{"id":31432,"date":"2020-08-24T06:19:43","date_gmt":"2020-08-24T04:19:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31432"},"modified":"2020-08-24T06:19:49","modified_gmt":"2020-08-24T04:19:49","slug":"riscoperto-allimprovviso-in-africa-il-piu-piccolo-parente-dellelefante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31432","title":{"rendered":"Riscoperto all&#8217;improvviso in Africa il pi\u00f9 piccolo parente dell&#8217;elefante"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/okC4PS7obd8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Somali-Elephant-Shrew-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31434\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Somali-Elephant-Shrew-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Somali-Elephant-Shrew-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Somali-Elephant-Shrew-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Somali-Elephant-Shrew.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soddisfazione professionale, gioia, giubilo, catarsi: questi ed altri sentimenti devono essersi affollati nella mente di Houssein Rayaleh, naturalista ed ecologo della nazione del Djibouti al confine con la Somalia, nel momento in cui aprendo una delle 1.259 trappole incruente attentamente disposte ad intervalli regolari tra i recessi pi\u00f9 occultati dell&#8217;arido paesaggio paesaggio scorse, oltre ai soliti gerbilli e topi catturati in grande quantit\u00e0, la caratteristica coda con il ciuffo e la sottile proboscide di quello che i suoi connazionali delle regioni pi\u00f9 rurali non avevano mai spesso di attribuire all&#8217;immediatamente riconoscibile animale noto come il <em>sengi<\/em>. Immediatamente riconducibile grazie alle sue caratteristiche esteriori, nello specifico, ad una specie ritenuta estinta dagli ormai remoti anni &#8217;70, quando la comunit\u00e0 scientifica venne in possesso degli ultimi rappresentanti vivi di questa particolare, minuscola variet\u00e0 di toporagno elefante non pi\u00f9 lunga di 15 cm. Il <em>Galegeeska revoilii<\/em> di suo conto, con un nome che significa in lingua Maay &#8220;donnola del Corno (d&#8217;Africa)&#8221; \u00e8 un valido rappresentante ecologico del sistema naturale di una simile regione, dove talvolta muoversi rapidamente, e poter fare affidamento su un metabolismo rapido e funzionale, rappresentano vantaggi maggiormente significativi che possenti muscoli e una stazza in grado d&#8217;incutere timore; tutto questo nonostante la sua intera gen\u00eca risulti essere nei fatti piuttosto rara nell&#8217;intero territorio che occupa in Africa Orientale, un assunto ancor pi\u00f9 vero nel caso specifico del <em>sengi<\/em> della Somalia, ormai ritenuto estinto da generazioni. Altri sette membri della specie, quindi, avrebbero seguito il destino del primo appartenente all&#8217;agognata famigliola, confermando al di l\u00e0 di ogni possibile dubbio la lieta novella: che non solo il <em>G. revoilii<\/em> era nei fatti ancora presente allo stato brado, ma che almeno statisticamente parlando, la sua popolazione relativamente rada risultava complessivamente comparabile a quella dei suoi simili nelle nazioni limitrofe e confinanti. Il toporagno elefante d&#8217;altra parte, in realt\u00e0 per nulla imparentato coi comuni portatori della prima parte del suo nome, \u00e8 una creatura piuttosto solitaria e territoriale che aborrisce la vicinanza degli intrusi ed i membri della stessa specie fatta eccezione per i familiari, preferendo battere un intera micro-regione di sua sola pertinenza, andando in cerca col suo lungo naso d&#8217;insetti, ragni e vermi mentre corre avanti e indietro nel sottobosco in appositi passaggi da lui ripuliti dei detriti con impressionante velocit\u00e0 di fino a 28 Km\/h, prima di procedere abilmente alla cattura delle suddette prede. Abitudini per nulla riconducibili, nei fatti, ai suoi pi\u00f9 prossimi parenti su questa Terra, che risultano sorprendentemente essere i pi\u00f9 grandi pachidermi dalla lunga proboscide, assieme all&#8217;oritteropo, il tenrec, l&#8217;hyrax ed il lamantino. Una selezione certamente eterogenea, che in questo modo si arricchisce di un membro ulteriore la cui posizione tassonomica, in un modo o nell&#8217;altro, potr\u00e0 nuovamente contribuire a dare chiarimenti su uno dei percorsi evolutivi pi\u00f9 singolari di questo pianeta. Non che simili preziose considerazioni, per quanto ci \u00e8 dato comprendere, costituiscano una parte significativa dei pensieri osservabili tra le appuntite orecchie, e dietro i grandi occhi neri, di un cos\u00ec compatto e in apparenza inoffensivo, eppure nondimeno agguerrito predatore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fB42XYt_FEU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Shrews-Dance-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31433\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Shrews-Dance-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Shrews-Dance-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Shrews-Dance-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Shrews-Dance.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Questi toporagni elefanti dalle orecchie corte (<em>Macroscelides proboscideus<\/em>) e un&#8217;aria spensierata possono essere considerati degli esempi maggiormente rappresentativi della loro intera famiglia, presentando estesa distribuzione in Botswana, Namibia e Sudafrica occidentale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per osservare il quadro d&#8217;insieme a questo punto, le specie note di toporagno elefante sono 19 suddivise in sei generi, di cui tre monotipici (ovvero rappresentati da una singola specie) tra cui appunto quello tanto a lungo negletto dei <em>Galegeeska<\/em>. Con dimensioni variabili tra quelle di un topo e uno scoiattolo, fatta eccezione per l&#8217;appariscente <em>Rhynchocyon petersi<\/em> coi suoi 28 cm e la colorazione rossa e nera in grado di raggiungere la relativa imponenza di un (piccolo?) porcellino d&#8217;India. Tutti accomunati, per quanto ci \u00e8 possibile osservare, da una morfologia e forma delle zampe particolarmente inusuale, che alcuni studi sono riusciti a ricondurre per un notevole caso di convergenza evolutiva alla soluzione deambulatoria della gazzella. Il che contribuisce, indubbiamente, nel concedere alla bizzarra creatura la sua notevole mobilit\u00e0 orizzontale ed anche la capacit\u00e0 di spiccare significativi balzi, nei frequenti casi in cui questi ultimi dovessero contribuire a salvarlo dalla cattura ad opera di uno dei suoi peggior nemici, che includono serpenti, falchi, gufi ed altri rapaci. Ulteriore abitudine degna di nota dal punto di vista cinetico risulta essere la pratica nota come danza del <em>sengi<\/em>, consistente nel ripetuto e udibile battito dei piedi sul terreno, messo in atto generalmente quando l&#8217;animale \u00e8 molto agitato ma che potrebbe servire anche a scopi comunicativi, evidenziando un pericolo per i membri del nucleo familiare o allo scopo di attirare la femmina durante l&#8217;accoppiamento. Caratteristica senz&#8217;altro rilevante, a quest&#8217;ultimo proposito, risulta essere l&#8217;esistenza in questi animali di un vero e proprio ciclo mestruale del tutto paragonabile a quello degli umani, caratteristica estremamente rara nei piccoli mammiferi e che \u00e8 stata fatta pi\u00f9 volte oggetto di studi approfonditi, la cui durata si aggira sul periodo di alcuni giorni al trascorrere di ciascun mese. Tutti questi riservati esseri sono monogami e scelgono un partner per la vita, bench\u00e9 maschio e femmina continuino a condurre un&#8217;esistenza solitaria all&#8217;intero dello stesso territorio attentamente delimitato con le ghiandole odorifere situate in corrispondenza di coda ed orecchie, incontrandosi soltanto durante la stagione degli accoppiamenti. Successivamente all&#8217;incontro tra i sessi ed il concepimento, e dopo il trascorrere di un periodo variabile a seconda della specie tra i 40 ed i 60 giorni, il toporagno elefante mette al mondo un numero variabile tra uno e tre cuccioli, che risulteranno gi\u00e0 capaci di correre dopo il trascorrere di qualche ora. L&#8217;et\u00e0 dell&#8217;indipendenza viene a questo punto raggiunta in un periodo eccezionalmente breve, con i piccoli che iniziano a disperdersi dopo il trascorrere di qualche settimana. Per essere un agguerrito predatore insettivoro e carnivoro una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, il toporagno elefante presenta di contro una formula dentaria non perfettamente efficiente, che lo porta a dover masticare le sue prede usando soprattutto i denti laterali, nella maniera in cui fa un cane che rosicchia un osso e seminando pezzetti di cibo a terra. Nulla d&#8217;irrisolvibile, mediante l&#8217;impiego della tecnica di ricerca e risucchio che deriva dal possesso di una cos\u00ec lunga ed efficiente proboscide, vero attrezzo ricevuto in dono dal destino.<br>La durata della vita massima si aggira tra i 3 ed i 4 anni come anche misurato in cattivit\u00e0, bench\u00e9 sia raro che un esemplare selvatico riesca a raggiungerli senza incontrare un qualche irrimediabile incidenti, nel corso della propria difficile esistenza allo stato brado.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/leXAJCKMef8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Zanj-Elephant-Shrew-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31435\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Zanj-Elephant-Shrew-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Zanj-Elephant-Shrew-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Zanj-Elephant-Shrew-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Zanj-Elephant-Shrew.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il <em>Rhynchocyon petersi<\/em> nella sua tana, con un lungo naso che ricorda il formichiere, e un aspetto complessivo nettamente distinto da quello degli altri Macroscelididae. Anche le tecniche di caccia risultano essere diverse, con un metodo di cattura che fa affidamento primariamente sull&#8217;impiego della lunga lingua appiccicosa.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;importanza di aver ritrovato esemplari viventi della specie <em>G.<\/em> <em>revoilii<\/em> non pu\u00f2 essere a questo punto sopravvalutata, costituendo nei fatti tutto quello che serviva per spostare la specie dall&#8217;elenco dei toporagni soggetti ad incombente estinzione all&#8217;invidiabile categoria degli esseri contrassegnati dallo IUCN con dicitura LC (<em>Least Concern<\/em> &#8211; rischio minimo) un colpo di scena che potremmo inserire con certezza tra i migliori di quest&#8217;anno che necessit\u00e0 in maniera urgente di nuove opportunit\u00e0 di speranza nei confronti dell&#8217;indomani. <br>E dato che stiamo parlando, come afferma lo stesso Dr. Rayaleh nel suo studio scientifico, di animali che rientrano a pieno titolo nella categoria della &#8220;microfauna carismatica&#8221; (tutto ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, ricoperto di pelo e grazioso) ci\u00f2 potrebbe costituire una buona notizia anche per l&#8217;intero sforzo di conservazione ambientale nel difficile contesto del Corno d&#8217;Africa, dove il progresso di nazioni in crescita dev&#8217;essere bilanciato con un patrimonio biodiverso dalle proporzioni certamente significative. Perch\u00e9 non capita poi tanto spesso di usare le tre parole &#8220;topo&#8221;, &#8220;ragno&#8221; ed &#8220;elefante&#8221; nel corso della stessa frase. Ed ancor pi\u00f9 rara risulta essere, per non dire assolutamente unica, l&#8217;opportunit\u00e0 di ritrovarle tutte assieme nella descrizione di un singolo animale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soddisfazione professionale, gioia, giubilo, catarsi: questi ed altri sentimenti devono essersi affollati nella mente di Houssein Rayaleh, naturalista ed ecologo della nazione del Djibouti al confine con la Somalia, nel momento in cui aprendo una delle 1.259 trappole incruente attentamente disposte ad intervalli regolari tra i recessi pi\u00f9 occultati dell&#8217;arido paesaggio paesaggio scorse, oltre ai &#8230; <a title=\"Riscoperto all&#8217;improvviso in Africa il pi\u00f9 piccolo parente dell&#8217;elefante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31432\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Riscoperto all&#8217;improvviso in Africa il pi\u00f9 piccolo parente dell&#8217;elefante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-31432","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31432"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31432\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31436,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31432\/revisions\/31436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}