{"id":32422,"date":"2021-01-18T06:20:11","date_gmt":"2021-01-18T05:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32422"},"modified":"2021-01-18T06:24:24","modified_gmt":"2021-01-18T05:24:24","slug":"esperimenti-sul-pruno-pericolosa-bevanda-vinicola-dei-carcerati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32422","title":{"rendered":"Esperimenti sul pruno, pericolosa bevanda vinicola dei carcerati"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/G5Mj5kj5FNI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Toilet-Wine-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32425\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Toilet-Wine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Toilet-Wine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Toilet-Wine-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Toilet-Wine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno sa esattamente quando, come o da chi sia stata inventata. Risulta tuttavia perfettamente elementare, immaginare il perch\u00e9: lunghi mesi, anni e decadi trascorse ad aspettare. Che la pena, variabilmente meritata, si esaurisca (in un modo o nell&#8217;altro) con la mente vagabonda che si muove tra i diversi lieti giorni di un repertorio d&#8217;esperienze oramai smarrito. Pazienza, sofferenza, rimorso. E qualche volta, un transitorio desiderio d&#8217;evasione, che pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno metaforico, ovvero inteso come metodo di far viaggiare via lontano l&#8217;immaginazione. E come pu\u00f2 essere individuato in tali circostanze, quell&#8217;approccio comprovato fin dai tempi antichi, che consiste nell&#8217;indebolire temporaneamente i freni inibitori, tramite assunzione pi\u00f9 o meno copiosa di particolari sostanze? Alcol, il pi\u00f9 antico amico dell&#8217;umanit\u00e0. E come disse una volta qualcuno: come potremmo mai abbandonare un vecchio amico&#8230; Costi quel che costi, costi quel costi. Costi quel che costi, <em>splash<\/em>!<br>C&#8217;\u00e8 quindi un&#8217;associazione stereotipica che tenderebbe ad individuare un simile portale trascendente verso i lidi baccanali tra le tristemente celebri e alte mura del penitenziario californiano di San Quintino, il pi\u00f9 antico degli Stati Uniti nonch\u00e9 uno degli ultimi due luoghi nello stato dove sia attivamente messa in pratica la pena di morte. Ottimo pretesto, se vogliamo, perch\u00e9 i suoi detenuti cerchino una valvola di sfogo alternativo, occasionalmente valida, in potenza, per raggiungere in anticipo l&#8217;ultima destinazione. Fu presto dimostrata, a tal proposito, la maniera in cui una tale pratica costruisca una linea di collegamento assai diretto con un regno particolarmente problematico e indesiderato. Quello da cui scaturisce, senza alcun preavviso, il letale demone del botulismo, come avvenuto pi\u00f9 volte a memoria d&#8217;uomo, con occorrenze reiterate di emergenze di gruppo all&#8217;interno di questo  o quel penitenziario. Ci vuole certamente del coraggio. E intraprendente senso dello sprezzo del pericolo, nonch\u00e9 un certo grado d&#8217;autodistruttiva incoscienza, per fare quanto esemplificato in questo video da Alex Ketchum, <em>youtuber <\/em>del tipo &#8220;o la va o la spacca&#8221; che inseguendo l&#8217;ineffabile drago degli algoritmi internettiani, ha deciso d&#8217;intitolare la sua ultima creazione &#8220;Ho fatto il vino all&#8217;interno del mio WC&#8221;. Una locuzione che \u00e8 anche un programma, come si dice, ed in effetti, questo \u00e8 proprio ci\u00f2 che si verifica nel giro dei 4 frenetici minuti (trattasi di sanitario eccezionalmente lindo e candido, per lo meno) durante i quali si ritrova ad esplorare la pi\u00f9 rinomata ricetta per fabbricare il pruno, alias <em>hooch<\/em>, anche detto dall&#8217;esterno il vino da prigione statunitense. Una pratica e semplice prova, se vogliamo, del processo naturale di fermentazione secondo cui la frutta marcescente, di tanto in tanto, finisce per inebriare senza conseguenze permanenti i pi\u00f9 (s)fortunati membri del regno animale. A patto, s&#8217;intende, che le cose vadano per il verso giusto. E tutto venga messo in pratica secondo l&#8217;ideale metodologia di partenza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oqoWqn4h3tw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Recipe-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32424\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Recipe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Recipe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Recipe-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Recipe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Per una dimostrazione pratica maggiormente funzionale e risolutiva, completa di degustazione pi\u00f9 o meno compiaciuta, non potrebbe esserci fonte migliore del canale di Emmymade, cuoca e videomaker britannica capace di spingersi la dove pochi altri si sono dimostrati in grado di osare.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema del pruno &#8220;fatto in casa&#8221; per sport o i click di Internet, oltre al pericolo inerente della gi\u00e0 citata contaminazione ad opera del batterio gram positivo <em>Clostridium botulinum<\/em>, \u00e8 la difficolt\u00e0 nel trovare una ricetta effettivamente valida a preservarne le scarse qualit\u00e0 meritorie. Spesso citata, a tal proposito, \u00e8 la questione dei cibi fermentati consumati abitualmente dalle popolazioni inuit di Alaska, Canada orientale e Groenlandia, relativamente ai quali l&#8217;introduzione di metodologie moderne come confezioni in plastica piuttosto che il semplice seppellimento nella nuda terra sembrerebbe aver aumentato, piuttosto che ridurre, i casi di avvelenamento accidentale. Per cui esiste, in ogni caso, un modo &#8220;giusto&#8221; (si fa per dire) ed uno sbagliato per fare le cose. E non \u00e8 detto che sia sempre il primo di questi ultimi, a sembrare istintivamente migliore, aprendo la strada verso un qualche tipo di possibile soddisfazione&#8230;<br>La principale fonte citata per la produzione del <em>pruno<\/em>, una bevanda il cui nome proviene etimologicamente dal termine inglese per le prugne, un tempo ingrediente di primaria importanza, \u00e8 in effetti una celebre poesia scritta nel 2005 dal condannato a morte Jarvis Jay Masters, intitolata per l&#8217;appunto &#8220;Recipe for Prison Pruno&#8221;. Componimento vincitore dell&#8217;annuale PEN award che coniuga in un reiterato intercalare, in maniera sottilmente riuscita ed inquietante, la dichiarazione della corte che giudic\u00f2 colpevole l&#8217;autore nel caso poco chiaro di omicidio di una guardia carceraria, con i passaggi successivi necessari alla preparazione di quel fluido sovversivo, capace d&#8217;inebriare chi avrebbe idealmente perso ogni diritto e privilegio innanzi allo sguardo severo della collettivit\u00e0. Il &#8220;suo&#8221; vino, quindi, \u00e8 una faccenda alquanto semplice che trae i natali da 10 arance sbucciate, 8 once di macedonia, qualche goccia di ketchup ed una busta di plastica, da sigillare e custodire attentamente al caldo fuori dallo sguardo di occhi indiscreti (uno dei metodi preferiti \u00e8 per l&#8217;appunto, avvolta in un asciugamano dentro il serbatoio del WC) Provvedendo a riscaldarla, ad intervalli regolari, con l&#8217;acqua proveniente dai semplici rubinetti della prigione per un periodo di almeno 48 ore, prima di aggiungere una quantit\u00e0 approssimativa tra i 40 e i 60 cubetti di zucchero (va da se, a questo punto, che il produttore debba avere una certa dimestichezza con i metodi e le forniture dei suoi carcerieri). Chiuso nuovamente l&#8217;improvvisato contenitore, dopo aver avuto cura di aver fatto fuoriuscire l&#8217;anidride carbonica contenuta all&#8217;interno, tutto quello che resta a questo punto \u00e8 attendere ulteriori 72 ore, affinch\u00e9 i microrganismi cresciuti di numero si occupino di mettere in pratica la loro antica magia, trasformando la dolce brodaglia in alcol, in quantit\u00e0 di fino al 15-20% del risultante liquido dall&#8217;odore acre ed intenso. Segue filtratura mediante l&#8217;impiego di fazzoletti o altri simili implementi ed almeno si spera, gradita consumazione in occasioni giudicate adatte ad un liquido che \u00e8 stato a pi\u00f9 riprese definito avere il gusto di &#8220;Un aperitivo al gusto di bile&#8221;. Ma \u00e8 chiaro che il sapore costituisce l&#8217;ultimo dei problemi, in tali circostanze&#8230;<br>C&#8217;\u00e8 un frequente aumento nella quantit\u00e0 di vino da prigione prodotto, in effetti, nella maggior parte delle ricorrenze stagionali, come il Natale e il Capodanno, per non parlare dei principali eventi del calendario sportivo americano, vedi tra tutti il celebrato Superbowl. Casistiche all&#8217;interno delle quali, sfortunatamente, risulta essere tutt&#8217;altro che raro l&#8217;avvelenamento accidentale di una parte dei partecipanti all&#8217;improvvisata festa segreta, come quelli verificatosi pi\u00f9 volte in California nel 2004 e nel 2005,  e di nuovo nel 2012 in Arizona e nello Utah. In casi in cui pu\u00f2 sopraggiungere la paralisi temporanea, parziale o totale, segu\u00ecta dalla perdita della coscienza ed infine nei casi pi\u00f9 gravi, la morte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RxuEvQmdWyM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Experiment-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32423\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Experiment-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Experiment-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Experiment-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Pruno-Experiment.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Un&#8217;alternativa maggiormente responsabile \u00e8 invece quella proposta dai due &#8220;idioti di professione&#8221; Brian e Jason (&#8220;The Modern Rogue&#8221;) il cui esperimento carcerario viene accompagnato dal cosiddetto &#8220;metodo artigianale&#8221; di aggiungere, semplicemente, un paio di bustine di lievito ad una bottiglia di succo di frutta. Non propriamente un ingrediente facile da procurarsi all&#8217;interno di un penitenziario&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metodo per la preparazione del pruno incluso nella poesia di J. Masters pu\u00f2 essere infatti descritto come uno dei pi\u00f9 sicuri (relativamente parlando, visto il contesto) data l&#8217;assenza di &#8220;ingredienti&#8221; segreti quali pane, miele o patate. Ciascuno dei quali \u00e8 stato dimostrato, in varie occasioni, fornire un terreno particolarmente fertile per le spore del botulino pur diminuendo il tempo necessario a completare la preparazione, assieme al rischio conseguente di essere scoperti dal secondino di turno.<br>Ci\u00f2 detto, permane necessariamente un certo senso autodistruttivo in essere nel <em>modus vivendi<\/em> di chi scelga d&#8217;intraprendere la fermentazione alcolica in simili condizioni. O il puro e semplice bisogno di una valvola di sfogo. Proveniente dall&#8217;intraprendenza di chi non ha pi\u00f9 nulla da perdere, accompagnata dalla pura semplice disperazione. Poich\u00e9 supremamente triste \u00e8 il mondo in cui tanto grave e tragico possa essere il gesto di un criminale, da dover richiedere nell&#8217;opinione di un intera nazione la pi\u00f9 suprema ed irrimediabile delle punizioni. Soprattutto quando, come avviene talvolta, un giudizio possa dimostrarsi troppo tardi fondato su presupposti errati. <br>Per citare quell&#8217;ultimo verso, possa allora Dio aver piet\u00e0 della tua anima, distillatore clandestino di sostanze funzionali al pi\u00f9 difficile degli obiettivi: dimenticare la triste condizione di chi ha gi\u00e0 perso tutto, e perder\u00e0 anche il resto. Ma non il desiderio di divertirsi, quello mai. Fino alla fine dei giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno sa esattamente quando, come o da chi sia stata inventata. Risulta tuttavia perfettamente elementare, immaginare il perch\u00e9: lunghi mesi, anni e decadi trascorse ad aspettare. 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