{"id":32656,"date":"2021-02-19T06:19:23","date_gmt":"2021-02-19T05:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32656"},"modified":"2021-02-19T06:19:27","modified_gmt":"2021-02-19T05:19:27","slug":"lo-sguardo-del-demonio-che-appartiene-ai-gufi-della-foresta-pluviale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32656","title":{"rendered":"Lo sguardo del demonio che appartiene ai gufi della foresta pluviale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5ksylsdLXIU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32658\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;O diablo, te digo. Porque voc\u00ea n\u00e3o acredita em mim?&#8221; Il tono di voce dell&#8217;uomo era stridulo, il suo sguardo atterrito. Francisco aveva preso in esame l&#8217;interlocutore che si era precipitato all&#8217;interno del centro di protezione degli uccelli della citt\u00e0 di San Isidro, a 23 chilometri da Buenos Aires, visibilmente ubriaco gi\u00e0 verso la met\u00e0 di un caloroso pomeriggio d&#8217;estate. &#8220;Non \u00e8 che non ti credo. Vorrei capire perch\u00e9 sei venuto da me!&#8221; Aveva risposto, rivolgendosi al testimone della strana presenza fuori contesto, il quale immediatamente assunse un&#8217;espressione offesa ed indecifrabile. Quindi, spalancando gli occhi, tir\u00f2 fuori dalla tasca dei pantaloni un qualcosa di piccolo, peloso ed a giudicare dal sangue, transitato recentemente a miglior vita. Francisco lo guard\u00f2 bene: era un topo morto. Al topo morto mancava la testa. <br>Puntando la sua telecamera lontano dalla luce dei lampioni e verso la piccola isola di giungla completamente circondata dai palazzi della periferia urbana, l&#8217;uomo degli uccelli con specializzazione nei rapaci pens\u00f2 nuovamente alla sua prima impressione: &#8220;Ho davanti a me un fole visionario, per di pi\u00f9 inebriato&#8221; ma poi aveva iniziato ad interrogarsi in merito alle specifiche circostanze del caso. Creature cornute, demoni dell&#8217;inferno, misteriosi uccisori di tutto ci\u00f2 che corre rumorosamente nel sottobosco: il folklore dei secoli ne aveva nominati molti. Ed ogni volta che si provava a scavare a fondo, la verit\u00e0 dei fatti finiva sempre per puntare nella stessa indiscutibile direzione. Quella dei gufi, allocchi e civette che si stagliano contro la luce della Luna notturna. Passarono altri 40 minuti di appostamento, mentre Francisco ripercorreva nella sua mente tutte le specie che avrebbero potuto palesarsi innanzi a lui da un momento all&#8217;altro. E fu allora che un suono sommesso, al culmine dell&#8217;attesa, attir\u00f2 la sua attenzione verso il confine tra la zona illuminata e l&#8217;abisso inscrutabile degli alti arbusti. Punt\u00f2 la torcia elettrica, e fu allora che le vide: due sfere rosse sospese nell&#8217;aere, come gli occhi dello stregatto di Alice, con sotto una serie di righe di color bianco e nero. Francisco trattenne un&#8217;esclamazione udibile di trionfo &#8220;Louvado seja, zebra&#8221; Gufo dei miei sogni proibiti. Agente alato di colui che pu\u00f2 decidere, nel regno degli uomini che mai furono in grado di annichilirne l&#8217;esistenza.<br>Persecuzioni, superstizione, odio immotivato hanno per lungo tempo contribuito a ridurre la diffusione dei gufi nell&#8217;interno territorio sudamericano, qualificando l&#8217;uomo come principale nemico di questi esseri che avrebbero dovuto costituire, idealmente, dei superpredatori all&#8217;interno del proprio ambiente. Caratteristica tale da giustificare un&#8217;indole marcatamente solitaria, rendendo gli occasionali avvistamenti tanto pi\u00f9 rari e con il proseguire dei secoli, significativi. Ragion per cui tutto quello che sappiamo su alcune particolari specie, caratterizzate da un areale vasto ma che tende a interrompersi ogni qualvolta ci si avvicina a territori pi\u00f9 densamente abitati, deriva dagli occasionali avvistamenti ed alcune sporadiche osservazioni, d&#8217;esemplari finiti per lo pi\u00f9 fuori dal proprio habitat naturale, per scontarsi ancora una volta con le credenze pregresse del malaugurio ed il sacro terrore folkloristico\/religioso. Un&#8217;ideale condizione in cui possiamo facilmente collocare, nel nostro filo d&#8217;analisi, la vicenda in epoca moderna e contemporanea del magnifico uccello chiamato  in territorio locale <em>Coruja-preta<\/em> (gufo nero) o pi\u00f9 correttamente, gufo dalle strisce bianche e nere o ancora, allocco zebrato. E che in ambito scientifico, sembrerebbe conservare un certo livello d&#8217;incertezza in merito alla sua posizione nell&#8217;alto e complesso albero della vita&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RdDbny9VQVk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-daylight-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32657\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-daylight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-daylight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-daylight-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Black-Banded-Owl-daylight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;allocco zebrato risulta facilmente riconoscibile, soprattutto di giorno, grazie al suo becco e le zampe di un color arancione chiaro, capaci di creare un significativo contrasto con la sua livrea bianca e nera.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne l&#8217;effettiva classificazione tassonomica di questa creatura notevole occorre infatti applicare una serie di connotazioni degne di nota. Prima tra tutte, l&#8217;esistenza tra Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay e Venezuela [etc.] di due specie molto simili, chiamate rispettivamente <em>Stryx huhula<\/em> e<em> <em>Strix nigrolineata<\/em><\/em>, la seconda delle quali corrispondente al nome comune di &#8220;allocco bianco e nero&#8221; (senza le &#8220;strisce&#8221; nel nome) bench\u00e9 l&#8217;effettiva livrea sia essenzialmente indistinguibile dalla sua controparte. Unici tratti di distinzione degni di nota, la dimensione leggermente superiore (35-40 cm contro 30-35) e la mancanza di strisce dietro la testa tonda ed egualmente priva di &#8220;corna&#8221; piumate in corrispondenza delle orecchie. Organi sensoriali la cui specifica e distintiva conformazione anatomica ha fatto per lungo tempo collocare questi due animali nel genere a parte dei gufi <em>Ciccaba<\/em> assieme ad una manciata di altre specie dell&#8217;Amazzonia, almeno finch\u00e9 all&#8217;inizio degli anni 2000 la mancanza di tratti distintivi abbastanza numerosi non li ha ricondotti tutti nel vasto e cosmopolita gruppo degli Strix, inclusivo tra gli altri dell&#8217;allocco comune, l&#8217;allocco degli urali e la civetta maculata asiatica. Il che ha ritrovato conferma, tra l&#8217;altro, nelle poche nozioni di cui disponiamo in merito alle abitudini e il comportamento di questo silenzioso carnivoro notturno, capace di piombare sulle sue vittime con un lieve battito d&#8217;ali del tutto inudibile sullo sfondo ininterrotto dei suoni che riecheggiano nella foresta atlantica sudamericana. Creatura specializzata nella cattura di prede terrestri, bench\u00e9 si nutra dell&#8217;occasionale pipistrello, assieme agli insetti catturati a mezz&#8217;aria come scarabei, curculionidi, cerambici e cavallette. Ed il cui nido stagionale, costruito all&#8217;incrocio tra due rami situati a mezz&#8217;altezza nel panorama pluviale, ospita normalmente un singolo nuovo nato, attentamente covato dalla femmina giorno e notte per un periodo di almeno tre settimane come osservato finalmente nel 2013 <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/257352153_DISTRIBUTION_NESTING_AND_VOCALIZATIONS_OF_THE_BLACK-BANDED_OWL_CICCABA_HUHULA_ALBOMARGINATA_IN_ARGENTINA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in uno studio di A Bodrati e K. Cockle<\/a> nell&#8217;area di Misiones, in Argentina. Apparir\u00e0 quindi chiaro come l&#8217;investimento generazionale risulti essere molto significativo, al punto da condurre a un lungo periodo di custodia ed educazione del piccolo fino al primo decollo tra le sei e le otto settimane d&#8217;et\u00e0.<br>Significativa caratteristica di questi gufi, tra l&#8217;altro, risulta essere la loro abitudine di rispondere ai vicendevoli richiami senza osservare troppo strettamente la separazione tra le diverse specie, con un&#8217;occasionale sovrapposizione dei rispettivi areali generalmente accompagnata da un&#8217;aumento esponenziale di avvistamenti, immancabilmente riconducibili in determinati ambienti alla presumibile presenza del demonio. Soprattutto quando all&#8217;interno del &#8220;parlamento&#8221; (<em>parliament<\/em> \u00e8 il termine anglofono impiegato per riferirsi ad un gruppo di gufi) figura la specie dalle dimensioni maggiori e per di pi\u00f9 dotata dell&#8217;ornamento perfetto per il suo ruolo: un vistoso paio di corna conformi a quelle dell&#8217;angelo nero, caduto lontano dagli occhi alle origini della Creazione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jgp7QpCgDm0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32659\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Appollaiata sul suo ramo, una femmina di gufo stigiano protegge coraggiosamente il nido. Le piume arruffate e fatte muovere dal vento offrono un&#8217;impressione proveniente da mondi fantastici e strane visioni sovrannaturali.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sto parlando di niente meno che il gufo dello Stige o <em>Asio stygius<\/em>, appartenente al relativo genere dei cosiddetti <em>true owls<\/em> del Vecchio e del Nuovo Mondo (incluse America, Europa ed Africa) come esemplificato dalla sua imponente presenza di almeno 40 cm, capace d&#8217;incutere un senso di soggezione pressoch\u00e9 immediato nei confronti di chiunque sia tanto fortunato, o meno a seconda dei punti di vista, da osservarlo mentre sorveglia il suo territorio di caccia dall&#8217;alto dei rami arboricoli della foresta. Un altro abitante di luoghi remoti ed inesplorati, per intenderci, bench\u00e9 famoso su Internet per la sua presunta capacit\u00e0 di &#8220;Trasformare verso il rosso il colore dei propri occhi&#8221; (!) ogni qualvolta dovesse ritenere di essere minacciato. In realt\u00e0 un ulteriore e facilmente identificabile effetto del <em>tapetum lucidum<\/em>, la superficie riflettente presente dietro alla retina di molti animali notturni incluso il gatto, quando illuminato all&#8217;improvviso da una fonte di luce come quella di una torcia notturna. E non a caso, per i gufi ripresi durante le ore diurne, la tonalit\u00e0 dello sguardo si aggira piuttosto attorno ad un comunque vagamente irreale color arancione-marroncino intenso.<br>Il che non dovrebbe certo ridurre il fascino posseduto da simili creature, n\u00e9 il loro valore estetico all&#8217;interno della societ\u00e0 post-moderna. In cui &#8220;assomigliare&#8221; a un qualcosa, non importa quanto demoniaca, diviene spesso il sentiero d&#8217;accesso ai pi\u00f9 innegabili presupposti della bellezza. E non c&#8217;\u00e8 ritratto migliore, per un animale, di quello che riesce ad attraversare immutato l&#8217;inarrestabile susseguirsi delle generazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/X-fmumi5lxE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-Night-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32660\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-Night-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-Night-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-Night-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/02\/Stygian-Owl-Night.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Perch\u00e9 non \u00e8 possibile scrutare all&#8217;interno dell&#8217;abisso, come disse qualcuno, senza essere analizzati da esso altrettanto approfonditamente. E qualche volta un gufo, demoniaco o meno, potrebbe anche interrogarsi sulle eccessive dimensioni di quel topolino con la torcia elettrica. Ed il suo possibile sapore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;O diablo, te digo. Porque voc\u00ea n\u00e3o acredita em mim?&#8221; Il tono di voce dell&#8217;uomo era stridulo, il suo sguardo atterrito. 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