{"id":32014,"date":"2020-11-19T06:30:35","date_gmt":"2020-11-19T05:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32014"},"modified":"2020-11-19T06:31:08","modified_gmt":"2020-11-19T05:31:08","slug":"lapprezzabile-correlazione-tecnologica-tra-la-ruota-del-criceto-e-la-cattedrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32014","title":{"rendered":"L&#8217;apprezzabile correlazione tecnologica tra la ruota del criceto e la cattedrale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eNccg6j1Dy0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Threadweel-Crane-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32017\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Threadweel-Crane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Threadweel-Crane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Threadweel-Crane-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Threadweel-Crane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 della vera forza, in questo pelo dorato. Gran possanza nelle sue vibrisse, gli occhi vispi, le zampette stabili e convinte. Per un lungo tempo l&#8217;essere venuto dalla Siria, singolo animale che possa dirsi pi\u00f9 rassomigliante a un &#8220;roditore addomesticato&#8221; ha coinvolto ed affascinato gli appassionati etologi di tutto il mondo, per la sua capacit\u00e0 di trasformare la prigionia in una valida opportunit\u00e0. Mentre corre, corre e impegna le considerevoli energie dentro la piccola gabbietta, che nella sua mente non \u00e8 piccola ma un campo vasto e ingombro di splendenti margherite, entro cui esplorare un longilineo itinerario alla ricerca metaforica dell&#8217;orizzonte. Visione fantastica ma in qualche modo realizzabile, grazie al sapiente impiego di un utile attrezzo per l&#8217;iniziativa dei suoi carcerieri: <em>Magna Rota<\/em>, la grande macina posizionata in verticale, fatta girare dal roditore occupante del suo accogliente spazio cavo. La cui ispirazione storica, in maniera alquanto inaspettata, possiamo facilmente individuare nei manoscritti e le altre opere di un tempo assai remoto, centrate attorno all&#8217;epoca del Medioevo ma risalenti anche, come acclarato dai filologi, al Mondo Antico ed in particolare l&#8217;Antica Roma. Certo, all&#8217;epoca nessuno avrebbe avuto l&#8217;occasione o il desiderio di tenere in casa un&#8217;intera famiglia di <em>Mesocricetus auratus<\/em>. Ed \u00e8 per questo che a mettere in moto l&#8217;ingranaggio, a quei tempi, dovevano pensarci le persone.<br>Certo \u00e8 che quando si sceglie di utilizzare l&#8217;aggettivo <em>magna<\/em> (latino per &#8220;[cosa] grande&#8221;) tutto \u00e8 chiaramente relativo, cos\u00ec traslando la questione fino alle effettive proporzioni di uno o pi\u00f9 umani, \u00e8 inevitabile che la circonferenza intorno al mozzo e nesso delle situazione finisca per misurare un minimo di 3 metri e mezzo, fino a un massimo di 5 o 6. Il che valeva a dargli una funzione d&#8217;importanza tanto primaria che in effetti, potremmo giungere a considerarla l&#8217;obiettivo per cui veniva abitualmente posta in opera, in una crescente variet\u00e0 di situazioni. Immaginate a tal proposito una squadra di operai e schiavi impegnata presso il territorio dell&#8217;Urbe, che su indicazione dell&#8217;Imperatore in persona avesse ricevuto il mandato di costruire l&#8217;ennesima diramazione dell&#8217;acquedotto cittadino, un&#8217;importante segno di riconoscimento del notevole ingegno civile dei nostri antenati. Struttura la quale, come ben sappiamo dagli esempi rimasti ancora in piedi, non viaggiava sotto terra come all&#8217;epoca corrente bens\u00ec sul &#8220;viadotto acquatico&#8221; di una lunga serie di archi, sostenuti all&#8217;altezza approssimativa di 10 metri. Fino alla quale, prevedibilmente, risultava necessario sollevare una grande quantit\u00e0 di materiali, al punto che la sola forza muscolare, di per se, non avrebbe potuto dimostrarsi altro che insufficiente. Ora se guardiamo ancora pi\u00f9 indietro, nella lunga cronologia delle civilt\u00e0 pregresse, fino alle piramidi egizie, possiamo dire che la soluzione per sfidare i cieli con le proprie costruzioni sia apparente nella forma stessa di quest&#8217;ultime, le cui pareti digradanti erano la rampa stessa, per cui uno spazio orizzontale maggiore potesse corrispondere allo sforzo comparativamente ridotto, al fine di sollevare le grandi e pesanti pietre dell&#8217;edificio. Ma poich\u00e9 per i Romani, che costruivano direttamente in verticale, un tale approccio non sarebbe stato applicabile, \u00e8 palese che dovesse esistere a quel punto un metodo migliore. Come allungare, quindi, lo spazio percorso pi\u00f9 e pi\u00f9 volte con le pietre da costruzione, riducendo conseguentemente lo sforzo necessario al sollevamento, senza per questo dover costruire l&#8217;approssimazione antropogenica di una montagna? La risposta \u00e8 quella semplice, di usare una carrucola, ma non poi tanto semplice, se si considera l&#8217;implicito bisogno di ottimizzare. Cos\u00ec che celebre trattato <em><em>De architectura<\/em>\u00a0<\/em> di Vitruvio (15 a.C.) allude nel suo decimo e ultimo libro ai diversi metodi per il sollevamento di carichi pesanti in uso in tutto il territorio civilizzato, tra cui possiamo individuare l&#8217;insieme di tre carrucole in un singolo sistema interconnesso, chiamato <em>trispastios<\/em> (rapporto di potenza 3 a 1) e quello ancor pi\u00f9 efficace del <em>pentaspostos<\/em> (cinque carrucole) per cui uno sforzo pari all&#8217;entit\u00e0 di 50 Kg poteva corrispondere all&#8217;agevole sollevamento di un carico di 250. Ma il pi\u00f9 impressionante degli approcci era senz&#8217;altro il <em>polyspaston<\/em>, in cui una pluralit\u00e0 di questi metodi venivano associati in serie, e fatti funzionare mediante l&#8217;uso di un argano o cabestano, ruota spinta innanzi dalla forza di uomini o animali, incrementando ulteriormente il vantaggio operativo degli utilizzatori. Finch\u00e9 in un giorno a cui \u00e8 impossibile risalire, a qualcuno non venne in mente di mettere i muscoli <em>dentro<\/em> la ruota stessa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/me3sDQxwoKs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Guedelon-Threadweel-Crane-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32015\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Guedelon-Threadweel-Crane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Guedelon-Threadweel-Crane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Guedelon-Threadweel-Crane-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Guedelon-Threadweel-Crane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La gru a ruota del castello di Gu\u00e9delon pu\u00f2 sembrare una mera attrazione turistica, almeno finch\u00e9 non si tenta di entrare all&#8217;interno della sua impressionante &#8220;cabina operativa&#8221; Occasione in cui si scoprir\u00e0 l&#8217;impegno significativo che veniva richiesto, all&#8217;epoca, ai suoi malcapitati utilizzatori.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Naturalmente la <em>magna rota<\/em> eliminava del tutto l&#8217;ipotesi della forza bovina dall&#8217;equazione, visto come assai difficilmente gli ungulati in questione avrebbero potuto essere costretti a utilizzarla. Ed i criceti, oltre a non aver trovato ancora l&#8217;attuale distribuzione, non avevano il possesso di una dimensione sufficiente ad assolvere allo scopo. Ciononostante la gru a ruota presentava alcuni significativi vantaggi, tra cui l&#8217;implicita potenza espressa con spontaneit\u00e0 dalla camminata (mai e poi mai, corsa) di uno o ancor pi\u00f9 spesso due umani, oltre alla dimensione maggiore a quella di qualsiasi argano, capace di moltiplicare ulteriormente i risultati dello sforzo immesso nel suo sistema. Possiamo dunque effettuare una stima assai vaga, per cui una singola persona messa all&#8217;interno di questo apparato potesse facilmente giungere ad esercitare una potenza di sollevamento pari a una tonnellata e mezzo, per cui gli Egizi avrebbero necessitato la lunga rampa e una squadra composta da un minimo di 30 o 40 persone. Il che non dovrebbe farci immaginare l&#8217;efficacia e rapidit\u00e0 comparabili a una gru moderna pensata per lo stesso carico, dato il segreto stesso alla base di ogni sistema multiplo di carrucole: l&#8217;aumento dello spazio fatto percorrere a un punto arbitrariamente individuato sulla fune o corda, con conseguente allungamento dei tempi necessari al completamento dell&#8217;operazione. Non che ci\u00f2 avrebbe avuto conseguenze eccessivamente gravose per i tempi necessari a completare l&#8217;acquedotto o altra creazione monumentale, visto come l&#8217;intera cadenza venisse comunque dettata dall&#8217;opera, ancor pi\u00f9 lenta, degli operai situati in cima all&#8217;oggetto di tali &amp; tante attenzioni, intenti a disporre con attento metodo i materiali sollevati fino a quel momento.<br>Per quanto ci \u00e8 dato capire quindi, attraverso le fonti storiografiche acquisite, la tecnica della <em>magna rota<\/em> and\u00f2 perduta con la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, soltanto per essere riscoperta in Francia attorno al XIII secolo, come possiamo desumere dalle illustrazioni di alcuni testi risalenti a quel particolare contesto architettonico in divenire. Ove cui gradualmente, la progressiva diffusione dell&#8217;architettura gotica e la conseguente ambizione a costruire torri e campanili sempre pi\u00f9 elevati port\u00f2 i commissionati dalla Santa Chiesa a riscoprire, e mettere all&#8217;opera, l&#8217;antico quanto efficiente sistema romano per il sollevamento dei materiali. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GuJTm9aKuvs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Magna-Rota-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32016\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Magna-Rota-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Magna-Rota-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Magna-Rota-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Magna-Rota.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Sollevare anche un&#8217;intera automobile, tramite l&#8217;impiego di simili meccanismi, non \u00e8 poi cos\u00ec difficile come dimostrato durante questo episodio dello show britannico &#8220;Worst Jobs [In the Middle Ages]&#8221; A patto di mettere in conto un periodo operativo decisamente pi\u00f9 lungo rispetto a quello necessario per gli apparati elettrici o idraulici dei nostri giorni.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Queste sono le gru a ruota in merito alle quali, grazie alle maggiori testimonianze giunte fino a noi, possiamo dire di possedere un maggior numero di nozioni. Costruite quasi del tutto in legno e concepite per venire spostate pi\u00f9 volte durante l&#8217;opera, esse non venivano collocate sulla cima di alte impalcature o le mura stesse, come potremmo affermare che succeda oggi, trovando bens\u00ec posto sempre sul terreno solido, e mano a mano che l&#8217;edificio cresceva sull&#8217;ultimo piano che potesse dirsi a tutti gli effetti ultimato. Ci\u00f2 bastava a garantire nella maggior parte dei casi una stabilit\u00e0 soddisfacente, bench\u00e9 ancora oggi sia possibile osservare, negli antichi edifici religiosi di citt\u00e0 importanti come Parigi, Chartres, Reims, Amiens e Beauvais, i fori quadrati detti &#8220;pontai&#8221; nelle mura, impiegati per assicurare ulteriormente le opere temporanee tra cui la struttura possente della gru a ruota. Che migrando progressivamente fino all&#8217;ultimo piano della grande chiesa, pi\u00f9 volte smontata e rimontata come una macchina d&#8217;assedio, finiva spesso per essere lasciata presso il piano pi\u00f9 alto della stessa, al fine di trovare l&#8217;impiego per il futuro trasporto di materiali di riparazione o rinnovamento. Questo tipo di gru, bench\u00e9 piuttosto complesse da costruire, risultavano ancora prive di artifici avanzati come il sistema del cricchetto, oggi utilizzato per impedire la naturale tendenza del materiale sollevato a tornare verso terra per via dell&#8217;attrazione gravitazionale, poich\u00e9 sembra che il forte attrito inerente in questo tipo di macchinario impedisse a quest&#8217;ultimo di accelerare troppo improvvisamente. Ciononostante, l&#8217;impegno continuativo nel tempo delle persone all&#8217;interno della ruota diventava a questo punto irrinunciabile, tanto che secondo alcune fonti gli utilizzatori della ruota venivano spesso scelti tra persone non vedenti, e perci\u00f2 meno inclini a distrarsi o spaventarsi per le altezze spesso precarie a cui venivano fatti lavorare.<br>Una prima evoluzione funzionale nel sistema ancestrale del <em>polyspaston<\/em> pu\u00f2 essere quindi individuato in epoca Rinascimentale quando con l&#8217;ampliarsi del commercio internazionale, inizi\u00f2 a presentarsi il bisogno di caricare e scaricare velocemente una grande quantit\u00e0 di carichi dalle navi. Questa specifica versione del macchinario, per la prima volta dotata di un sostegno che permetteva lo spostamento laterale del carico, veniva spesso incorporata in un qualche tipo di edificio permanente dotato anche di un tetto, per proteggere il &#8220;motore umano&#8221; dalla pioggia e le intemperie. Simili apparati, in ogni possibile declinazione e dimensione, avrebbero quindi continuato a trovare l&#8217;utilizzo fino ai confini dell&#8217;epoca Moderna, quando furono finalmente resi obsoleti dall&#8217;energia a vapore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Alter-Crane.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"340\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Alter-Crane-500x340.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32019\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Alter-Crane-500x340.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Alter-Crane-768x523.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Alter-Crane.jpg 1155w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Esempio di gru a ruota coperta a Trier, Lussemburgo (1413) &#8211; <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Treadwheel_crane\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;entusiasmo degli archeologi sperimentali per grande gru a ruota romana e medievale, tuttavia, avrebbe continuato a farne costruire numerosi esempi in giro per il mondo, da studenti, professori e amministratori di localit\u00e0 storiche, fondamentali per massimizzare il turismo dei rispettivi paesi. Cos\u00ec oggi \u00e8 possibile osservarne numerosi esempi, ricostruiti o in perfetto stato di conservazioni, presso chiese e cattedrali europee e nel Regno Unito, oltre a porti storici situati in Olanda, Germania e Danimarca. Un particolare esempio, l&#8217;unico ad essere ancora utilizzato quotidianamente, si trova presso il castello in corso d&#8217;opera di Gu\u00e9delon vicino Treigny, in Francia, la creazione di Michel Guyot soggetta a metodi di costruzione esclusivamente autentici per l&#8217;epoca medievale del suo originario contesto d&#8217;ispirazione.<br>Un intento realmente nobile ed impegnativo, oltre qualsiasi impegno sia per noi possibile individuare nello stile di vita del pur savio criceto. Ma non \u00e8 forse vero che i sentimenti ed i bisogni semplici, talvolta, ispirano alcune delle imprese pi\u00f9 significative possibili lungo l&#8217;eterno susseguirsi dei giorni? Come il bisogno quasi elementare di andare &#8220;in alto&#8221; per ottenere il quale generazioni di menti insigni, attraverso le epoche, apparecchiarono le pi\u00f9 improbabili e contro-intuitive tra tutte le possibili soluzioni. Che \u00e8 poi la base stessa, ed il significato ultimo, di quella che ormai da tempo abbiamo imparato a chiamare tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Treadmillcrane.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Treadmillcrane-500x506.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32018\" width=\"500\" height=\"506\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Treadmillcrane-500x506.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Treadmillcrane.jpg 593w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Illustrazione tratta da un manoscritto medievale del XIV secolo, probabile ispirazione della gru ricostruita del castello di Gu\u00e9delon. &#8211; <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Treadwheel_crane#\/media\/File:Treadmillcrane.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 della vera forza, in questo pelo dorato. 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Per un lungo tempo l&#8217;essere venuto dalla Siria, singolo animale che possa dirsi pi\u00f9 rassomigliante a un &#8220;roditore addomesticato&#8221; ha coinvolto ed affascinato gli appassionati etologi di tutto il mondo, per la sua capacit\u00e0 &#8230; <a title=\"L&#8217;apprezzabile correlazione tecnologica tra la ruota del criceto e la cattedrale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32014\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;apprezzabile correlazione tecnologica tra la ruota del criceto e la cattedrale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,4678,2376,5390,1867,517,854,1334,5391,1113,167,136,360,1583,310,784,3479,471,2540,2401,71,1725,97],"class_list":["post-32014","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-carico","tag-carrucole","tag-cattedrale","tag-chiese","tag-costruzione","tag-criceti","tag-edifici","tag-funi","tag-gru","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-lavoro","tag-macchine","tag-medioevo","tag-mondo-antico","tag-romani","tag-ruote","tag-sollevamento","tag-soluzioni","tag-storia","tag-strutture","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32014"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32022,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32014\/revisions\/32022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}