{"id":32414,"date":"2021-01-17T06:30:34","date_gmt":"2021-01-17T05:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32414"},"modified":"2021-01-17T06:31:45","modified_gmt":"2021-01-17T05:31:45","slug":"eroi-e-demoni-dello-yakshagana-il-teatro-epico-dellindia-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32414","title":{"rendered":"Eroi e demoni dello Yakshagana, il teatro epico dell&#8217;India meridionale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pGQiy6zZL_c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32417\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Singolare sarebbe il rapporto tra uomini e religione, se il suo significato pi\u00f9 profondo non riuscisse a trasparire attraverso le solenni rappresentazioni dei fatti divini, all&#8217;interno di contesti specifici e ricorrenti. Ma il particolare rapporto dei diversi popoli d&#8217;India con il sacro, tanto antico e stratificato, vede l&#8217;intervento e la mano degli esseri superiori all&#8217;interno di ogni aspetto della vita quotidiana, incluso il puro e semplice intrattenimento. Cos\u00ec nacque, attorno al IV secolo d.C. secondo alcune delle teorie pi\u00f9 accreditate, la forma di arte drammatica che dai templi vene trasformata in vero e proprio circo itinerante, capace di affascinare allo stesso modo nelle sale dei potenti ed all&#8217;interno di un palcoscenico improvvisato, costruito ai margini dei campi e i pascoli di luoghi rurali. Yakshagana \u00e8 meditazione, ma anche intrattenimento, rappresentazione storica coniugata con il fantastico, l&#8217;analisi di temi profondi intervallata da momenti comici e stravaganti. In essa figura in grande stile lo spettacolare spirito creativo del Karnataka, lungo le coste fino a Uduki, che fu il centro culturale dello specifico stile Badagutittu, particolarmente dedito agli acrobatismi e la recitazione enfatica e veemente. Aspetti presenti, a loro modo, anche nella corrente meridionale dello Badagutittu, basato maggiormente sulle espressioni facciali, i dialoghi e le disquisizioni filosofiche improvvisate. Ci\u00f2 che unisce, tuttavia, le due correnti \u00e8 la sontuosa serie di costumi, copricapi, ornamenti e trucchi facciali tutti assieme chiamati <em>vesha<\/em> (tenuta) usati per dare l&#8217;idea della personalit\u00e0 e l&#8217;intento di questo o quel personaggio del <em>prasanga<\/em> (dramma) pensato per durare spesso tutta la notte,  prelevati di peso da testi epici come il Ramayana e il Mahabharata, ma anche le storie dei Purana, antichi racconti sulle gesta degli Dei indiani e le loro molteplici incarnazioni. Figura centrale delle rappresentazioni, e spesso anche il protagonista, \u00e8 il Re che indossa la sua ingombrante corona, con alto ciuffo e motivi di vaga provenienza aviaria. Seguono gli eroi o guerrieri come Karna e Arjuna e gli altri valorosi dei diversi poemi, in abito guerresco e con alti cimieri in legno colorato. A loro si contrappongono i mostruosi <em>Rakshasas<\/em>\u00a0o <em>Rakshasi<\/em>\u00a0(demoni e demonesse) col volto tinto di rosso, o in alcune tradizioni vere e proprie maschere terrificanti. Saggi, guru e bramini appaiono sul palcoscenico vestiti in modo semplice e ordinario, come potrebbero farlo per le strade dell&#8217;India durante i propri viaggi ed infinite peregrinazioni. E nel momento culmine per il trionfo sul finale del bene contro il male, le figure degli Dei personificate, le uniche doverosamente rispettose di specifiche iconografie, come il volto blu per Shiva, motivi leonini per la grande madre Durga o fuoco e fiamme per Chandi, vendicatrice della probit\u00e0 eccessivamente vessata dall&#8217;avidit\u00e0 degli uomini sulla Terra. Il tenore del racconto \u00e8 quindi spesso moralista, o educativo, coi buoni gesti destinati ad essere ricompensati, mentre ogni malefatta tende ad andare incontro, senza requie, alla retribuzione vedica delle imprescindibili leggi del karma.<br>Ogni tipo di generalizzazione in merito a questa tale d&#8217;arte soggetta ad infinite forme ed interpretazioni, tuttavia, \u00e8 destinata a fallire; poich\u00e9 poliedrica ed imprevedibile, risulta essere l&#8217;espressione drammatica di quel canone, come infinitamente varie sono le culture spesso sincretistiche dell&#8217;India meridionale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KvzmMZP-S-I\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-mela-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32416\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-mela-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-mela-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-mela-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-mela.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le molte imprese di Karna, eccezionale eroe del Mah\u0101bh\u0101rata figlio del dio del Sole S\u016brya e la mortale Kunti, sono tra i soggetti preferiti dello Yakshagana, spesso centrali nelle rassegne sia antiche che moderne.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lo Yakshagana nella sua forma classica, intesa come quella codificata idealmente dal discepolo Naraharitirtha del fondatore della scuola Dvaita del Vedanta, Madhvacharya (1238-1317) si \u00e8 quindi evoluto attraverso gli anni secondo alcune linee guida chiaramente definite. Che prevedono due <em>mela<\/em> (gruppi) altrettanto centrali nella rappresentazione, quello degli <em>himmela<\/em> (musicisti) e i <em>mummela<\/em> (attori) che con le loro danze e dialoghi preferibilmente in lingua Kannada si occupano di dare forma alla vicenda centrale in ciascuno delle svariate centinaia di drammi, che sono giunti a noi in un&#8217;infinit\u00e0 di possibili varianti. Fondamentale per l&#8217;intera rappresentazione riesce quindi ad essere la figura del <em>bhagavata<\/em>, che siede al centro del piedistallo rialzato su cui siedono i musicisti, spesso armato di un piccolo tamburo, campanelle o cimbali manuali. Sar\u00e0 quindi lui, con il suo canto e il ritmo contenuto in esso, a condurre lo svolgimento dell&#8217;opera, sapendo interpretare le reazioni ed il comportamento del pubblico dall&#8217;altro lato della scena. Altrettanto importante, a suo modo, il membro dell&#8217;orchestra incaricato di suonare il <em>maddale<\/em>, grande tamburo a due mani dal suono acuto, tenuto in senso orizzontale e che si occupa di dare un tempo e amalgamare ogni possibile elemento della scena. Accompagnato da una quantit\u00e0 variabile d&#8217;altri strumenti, che possono includere i <em>chande <\/em>(tamburi con bacchette) il <em>pungi<\/em> (flauto) e qualche volte un <em>harmonium<\/em>, piccolo organo trasportabile a canne. Tanto centrale riesce ad essere quindi la musica, usata non soltanto nelle scene di battaglia o estasi, ma anche per intervallare e accompagnare i punti salenti dei dialoghi, che verso la met\u00e0 del XX secolo il drammaturgo di Udupi, Kota Shivarama Karanth \u00e8 riuscito a creare una nuova variante simile a un balletto, del tutto priva della componente recitativa ed incentrata unicamente sull&#8217;espressione dei significati attraverso i movimenti della danza. Forma di per se soggetta ad opinioni contrastanti, da parte di chi ha scelto di considerarla una versione spuria della ricca e di per se poliedrica tradizione dello Yakshagana.<br>Il che \u00e8 del resto indicativo, della percezione estremamente soggettiva e variabile di una forma d&#8217;arte che tante fasi alternative sembrerebbe aver attraversato nel corso della sua storia lunga oltre sette secoli, durante cui ha subito l&#8217;influenza di altre forme teatrali di diversi territori d&#8217;India come il Jathra (Bengala); Chau (Bihar); Prahlada Nata (Orissa) e il Kathakali (Kerala) senza tuttavia mai perdere il suo carattere pi\u00f9 profondo e unico, particolarmente rappresentativo di uno specifico rapporto con la mitologia. Altrettanto fluido il ruolo riservato alle attrici femminili, originariamente assenti nel canone ereditario, eppure progressivamente accettate all&#8217;interno di <em>troupe<\/em> di larga fama, aprendo la strada a nuovi testi pensati per dare un degno spazio alla loro partecipazione. Fino all&#8217;atipica situazione odierna, in cui i ruoli femminili possono essere ricoperti con pari efficacia da entrambi i sessi, mentre gli uomini che riescono a padroneggiare la gamma emotiva di entrambi vengono considerati tra gli attori maggiormente abili e degni di lode. <br>Interessante e indicativa, a tal fine, la storia recentemente diventata celebre di Savithri Rao, donna di Mangalore che riuscendo a superare gli stereotipi ha intrapreso la carriera di attrice dello Yakshagana dopo il suo pensionamento dal lavoro di insegnante, all&#8217;et\u00e0 di 66 anni. Comparendo in una serie di fotografie in abiti di scena, che la vedono indossare anche i baffi e la tenuta dei protagonisti maschili.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yrjmdt0cX1Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-demons-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32418\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-demons-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-demons-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-demons-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-demons.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La gamma espressiva dello Yakshagana si estende da formali rappresentazioni all&#8217;interno dei teatri fino a quella dei cosiddetti &#8220;teatri tenda&#8221; in cui non mancano mangiafuoco, attori affetti da nanismo ed altre stravaganze tipiche di un certo tipo di spettacoli itineranti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Travagliata e complessa, come nel caso di ogni altra forma d&#8217;arte performativa, si \u00e8 fatta quindi la vicenda del teatro epico del Karnataka nei  suoi tempi moderni, con numerose modifiche ai canoni esteriori e i metodi delle sue forme un tempo mantenute in alta considerazione. In particolare \u00e8 diventato popolare nella sua versione abbreviata, con rappresentazioni di circa un paio d&#8217;ore per adattarsi allo stile di vita cittadino, che difficilmente avrebbe potuto gestire la riunione del pubblico di ciascun <em>prasanga<\/em> per l&#8217;intero periodo dal tramonto all&#8217;alba. In epoca rigorosamente contemporanea, nel frattempo, lo Yakshagana \u00e8 stato utilizzato anche per mettere in scena opere provenienti da lontano, come drammi shakespeariani e le pi\u00f9 famose trame di film statunitensi. Ed \u00e8 proprio in questa accezione particolarmente pervasiva che, alla fine, \u00e8 stata totalmente abbandonata la lingua Kannada passando al pi\u00f9 diffuso Hindi, verso una possibile incombente sparizione dei testi teatrali antichi, di fruizione estremamente selettiva e talvolta, eccessivamente difficoltosa.<br>Ci\u00f2 detto, l&#8217;ultima parola non \u00e8 stata ancora pronunciata. Poich\u00e9 finch\u00e9 gli uomini e le donne di questa forma espressiva unica continueranno a calcare il palcoscenico, sia pur con l&#8217;accompagnamento ritmico di un singolo tamburo, gli Dei, Eroi e Demoni del mondo antico continueranno a possedere una voce. Combattendo strenuamente le loro battaglie senza fine, mentre faranno seguito ad un repertorio che non pu\u00f2 mai veramente scomparire. Poich\u00e9 parte inscindibile di un tessuto sociale e culturale che \u00e8 la base dell&#8217;India stessa. E attraverso lo spirito di quella vasta nazione, il mondo intero dell&#8217;arte teatrale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AMBS21w77R8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-docu-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32415\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-docu-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-docu-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-docu-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Yakshagana-docu.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Particolarmente variabile \u00e8 la figura dell&#8217;attore che interpreta l&#8217;altro sesso, tenuto a seconda dei casi ad indossare una maschera o semplice trucco, oppure nessuna delle due cose. Pu\u00f2 talvolta bastare, infatti, la riconoscibile natura dell&#8217;abbigliamento perch\u00e9 l&#8217;associazione risulti subito chiara.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Singolare sarebbe il rapporto tra uomini e religione, se il suo significato pi\u00f9 profondo non riuscisse a trasparire attraverso le solenni rappresentazioni dei fatti divini, all&#8217;interno di contesti specifici e ricorrenti. Ma il particolare rapporto dei diversi popoli d&#8217;India con il sacro, tanto antico e stratificato, vede l&#8217;intervento e la mano degli esseri superiori all&#8217;interno &#8230; <a title=\"Eroi e demoni dello Yakshagana, il teatro epico dell&#8217;India meridionale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32414\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Eroi e demoni dello Yakshagana, il teatro epico dell&#8217;India meridionale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,548,1503,2466,4000,5368,377,113,3117,1882,72,73,2488,1002,1380,3262,276,768,969,114,1024],"class_list":["post-32414","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-costumi","tag-danze","tag-dei","tag-demoni","tag-drammi","tag-eroi","tag-india","tag-induismo","tag-karnataka","tag-mitologia","tag-musica","tag-palcoscenico","tag-personaggi","tag-popoli","tag-rappresentazioni","tag-religione","tag-societa","tag-storie","tag-teatro","tag-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32414","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32414"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32421,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32414\/revisions\/32421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}