{"id":31421,"date":"2020-08-22T06:16:26","date_gmt":"2020-08-22T04:16:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31421"},"modified":"2020-08-22T06:22:36","modified_gmt":"2020-08-22T04:22:36","slug":"solitario-e-il-viaggio-del-canoista-che-sa-entrare-in-comunione-con-la-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31421","title":{"rendered":"Solitario \u00e8 il viaggio del canoista che sa entrare in comunione con la natura"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IdtY0waRuUc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31423\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;orlo frastagliato di un enorme tavoliere, circondato dalle fredde acque dei mari settentrionali, anche questa \u00e8 la Norvegia. L&#8217;aria rarefatta, la superficie dell&#8217;Oceano simile a uno specchio, il movimento ripetuto e ritmico delle sue mani, tra le alte pareti di quel fiordo poeticamente silenzioso: Tomasz Furmanek, informatico e videoamatore, ma soprattutto amante di quel tipo d&#8217;esperienza, simile al pi\u00f9 puro misticismo, che pu\u00f2 regalare solamente un&#8217;escursione in luoghi sospesi tra la terra e il cielo. E non \u00e8 facile, nei fatti, riuscire a superare largamente gli 80.000 seguaci su Instagram e vari altri social network, quasi casualmente dopo aver creato pagine pensate per mostrare le proprie foto a parenti ed amici. In scenografie tali, e con una qualit\u00e0 tanto elevata, da far impallidire sostanzialmente molti produttori di contenuti dall&#8217;impronta professionale o pubblicitaria. Per lui che essendo partito dalla Polonia, si \u00e8 trasferito in questa terra ormai da molti anni per lavoro, raggiungendo l&#8217;implicita decisione di mettersi a mostrare al mondo l&#8217;eccezionale livello dei suoi panorami. Creando in buona sostanza la proposta videografica di un nuovo tipo di <em>selfie<\/em> per certi versi affine a quello che mostra le gambe sulla spiaggia, in cui per\u00f2 quest&#8217;ultime appaiono coperte dallo scafo affusolato del kayak, perfetto strumento per seguire l&#8217;avventura della mente lungo l&#8217;antico percorso dei ghiacciai, cos\u00ec coperto dallo specchio magico delle irripetibili circostanze. O almeno uniche, soltanto in apparenza, visto come riesca a trattarsi di un&#8217;esperienza mostrata da ogni disponibile angolazione, cos\u00ec efficientemente riassunta nel video in <em>hyperlapse <\/em>postato originariamente anche su YouTube nell&#8217;inverno del 2018 e che in questi ultimi tempi, sta iniziando a circolare nuovamente nella blogosfera e sui gruppi di discussione di Internet, superando finalmente di gran lunga il numero di spettatori medi da lui posseduti normalmente sulle pagine di questa piattaforma. Forse per il desiderio deluso di tornare a viaggiare, che tutti ci accomuna in questi tempi difficili, oppure per la semplice tendenza del Web ad appiattire la progressione di mesi ed anni, permettendo talvolta alle proposte precedenti di tornare attuali, persino pi\u00f9 di quelle pubblicate in un preciso attimo e contesto situazionale.<br>Cos\u00ec tutti, ci accompagna, con sapiente impiego di<em> action-camera<\/em> montata sopra il casco in quest&#8217;avventura condensata che trasporta l&#8217;affamata collettivit\u00e0 in un <em>tour-de-force<\/em> della durata di pochi minuti (dopotutto, Furmanek \u00e8 soprattutto un fotografo e la brevit\u00e0 resta fondamentale per aver successo su Instagram) che costituisce una cronistoria delle sue escursioni in questi ultimi anni, attraverso alcuni dei pi\u00f9 affascinanti fiordi nel paese che ne possiede il maggior numero al mondo, mostrati mentre si succedono in maniera quasi accidentale in una serie di pagaiate perfettamente sincronizzate: &#8220;A un certo punto, \u00e8 capitato per caso.&#8221; Rispondeva qualche tempo fa ad un commento al video, l&#8217;autore: &#8220;Ma quando ho visto che effetto faceva, sono tornato indietro ed ho rifatto tutte le transizioni&#8221; Riuscendo a creare, con questo ed altri semplici espedienti, uno dei pi\u00f9 brevi e memorabili approcci all&#8217;assorbimento dello spettatore. La sensazione, in altri termini, di essere effettivamente in grado di sentire quello che lui sentiva, immaginare i suoi stessi momenti transitori di straniamento. Quando la mente sembra scollegarsi dalle presunzioni del corpo, assumendo uno stato che \u00e8 al tempo stesso massima concentrazione nonch\u00e9 l&#8217;assenza totale di preconcetti. Verso un&#8217;assunzione di suprema consapevolezza che riesce ad essere, sostanzialmente, puro Zen.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9Naqgk280xY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-360-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31422\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-360-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-360-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-360-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Kayak-Furmanek-360.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In uno dei video pi\u00f9 memorabili di Furmanek, l&#8217;azione si svolge con visuale a 360 gradi dalla posizione del kayak, permettendo di apprezzare in modo pi\u00f9 totale l&#8217;ineccepibile bellezza dello scenario. Possibile che questa scena abbia gi\u00e0 ispirato, con moderato successo di pubblico e critica, almeno uno specifico videogioco in realt\u00e0 virtuale?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tipo di approccio necessario all&#8217;esplorazione di un qualsiasi fiordo norvegese mediante l&#8217;uso di uno scafo leggero come questo necessita, del resto, di un certo grado di preparazione individuale. Giacch\u00e9 simili &amp; profonde insenature, per quanto in grado di smorzare le onde pi\u00f9 furiose grazie alla loro capacit\u00e0 di costituire dei veri e propri porti naturali, non riescono a fare lo stesso con le correnti determinate dal flusso delle maree, finendo per offrire un punto di passaggio soggetto a sorprese non propriamente desiderabili per il canoista impreparato. Mentre il fatto che Furmanek abbia superato ormai da tempo i limiti di una simile categoria appare particolarmente evidente dal suo avventurarsi senza nessun tipo di seguace o potenziale assistente in caso d&#8217;imprevisti, dimostrando un&#8217;assoluta sicurezza e seriet\u00e0 d&#8217;intenti. E cos&#8217;altro, in fondo, avrebbe potuto regalarci delle immagini altrettanto originali ed uniche, tanto da aver catturato a pi\u00f9 riprese l&#8217;attenzione delle testate di mezzo mondo? E soprattutto, con orgoglio patrio, molte appartenenti a quel particolare luogo, che dall&#8217;entroterra hanno sfruttato il suo successo per comunicare al mondo l&#8217;attrattiva inerente, ovvero splendida bellezza, di un recesso geografico tanto spesso sconosciuto ai turisti. Una rapida e conveniente applicazione di Google Translate, quindi, pu\u00f2 rivelarci come il fotografo polacco abbia iniziato a coltivare un interesse per le avventure marittime in solitario gi\u00e0 nel 2004, trovando il modo per unire le sue due passioni delle escursioni in montagna e la tipica canoa progettata in origine dagli Inuit, in cui la posizione seduta permette di far forza efficientemente mediante l&#8217;uso di una singola, possente pagaia. Trovando il luogo ideale presso l&#8217;area particolarmente remota delle isole Lofoten, come coronamento di un lungo viaggio in grado di portarlo lungo l&#8217;intera estensione del Nordland, sottile contea dove soltanto la popolazione \u00e8 inferiore al numero di gradi medi riportati dal termometro sulla finestra delle case. Da l\u00ec il passo per un informatico verso la produzione e la pubblicazione di contenuti mediante l&#8217;impiego di strumentazione <em>consumer<\/em> allo stato dell&#8217;arte era il semplice passaggio successivo, in un mondo come il nostro in cui ogni esperienza memorabile viene giudicata degna di essere condivisa. Ed almeno in questo particolare caso, come potremmo anche soltanto sognare di dargli torto?<br>Allargare la mente significa per questo utilizzare un potenziale approccio d&#8217;approfondimento per comprendere un simile mondo e tutti i suoi segreti, riandando per esempio con la mente fino all&#8217;epoca preistorica dell&#8217;ultima glaciazione (appena 12.500 anni fa) quando il settentrione europeo, e non solo, risultava essenzialmente ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio, non dissimile da quello che oggi caratterizza il Circolo Polare Artico. Finch\u00e9 con il mutare della situazione climatica, la bianca coltre inizi\u00f2 a disgregarsi partendo dalle alture, per lasciarsi dietro unicamente i lunghi scivoli di neve che oggi siamo soliti definire ghiacciai, progressivamente destinati, anch&#8217;essi, a sparire. Ma non prima di aver scavato quei lunghi e profondi solchi, spesso persino pi\u00f9 bassi del fondale marino stesso, che una volta ricoperti dalle acque ruscellanti come avverr\u00e0 nuovamente al liquefarsi dei Poli terrestri, diventa la pi\u00f9 perfetta versione spontanea di un canale costruito dall&#8217;uomo. Strano come a volte, principi tanto alieni e contrapposti tra loro, riescano a percorrere sentieri paralleli verso la realizzazione della stesso obiettivo finale!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FFr6jv3TrQA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Packraft-Furmanek-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31424\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Packraft-Furmanek-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Packraft-Furmanek-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Packraft-Furmanek-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/08\/Packraft-Furmanek.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Tutto \u00e8 possibile quando si hanno gli strumenti e la capacit\u00e0 documentaristica, persino offrire un punto di vista in prima persona durante il coraggioso tentativo di discendere le rapide a bordo di un compatto packraft. Esperienza forse da ripetere, o magari troppo complessa e pericolosa per poterla trasformare in un video&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;apprezzabile successo raggiunto da simili produzioni, o semplici applicazioni di un&#8217;idea su Internet diventa quindi significativo in quanto finestra che lascia intravedere l&#8217;evoluzione futura di questo media. Laddove il sapiente impiego di apparati per la registrazione videografica automatizzata diventano lo strumento per accedere in seconda persona all&#8217;esperienza compiuta da particolari personalit\u00e0 creative, cos\u00ec come avveniva prima per le opere d&#8217;ingegno create <em>ad-hoc<\/em>. Cos\u00ec non appare del tutto impossibile, di qui a breve e grazie all&#8217;ulteriore miglioramento dei mezzi di comunicazione, che lo stesso autore o altri simili possano iniziare a invitarci per assistere a simili spettacoli in diretta, magari esplorazioni dalla durata possibile di molti minuti ed ore. Un po&#8217; come fatto dalla gente di Twitch ed altri servizi per la trasmissione online di videogiochi, che hanno imparato a interagire e far di situazioni simili un&#8217;occasione d&#8217;incontro sociale. Il che trasformerebbe tutto questo, dotandolo di un altro tipo di magia&#8230; Perch\u00e9 ormai dovremmo averlo compreso fin troppo bene, come nel tecnologico 2020 sia diventato particolarmente difficile riuscire a trovarsi realmente, oltre a ogni dubbio e approcci alternativi pur sempre disponibili, del tutto soli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;orlo frastagliato di un enorme tavoliere, circondato dalle fredde acque dei mari settentrionali, anche questa \u00e8 la Norvegia. 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