{"id":31992,"date":"2020-11-16T06:21:43","date_gmt":"2020-11-16T05:21:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31992"},"modified":"2020-11-16T06:21:51","modified_gmt":"2020-11-16T05:21:51","slug":"fortemente-inarrestabile-unaltra-macchina-che-taglia-via-le-cime-delle-montagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31992","title":{"rendered":"Fortemente inarrestabile: un&#8217;altra macchina che taglia via le cime delle montagne"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1UL6ukglbO0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31994\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo il diciannovesimo anno di dure battaglie, l&#8217;andamento della guerra inizi\u00f2 una progressiva inversione di tendenza. I coloni dell&#8217;Impero di Alpha Centauri, che sin da principio non si erano fatti particolari problemi a rispedire al mittente interi asteroidi grandi quanto le antiche navi-arca, che molte generazioni prima avevano permesso all&#8217;uomo di disseminare se stesso nel cosmo come un virus, stavano iniziando a perdere sanguinosamente terreno. Grazie alle vittorie ottenute nel settore perduto, sotto il comando di ammiragli veterani, ma anche e soprattutto all&#8217;opera di un sol uomo: Kaizer Boyd, dalla cabina di comando del suo <em>mecha <\/em>grande quanto un grattacielo. 5.600 tonnellate di acciaio, secondo le cronache (nonostante il nome ufficiale della Federazione sembrasse riconoscergliene appena 5 migliaia) per 160 metri di lunghezza e 40 di altezza. Talmente imponente che una volta fatto sbarcare dall&#8217;orbita di un pianeta conteso, arrestando a malapena la sua caduta grazie all&#8217;uso di retro-reattori eiettabili una volta raggiunta la superficie, poteva muoversi soltanto grazie a un metodo ben collaudato, mentre agitava in giro la terribile proboscide scavatrice. Niente ruote, n\u00e9 cingoli o altri sistemi inerentemente condannati a sprofondare in qualsiasi luogo non fosse come 55 Cancri, il pianeta fatto interamente di diamante: bens\u00ec, saltelli sul suo singolo piede colossale, in maniera non dissimile da uno <em>yokai <\/em>monocolo delle leggende folkloristiche giapponesi. A un ritmo di sicuro non velocissimo, mantenendo ad ogni modo la certezza di raggiungere il suo fine ultimo in ciascuna circostanza: il raggiungimento e conseguente invasione armata, delle capitali sotterranee difese strenuamente dagli spaziali, le cui armi non potevano semplicemente penetrarne la corazza forgiata nelle rinomate fabbriche di Marte.<br>Di sicuro in un&#8217;ipotetica storia fantastica di guerre future, l&#8217;enorme scavatore RK 5000.0\/R10 costruito e gestito dal vasto conglomerato \u010cEZ&#8217; (\u010cesk\u00e9 Energetick\u00e9 Z\u00e1vody) sotto l&#8217;etichetta PRODECO, avrebbe avuto un ruolo assolutamente di primo piano. Grazie all&#8217;imponenza tale da farne uno dei costrutti semoventi pi\u00f9 grandi che abbiano mai calcato la terra ferma, ma anche quelli maggiormente in grado di pesare, in pi\u00f9 di un modo, sull&#8217;ambiente naturale d&#8217;impiego. Operativo sin dai primi anni &#8217;80 presso la Miniera di Lignite dell&#8217;Esercito (Lom \u010ceskoslovensk\u00e9 arm\u00e1dy o pi\u00f9 brevemente, Lom \u010cSA) situata nella parte settentrionale della regione di Boemia. e cos\u00ec efficientemente rappresentata grazie allo strumento digitale del time-lapse, nella ripresa caricata come unico contenuto sul canale YouTube di Ibra Ibrahimovi\u010d, un probabile (?) filmmaker locale. Oggetto controllato nella realt\u00e0 dei fatti da 6 membri dell&#8217;equipaggio e fatto lavorare grazie a un insolito sistema ibrido sia idraulico che alimentato elettricamente. Ed \u00e8 in effetti facile notare a quest&#8217;ultimo proposito, la presenza del veicolo dotato dell&#8217;ingombrante bobina di cavo, appartenente assai probabilmente alle una delle serie della PRODECO SchRs o ZPDH, esso stesso gi\u00e0 pi\u00f9 grande di qualsiasi autocarro abbia calcato, a memoria d&#8217;uomo, le strade asfaltate europee. Mentre gli stessi camion da miniera incaricati di raccogliere il materiale, essi stessi non pi\u00f9 &#8220;piccoli&#8221; di 300-400 tonnellate, non appaiono dissimili da puri e semplici giocattoli di un bambino. Ma \u00e8 il surreale movimento della nave madre, accelerato fino a 300 volte a seconda della scena, a rimanere maggiormente impresso allo spettatore, mentre il ciclopico implemento si solleva, compie un passo in avanti e quindi scende nuovamente a terra, con un suono ritmico simile a un peana tribale. L&#8217;unica metodologia possibile, nei fatti, perch\u00e9 possa estendere la sua portata verso nuovi territori di conquista&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2MwZv2WGN2U\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-Mechanism-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31993\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-Mechanism-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-Mechanism-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-Mechanism-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Bucket-Chain-Excavator-Mechanism.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il macchinario che da il nome alle scavatrici a catena \u00e8 un approccio particolarmente versatile al suo particolare ambito d&#8217;impiego, grazie alla natura direzionabile e (relativamente) flessibile del suo apparato di scavo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La scavatrice con catena di secchi, anche detta <em>bucket chain excavator<\/em> o BCE non \u00e8 in effetti altro che l&#8217;ennesimo strumento nell&#8217;eterna guerra contro le alte e ricche colline mitteleuropee, a cui siamo soliti riferirci con il termine di estrazione mineraria di superficie. Metodologia estrattiva, quest&#8217;ultima, generalmente associata con la nazione tedesca e la straordinaria potenza industriale del bacino della Ruhr, che ha fatto dell&#8217;impiego di macchine colossali un vero e proprio simbolo operativo, grazie all&#8217;efficienza dimostrata da quest&#8217;ultime nel compito, tragico ed eroico, di scardinare le risorse poste in posizione relativamente prossima alla superficie del nostro torturato pianeta terrestre. Ed avrete forse una certa familiarit\u00e0 con tali impressionanti strumenti grazie alla celebrit\u00e0 raggiunta su scala internazionale della serie Bagger del consorzio Krupp, <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=19131\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&#8220;veicoli&#8221; capaci di pesare fino 14.000 tonnellate<\/a> e gi\u00e0 trattati sulle pagine di questo blog, riconoscibili per la gigantesca ruota al termine del braccio dotato di contrappeso, capace di estendersi fino alle pendici o ripidi declivi ripieni del prezioso carbone fossile, vero tesoro della maggior parte dei giacimenti europei. Un sistema tuttavia decisamente difficile da implementare e mantenere in condizioni funzionali, tanto da vantare un&#8217;origine non pi\u00f9 antica degli anni &#8217;20 del &#8216;900, quando simili apparati non potevano raggiungere comunque l&#8217;imponente dimensione dei dinosauri correnti. Diverso il caso delle scavatrici a catena, la cui storia pu\u00f2 esser fatta risalire fino al 1859, quando l&#8217;imprenditore francese Alphonse Couvreux pens\u00f2 bene di applicare la tecnologia impiegata quasi cinquant&#8217;anni prima dalle draghe a vapore del porto di Sunderland, in Inghilterra, alla costruzione di una nuova linea ferroviaria presso la regione delle Ardenne. Per poi impiegare nuovamente soltanto tre anni dopo, siffatti giganti, presso i cantieri per la costruzione del canale di Suez. Un successo che avrebbe visto traferire la stessa tipologia di macchine anche sulla scena del secondo tentativo a guida francese, fallito nel 1879, per portare a termine l&#8217;opera titanica del canale panamense. Ciononostante il progetto delle scavatrici di tipo BCE fu giudicato fin da subito efficace, trovando applicazione anche nel contesto tedesco grazie all&#8217;opera della Lubecker-Maschinenbau-Gesellschaft (LMG) che ne costru\u00ec versioni sempre pi\u00f9 grandi fino all&#8217;arrivo dell&#8217;anno 1900, arrivando alla capacit\u00e0 di muovere fino a 36 metri cubi di terra entro il periodo di una singola ora. Aprendo la strada al successo di un particolare approccio minerario che avrebbe riscosso un particolare successo anche nei paesi successivamente inclini ad imboccare la via del comunismo, come la Repubblica Socialista Cecoslovacca dopo il fatidico colpo di stato del 1948.<br>Molti sono i vantaggi di una scavatrice a catena, in effetti, anche rispetto alle successive simili fornite di ruota: in primo luogo, l&#8217;orientamento del braccio dotato dei secchi\/benna di sollevamento della terra, inerentemente capace di velocizzare l&#8217;opera in funzione del moto orizzontale, che non lo porter\u00e0 quindi a contrastare eccessivamente la forza di gravit\u00e0. Il nastro trasportatore in questione inoltre, non troppo dissimile dal meccanismo di una sega elettrica, risulta capace di operare lungo l&#8217;intero estendersi di un dolce declivio, rendendo questo tipo di scavatrici particolarmente adatte a scavare verso il basso, mentre quelle dotate di ruota sono solite puntare la loro arma in direzioni elevate. Ragion per cui, sistemi simili trovano l&#8217;applicazione ancora oggi in campo marittimo, sopra le draghe che si occupano di ripulire o rendere pi\u00f9 profondi i fondali. Ma il punto forte di tali apparati \u00e8 proprio la loro capacit\u00e0 di funzionare attivamente anche senza un terreno particolarmente solido sotto il &#8220;piede&#8221; semovente, massimizzando la loro capacit\u00e0 di spostarsi ed operare nell&#8217;intero territorio facente parte della miniera. Che tender\u00e0, in conseguenza di questo, ad estendersi vieppi\u00f9 con il trascorrere dei mesi e degli anni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mvnl7rUv3v0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Small-Bucket-Chain-Excavator-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31995\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Small-Bucket-Chain-Excavator-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Small-Bucket-Chain-Excavator-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Small-Bucket-Chain-Excavator-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Small-Bucket-Chain-Excavator.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Questa piccola scavatrice BCE fa parte della collezione del museo ricavato dall&#8217;antica fabbrica di mattoni Ziegelei Lage, in Renania Settentrionale. Utilizzata in frequenti dimostrazioni a vantaggio dei visitatori, la sua natura compatta permette di comprendere agevolmente la portata ingegneristica dell&#8217;idea di partenza.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 in effetti annosa la questione, discussa per l&#8217;intero estendersi del XX secolo ed oltre, relativa ai diritti estrattivi della lignite in Boemia Settentrionale, un processo tanto importante per l&#8217;economia locale e non solo, quanto potenzialmente lesivo per l&#8217;ambiente, il territorio e la salute degli abitanti delle zone limitrofe. Ci\u00f2 in forza non soltanto delle micro-polveri sollevate inevitabilmente durante l&#8217;estrazione, ma anche per l&#8217;inquinamento inerente che deriva dalla processazione, ed il successivo utilizzo del carbone fossile, diventato quindi parte del programma d&#8217;intere generazioni di politici che si sono succedute al potere dell&#8217;attuale Repubblica Ceca. Senza giungere, tuttavia, a promesse meno vaghe che una cessazione di ogni attivit\u00e0 entro il periodo stimato tra il 2030 ed il 2055, mentre mostri d&#8217;efficienza, come la RK 5000.0\/R10, continuano nel frattempo a scoperchiare le montagne. <br>Perch\u00e9 ogni guerra capace di estendersi oltre i confini di un singolo sistema solare, inevitabilmente, tender\u00e0 a durare intere decadi, se non vere e proprie generazioni. E non c&#8217;\u00e8 universo pi\u00f9 vasto rispetto a quello del guadagno, fondamento stesso di ogni umana ricerca di soddisfazione ulteriore. A meno che sorga, dalle tenebre della storia, un Pilota&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il diciannovesimo anno di dure battaglie, l&#8217;andamento della guerra inizi\u00f2 una progressiva inversione di tendenza. 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