{"id":31955,"date":"2020-11-10T06:25:37","date_gmt":"2020-11-10T05:25:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31955"},"modified":"2020-11-10T06:25:42","modified_gmt":"2020-11-10T05:25:42","slug":"chi-osserva-la-solenne-marcia-dellenorme-granchio-tasmaniano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31955","title":{"rendered":"Chi osserva la solenne marcia dell&#8217;enorme granchio tasmaniano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Tasmanian-King-Crab.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Tasmanian-King-Crab-500x439.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31958\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Tasmanian-King-Crab-500x439.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Tasmanian-King-Crab-768x675.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/Tasmanian-King-Crab.jpg 964w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;autunno del 1878, il direttore del Museo Victoria di Carlton, in Australia, commission\u00f2 al naturalista John James Wild una serie di tavole illustrate per il suo Prodromus, una pubblicazione mirante ad illustrare, tra le altre, alcune delle pi\u00f9 riconoscibili specie dei dintorni marittimi nazionali. Tra le pagine pi\u00f9 memorabili tutt&#8217;ora esposte al pubblico nella struttura, figura quella raffigurante il granchio decapode dal carapace rosso, con la chela sinistra visibilmente pi\u00f9 grande e parzialmente nera, il dorso bitorzoluto e le affusolate zampe rivolte per met\u00e0 in avanti, l&#8217;altra met\u00e0 indietro. Gi\u00e0 perch\u00e9 <em>Pseudocarcinus gigas<\/em>, il granchio gigante o reale diffuso nella zona meridionale fatta oggetto del catalogo, come la maggior parte dei crostacei  chelati in grado di abitare ad una simile profondit\u00e0 non ha limitazioni deambulatorie di sorta, camminando in ogni direzione contrariamente a quanto fatto dai suoi simili delle spiagge sabbiose della maggior parte del mondo. Simili o per meglio dire, versioni miniaturizzate, viste le cifre riportate in calce all&#8217;illustrazione: una larghezza di fino a 46 cm per 17 Kg di peso degli esemplari maschi in grado di farne, in base al criterio utilizzato, almeno il secondo granchio pi\u00f9 imponente al mondo. E questo nonostante l&#8217;imponenza del suo rivale <em>Macrocheira kaempferi<\/em>\u00a0o granchio-ragno del Giappone tenda ad esprimersi soprattutto nella lunghezza delle zampe, con un carapace che non supera generalmente gli &#8220;appena&#8221; 30-36 cm complessivi. Il che basta a dare l&#8217;essenziale idea di un vero e proprio carro armato degli abissi, cui l&#8217;evoluzione ha permesso di crescere fino al raggiungimento di una massa, ed un grado di corazzatura, tali da non permettere la sussistenza di alcun tipo di predatore abituale. Fatta eccezione, s&#8217;intende, per l&#8217;uomo.<br>Cos\u00ec ecco presentarsi al pubblico, attraverso le occasionali testimonianze quasi mai di prima mano, questa creatura chiaramente carismatica, che sarebbe lecito aspettarsi comparire su poster, magliette e souvenir locali. Eppure il ruolo principale del granchio gigante, pi\u00f9 che altro, si trova espresso nell&#8217;esportazione gastronomica verso i redditizi mercati dell&#8217;Estremo Oriente, causa l&#8217;occasionale cattura mediante trappole specifiche (quelle convenzionali sono semplicemente troppo piccole per contenerlo) da parte di una fiorente industria centrata soprattutto negli stati di Victoria e Nuovo Galles del Sud. E studi scientifici, nel vasto repertorio reperibile su Internet, incentrati pi\u00f9 che altro sulla sostenibilit\u00e0 di una simile fonte di guadagno attraverso le prossime decadi, in mancanza della quale molti degli investimenti compiuti in merito dovranno forzatamente essere ridimensionati. Un timore che possiamo definire in linea di principio remoto, quando si considera l&#8217;evidente capacit\u00e0 di proliferazione di questi animali, la cui femmina depone tra lo 0,5 e i due milioni di uova, ad ogni episodio di accoppiamento possibile soltanto una volta ogni due anni di media, poco dopo il compiersi della muta esoscheletrica che la rende temporaneamente vulnerabile all&#8217;accoppiamento. Evento a cui fa seguito la deposizione da parte della femmina, considerevolmente pi\u00f9 piccola e dotata di chele della stessa dimensione, del lungo filare simile a una collana di perle, assicurato mediante l&#8217;impiego di una secrezione adesiva sulla sabbia del fondale, finalizzata a trattenerle e mimetizzarle al tempo stesso. Un gesto che le costa, molto spesso, l&#8217;attacco da parte di una notevole quantit\u00e0 di parassiti. <br>Ma \u00e8 al momento della schiusa che le cose iniziano ad essere influenzate pi\u00f9 pesantemente dalla fortuna, con i piccoli fluttuanti che si uniscono al grande flusso planktonico delle correnti marine, ottenendo tutte le qualifiche di un apprezzato snack biologico per qualsivoglia pesce si trovasse a passare di l\u00ec. Un destino particolarmente inevitabile, per tutte quelle creature che praticano la strategia riproduttiva &#8220;r&#8221; (classificazione MacArthur\/E. O. Wilson) basata sulla produzione di una grande quantit\u00e0 di piccoli sacrificabili, piuttosto che pochi e destinati ad essere protetti fino al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta. La cui stessa natura passiva permette, essenzialmente, di diffondere la specie oltre la singola montagna marina di appartenenza, senza che alcun granchio debba intraprendere pericolose, nonch\u00e9 dispendiose migrazioni deambulatorie&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YTBkihQvty0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Exhibit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31956\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Exhibit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Exhibit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Exhibit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Exhibit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Russell \u00e8 il secondo e meno imponente granchio gigante acquistato, con meno pubblicit\u00e0 internazionale, dalla Sea Life di Weymouth nel 2012, le cui chele restavano comunque &#8220;Abbastanza grandi e forti da spezzare un polso umano&#8221;. Non proprio un&#8217;immagine particolarmente raccomandabile, n\u00e9 in alcun modo tranquilizzante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;effettiva vulnerabilit\u00e0 del <em>P. gigas<\/em> termina del resto, come dicevamo, soltanto dopo il trascorrere di alcuni anni, con il raggiungimento della sua morfologia impressionante che corrisponde grossomodo all&#8217;et\u00e0 adulta. Un processo che \u00e8 alla base della sua possibile vulnerabilit\u00e0 di specie, data la durata della vita stimata attorno ai 25-30 anni di media, bench\u00e9 esemplari eccezionali possano raggiungere e persino superare il secolo complessivo d&#8217;et\u00e0. Il che lascia suppore un valore non del tutto trascurabile, al fine di garantire l&#8217;esistenza continuativa di un simile titano, per ciascun singolo rappresentante della sua impressionante specie, un tale simbolo mancato per la naturale biodiversit\u00e0 del suo notevole ambiente di provenienza. Al punto che nel 2012, l&#8217;ultima occasione in cui questa creatura fece tendenza su Internet, i principali tabloid e altre testate inglesi dedicarono un grande spazio a Claude, esemplare maschio acquisito dal gruppo Sea Life di Weymouth, nel Dorset, per un&#8217;esibizione itinerante, alla modica cifra di 3.000 sterline e direttamente da un lotto destinato a finire sui piatti di qualche facoltoso investitore nell&#8217;industria peschiera del meridione australiano. Felice destino toccato, nello stesso frangente, a due altri granchi finiti a Birmigham e Berlino, che avrebbero potuto e dovuto probabilmente qualificarsi come ambasciatori internazionali della loro specie. Se non fosse per il generale disinteresse, dopo la circolazione avvenuta di alcune foto notevoli tra cui quella mostrata in apertura, in cui il granchio viene offerto all&#8217;obbiettivo della telecamera dall&#8217;acquarista Jemma Battric, spesso accompagnato dalla didascalia secondo cui nella migliore delle ipotesi, sarebbe destinato a crescere ancora. Ipotesi, quest&#8217;ultima, in merito alla cui realizzazione effettiva non possiamo che restare incuriositi, vista la mancanza d&#8217;informazioni successive alla prima diffusione digitalizzata del lieto evento. Una seconda, rara occasione di popolarit\u00e0 mediatica per l&#8217;animale pu\u00f2 essere quindi rintracciata nel manga giapponese e successivo anime Terra Formars di Yu Sasuga (2012-2014) in cui uno dei protagonisti inviati a combattere contro i terrificanti scarafaggi antropomorfi di Marte \u00e8 il russo vice-capo della spedizione Sylvester Asimov, la cui ricombinazione genetica con il <em>P. gigas<\/em> \u00e8 servita a renderlo particolarmente forte e in grado di rigenerare se stesso al concludersi dei combattimenti coi feroci nemici mutanti. Mentre nella sua stessa patria di provenienza, sono molti a non aver mai visto e tanto meno assaggiato la carne a quanto sembra straordinariamente apprezzabile del granchio reale, generalmente venduto al miglior offerente nel corso di prestigiose aste internazionali, mentre l&#8217;incontro diretto nel corso di eventuali immersioni risulta particolarmente poco probabile, dato l&#8217;habitat che si aggira attorno ai 110-180 metri d&#8217;estate, e fino ai 190-400 nel corso dei mesi invernali. Dimostrando una capacit\u00e0 di adattamento alle diverse profondit\u00e0 particolarmente significativa nell&#8217;ambito dei crostacei decapodi abissali, dove la specializzazione in tal senso risulta spesso essere una caratteristica piuttosto comune. Un habitat di appartenenza che permette alla creatura di nutrirsi di un&#8217;ampia variet\u00e0 di prede, tra cui gamberi anomuri, echinodermi asteroidei (stelle marine) lumache di mare ed altri granchi pi\u00f9 piccoli di lui, tra cui non disdegna membri della sua stessa specie. Bench\u00e9 la fonte principale di cibo, si ritiene, debbano essere i cadaveri di grossi pesci e mammiferi marini, frequentemente precipitati per effetto gravitazionale fino alle oscure profondit\u00e0 dei suoi sabbiosi territori. Un&#8217;ulteriore dimostrazione operativa, se vogliamo, della continuit\u00e0 e riciclo esistenziale della natura, persino in territori mai raggiunti dalla luce chiarificatrice dell&#8217;astro solare!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TNy_YEOMB0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Reserve-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31957\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Reserve-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Reserve-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Reserve-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-Reserve.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nella maggior parte dei casi, l&#8217;accumulo anche temporaneo di granchi giganti presuppone il blocco delle chele mediante l&#8217;uso di fascette da elettricista. Non soltanto per evitare il ferimento dei guardiano umani, ma anche quello reciproco delle creature, che esibiscono comportamenti territoriali nelle situazioni di stress. Sentimento tutt&#8217;altro che immotivato, s&#8217;intende, visto il destino probabile di questi esemplari&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Chi possiamo dire che sia, a questo punto, il granchio reale della Tasmania? Padre, ambasciatore, guerriero delle profondit\u00e0 non viste, essere che popola i sogni della letteratura fantastica contemporanea giapponese, ma anche quelli dei pi\u00f9 avidi e spietati tra i gourmet d&#8217;Asia. Simbolo mancato, dell&#8217;isola che gli da il nome e l&#8217;intero ambiente geografico attinente, per il semplice fatto che nessuno vorrebbe mai affezionarsi, alla creatura che cattura e invia ad andare incontro a un triste e improvvido fato finale. A meno che qualche amministratore di acquari o zoo, con un eccesso di fondi a disposizione, decida di acquisirne gli esemplari per un ritorno d&#8217;investimento destinato a realizzarsi attraverso le multiple generazioni. Il che, sebbene non dispiaccia al granchio (che concetto potrebbe mai avere, egli, dell&#8217;ormai perduta libert\u00e0?) non risolve in alcun modo il problema, in quanto contribuisce a rimuoverlo comunque dal pool genetico delle prossime generazioni. <br>Resta sempre necessario, d&#8217;altra parte, continuare a guadagnare. Ci\u00f2 tendiamo a ricordarlo molto di frequente, soprattutto attraverso periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo attualmente. Finch\u00e9 le pi\u00f9 oscure parabole facenti parte dell&#8217;odierno stile d&#8217;intrattenimento e moralizzazione non avranno un&#8217;ottima ragione per concretizzarsi. Ed allora, quanto potranno resistere la nostra dura scorza e le possenti chele? Senza alcunch\u00e9 da stringere tranne un vago e lieve senso di rimorso, come una goccia nell&#8217;oceano delle infauste circostanze.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-2.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-2-500x281.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31959\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-2-500x281.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-2-768x432.png 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/11\/King-Crab-2.png 1120w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Foto: Seal Life <a href=\"https:\/\/discvr.blog\/the-tasmanian-giant-crab-is-the-king-of-crabs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">via Discovr.blog<\/a><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;autunno del 1878, il direttore del Museo Victoria di Carlton, in Australia, commission\u00f2 al naturalista John James Wild una serie di tavole illustrate per il suo Prodromus, una pubblicazione mirante ad illustrare, tra le altre, alcune delle pi\u00f9 riconoscibili specie dei dintorni marittimi nazionali. Tra le pagine pi\u00f9 memorabili tutt&#8217;ora esposte al pubblico nella struttura, &#8230; <a title=\"Chi osserva la solenne marcia dell&#8217;enorme granchio tasmaniano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31955\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Chi osserva la solenne marcia dell&#8217;enorme granchio tasmaniano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,315,818,1000,4906,5349,2312,581,5004,1097,311,3119,368,3200,2045,3534,1032],"class_list":["post-31955","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-australia","tag-biologia","tag-carnivori","tag-chele","tag-corazza","tag-creature","tag-crostacei","tag-decapodi","tag-evoluzione","tag-gastronomia","tag-giganti","tag-granchi","tag-habitat","tag-spazzini","tag-specie","tag-tasmania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31955"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31955\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31960,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31955\/revisions\/31960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}