{"id":31861,"date":"2020-10-27T06:30:25","date_gmt":"2020-10-27T05:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31861"},"modified":"2020-10-27T06:35:29","modified_gmt":"2020-10-27T05:35:29","slug":"lingegnoso-espediente-del-tronco-giapponese-a-due-piani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31861","title":{"rendered":"L&#8217;ingegnoso espediente del tronco giapponese a due piani"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www3.nhk.or.jp\/nhkworld\/en\/ondemand\/video\/6024009\/?fbclid=IwAR1OV31KxlTvx366T-qQglfuRhzEXpKav5sSpZ28bR7nkfJYcpM3Gsr_YRo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Daisugi-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31865\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Daisugi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Daisugi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Daisugi-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Daisugi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Piattaforme in legno e fronde oltre la curvatura dell&#8217;orizzonte, fin dove l&#8217;occhio riesce a spingersi lungo l&#8217;irto declivio. Alberi sul lato della strada, sopra cui crescono ulteriori Alberi. Geneticamente uguali; ma esteriormente, diversi. Cos&#8217;ha creato il surreale paesaggio che caratterizza la regione giapponese dei villaggi di Takagamine, Takao, Kumogahata e Kitayama? Di certo, in una simile stranezza, dev&#8217;essere coinvolta la possente ed instancabile mano dell&#8217;uomo! <br>La moda \u00e8 quell&#8217;influsso, simile a una carica elettrostatica, che ogni cosa percorre modificandone profondamente le caratteristiche fisiche immanenti; non sottovalutate mai, se potete, l&#8217;effetto che la moda pu\u00f2 avere sull&#8217;aspetto dei luoghi e le persone, le preferenze operative di quest&#8217;ultime, la stessa forma e l&#8217;aspetto del paesaggio in cui abitiamo. Ci fu un tempo, nel Giappone dell&#8217;epoca pre-moderna, in cui colline intere attorno alla citt\u00e0 di Kyoto vennero dedicate alla coltivazione di uno specifica tipologia di materiale. Ci\u00f2 era legno e poco pi\u00f9 di quello, ma anche molto un <em>quantum<\/em> straordinariamente significativo, oltre a quello. Era il tempo dei guerrieri in armatura, pronti a cavalcare dentro il turbine della battaglia. Che al ritorno dal caos e gli spargimenti di sangue del <em>Sengoku Jidai<\/em> (Paese in Guerra) pretendevano di riposarsi in uno spazio sereno e quasi mistico, la pi\u00f9 perfetta applicazione della filosofia al concetto di spazio creato da, in base agli specifici bisogni e per l&#8217;uomo. Zen: se c&#8217;era stato qualcuno responsabile, in prima persona, di averlo trasformato in una linea guida dei processi architettonici vigenti, quel qualcuno fu senz&#8217;altro il monaco, filosofo e &#8220;maestro del t\u00e8&#8221; Sen no Rikyu (\u5343\u5229\u4f11, 1522 -1591) consigliere del signore della guerra Toyotomi Hideyoshi il quale, come molti altri nella sua non troppo comoda posizione, fu infine messo a morte per un disaccordo mai realmente chiarito dalla storia. Non prima di creare e regolamentare una specifica eredit\u00e0 culturale, tuttavia, che sarebbe diventata il fondamento stesso di un particolare approccio alla bevanda tanto utile per affrontare le vicissitudini e le ansie dell&#8217;esistenza. Chi creda che agitare il frustino di bamb\u00f9 nella preziosa ciotola, mentre ci si libera i pensieri prima di servire l&#8217;ospite d&#8217;onore, sia l&#8217;essenza e il fondamento ultimo di questa Cerimonia, sta rischiando di mancare essenzialmente il punto. Che consiste nel creare uno specifico momento, a cui si accompagna un contegno, una ragione, un sentimento. L&#8217;esperienza in cui lo stesso ambiente, la fondamentale Chashitsu (\u8336\u5ba4 &#8211; Stanza del T\u00e8) diviene un&#8217;interfaccia con il regno della mente sgombra da pensieri che riescano a offuscare la percezione del Tutto (\u7985 &#8211; Zen).<br>Con la pacificazione del paese, e l&#8217;istituzione della somma pax dei Tokugawa successivamente alla battaglia di Sekigahara (1600) l&#8217;approccio sobrio ed elegante alla concezione di simili ambienti venne quindi trasformato in un&#8217;intera corrente architettonica, dal nome specifico di <em>sukiya-zukuri <\/em>(\u6570\u5bc4\u5c4b\u9020\u308a &#8211; Stile Raffinato) per distinguersi da quello pre-esistente di <em>shoin-zukuri<\/em>\u00a0(\u66f8\u9662\u9020 &#8211; Stile della sala del tempio)\u00a0in cui tutto era attentamente definito fino al bench\u00e9 minimo dettaglio, intrappolando la mente nelle regole del mondo terreno. Tale novit\u00e0 portava, tuttavia, anche un problema significativo e del tutto nuovo: poich\u00e9 le pi\u00f9 sontuose residenze realizzate dai signori di un simile societ\u00e0 feudale, essendo assai pi\u00f9 vaste ed imponenti di qualsiasi sala da t\u00e8, richiedevano una quantit\u00e0 proporzionale di pilastri, travi ed altri materiali simili. Che secondo la concezione nata sotto l&#8217;egida del mai abbastanza compianto Sen no Rikyu, dovevano essere naturalmente lisci, splendidi e perfetti tronchi, prelevati direttamente da una specifica tipologia di foresta collinare. Doveva necessariamente trattarsi nella maggior parte, in altri termini, del fusto centrale appartenente a un cedro rosso giapponese (<em>Cryptomeria japonica<\/em>) l&#8217;unico albero giudicato degno di costituire i pilastri della fondamentale nicchia del <em>tokonoma<\/em> (\u5e8a\u306e\u9593) <em>sancta-sanctorum<\/em> dell&#8217;abitazione rispettabile, innanzi cui far sedere l&#8217;ospite, ovvero la tradizionale controparte nell&#8217;ormai diluita ed esteriorizzata cerimonia del t\u00e8. Il che richiese un&#8217;approccio funzionale alla foresteria che si sarebbe rivelato, nei secoli, davvero assai particolare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FCCQ8QqRqE0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Hill-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31863\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Hill-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Hill-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Hill-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Hill.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;incredibile paesaggio dei cedri rossi sottoposti a coltivazione intensiva, ancora oggi, pu\u00f2 lasciare senza appigli validi alla sua immediata interpretazione. Almeno finch\u00e9 non si notano gli orpelli, in plastica o metallo, disposti lungo il tronco al fine di correggere o alterarne in modo esteticamente desiderabile la superficie.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si dice che la tecnica per la coltura intensiva del cedro di Kitayama, come viene chiamato per antonomasia questo eccezionale approccio alla foresteria nonch\u00e9 l&#8217;albero rilevante, fosse stato un dono del karma nei confronti degli abitanti di questo villaggio tradizionalmente dedito alla produzione di legname, situato al confine tra le prefetture di Mie e Nara. Per il tramite di un misterioso monaco rimasto senza nome che, colpito da una malattia improvvisa, venne accolto e curato dalla gente del villaggio, soltanto per svegliarsi all&#8217;improvviso e pronunciare, in cambio, quanto segue: &#8220;Andate a lucidare i vostri tronchi con la sabbia che si trova sotto la cascata di Bodai. Ci\u00f2 baster\u00e0, per renderli meravigliosi&#8230;&#8221; E fu quello il primo passo, se vogliamo, di un percorso destinato a dare forma ad uno dei pi\u00f9 notevoli materiali architettonici che il mondo abbia mai conosciuto. Il cedro rosso giapponese \u00e8 infatti caratterizzato gi\u00e0 in natura da un tronco elegantemente sottile e privo di nodi, che la gente dei dintorni scopr\u00ec crescere ancor pi\u00f9 in alto quando attentamente potato dei rami intermedi per un periodo approssimativo di 30-40 anni, in una maniera che ricorda la pratica in scala delle tecniche per i bonsai. Con cura estrema e frutto di svariati secoli di esperienza, i boscaioli impararono quindi a far cadere tali tronchi a terra in modo graduale accompagnandone la traiettoria con braccia e corde, affinch\u00e9 fossero l&#8217;espressione letteralmente pi\u00f9 perfetta del concetto di un pilastro, privo di alcuna macchia o imperfezione inerente. Fino al diffondersi del detto secondo cui la vendita di uno di essi diventava, per il produttore, come separarsi da &#8220;Una figlia che andava in sposa&#8221; bench\u00e9 la dote risultante fosse, nella maggior parte dei casi, assolutamente valida a consolare ogni residuo senso del rimorso. Importante era anche il processo di eliminazione della corteccia e successiva lucidatura, capace di occupare un tempo fino a 5 o 6 volte superiore a quello di qualsiasi altra produzione di legname, non importa quanto pregiato.<br>La crescente richiesta di questi pilastri come dicevamo, all&#8217;inizio del XVII secolo, port\u00f2 ai proprietari dei terreni un significativo e importante dilemma. Poich\u00e9 la zona a nord di Kyoto, che includeva i villaggi di Takagamine, Takao, Kumogahata e Kitayama era tutt&#8217;altro che pianeggiante ma piuttosto caratterizzata da un terreno per lo pi\u00f9 scosceso e collinare, lo spazio a disposizione per far fronte ad una simile esigenza era drammaticamente limitato. E tale sarebbe rimasto, almeno fino all&#8217;invenzione dell&#8217;innovativo approccio alla coltivazione noto come <em>daisugi<\/em> (\u53f0\u6749 &#8211; cedro piattaforma) consistente nell&#8217;applicazione ancor pi\u00f9 estrema della gi\u00e0 citata tecnica di potatura reiterata attraverso la vita dell&#8217;albero. Concettualmente non dissimile dalla prassi, spesso criticata in Occidente, della capitozzatura o <em>pollarding<\/em>, gi\u00e0 in uso nell&#8217;antica Roma almeno a partire dal I secolo a.C. (ce ne parla il poeta Sesto Properzio) ma che in questa versione giapponese si curava, in aggiunta al risultato, di preservare la grazia e l&#8217;eleganza dell&#8217;albero prima di essere trasformato in materiale da costruzione. Oppure, se vogliamo, il merito va attribuito soprattutto all&#8217;inerente resistenza dell&#8217;albero <em>Cryptomeria japonica<\/em>: fatto sta che eliminando, in modo sistematico, tutti rami <span style=\"text-decoration: underline;\">al di sopra di una certa altezza<\/span>, il cedro venne dimostrato in grado di sviluppare una parte del suo tronco in modo naturale, mentre le diramazioni superiori diventavano conformi alla produzione dei pilastri perfettamente diritti e regolari tanto amati dalla classe guerriera dei samurai. L&#8217;albero cos\u00ec trattato, inoltre, poteva essere tagliato solamente in parte nel momento della raccolta, lasciando la parte basse del tronco in grado di sopravvivere e germinare ancora. Il che riduceva, di molto, il tempo necessario a piantarne uno del tutto nuovo. I cedri piattaforma a questo punto, perfetta rappresentazione fisica dell&#8217;umana tendenza ad elevarsi e raggiungere il <em>satori<\/em> nella ricerca quotidiana della perfezione, diventarono degli arredi particolarmente apprezzati per i giardini dei templi Zen e residenze annesse, che a loro volta e in modo molto pratico, venivano costruiti con le parti dello stesso sacro albero, pronto a produrre ancora.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YDXR_qU2UmM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Temple-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31864\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Temple-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Temple-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Temple-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kitayama-Cedar-Temple.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il Soren-ji, tempio all&#8217;interno dei confini urbani di Kyoto, vanta un giardino in cui il cedro daisugi \u00e8 stato utilizzato con intenti decorativi. Sembra che alcuni di questi alberi abbiano oltre 4 secoli di vita, giustificando a pieno l&#8217;aspetto selvaggio e quasi primordiale di un cos\u00ec memorabile ambiente.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra caratteristica, spesso data per scontata in merito alla moda, \u00e8 la sua tendenza ad essere progressivamente sovrascritta, da nuove tendenze e irrinunciabili bisogni, mutualmente esclusivi per il tempo e l&#8217;attenzione che richiedono alle genti del consorzio umano. Cos\u00ec la passione samurai per lo stile <em>sukiya-zukuri<\/em>, assieme alla pratica ad ogni livello della Cerimonia, sarebbero passati in secondo piano innanzi allo strapotere dei motori, degli aeroplani, delle macchine da scrivere, i fax e i telefoni cellulari. Bench\u00e9 un modo di trattare gli alberi non possa, essenzialmente, mai essere dimenticato. Finch\u00e9 sopravvivono coloro i quali, lavorando duramente per una parte significativa della loro transitoria esistenza, hanno insegnato ai propri figli ed ai figli dei figli come ereditare tale metodo ancestrale. <br>Poich\u00e9 ci sar\u00e0 sempre un posto d&#8217;onore, nell&#8217;architettura giapponese religiosa e non solo, per una colonna fatta crescere perfettamente diritta, come la Via indicata da coloro che erano venuti prima. Quel tipo di filosofi che, lavorando con le mani, sono giunti a possedere la pi\u00f9 intrinseca e profonda conoscenza dell&#8217;esistenza delle cose. Ovvero, in altri termini, lo Zen.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hlxosNMQ39c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kikugetsutei-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31862\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kikugetsutei-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kikugetsutei-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kikugetsutei-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Kikugetsutei.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Rinomato esempio di architettura Sukiya-zukuri, la villa e casa da t\u00e8 Kikugetsutei fu costruita dal signore del feudo di Takamatsu Ikoma Takatoshi all&#8217;inizio del XVII secolo. In essa, e nel famoso giardino che la circonda, si trovano numerose applicazioni pratiche della tecnica di foresteria del cedro di Kitayama.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piattaforme in legno e fronde oltre la curvatura dell&#8217;orizzonte, fin dove l&#8217;occhio riesce a spingersi lungo l&#8217;irto declivio. Alberi sul lato della strada, sopra cui crescono ulteriori Alberi. Geneticamente uguali; ma esteriormente, diversi. Cos&#8217;ha creato il surreale paesaggio che caratterizza la regione giapponese dei villaggi di Takagamine, Takao, Kumogahata e Kitayama? Di certo, in una &#8230; <a title=\"L&#8217;ingegnoso espediente del tronco giapponese a due piani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31861\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;ingegnoso espediente del tronco giapponese a due piani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,201,77,2330,2621,465,3822,46,190,3118,71,1542,790,97,1024,3062,2821],"class_list":["post-31861","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-architettura","tag-arte","tag-cerimonie","tag-coltivazione","tag-foreste","tag-foresteria","tag-giappone","tag-piante","tag-pilastri","tag-storia","tag-te","tag-tecniche","tag-tecnologia","tag-tradizioni","tag-travi","tag-tronchi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31861"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31871,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31861\/revisions\/31871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}