{"id":31890,"date":"2020-10-31T06:22:14","date_gmt":"2020-10-31T05:22:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31890"},"modified":"2020-10-31T06:22:16","modified_gmt":"2020-10-31T05:22:16","slug":"la-ferrovia-che-taglia-un-lago-rosso-e-verde-come-una-bandiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31890","title":{"rendered":"La ferrovia che taglia un lago rosso e verde come una bandiera"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y837fxsZZYg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Water-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31893\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Water-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Water-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Water-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Water.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quel ramo del lago av\u00ecto, che volge al vespro, rosa e maleodorante, tra le propaggini di deserto raramente attraversato dai veicoli della moderna civilizzazione; e il ponte che ivi congiunge le distanti rive, dividendo in lembi contrapposti ci\u00f2 che un giorno era stato unito. Salato, pi\u00f9 del mare stesso. Ma non perci\u00f2 privo di vita, piuttosto che ristoro per gli uccelli che qui sostano, nutrendosi dello strato quasi solido costituito dalle mosche del sale, le ronzanti efidre. Mentre nelle sue profondit\u00e0, si aggirano miliardi di piccoli gamberi, nati da generazioni successive di uova dormienti. Eppure ci\u00f2 che maggiormente riesce a caratterizzare nella percezione popolare il bioma del Grande Lago Salato, maggiore dello Utah e ventunesimo nei vasti Stati Uniti, non \u00e8 questa sua popolazione interconnessa bens\u00ec l&#8217;effetto che il sostrato basico di essa riesce a indurre nel fondamentale cromatismo della situazione, suddiviso in due met\u00e0 distinte: intenso e sanguigno da una parte, scolorito e verdeggiante in quella contrapposta, all&#8217;altro lato della diga involontaria, ma non per questo meno necessaria alle macchinazioni di coloro che qui vivono, attraverso le generazioni, sin dall&#8217;epoca della prima colonia stabilita dai mormoni. Che poi crebbe, in modo esponenziale, fino all&#8217;ottenimento dello status di citt\u00e0 costiera e capitale dello stato con il nome di Salt Lake City. E si arricch\u00ec di un utile viale d&#8217;accesso, con la costruzione tra il 1902 e il 1904 di un lungo viadotto ferroviario, la linea di Lucin, costituito da esattamente 19 Km a partire dalla riva di Promontory Point. Un ponte in legno che poggiava sul fondale non troppo profondo, destinato ad essere mantenuto e sostituito per un periodo di quasi 50 anni, quando in considerazione del suo utilizzo piuttosto intenso, con fino a sette treni giornalieri per il trasporto di merci e persone, la compagnia Southern Pacific non decise di affiancargli un diverso tipo di passerella. Ovvero un terrapieno, costruito con gabbioni, detriti e ingombranti pietre, che andasse da una riva all&#8217;altra del Grande Lago, suddividendolo essenzialmente in due entit\u00e0 distinte fatta eccezione per un paio di piccole condotte equidistanti dalle contrapposte rive. Dopo tutto, quale poteva essere il problema? Per uno specchio d&#8217;acqua per lo pi\u00f9 endoreico, privo di fattori d&#8217;affluenza fatta eccezione per la pioggia stessa, e gi\u00e0 soggetto a significative fluttuazioni della sua estensione attraverso il ciclo prevedibile delle stagioni. Che continu\u00f2 a procedere, senza immediati cambiamenti apprezzabili dall&#8217;uomo.<br>Finch\u00e9 un giorno, qualcuno non si volse verso levante per notare qualcosa d&#8217;insolito e altrettanto inaspettato: &#8220;Sto sognando, gente, o le acque hanno cambiato colore?&#8221; O per lo meno la met\u00e0 settentrionale oltre quella muraglia percorribile, dove l&#8217;assenza dei fiumiciattoli e torrenti della met\u00e0 sud, utili a disperdere l&#8217;innata salinit\u00e0 di un tale specchio, aveva causato la progressiva modificazione delle condizioni chimiche vigenti. Fino all&#8217;eutrofizzazione ad opera dell&#8217;alga estremofila rimasta senza concorrenti, quella <em>Dunaliella salina<\/em> che tanti altri laghi salati, in giro per il mondo, \u00e8 responsabile di aver tinto di rosa. Ma la scena qui presente, essenzialmente, era del tutto priva di corrispondenze altrove. Perch\u00e9 nel frattempo, all&#8217;altra parte dello stretto terrapieno le acque erano rimaste comparativamente incolori, bench\u00e9 tendenti al verde causa la copiosa presenza di <em>Dunaliella viridis<\/em> e colleghe. Il lago, in altri termini, si era trasformato nel vessillo di un&#8217;alta bandiera ed a nessuno sembrava importare particolarmente, apprezzandone anzi gli ottimi presupposti turistici sugli abitanti degli stati vicini. Almeno finch\u00e9 verso il principio degli anni &#8217;80, lo squilibrio tra i livelli delle due met\u00e0 non caus\u00f2 una serie d&#8217;inondazioni durante un periodo di piogge particolarmente intense, con conseguente danneggiamento delle attivit\u00e0 industriali e agricole nate nel frattempo all&#8217;altro lato della citt\u00e0 di oltre 200.000 abitanti. Essendo stati colpiti dove fa pi\u00f9 male (il flusso ristorativo dei denari) venne deciso in tutta fretta, a quel punto, d&#8217;intervenire!<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uhRV8QBUUY0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Causeway-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31891\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Causeway-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Causeway-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Causeway-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Causeway.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;apertura del secondo passaggio nel terrapieno ferroviario di Lucin avrebbe dato l&#8217;inizio ad un lungo, possibile processo di guarigione. Di cui nessuno, purtroppo, conosce le reali tempistiche a venire.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La solenne &#8220;riapertura&#8221; del terrapieno del Great Salt Lake sarebbe quindi stata praticata in pi\u00f9 capitoli, il primo dei quali databile al primo agosto 1984, quando un ponte lungo 90 metri venne collocato in corrispondenza del suo lato Est, per favorire almeno in parte l&#8217;equalizzazione dei due lembi pericolosamente sconnessi tra di loro. Il maggiore accumulo d&#8217;acqua piovana nella parte meridionale del lago con conseguente aumento del livello, tuttavia, continu\u00f2 a generare saltuari problemi almeno fino agli anni 2010, occasione in cui venne deciso d&#8217;intervenire in maniera maggiormente risolutiva. Chiuse le vecchie condotte d&#8217;interconnessione risalenti agli anni &#8217;50 che necessitavano comunque di costosi interventi di restauro, s&#8217;inizi\u00f2 la costruzione di un secondo ponte ferroviario, questa volta lungo 55 metri, bench\u00e9 l&#8217;effettiva riapertura del terrapieno avrebbe dovuto attendere ulteriori 6 anni, causa preoccupazioni di natura ecologica sui possibili effetti di un tale gesto. Finch\u00e9 al cospetto di televisioni, elicotteri e droni, il momento tanto atteso non ebbe l&#8217;immediata occasione d&#8217;espletarsi, dando luogo a una scena&#8230; Piuttosto deludente. Le due masse d&#8217;acqua, infatti, avevano accumulato negli anni una tale disparit\u00e0 del gradiente salino da riuscire a rimanere sostanzialmente distinte ancora nei tempi odierni, mantenendo quando le condizioni climatiche sono pi\u00f9 favorevoli la stessa contrapposizione cromatica di un tempo. La loro progressiva mescolanza, tuttavia, era destinata a generare un&#8217;imprevista tipologia di problemi.<br>Attraverso tutto il 2016 e gli anni immediatamente a seguire, gli enti incaricati di preservare la natura e la fauna pennuta di questo luogo non-propriamente-ameno dovettero cos\u00ec fare i conti con una grave realizzazione: che all&#8217;interno delle anatre e gli altri uccelli del Salt Lake, si stavano accumulando quantit\u00e0 precedentemente insospettate di letale mercurio. Un veleno particolarmente insidioso, proprio perch\u00e9 non derivante da fonti facilmente individuabili nei dintorni, bens\u00ec trasportato come minuscole particelle attraverso gli strati superiori delle nubi a seguito dell&#8217;inquinamento prodotto su scala ormai globalizzata. Studi scientifici varati in tutta fretta, come conseguenza di questo, giunsero a chiarirne l&#8217;inusitata ragione: l&#8217;acqua ricca di sale del lembo nord che, risultando pi\u00f9 densa, s&#8217;insinuava nell&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 prossima del fondale lacustre mai pi\u00f9 profondo di 10-15 metri. Trascinando con se tutto la ricca variet\u00e0 di alghe unicellulari e batteri estremofili di colore rosa, capaci di sopravvivere anche in assenza d&#8217;ossigeno, ma soltanto mediante una trasformazione delle loro funzionalit\u00e0 fisiologiche. Passando dalla processazione dell&#8217;aria limpida a quella dei nitrati precipitati fin laggi\u00f9, un processo pericoloso che tanto spesso conduce, irrimediabilmente, alla metilazione del mercurio. Conseguenze insospettabili e soprattutto, impossibili da prevenire una volta intrapresa la strada senza ritorno che conduce alle alte torri dell&#8217;urbanizzazione incipiente. Cos\u00ec il rapporto, da sempre variabile, tra cose vive e morte sulle spietate rive del Grande Lago, tanto spesso ricoperte da uno strato di gamberi intenti a decomporsi, continu\u00f2 a favorirne l&#8217;aumento smodato. Con inevitabile danneggiamento ulteriore di un ecosistema gi\u00e0 in crisi, sebbene l&#8217;avvelenamento sia necessariamente destinato a ridursi col trascorrere degli anni. Man mano che il gradiente tende a scomparire, portando le due acque a mescolarsi fino all&#8217;ottenimento dell&#8217;auspicabile, originario brodo primordiale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/x2y4CAfC0pI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Cutoff-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31892\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Cutoff-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Cutoff-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Cutoff-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Great-Salt-Lake-Cutoff.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il tipo di operazioni ferroviarie che coinvolgono il Salt Lake sono per lo pi\u00f9 relative al trasporto merci, generato dalle numerose industrie per l&#8217;estrazione mineraria e salina che operano nei dintorni dell&#8217;omonima citt\u00e0.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;uomo \u00e8 la causa, dopo tutto, egli pu\u00f2 essere anche la soluzione. Salvo specifiche eccezioni ed in effetti non \u00e8 sempre semplice, nei casi presi volta per volta in esame, comprendere gli effettivi gradi di competenza tra noi e natura. \u00c8 a tal proposito indubbio come attraverso un periodo tra i 30.000 e 13.000 anni fa, dove oggi \u00e8 situato lo stato dello Utah ci fosse un singolo enorme lago, detto Bonneville, di cui il Salt Lake non \u00e8 che l&#8217;ultimo e pi\u00f9 ristretto residuo. Un processo che allo studio dell&#8217;epoca che stiamo vivendo, non pu\u00f2 che riconfermarsi ancora in corso fino alla futura, inevitabile sparizione di questa notevole caratteristica del paesaggio. <br>E che differenza potr\u00e0 mai fare, dinnanzi all&#8217;ora dell&#8217;inevitabile fine, il colore rosso, rosa o verde di queste copiose ma mai troppo profonde acque? Tutto quello che possiamo fare a tal proposito, come i personaggi di uno specchio d&#8217;acqua manzoniano all&#8217;altro lato dell&#8217;Oceano, \u00e8 confidare nella divina Provvidenza. Ed evitare, per quanto possibile, di bere o toccare il mercurio che donava la lunga vita secondo le antiche filosofie cinesi, con effetti di contro meno apprezzabili sulla nostra opaca fisicit\u00e0 terrena. Perch\u00e9 il sale \u00e8 nostro amico, si sa. Ma proprio quella stessa sostanza ionica, talvolta, genera mostri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel ramo del lago av\u00ecto, che volge al vespro, rosa e maleodorante, tra le propaggini di deserto raramente attraversato dai veicoli della moderna civilizzazione; e il ponte che ivi congiunge le distanti rive, dividendo in lembi contrapposti ci\u00f2 che un giorno era stato unito. Salato, pi\u00f9 del mare stesso. Ma non perci\u00f2 privo di vita, &#8230; <a title=\"La ferrovia che taglia un lago rosso e verde come una bandiera\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31890\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La ferrovia che taglia un lago rosso e verde come una bandiera\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,229,312,1536,1067,187,2206,915,795,1653,2373,1176,280,858,1712,5362,147,220,89,126,1754,87],"class_list":["post-31890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-chimica","tag-clima","tag-dal-mondo","tag-dighe","tag-ecologia","tag-fenomeni","tag-ferrovie","tag-laghi","tag-lavori","tag-luoghi","tag-microrganismi","tag-ponti","tag-risorse","tag-sale","tag-salt-lake","tag-stati-uniti","tag-strade","tag-strano","tag-trasporti","tag-utah","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31890"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31894,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31890\/revisions\/31894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}