{"id":31766,"date":"2020-10-13T06:29:57","date_gmt":"2020-10-13T04:29:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31766"},"modified":"2020-10-13T06:30:01","modified_gmt":"2020-10-13T04:30:01","slug":"la-leggenda-dei-mortali-vermi-rossi-del-deserto-del-gobi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31766","title":{"rendered":"La leggenda dei mortali vermi rossi del deserto del Gobi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/We5azDTENK0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Mongolian-Death-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31769\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Mongolian-Death-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Mongolian-Death-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Mongolian-Death-Worm-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Mongolian-Death-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il gelo della notte asiatica lasci\u00f2 il posto, gradualmente, alle prime luci dell&#8217;alba. Permettendo a una figura umana in abito scuro di stagliarsi sulla cima della duna, come la sagoma di un personaggio noto alle cronache fantascientifiche da multiple generazioni. L&#8217;uomo sembr\u00f2 guardarsi attorno per qualche minuto, prima di estrarre dal suo zaino un particolare strumento dalla forma di una &#8220;T&#8221; che con la massima cautela, depose sulla sabbia millenaria, premendo con un gesto rapido l&#8217;incorporato tasto d&#8217;accensione. Il piccolo martellatore elettrico, a questo punto, inizi\u00f2 a battere ripetutamente un ritmo sincopato, generando una vibrazione regolare capace di riempire il silenzio del deserto per svariate centinaia di metri se non addirittura chilometri, dal punto di vista ipotetico di una creatura particolarmente percettiva. Ed \u00e8 in quel preciso attimo che qualcuno, appoggiando l&#8217;orecchio sulla superficie del terreno, avrebbe potuto convincersi di udire le parole: &#8220;Vieni a me Shai Hulud, divino verme delle sabbie. Creatore della Spezia che permette di acquisire la prescienza necessaria per viaggiare oltre i confini raggiungibili dell&#8217;Universo&#8230;&#8221;<br>Non \u00e8 tuttavia costui il celebre Duca Leto, governatore e in seguito Imperatore-Dio del pianeta Dune all&#8217;interno della serie di romanzi Dune di Frank Herbert, bens\u00ec un suo erede materiale di oltre un trentennio dopo l&#8217;uscita del primo episodio, ispiratore tra le altre cose della serie di <em>Star Wars<\/em> e il riuscito B-Movie <em>Tremors<\/em>. Nonch\u00e9 del metodo sfruttato, nel corso della sua importante spedizione degli anni &#8217;90, da Ivan Mackerle, il ricercatore della Repubblica Ceca che sarebbe diventato, a seguito di quel momento, uno dei pi\u00f9 famosi criptozoologi viventi. Un termine riferito, quest&#8217;ultimo, a coloro che non solo si dichiarano convinti dell&#8217;esistenza del mostro di Loch Ness, l&#8217;abominevole uomo delle nevi e il chupacabra, ma riescono a convincere anche altri di una tale appassionante possibilit\u00e0, ottenendo i finanziamenti ed il successo necessario a costruire una carriera sulle loro lunghe, complesse e purtroppo spesso inconcludenti opere di ricerca. Per non chiamarle vere e proprie missioni di vita, come quella intrapresa dal gi\u00e0 famoso naturalista, dopo aver pronunciato all&#8217;indirizzo del collega ed amico Ji\u0159\u00ed Skupien, sullo sfondo della rivoluzione cecoslovacca del 1989, le fatali parole: &#8220;Il Verme Mongolo della Morte: io lo trover\u00f2, prima o poi!&#8221; Con la fine del regime comunista nel suo paese Mackerle, il quale aveva ricevuto dei permessi speciali per una serie di viaggi presso il pi\u00f9 profondo lago di Scozia, dove aveva offerto le proprie competenze allo sfuggente dinosauro sommerso a partire dall&#8217;et\u00e0 di soli 27 anni, avrebbe avuto finalmente la possibilit\u00e0 di spostarsi all&#8217;estero senza limiti oltre la cortina di ferro, aprendo nuovi orizzonti di scoperta e straordinarie possibilit\u00e0 di quelle creature che, per usare l&#8217;espressione del saggista e ricercatore Karl Shuker, continuavano insistentemente &#8220;a nascondersi dall&#8217;uomo&#8221;. E l&#8217;unica in particolare, tra tutte, ad essere mai stata riconosciuta da importanti figure politica, ovvero il Ministro degli Esteri ed il premier della Mongolia stessi, durante un incontro al vertice negli anni &#8217;20 del Novecento con la figura dell&#8217;avventuriero, paleontologo ed archeologo statunitense Roy Chapman Andrews, reale figura storica alla quale potrebbe essere stato ispirato, secondo alcune interpretazioni, il personaggio cinematografico di Indiana Jones. Il quale contattato a quanto pare proprio per dirimere il mistero della misteriosa creatura chiamata dai nativi Allghoi Khorhoi (letteralmente: &#8220;Verme dell&#8217;Intestino Crasso&#8221;) si  trov\u00f2 di fronte a una descrizione estremamente precisa e concorde di una simile mostruosa entit\u00e0, sebbene nessuno dei presenti all&#8217;incontro potesse fornire un racconto di prima mano. Lasciando l&#8217;unica certezza di una serie di morti inspiegabili, e terrificanti incontri, con quello che potremmo definire senza la bench\u00e9 minima esitazione uno degli esseri pi\u00f9 terribili di tutta l&#8217;Asia Centrale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>Nota:<\/strong> l&#8217;interpretazione del verme mostrata in apertura, realizzata con la plastilina, ci viene offerta dallo scultore Markus B\u00fchler, che si \u00e8 ispirato per realizzarla ad un verme acquatico policheta, l&#8217;<em>Alitta virens<\/em>. Appartenente a una famiglia di animali spesso utilizzata, proprio in funzione del suo aspetto terrificante, per rappresentare il mostro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pUHx_JRInYo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Death-Worm-Research-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31768\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Death-Worm-Research-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Death-Worm-Research-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Death-Worm-Research-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Death-Worm-Research.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;ultimo dei viaggi in Mongolia del ceco Ivan Mackerle, effettuato assieme al figlio Dan, avrebbe avuto un epilogo particolarmente problematico e misterioso. Lui che addormentandosi dopo l&#8217;incontro con uno sciamano del Gobi, sogna il mostruoso verme che lo aggredisce alle spalle, per poi risvegliarsi con un doloroso sfogo cutaneo alla schiena, tanto grave da necessitare un&#8217;urgente corsa in ospedale. Per mera prudenza i due avrebbero deciso, a quel punto, di rimandare a data da destinarsi la loro lunga ricerca.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il verme-intestino o come viene chiamato altrettanto spesso, della morte, si presentava secondo il pubblico consenso come una creatura lunga circa un metro e mezzo senza un davanti o un dietro particolarmente evidenti, di un colore rosso intenso ed in conseguenza di questo una forma comparabile a quella dell&#8217;ultimo tratto dell&#8217;apparato digestivo umano. Oppure quello delle pecore, dove nell&#8217;opinione di alcuni avrebbe avuto la capacit\u00e0 d&#8217;inculare le proprie larve, che divorando il malcapitato ovino dall&#8217;interno, sarebbero cresciute in modo esponenziale riempiendosi del sangue responsabile di una simile tonalit\u00e0 assassina. Per poi lasciarne il cadavere, scavando nelle sabbie dove avrebbero trascorso in pace il resto della loro esistenza. Almeno finch\u00e9 qualcuno, disturbandone accidentalmente un esemplare, si sarebbe trovato a farne l&#8217;involontaria, e spesso letale conoscenza. Il verme della morte quando minacciato, secondo il racconto degli anziani pastori intervistati da Roy C. Andrews nel corso della sua indagine, avrebbe l&#8217;abitudine di sollevarsi per met\u00e0 della sua lunghezza dalla superficie sabbiosa del deserto, orientandosi verso l&#8217;intruso per attaccarlo a distanza. Mediante l&#8217;impiego, nelle diverse versioni del racconto, di un qualche tipo di veleno proiettato a distanza oppure una scossa elettrica d&#8217;intensit\u00e0 particolarmente elevata, quando non addirittura entrambe le cose allo stesso tempo. Sebbene siano anche presenti, nell&#8217;interpretazione maggiormente superstiziosa della faccenda, anche una serie d&#8217;implicazioni vagamente sovrannaturali, secondo cui l&#8217;Allghoi Khorhoi sarebbe una creatura in qualche modo maledetta, capace di uccidere in modo ancor pi\u00f9 diretto, grazie ad un misterioso potere magico concessogli dagli antichi Dei del deserto.<br>Pur non riuscendo a trovare nulla di concreto sul verme, bench\u00e9 la sua spedizione nel Gobi sarebbe valsa a ritrovare in modo collaterale alcune delle prime e meglio conservate uova di dinosauro oggi presenti allo Smithsonian ed altri importanti musei statunitensi, lo studioso Andrews avrebbe aperto la strada ad una lunga serie di ulteriori ricerche portate avanti da diverse figure di fama interazionale, tutte valide a inquadrare meglio le caratteristiche del mostro. Tra cui lo zoologo russo Yuri Konstantinovich Gorelov, che negli anni successivi alla seconda guerra mondiale fu il primo ad ipotizzare quali specie effettivamente esistenti avrebbero potuto essere associate, concettualmente, alla mostruosa creatura assassina. Tra cui tenie giganti, il boa delle sabbie (<em>Eryx miliaris<\/em>) la cui coda viene spesso confusa per la testa o addirittura un appartenente sconosciuto e particolarmente imponente al sottordine rettiliano delle anfisbene, le lucertole senza piedi di cui <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26289\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">abbiamo gi\u00e0 parlato in precedenza<\/a> sulle pagine di questo blog. Un ulteriore dato acquisito sarebbe quindi stato quello in merito presunta preferenza del &#8220;verme&#8221; per l&#8217;infiorescenza bulbosa della pianta del deserto chiamata Goyo Rosso (gen. <em>Cynomorium<\/em>) possibile fonte di sostanze nutritive o gli essenziali liquidi, necessariamente carenti nel suo specifico habitat d&#8217;appartenenza, a meno che s&#8217;immagini un vero e proprio ecosistema misterioso al di sotto della superficie terrestre. Dal punto di vista biologico quindi, sebbene risulti difficile l&#8217;effettiva sopravvivenza di un verme inteso come anellide di terra in climi tanto secchi, lo studio anatomico della natura ci offre una possibile metodologia per giustificarne l&#8217;esistenza: l&#8217;apparato epiteliale, presente in alcune rare specie, noto alla scienza come nefridia enteronefrico, capace di riciclare le escrezioni liquide del verme introducendole di nuovo nel suo organismo, in maniera essenzialmente analoga a quella delle tute distillanti usate nell&#8217;epopea letteraria di Frank Herbert, e i relativi film, dagli abitanti del pianeta desertico Dune, dove l&#8217;acqua \u00e8 un bene pi\u00f9 prezioso dell&#8217;oro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4Mronxhn2sU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Amphisbaena-Death-Worm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31767\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Amphisbaena-Death-Worm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Amphisbaena-Death-Worm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Amphisbaena-Death-Worm-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/10\/Amphisbaena-Death-Worm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La potenziale associazione delle anfisbene al concetto di un grosso verme non \u00e8 difficile da ipotizzare, vista la somiglianza inerente tra la loro testa e la coda. Simili creature tuttavia, originarie dell&#8217;America Meridionale, per come le conosciamo difficilmente potrebbero adattarsi alla sopravvivenza in un&#8217;ambiente quasi totalmente privo di umidit\u00e0 come il deserto del Gobi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La leggenda del verme delle sabbie quindi, lungi dal venire accantonata attraverso le generazioni, sarebbe anzi cresciuta sia dal punto di vista dell&#8217;interesse che nelle dimensioni. Forse per l&#8217;associazione con il romanzo americano, forse per la passione del mondo contemporaneo per i mostri colossali, Allghoi Khorhoi avrebbe assunto attraverso la cinematografia e le altre opere di genere la lunghezza di un autoveicolo, quindi un treno a vapore ed infine, un vero e proprio grattacielo. Comparendo a pi\u00f9 riprese nel fantastico e nei nostri sogni, come avvenuto con conseguenze nefaste anche al suo pi\u00f9 celebre e stimato ricercatore. Lo stesso Mackerle che dopo ulteriori spedizioni compiute, anche con indagini aeree, fino all&#8217;et\u00e0 di 70 anni avrebbe infine lasciato questo mondo, per ragioni del tutto scollegate dalla sua lunga avventura mongola, nell&#8217;anno 2013. Restituendo alla collettivit\u00e0 perplessa, ancora una volta, uno dei pi\u00f9 significativi, duraturi ed inspiegabili misteri faunistici dell&#8217;Asia intera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gelo della notte asiatica lasci\u00f2 il posto, gradualmente, alle prime luci dell&#8217;alba. Permettendo a una figura umana in abito scuro di stagliarsi sulla cima della duna, come la sagoma di un personaggio noto alle cronache fantascientifiche da multiple generazioni. L&#8217;uomo sembr\u00f2 guardarsi attorno per qualche minuto, prima di estrarre dal suo zaino un particolare &#8230; <a title=\"La leggenda dei mortali vermi rossi del deserto del Gobi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31766\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La leggenda dei mortali vermi rossi del deserto del Gobi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,240,2312,544,187,564,5333,1381,72,349,99,1002,5062,335,71,89,663,87],"class_list":["post-31766","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-asia","tag-creature","tag-deserto","tag-ecologia","tag-folklore","tag-gobi","tag-leggende","tag-mitologia","tag-mongolia","tag-mostri","tag-personaggi","tag-ricercatori","tag-serpenti","tag-storia","tag-strano","tag-vermi","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31766"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31771,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31766\/revisions\/31771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}