{"id":31505,"date":"2020-09-03T06:18:16","date_gmt":"2020-09-03T04:18:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31505"},"modified":"2020-09-03T06:18:20","modified_gmt":"2020-09-03T04:18:20","slug":"limpervia-esistenza-di-un-abominevole-granchio-delle-nevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31505","title":{"rendered":"L&#8217;impervia esistenza di un abominevole granchio delle nevi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yEb5vURIrZg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hirsute-Yeti-Crab-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31506\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hirsute-Yeti-Crab-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hirsute-Yeti-Crab-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hirsute-Yeti-Crab-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hirsute-Yeti-Crab.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sostanziale prodotto evolutivo del suo ambiente di provenienza, ogni creatura rappresenta il culmine di una lunga sequenza di fattori, portati a combinarsi per l&#8217;effetto di una serie di pulsioni: fame, capacit\u00e0 di proteggersi dai predatori e dagli elementi, desiderio di riprodursi. Vi sono tuttavia casistiche, considerate particolarmente irraggiungibili ed estreme, in cui lo stesso tratto fisico pu\u00f2 provenire da realt\u00e0 del tutto differenti, ovvero punti posti dinamicamente all&#8217;estremo dell&#8217;ideale spettro tra il probabile e l&#8217;assurdo. Deambulando con passo pesante tra le nevi del Circolo Polare Artico, l&#8217;essere criptico che il mondo ha sempre definito essere &#8220;lo yeti&#8221; fonda la sua immagine su un grande numero di avvistamenti brevi e accidentali. Tutti concordanti, ad ogni modo, nell&#8217;attribuirgli una pelliccia candida e folta sull&#8217;intera forma del proprio corpo, essenzialmente non dissimile dall&#8217;ideale barba di Babbo Natale. <br>Che cos&#8217;altro avrebbero potuto scegliere di utilizzare, come nome scelto per associazione metaforica, gli scienziati dell&#8217;Istituto dell&#8217;Acquario di Monterey a bordo della nave di ricerca R\/V Atlantis nel marzo del 2006, quando il sottomarino a controllo remoto facente parte dell&#8217;equipaggiamento del battello ed inviato a perlustrare la dorsale Antartica situata a largo dell&#8217;Isola di Pasqua scorse, per la prima volta nella storia, la biancastra forma di una massa brulicante di creature? Crostacei decapodi non pi\u00f9 grandi di 15 cm ciascuno, come apparivano essere oltre ogni ragionevole dubbio. Bench\u00e9 sembrassero possedere alcuni tratti distintivi tali da distinguersi rispetto a qualsivoglia comparabile creatura; vedi per esempio, la folta e spessa peluria in grado di coprire completamente le loro lunghe chele, che agitavano con fare supponente all&#8217;indirizzo della sorgente idrotermale sottomarina, fonte di acqua riscaldata fino alla temperatura di un distante mare tropicale, situata al centro esatto della loro surreale aggregazione sulle sabbie situate a ben 2.220 metri di profondit\u00e0&#8230;<br>Quale altro appellativo, s&#8217;intende, oltre a quello del dio polinesiano Kiwa, usato per la definizione scientifica di quello che doveva costituire chiaramente un nuovo gruppo tassonomico, protettore e guardiano dei mari scelto pi\u00f9 che altro per la brevit\u00e0 e l&#8217;apprezzabile concordanza fonetica col resto del nome latino. E se non pu\u00f2 fare a meno di stupirci, d&#8217;altra parte, che una creatura significativa come questi artropodi alieni possa essere stata scoperta solamente nel corso del primo decennio del corrente secolo, nonostante la loro occorrenza e distribuzione giudicate in linea di principio significative, ancor pi\u00f9 eccezionale potr\u00e0 risultarvi fare la diretta conoscenza delle svariate specie cognate scoperte da quel giorno fino all&#8217;ora ed il momento storico presente, ciascuna depositaria dello stesso, inusitato ramo dell&#8217;albero della vita, e in quanto tale ricoperta di una comparabile peluria candida come le vaste distese della neve siberiana. Un tratto certamente degno di approfondimento perch\u00e9 indicativo, come potrete facilmente immaginare, di una specifica funzione ecologica mirata a garantire, oltre il volgere di epoche remote, la continuativa sopravvivenza dell&#8217;animale.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/r17cPDVzTls\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hoff-Yeti-Crab-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31507\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hoff-Yeti-Crab-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hoff-Yeti-Crab-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hoff-Yeti-Crab-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Hoff-Yeti-Crab.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Migliaia e migliaia di granchi, candidi come fantasmi, che si affollano attorno a una singola fonte di calore ed energia. E se questi sono i misteri, rimasti inaccessibili fino all&#8217;ultima decade, del nostro affollatissimo pianeta Terra, chiss\u00e0 cosa ci aspetta sotto la superficie ghiacciata del satellite gioviano di Europa&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Scartata quindi l&#8217;ipotesi del mimetismo per quanto concerne la fitta peluria di un qualsivoglia appartenente alla famiglia dei <em>Kiwaidae<\/em>, data l&#8217;assenza effettiva di carnivori particolarmente temibili alle remotissime profondit\u00e0 abitate dai pallidi granchi delle nevi, tutto quello che resta come direbbe il caro vecchio Sherlock &#8220;\u00e8 l&#8217;impossibile&#8221; ovvero la nozione tutt&#8217;altro che intuitiva che i suddetti esseri chelati usino i loro peli per lo scopo eclettico ed inusitato di coltivare letteralmente al loro interno la sostanza primaria del loro sostentamento quotidiano. In altri termini batteri estremofili, del raro tipo in grado di sopravvivere in totale assenza di luce prosperando grazie alla diretta sintetizzazione di sostanze minerali, quelle presenti per l&#8217;appunto nel getto ascendente della sorgente idrotermale ove si assembrano, aggrappandosi ad essa come letterale macchina irrinunciabile per la loro stessa continuativa esistenza. Ecco spiegato dunque lo strano comportamento di quei primi membri della specie <em>K. hirsuta<\/em> scoperta nel 2005, intenti a estendere a turno l&#8217;una e l&#8217;altra chela perfettamente simmetriche nel getto nutriente, poco prima di avvicinarle con movimenti precisi fino ai massillipedi posti in corrispondenza della propria bocca, gli arti usati per raschiare e trangugiare tanti minuscoli e altrettanto nutrienti microrganismi. Cos\u00ec come quello comparabile dei <em>K. tyleri<\/em> capaci d&#8217;unirsi al grande convegno della classificazione scientifica soltanto nel 2010, grazie all&#8217;opera dei ricercatori inglesi della RRS James Cook, che ne scovarono una gremita popolazione presso una sorgente sottomarina sui fondali della placca oceanica di Scotia, situata tra la punta dell&#8217;America Meridionale e il continente del Polo Sud. Ancora una volta i mari posti al confine stesso dell&#8217;esistenza e una notevole profondit\u00e0 di oltre 2.000 metri, per granchi chiaramente imparentati con quelli dell 2005 ma il cui fitto pelo risultava concentrato, invece che sulle chele, unicamente sopra il petto della piccola creatura, con un effetto complessivo tale da giustificare l&#8217;adozione dell&#8217;appellativo informale di granchi &#8220;Hoff&#8221; dal cognome attore del vecchio telefilm Baywatch, David &#8220;Mitch&#8221; Hasselhoff, famoso per l&#8217;irsuto aspetto del suo fisico prestante messo in mostra durante gli eroici salvataggi dei bagnini della citt\u00e0 di Los Angeles. Caratteristiche comparabili ma collocazione pilifera decisamente meno suggestiva, avrebbero vantato quindi i successivamente scoperti <em>K. puravida<\/em> (Pacifico orientale tra le isole polinesiane) il <em>K. araone<\/em> (a sud dell&#8217;Australia) e le ulteriori due specie, ancora prive di un nome scientifico, identificate rispettivamente presso le Galapagos e la parte meridionale dell&#8217;Oceano Indiano.<br>Volendo approfondire ulteriormente le poche nozioni di natura ecologica che possediamo su questa notevole gen\u00eca di granchi, possiamo quindi limitarci ad osservare come gli esemplari maschi, pi\u00f9 grandi, abbiano l&#8217;abitudine di posizionarsi il pi\u00f9 vicino possibile alle acque calde che fuoriescono dalla sorgente idrotermale, mentre le femmine siano solite tenersene a rispettosa distanza, fino al momento in cui devono deporre le proprie uova, quando si spingono ancora pi\u00f9 lontano nelle gelide acque del Circolo Polare Antartico, per andarle a deporre dove la temperatura sembrerebbe dimostrarsi pi\u00f9 opportuna a favorire la loro schiusa in condizioni ideali. Nel compiersi di un pericoloso viaggio per l&#8217;esemplare adulto dal quale, molto spesso, la madre non riesce pi\u00f9 a fare ritorno. Ancora misteriosa risulta essere, di contro, la presenza di una superficie seghettata nella parte inferiore di ciascuna delle due chele possedute dai <em>Kiwaidae<\/em>, potenzialmente usata per ghermire e fare a pezzi prede dalle dimensioni assai pi\u00f9 significative di un comune batterio, bench\u00e9 l&#8217;interazione con altre specie artropodi non sia stata ancora osservata da alcuna telecamera inviata fin laggi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Mg9cA_NXwNs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Puravida-Yeti-Crab-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31508\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Puravida-Yeti-Crab-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Puravida-Yeti-Crab-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Puravida-Yeti-Crab-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/09\/Puravida-Yeti-Crab.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Interessante come i nomi scientifici delle specie scoperte recentemente sembrino slegarsi enfaticamente dalle regole dell&#8217;Accademia, mescolando spesso termini provenienti da diversi idiomi (<em>Pura vida<\/em> \u00e8 per l&#8217;appunto, spagnolo) pur tentando di rassomigliare, per quanto possibile, alla riconoscibile fonetica della lingua latina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Che le percezioni date per assunte in merito alla natura siano fatte per essere sfidate, ad ogni successiva occasione di rivalutare tali cognizioni, \u00e8 perci\u00f2 una valida e pur sempre pregna osservazione in ogni campo della scienza biologica applicata. La semplice esistenza di esseri come i kiwaidi sembrerebbe sfidare il concetto stesso, tra l&#8217;altro, secondo cui decapodi pi\u00f9 lunghi che larghi dovrebbero essere delle aragoste, e non dei granchi come scelto in via ufficiosa dai loro eterogenei scopritori attraverso il trascorrere degli ultimi 14 anni. Ma avete mai sentito di altre creature marine ricoperte dalla fitta peluria dello yeti? Chiarendo come nel caso specifico, in effetti, probabilmente non si tratti dell&#8217;una o n\u00e9 l&#8217;altra cosa. Lasciando la via libera alle pi\u00f9 fervide macchinazioni dell&#8217;immaginazione umana. Gi\u00e0 fonti estremamente valide, in tanti casi disposti attraverso l&#8217;incedere della storia, di creature ibride altrettanto eccezionali. Cinghiali-drago, ragni-gallina, orsi-gufo; ed ora vorreste dirmi, al concludersi di questa breve trattazione, che al mondo non c&#8217;\u00e8 posto per un altro avvistamento sotto i flutti dell&#8217;abominevole creatura per definizione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sostanziale prodotto evolutivo del suo ambiente di provenienza, ogni creatura rappresenta il culmine di una lunga sequenza di fattori, portati a combinarsi per l&#8217;effetto di una serie di pulsioni: fame, capacit\u00e0 di proteggersi dai predatori e dagli elementi, desiderio di riprodursi. Vi sono tuttavia casistiche, considerate particolarmente irraggiungibili ed estreme, in cui lo stesso tratto &#8230; <a title=\"L&#8217;impervia esistenza di un abominevole granchio delle nevi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31505\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;impervia esistenza di un abominevole granchio delle nevi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1675,528,4032,818,5004,187,1097,2044,368,5240,400,5256,819,1081,1615,5255,3534,1421],"class_list":["post-31505","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-antartico","tag-artropodi","tag-batteri","tag-biologia","tag-decapodi","tag-ecologia","tag-evoluzione","tag-fondali","tag-granchi","tag-isola-di-pasqua","tag-oceano","tag-placche-continentali","tag-riproduzione","tag-scoperte","tag-sopravvivenza","tag-sorgenti-idrotermali","tag-specie","tag-tassonomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31505"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31510,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31505\/revisions\/31510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}