{"id":32186,"date":"2020-12-16T06:20:29","date_gmt":"2020-12-16T05:20:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32186"},"modified":"2020-12-16T06:22:16","modified_gmt":"2020-12-16T05:22:16","slug":"la-fredda-fiamma-che-scintilla-nel-cuore-della-foresta-fungina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32186","title":{"rendered":"La fredda fiamma che scintilla nel cuore della foresta fungina"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XiIiYleA11Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Mushrooms-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32188\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Mushrooms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Mushrooms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Mushrooms-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Mushrooms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 stato, chi ha fatto questo? Chi ha gettato il fiammifero, chi ha bruciato i tronchi caduti a lato dello stretto sentiero, che serpeggiando procede attraverso la giungla millenaria? Di sicuro essere ospiti, per un pranzo di gala, delle Indie Orientali Olandesi presso la sua residenza estiva sull&#8217;isola di Bali, era un grande onore. Ma non se questo significava cadere vittime, tra il tramonto e l&#8217;alba, di un&#8217;inspiegabile imboscata dei nativi. La delegazione di soldati inglesi si guard\u00f2 attorno con fare perplesso, come chiunque nel XVIII secolo, avventurandosi in un simile labirinto, non avrebbe potuto in alcun modo evitare di fare. Soltanto il medico del reggimento, uomo di scienza, appariva tranquillo e distaccato. Con un mezzo sorriso, l&#8217;uomo guard\u00f2 l&#8217;ufficiale al comando con la consapevolezza di essere, per una volta, il primo ed unico ad aver compreso il &#8220;pericolo&#8221; in cui si erano trovati ad incappare, in realt\u00e0 un voluto segnale del contorto sentiero, apparecchiato mediante l&#8217;impiego del materiale trovato localmente. &#8220;My Lord, lei non ha mai letto Aristotele o Plinio il Vecchio? Non c&#8217;\u00e8 niente di cui aver paura. Questa luce non \u00e8 malvagia, ma il semplice segno lasciato durante il passaggio notturno delle <em>volpi<\/em>&#8230;&#8221;<br>Piccoli carnivori dal muso aguzzo, parenti furbeschi del cane domestico, con coda lunga e folta che accompagna ogni felina movenza dell&#8217;attenta caccia nelle ore notturne; tutto plausibile, nonch\u00e9 apprezzabile, se soltanto non fosse per un paio di piccoli dettagli. Primo, le volpi non vivono in Indonesia. E secondo, le volpi non sono lucciole o pesci lanterna. \u00c9 una vera fortuna, quindi, che la definizione anglofona di vecchia data che usa il conio linguistico di <em>foxfire<\/em> sia molto probabilmente, in effetti, un prestito dal francese. Parola ibrida commistione di termini ben distinti, la cui prima parte vorrebbe esser la trascrizione adattata del termine <em>faux<\/em> mirato a rassicurare chi di dovere, col fatto che il tenue lucore del caso sia per l&#8217;appunto fatuo, o falso che dir si voglia. Un bel mistero, del tutto degno di sollevare l&#8217;ipotesi, direttamente conseguente, che possa trattarsi di spiriti o altre manifestazioni sovrannaturali; almeno finch\u00e9 a qualcuno, nel corso del lungo secolo della scienza, non venne in mente di analizzare il suddetto legno marcescente, particolarmente nel caso fondamentale in cui dovesse costituire le colonne  all&#8217;interno di un&#8217;occulta miniera. Per scovare su di esso, con somma sorpresa, la spontanea cultura di un specifica creatura vegetativa.<br>Funghi, avete presente? Non piante, n\u00e9 bestie e di sicuro nemmeno minerali, sebbene sembrino occupare, all&#8217;interno dell&#8217;immaginario comune, lo stesso spazio appartenente ai nascosti tesori delle profondit\u00e0 ctonie. E con ottime ragioni, aggiungerei, vista la maniera in cui il corpo fruttifero, ovvero l&#8217;ombrello che noi tutti apprezziamo e qualche volta mangiamo con gusto, non \u00e8 che la punta di un iceberg sommerso, chiamato normalmente il micelio. Che se soltanto potessimo vedere per una volta in maniera diretta durante le ore notturne, con gli occhi a raggi X di un supereroe venuto dal pianeta Krypton, mostrerebbero un volto assai diverso da quello comunemente attribuito agli spazi segreti della foresta: splendente, mistico e sovrannaturale. Un mare di fiamme azzurrine, verdi e giallognole (generalmente non pi\u00f9 forti di una manciata di lumen, ma qualche volta abbastanza intense da leggere un libro) sotto cui sembrerebbe nascondersi l&#8217;ingresso del regno delle fate. E per certe specie, non c&#8217;\u00e8 ragione di mantenere il segreto! Cos\u00ec quando sporgono il trampolino delle importanti spore a seguito di una forte pioggia, tanto vale iniziare da subito a scintillare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-cTBlPnB3Wg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Panellus-Stipticus-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32189\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Panellus-Stipticus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Panellus-Stipticus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Panellus-Stipticus-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Panellus-Stipticus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il <em>Panellus stipticus<\/em>, anche detto ostrica amara, vede la propria luminosit\u00e0 concentrata nella parte esterna del cappello, permettendone l&#8217;agevole individuazione soprattutto in particolari aree del Canada e degli Stati Uniti. Sembra, infatti, che quanto pi\u00f9 ci si allontana da tale area, tanto pi\u00f9 i funghi nativi risultino privi di tale fondamentale caratteristica visuale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La questione del fungo bioluminescente \u00e8 quindi largamente nota in tutti e quattro i continenti pi\u00f9 densamente abitati di America, Europa, Asia ed Australia. Con le foreste della prima letteralmente ricoperte, particolarmente nella stagione autunnale, del fungo <em>Panellus stipticus<\/em>, noto fin dall&#8217;epoca dei nativi per le sue doti astringenti e la tendenza a spuntare, in affollate colonie, ogni qualvolta un arbusto cessa di crescere ed inizia il degrado che lo porter\u00e0 a ritornare un mero ingrediente nel grande flusso inarrestabile della natura. Un altro importante rappresentante del gruppo informale dei funghi-lampada \u00e8 quindi individuabile nel cosiddetto <em>jack&#8217;o&#8217;lantern<\/em> o l&#8217;intero genere con diffusione assai ampia degli spesso incommestibili <em>Omphalotus<\/em>, escrescenza dalla forma lamellare e partecipazione ad un gran numero di leggende, fino alla principale terra emersa agli antipodi, dove la specie <em>O. nidiformis<\/em>, simile a un doppio fiore concentrico veniva chiamato il &#8220;fantasma&#8221; dalle popolazioni indigene australiane e tasmaniane. Un tale fenomeno quindi, assai pi\u00f9 raro e meno facile da ammirare in Europa, trova comunque un rappresentante delle nostrane foreste nel comune <em>Armillaria mellea<\/em> o fungo chiodino parzialmente gustoso eccetto il gambo coriaceo, bench\u00e9 nel suo caso la  luce si origini unicamente nel tessuto sommerso del segreto micelio, lasciando il fungo pi\u00f9 propriamente detto del tutto scevro di alcun proposito di splendore.<br>Ponendo le basi e le origini di un vecchio mistero, risalente addirittura ai maggiori pensatori del mondo antico, in merito a come e perch\u00e9, esattamente, i funghi avessero iniziato a brillare. Iniziamo quindi col chiarire come l&#8217;avanzata analisi chimica dei nostri giorni, senza particolari difficolt\u00e0, sia largamente bastata a chiarire il primo di questi avverbi; come palesato dai molti studi in merito, che hanno individuato l&#8217;origine del fenomeno nell&#8217;interazione progettata dall&#8217;evoluzione tra il composto biologicamente prodotto della luciferina e l&#8217;enzima luciferase, comune anche a lucciole, cobepodi, batteri e dinoflaggellati. Che ossidando e riducendo il primo produce, come effetto &#8220;collaterale&#8221; l&#8217;incredibile luce, che tante generazioni di viaggiatori aveva colpito nel profondo del loro essere e il nucleo fantastico dei pensieri. Il che ci conduce, senza colpo ferire, ad alcune delle spiegazioni possibili del fenomeno: il micelio brillerebbe con lo specifico obiettivo di consumare l&#8217;ossigeno, evitando il degrado e la deumidificazione del suo legittimo ambiente sepolto di appartenenza. Ma allora perch\u00e9, di contro, esistono specie in cui \u00e8 piuttosto il corpo fruttifero, esposto all&#8217;aria e la luce notturna della Luna, a rendere luminosamente manifesta la propria surreale presenza? E perch\u00e9 molte di queste tipologie di funghi brillano soltanto di notte, secondo i ritmi dettati da un preciso e innegabile orologio circadiano? Questo \u00e8 uno spunto d&#8217;analisi che, di contro, non trova ancora nessun tipo di analisi confermata, almeno fino a una serie di studi condotti a cavallo dell&#8217;anno 2000 in cui si \u00e8 parlato, per la prima volta, del possibile intento mirato alternativamente a spaventare i predatori (aposematismo) o attirare gli insetti trasportatori delle spore (entomofilia) sfruttando quello stesso surreale fascino che tanto sembrerebbe aver colpito in maniera analoga gli esseri umani, bench\u00e9 occorra sottolineare come l&#8217;effettivo incontro dei funghi luminescenti con tali creature del regno animale non sia mai stato, attraverso i secoli, sottoposto con successo a descrizioni o approfondimenti scientifici di sorta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tOM6QJCK8Lg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Experiment-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32187\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Experiment-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Experiment-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Experiment-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/12\/Foxfire-Experiment.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Hans Waldenmaier, chimico dell&#8217;Universit\u00e0 di <em>S\u00e3o Paulo<\/em>, \u00e8 lo studioso che in una serie consecutiva di esperimenti ha realizzato i quadri al led con funghi artificiali e trappole per gli insetti, confermando in parte ed iniziando a catalogare l&#8217;effettivo interesse degli artropodi nei confronti del mistico <em>foxfire<\/em>.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La naturale convergenza dell&#8217;evoluzione porta, dunque, all&#8217;individuazione di macro-tendenze che sembrano attraversare, senza particolari difficolt\u00e0, le vaste distese degli oceani e i confini tra specie, se non vere e proprie tipologie di creature eccezionalmente distinte tra di loro. C&#8217;\u00e8 ben poco che possa effettivamente accomunare, anche volendo, il volo transiente delle <em>Lampyridae<\/em> ai costrutti vegetativi che attendono il proprio momento con particolare pazienza, prima di sbucare senza nessun preavviso attraverso il sostrato di foglie secche che costituisce la base segreta del sottobosco. Se non un merito, sottilmente arbitrario ma mai davvero negabile ad opera della coerenza umana: aver fatto oliato, attraverso i secoli e i millenni, i ponderosi ingranaggi della fantasia. <br>Perch\u00e9 quello che importa, in definitiva, non \u00e8 che tu sia lucciola, fungo o lanterna; bens\u00ec la maniera in cui il calore e la luce diurna hanno lasciato una profonda impressione nelle generazioni successive degli antenati. Permettendoti, anche nella pi\u00f9 scura ed occulta delle ipotesi, di continuare a rendere manifesta la tua solare verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 stato, chi ha fatto questo? 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