB1-Defiant.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;intero settore trattiene nel frattempo il fiato, nell&#8217;aspettativa di conoscere la versione dei nuovi elicotteri a triplo rotore per l&#8217;impiego in marina, dove generalmente vengono massimizzate le caratteristiche di autonomia ed affidabilit\u00e0. Ponendo le possibili basi future, si spera, di un impiego in ambito civile. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il proposito, stavolta, appare niente meno che rivoluzionario: sostituire nell&#8217;impiego da parte delle Forze Armate americane l&#8217;ormai quasi leggendario Sikorsky UH-60 Black Hawk, apparecchio costruito in oltre 2.600 esemplari a partire dal 1978, capace di dimostrarsi utile in innumerevoli scenari di conflitto, portando soccorso rinforzi e rifornimenti nelle pi\u00f9 difficili condizioni di guerra. Qui idealmente trasformato, con l&#8217;aiuto e la collaborazione della Boeing, nella visione largamente potenziata del sistema FVL, grazie alla costruzione di un singolo prototipo fatto volare per la prima volta nel 2018, dimostrando una capacit\u00e0 di raggiungere e superare agevolmente i 400 Km\/h di velocit\u00e0 operativa, contro gli appena 357 massimi del Black Hawk. Particolarmente utile, nello specifico contesto d&#8217;impiego, potrebbe rivelarsi anche la capacit\u00e0 di rimanere in volo stazionario con il muso puntato verso il basso, permettendo al pilota di supervisionare o attaccare il teatro operativo prima di abbassarsi per permettere alla sua dozzina di soldati di scendere fino a terra.<br>Davvero visioni appartenenti all&#8217;ideale guerra del futuro che tante volte si \u00e8 configurata nelle opere d&#8217;ingegno e fantasia create da un&#8217;umanit\u00e0 indivisa. Almeno in questo: l&#8217;apprezzamento delle cose che funzionano al meglio delle loro potenzialit\u00e0 inerenti. Anche quando tali qualit\u00e0 tendono a comportare un impiego bellico finalizzato a contrapporre il proverbiale &#8220;oggetto inamovibile&#8221; ad una &#8220;forza inarrestabile&#8221; con conseguente quanto inevitabile spargimento di sangue. Ma il progresso, come dicevamo, tende ad avvenire spesso in seguito a un copioso impiego di pallottole all&#8217;indirizzo di bersagli designati. E sarebbe ingenuo, nonch\u00e9 controproducente, mancare di raccoglierne ed apprezzarne i pi\u00f9 incandescenti frutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni di silenzio, osservazione, concentrate considerazioni situazionali. Per realizzare finalmente come, nonostante i presupposti apparentemente all&#8217;opposto, la migliore circostanza per favorire il progresso tecnologico in determinati ambiti sia il conflitto tra le contrapposte fazioni umane. 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