{"id":32378,"date":"2021-01-12T06:20:47","date_gmt":"2021-01-12T05:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32378"},"modified":"2021-01-12T06:21:58","modified_gmt":"2021-01-12T05:21:58","slug":"la-furia-del-serpente-dacciaio-che-si-abbatte-sul-ponte-della-portaerei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32378","title":{"rendered":"La furia del serpente d&#8217;acciaio che si abbatte sul ponte della portaerei"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/r-EHwYOfY94\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Snap-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32381\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Snap-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Snap-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Snap-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Snap.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La scena mostrata, piuttosto famosa in particolari recessi di Internet, \u00e8 di quelle che fanno trattenere il fiato per svariati secondi, poco prima di tirare un fragoroso (e prematuro!) sospiro di sollievo. Si tratta della registrazione militare in bianco e nero, che sembra quasi risalire alle grandi guerre del passato ma risulta in effetti datata al 3\/18\/2016, di un aereo AWACS per la guerra elettronica E-2 Hawkeye in corso di atterraggio sulla portaerei USS Dwight D. Eisenhower <em>alias<\/em> Possente Ike. Siamo durante le esercitazioni per la certificazione dei piloti e tutto sembrerebbe rientrare nella routine, se non che riesce facile notare come al momento del contatto con il ponte di volo, per qualche ragione, il velivolo non sembri ridurre abbastanza la sua velocit\u00e0. Cos\u00ec che lentamente, inesorabilmente, continua a procedere fino al bordo anteriore del vascello. Ma si capisce fin troppo presto che non si tratta della manovra definita in gergo <em>bolter<\/em>, in cui un atterraggio viene annullato all&#8217;ultimo momento per girare attorno e fare un secondo tentativo quando, terminato lo spazio disponibile, sparisce al di sotto dello spazio prospettico per prima la fusoliera, prontamente segu\u00ecta dalle ali ed infine la coda dell&#8217;aereo: &#8220;Orribile!&#8221; Facciamo in tempo a pensare, dando gi\u00e0 per spacciati i cinque membri dell&#8217;equipaggio del pesante bimotore a turboelica, destinato ad inabissarsi tra le onde dell&#8217;Atlantico in attesa. Quando in un attimo di trionfo inatteso, l&#8217;aereo riemerge nel centro esatto dell&#8217;inquadratura: poich\u00e9 gioia e giubilo, la prontezza del pilota, il suo puntuale addestramento, la rapidit\u00e0 dei motori nell&#8217;erogare una spinta sufficiente, gli hanno permesso di reagire abbastanza in fretta e salvare il mezzo da un terribile destino. Una chiara e gloriosa dimostrazione, quindi, della formidabile efficienza dimostrata in ogni aspetto della macchina bellica statunitense? Da un certo punto di vista. Eppure non del tutto. Quando si considera perch\u00e9, in effetti, il disastro stesse per accedere e le conseguenze inaspettate di una simile, rara, contingenza, che non traspaiono in alcun modo nella testimonianza pubblicata orgogliosamente online.<br>&#8220;<em>Oh, snap<\/em>!&#8221; Afferma una famosa esclamazione anglofona, spontanea e infantile, intesa a sostituire un&#8217;imprecazione con l&#8217;utilizzo della pi\u00f9 innocente onomatopea da cartone animato. Ma <em>snap<\/em> \u00e8 anche il verbo  multiuso che indica tra le altre cose, nel dizionario, la rottura improvvisa di un qualcosa di resistente, flessibile ed oblungo, oppure il colpo violento ed intenzionale di una frusta. Vedi ad esempio, uno dei cavi di arresto presenti sul ponte delle moderne portaerei. Disposti parallelamente e nel senso trasversale in gruppi di tre o quattro, come nel caso della Ike, al fine d&#8217;intervenire sul tragitto di un pesante bolide di metallo intento a rientrare previo completamento della sua missione. Salvo imprevisti o incidenti la cui portata, a seconda dei casi, pu\u00f2 anche risultare drammaticamente grave. E di espletivi alquanto coloriti devono averne risuonati parecchi in quel dannato giorno, dal ponte fino all&#8217;isola di comando della portaerei. Quando tutti gli sguardi andarono a concentrarsi istantaneamente verso la fonte dell&#8217;istantaneo e fragoroso rumore, comprendendo istantaneamente la portata terribile del disastro. Otto persone colpite dalle due met\u00e0 del cavo spezzato giacevano a terra con vari livelli di gravi ferite, ossa rotte ed in un caso almeno un trauma cranico di grave entit\u00e0. Sembrava, a tutti gli effetti, che la nave avesse appena sub\u00ecto un attacco nemico&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bVZJWx2k2OA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Ops-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32380\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Ops-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Ops-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Ops-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/Hawkeye-Cable-Ops.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;E-2 Hawkeye \u00e8 uno degli aerei pi\u00f9 ingombranti sul ponte delle portaerei Nimitz, con la sua apertura alare di 25 metri e il pesante &#8220;fungo&#8221; radar sulla sommit\u00e0 della fusoliera. \u00c9 per questo particolarmente importante che il pilota riesca ad agganciare il secondo o terzo cavo di arresto, piuttosto che l&#8217;ultimo, troppo vicino al bordo della nave.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La problematica dicotomia delle super-portaerei statunitensi viene pienamente espressa nei due detti che da sempre le accompagnano nell&#8217;<em>ethos<\/em> conoscitivo della marina militare contemporanea: poich\u00e9 &#8220;Non esiste un luogo pi\u00f9 sicuro in cui trovarsi durante una guerra nucleare tattica globale.&#8221; ma nello stesso tempo &#8220;Il ponte di volo \u00e8 il posto di lavoro pi\u00f9 pericoloso al mondo.&#8221; Una multiforme e soltanto in apparenza caotica bailamme d&#8217;individui identificati dal colore della loro giacca, che contribuiscono secondo gradi di responsabilit\u00e0 definiti ai diversi aspetti delle complesse operazioni di volo, senza nessun bisogno di comunicare a voce: i meccanici in abito marrone, incaricati di verificare l&#8217;appropriato mantenimento degli aerei; e quelli verdi, responsabili dei sistemi di lancio e recupero degli aerei. Gli addetti al munizionamento, con la loro tenuta molto appropriatamente rossa; i fornitori di carburante scherzosamente soprannominati &#8220;chicchi d&#8217;uva&#8221; proprio perch\u00e9 vestiti di un viola acceso. E poi ci sono loro, le cosiddette giacche gialle, che figurano nella maggior parte delle fotografie pi\u00f9 spettacolari di tale ambito, data la mansione di dirigere e veicolare il traffico, sullo stretto ed affollato ambiente di questi veri e propri aeroporti viaggianti. Coloro che, proprio per la vicinanza estrema con la subdola fonte del pericolo, finiscono per pagare il prezzo pi\u00f9 alto nei casi affini a quello mostrato nel tristemente celebre video del 2016.<br>Un sistema di arresto moderno, ben diverso dal semplice sistema con sacchetti di sabbia originariamente inventato dall&#8217;aviatore americano Eugene Ely nel 1911, \u00e8 in realt\u00e0 una macchina complessa formata da tre elementi: il <em>pendant<\/em> o cavo di aggancio per l&#8217;uncino presente in coda all&#8217;aereo, una fune metallica in acciaio con l&#8217;anima in canapa sollevata dal suolo mediante una serie di archetti di metallo, collegata alle due estremit\u00e0 con anelli di zinco fuso saldati ai rispettivi <em>purchase cables<\/em>, arrotolati e fatti scomparire all&#8217;interno del cuore del meccanismo. Stiamo qui parlando, in effetti, del &#8220;motore&#8221; idraulico con valvola di <em>run-out<\/em> regolabile, capace di garantire lo sfogo dell&#8217;inerzia dell&#8217;atterraggio in maniera graduale e costante, indipendentemente dal peso e la spinta totale dell&#8217;aereo. Tanto che il tipico caccia a reazione, come l&#8217;F-18, \u00e8 famosamente solito atterrare con la manopola della potenza al massimo, proprio al fine di poter effettuare una manovra di decollo rapido nel caso in cui il cavo dovesse spezzarsi o altre situazioni altrettanto gravi (una misura quest&#8217;ultima, comunque non necessaria per un velivolo a turboelica come l&#8217;Hawkeye, capace di far salire a regime i motori in una letterale frazione di secondo).<br>Secondo la prassi operativa della marina statunitense, quindi, il componente soggetto a maggior usura del <em>pendant<\/em> dovrebbe essere sostituito regolarmente ogni 125 atterraggi, bench\u00e9 l&#8217;ispezione regolare sia comunque consigliabile, per intervenire nei casi in cui dovesse dimostrarsi urgentemente necessario. Eventualit\u00e0 che purtroppo, qualche rara volta, manca di verificarsi in maniera idonea, portando al tipo di conseguenze associate al significativo incidente della USS &#8220;Ike&#8221; Eisenhower.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BuIbvX_B7sY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/F18-Cable-Snap-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32379\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/F18-Cable-Snap-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/F18-Cable-Snap-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/F18-Cable-Snap-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2021\/01\/F18-Cable-Snap.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In un&#8217;altra famosa scena di <em>cable snap<\/em> ai danni di un F-18 Hornet, verificatosi sulla USS Ronald Reagan durante esercitazioni in mare aperto nel 2003, il pilota riusc\u00ec a sopravvivere soltanto grazie al sapiente uso del seggiolino eiettabile. Mentre nel  video \u00e8 possibile osservare gli straordinari riflessi della giacca gialla, che si salva le gambe saltando non una, bens\u00ec due volte il colpo di frusta letale del cavo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo i pochi attimi necessari a comprendere cosa, esattamente, fosse successo, la precisa serie di gesti memorizzati da ogni membro delle squadre mediche di soccorso presenti sulla nave ha quindi provveduto a portare in infermeria i feriti, facendo il possibile per aiutarli prima di procedere alla fase successiva trasporto a terra, assolutamente necessario nei casi pi\u00f9 gravi. Il bilancio, in quel tragico 18 marzo, fu senz&#8217;altro terrificante: <a href=\"https:\/\/www.navytimes.com\/news\/your-navy\/2016\/07\/14\/horrific-cable-mishap-caused-by-maintenance-errors-navy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il portale Navy Times<\/a> parla di parecchie ossa rotte, un ferito grave alla testa ed il caso di un membro dell&#8217;equipaggio che ha &#8220;quasi perso una gamba&#8221; dovendo sottoporsi a numerose operazioni e lunghi trattamenti farmacologici per il dolore. <br>Nonostante in definitiva, occorre comunque sottolinearlo, le cose siano andate relativamente bene. Una delle prime nozioni inculcate alle giacche gialle durante i corsi di certificazione operativa, secondo le testimonianze riportate pi\u00f9 volte online, \u00e8 che un cavo di arresto tagliato possieda la forza sufficiente a decapitare o tagliare a met\u00e0 un uomo, entrambe eventualit\u00e0 (a quanto sembra) pienamente documentate nella storia pregressa della marina. Ma la narrazione storica di tali spiacevoli ed irrimediabili fallimenti, come potrete facilmente immaginare, risulta piuttosto nebulosa. Soprattutto rispetto ad un caso come quello dell&#8217;Hawkeye del 2016, culminante con le medaglie al valore giustamente attribuite al pilota Matthew Halliwell ed il suo vice Kellen Smith, entrambi con una probabile sfolgorante carriera all&#8217;orizzonte nella marina militare degli Stati Uniti. Dove ogni errore umano \u00e8 l&#8217;occasione di apprendere nuovi approcci e gradi apprezzabili di cautela. Bench\u00e9 gli incidenti, talvolta, tendano ad avere un prezzo estremamente significativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scena mostrata, piuttosto famosa in particolari recessi di Internet, \u00e8 di quelle che fanno trattenere il fiato per svariati secondi, poco prima di tirare un fragoroso (e prematuro!) sospiro di sollievo. Si tratta della registrazione militare in bianco e nero, che sembra quasi risalire alle grandi guerre del passato ma risulta in effetti datata &#8230; <a title=\"La furia del serpente d&#8217;acciaio che si abbatte sul ponte della portaerei\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32378\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La furia del serpente d&#8217;acciaio che si abbatte sul ponte della portaerei\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[478,2408,183,4396,2630,374,630,1031,595,167,241,5482,792,889,1037,147,97,5483,333],"class_list":["post-32378","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aerei","tag-atterraggio","tag-aviazione","tag-awacs","tag-cavi","tag-disastri","tag-guerra","tag-imprevisti","tag-incidenti","tag-ingegneria","tag-militari","tag-nimitz","tag-operazioni","tag-pericolo","tag-portaerei","tag-stati-uniti","tag-tecnologia","tag-turboelica","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32378"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32384,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32378\/revisions\/32384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}