{"id":32914,"date":"2021-03-28T06:30:03","date_gmt":"2021-03-28T04:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32914"},"modified":"2021-03-28T06:30:06","modified_gmt":"2021-03-28T04:30:06","slug":"il-tranquillo-villaggio-inglese-destinato-a-diventare-atlantide-dei-mari-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32914","title":{"rendered":"Il tranquillo villaggio inglese destinato a diventare Atlantide dei mari del Nord"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OW5MlvvqGjM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Village-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32917\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Village-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Village-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Village-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Village.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era la mattina di un giorno come tutti gli altri, quello in cui la pioggia cadde orizzontalmente, attraverso gli stipiti e gli infissi delle finestre. Poco prima che il nostro intero mondo, per l&#8217;intento di una volont\u00e0 spietata, andasse incontro alla pi\u00f9 repentina e umida delle trasformazioni. Un altro luogo, un&#8217;altra terra, un altro tempo; Platone, conosceva molto bene questo fato, avendone sottoposto a disanima l&#8217;eventualit\u00e0 pregressa nella parabole di un&#8217;isola all&#8217;interno del Mediterraneo&#8230; Ma sposta questa lente geografica verso il remoto settentrione, cosa resta? L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 nei fatti, sempre la stessa, indipendentemente dall&#8217;idioma ereditato. Ed altrettanto si pu\u00f2 dire, per quanto concerne il flusso inarrestabile della risacca. Almeno finch\u00e9 cessi, per imprescindibili ragioni contingenti, di fare ritorno l\u00e0, da dove si era palesata fino a quel momento! Continuando a crescere e salire, come lo stomaco eversibile di un grande verme che si avventuri fuori dalla sua tana. Covehithe (non CoveThithe) \u00e8 un luogo non cos\u00ec distante dal pi\u00f9 tipico stereotipo di queste terre: un piccolo agglomerato di case tra la nebbia, disseminate lungo il corso di una strada provinciale geograficamente collocata in Suffolk, che corre parallela a una scogliera. Sotto la scogliera, per la maggior parte del tempo, c&#8217;\u00e8 il mare. In un giorno ancora non fissato sui calendari, l&#8217;ordine delle due cose potrebbe anche invertirsi. Portando alla scomparsa di tutto quello che c&#8217;\u00e8 sopra, attorno e dietro ad una simile precisa configurazione. Incluse le abitazioni dei circa 30 abitanti, indiretti depositari di oltre 1.000 anni di tradizione fin dal Mondo Antico. Se \u00e8 vero che un insediamento continuativo qui ebbe trovato il modo di persistere fin dall&#8217;epoca degli Iceni, popolo britannico avverso ai Romani. Ma i Romani non producevano polveri sottili, non riscaldavano con le loro ciminiere l&#8217;atmosfera terrestre (ancora) ed in funzione di ci\u00f2, non favorivano l&#8217;aumento progressivo del livello dei mari. Ecco la ragione per cui nessuno si era mai aspettato, prima dell&#8217;epoca mediatica della corrente digitalizzazione, che potessimo arrivare ad un simile punto di rottura.<br>Per trovare un valido approccio all&#8217;argomento, nel nostro secondo paragrafo, non dovremo perci\u00f2 far altro che accennare al video realizzato <em>ad hoc<\/em> dal gran divulgatore delle questioni britanniche, lo YouTuber Tom Scott rimastro privo ultimamente della rappresentativa maglietta e\/o felpa rossa (e chi poteva RICONOSCERLO, a quel modo?) Che recandosi in prima persona presso il luogo del lentissimo disastro, ne ha elencato le profonde e alquanto tragiche implicazioni. In quanto comunque si decida di guardare alla questione, e indipendentemente dalla terminologia che si scelga d&#8217;utilizzare, una cosa \u00e8 assolutamente certa: Covehithe non ha futuro. Con un&#8217;erosione della costa antistante stimata attorno ai 500 metri tra il 1830 ed il 2001, che si ritiene aver accelerato ancora verso l&#8217;ultimo ventennio, tale da garantire un&#8217;incipiente precipitazione tra le onde dell&#8217;intero circondario postale, inclusa la caratteristica chiesa in rovina vecchia di 600 anni. Che prima di quel momento finale, dovr\u00e0 essere smontata e trasportata altrove, mentre edifici di minore rilevanza storica verranno preventivamente demoliti, al fine d&#8217;evitare l&#8217;inquinamento marino. Ma la vera condanna di questo insolito insediamento, nei fatti, non \u00e8 stata sancita tanto dalla progressione naturale degli eventi quanto messa letteralmente nero su bianco, nel corso di una sessione operativa dell&#8217;Agenzia Ambientale britannica nel 2011, durante cui \u00e8 stato formalmente proibito ai proprietari di edifici e terreni direttamente coinvolti di trovare investitori per la costruzione di nuove difese costiere. Perch\u00e9 la spiaggia antistante, formalmente, \u00e8 propriet\u00e0 inalienabile dello Stato. E perch\u00e9 in questo, come innumerevoli altri casi pregressi, vale la regola del bene della maggioranza. Costituita nel presente caso dalle circa 1.000 persone del vicino ma pi\u00f9 grande villaggio di Southwold situato a 5 miglia pi\u00f9 a sud, che le simulazioni hanno dimostrato destinato a vivere immediatamente la stessa situazione di pericolo, non appena il corso naturale della marea e dei sedimenti ad essa collegata dovesse subire un qualsivoglia tipo di alterazione. Cos\u00ec \u00e8 da allora che viviamo, nell&#8217;attesa incombente di un&#8217;Apocalisse che in molti potrebbero, ma nessuno sembra veramente avere voglia di evitare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yBeMSzbk6Ro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Church-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32915\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Church-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Church-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Church-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Church.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Dinnanzi al grande edificio ecclesiastico di Sant&#8217;Andrea di Covehithe e da un punto di vista prettamente italiano, la mente non pu\u00f2 fare a meno di correre verso l&#8217;abbazia toscana di San Galgano. Rimasta egualmente priva di un tetto, ma che al posto di una seconda chiesa pi\u00f9 piccola, contiene al suo interno altri e ben pi\u00f9 maneggevoli strumenti della fede.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E dire, che c&#8217;\u00e8 stato un tempo. Quel periodo storico, successivamente all&#8217;anno mille, in cui la fiorente economia agricola e la produzione di lana avevano trasportato l&#8217;intera regione delle cosiddette &#8220;genti del Sud&#8221; (letteralmente: Suffolk) verso il benessere delle genti, permettendo anche a una comunit\u00e0 tanto ridotta di ricevere da re Edoardo I (1239-1307) lo stendardo di piccola citt\u00e0, e con esso il diritto a tenere una fiera nella giorno della festa di Sant&#8217;Andrea. Quando il paese, secondo l&#8217;eredit\u00e0 normanna, aveva ancora il nome di Nordhalla, come voluto dal suo indiscusso signore pregresso, il cavaliere itinerante Roger Bigod. Fu all&#8217;inizio del XVI secolo tuttavia, con l&#8217;istituzione presso l&#8217;area costiera di una gru (<em>quay<\/em> o <em>hithe<\/em>) per il carico e lo scarico dei piccoli vascelli, che l&#8217;intera zona pass\u00f2 sotto la tutela della famiglia nobile dei Cove, portando all&#8217;attuale toponimo Covehithe. Ma fu allora che, secondo quanto riportato dallo storico dei primi del Novecento, Peter Ditchfield, che inizi\u00f2 il declino, mentre la costa antistante al piccolo agglomerato iniziava rapidamente a ridursi, anno dopo anno, con una rapidit\u00e0 semplicemente allarmante. Molti, temendo un destino simile a quello della vicina Dunwich, un tempo capitale costiera di tutta l&#8217;Anglia Orientale e letteralmente spazzata via nel 1287 dall&#8217;arrivo di un&#8217;improvvisa tempesta atlantica, presero armi e bagagli per trasferirsi altrove, come presso la tentacolare citt\u00e0 di Londra. Con un declino di popolazione tanto significativa, a quanto ci \u00e8 dato comprendere, da portare all&#8217;immediata dismissione della grande chiesa di Sant&#8217;Andrea, il riciclo del suo tetto e la costruzione, tra le sue stesse mura, di un edificio clericale pi\u00f9 piccolo, per meglio rispondere alle necessit\u00e0 dei secoli futuri. Ma lasciando rigorosamente intatto l&#8217;alto campanile, come punto di riferimento costiero per i marinai. Un posto importante nella storia per questo insediamento sarebbe ritornato quindi a margine della prima guerra mondiale, quando prendendo lo spunto dai pregressi esperimenti del pioniere del volo locale Haydn Sanders, primo pilota del Suffolk in un rischioso anno 1908, proprio qui fu costruita una base aerea con riflettori e aerodromo, per sorvegliare la costa inglese dai possibili bombardamenti degli Zeppelin continentali. Ruolo difensivo ripreso anche nel secondo conflitto globale, quando sulla spiaggia di Covehithe furono disposti alcuni bunker che oggi giacciono semi-sommersi, oppure ormai del tutto ricoperti dalle insistenti onde del vasto mare.<br>Il problema fondamentale che conduce alla questione tanto efficientemente analizzata da Tom Scott, d&#8217;altra parte, non \u00e8 tanto di natura storica quanto pi\u00f9 semplicemente di tipo geologico, data l&#8217;appartenenza della rilevante zolla di terra alla formazione nota come Precipizio di Norwich, databile approssimativamente all&#8217;epoca del Gelasiano (2,4-1,8 mya). Con fondamenta minerali di tipo micaceo e glaucolitico, disseminate di ciottoli composti da selce, quarzite e sorosilicato di calcio; una combinazione che possiamo facilmente connotare come pervia alle infiltrazioni disgregatrici dell&#8217;acqua salmastra, ponendo in essere l&#8217;incombente fato finale dell&#8217;antica, condannata cittadina inglese. Con un&#8217;orizzonte temporale che ne vede la scomparsa pressoch\u00e9 totale, nella migliore delle ipotesi, entro il periodo di un solo secolo, ma potrebbe anche giungere a compiersi entro soltanto un terzo di tale periodo. \u00c8 tutta una questione, come sempre succede in questi casi, di fattori climatici contingenti, coadiuvati dalla fondamentale tendenza a crescere dei sette (e pi\u00f9) mari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0Oq98u2dYnA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Cliff-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32916\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Cliff-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Cliff-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Cliff-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/03\/Covehithe-Cliff.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La spiaggia antistante Covehithe, e con essa l&#8217;intera sezione del territorio costiero limitrofo, \u00e8 inserita dagli anni &#8217;70 in una AONB (Area di Eccezionale Bellezza Naturale) tutelata dal governo inglese. Osservando questa notevole ripresa volante, non \u00e8 difficilissimo intuirne il perch\u00e9.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un minimo di trent&#8217;anni, quindi, sfruttabili dal consorzio immobiliare di Benacre, guidato dalla famiglia Gooch fin dal 1746, per continuare la fervente battaglia nel tentativo di convincere gli enti statali dell&#8217;importanza di preservare questa localit\u00e0 sperduta tra le nebbie britanniche, dalla irrisoria portata turistica e culturale. Per il momento, s&#8217;intende; cos\u00ec come formidabili erano state, nei tempi pregressi, simili localit\u00e0 lungo la costa dell&#8217;Anglia e nella maniera in cui, si spera, l&#8217;Agenzia Ambientale potrebbe restare convinta dal bisogno di preservare un habitat di rilievo per la sopravvivenza del tarabuso stellato (<em>Botaurus stellaris<\/em>) che qui nidifica di tanto in tanto, tra la fine dell&#8217;inverno e il sopraggiungere dell&#8217;estate. In fondo non c&#8217;\u00e8 niente che possa convincere a preservare il bene dei Pochi prima di quella delle Moltitudini, quanto la salvezza del patrimonio biologico di Tutti. Un qualcosa indipendentemente dagli investimenti passati, presenti o futuri, Nessuno potr\u00e0 MAI riuscire a ricostituire. <br>Altrimenti, quello che ci rester\u00e0 da fare \u00e8 metterci a smontare frettolosamente l&#8217;antica e iterativa &#8220;chiesa&#8221; simile a una matrioska consumata dal tempo. Avendo cura di non lasciare indietro, s&#8217;intende, il relativo cimitero. Dentro al quale, a quanto affermano alcuni tra i locali, si aggirerebbe periodicamente la figura misteriosa ed ululante del fantasma di una bambina ormai rimasta priva di un volto. Anche perch\u00e9 gli ectoplasmi, si sa, non sanno affatto nuotare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la mattina di un giorno come tutti gli altri, quello in cui la pioggia cadde orizzontalmente, attraverso gli stipiti e gli infissi delle finestre. Poco prima che il nostro intero mondo, per l&#8217;intento di una volont\u00e0 spietata, andasse incontro alla pi\u00f9 repentina e umida delle trasformazioni. 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