{"id":31216,"date":"2020-07-24T06:24:17","date_gmt":"2020-07-24T04:24:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31216"},"modified":"2020-07-24T06:27:29","modified_gmt":"2020-07-24T04:27:29","slug":"londra-e-il-culto-mai-cessato-del-biciclo-dallenorme-ruota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31216","title":{"rendered":"Londra e il culto mai cessato del biciclo dall&#8217;enorme ruota"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/l099Rg7GSI4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Herne-Hill-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31218\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Herne-Hill-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Herne-Hill-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Herne-Hill-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Herne-Hill.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Corsi e ricorsi, arbitrari punti situati lungo il moto circolare delle Ere, che a intervalli sorprendentemente regolari tornano a ripresentarsi sulla strada del progresso umano. Cos\u00ec mode, sport, divertimenti, dopo un tempo di ricarica nel dimenticatoio della societ\u00e0, riemergono dall&#8217;erba fitta, sporgendo come fossero la cima di una quercia dalle molte ramificazioni strutturali. \u00c9 mai possibile, di contro, che qui vinca la stabilit\u00e0 rispetto all&#8217;onda distruttiva del progresso, continuando a mantenere quella porta spalancata, affinch\u00e9 gli appassionati di un particolare campo non abbiano il bisogno di mutare le proprie predisposizioni e preferenze personali? Soltanto se alla corsa circolare del trascorrere del tempo riuscissimo a far corrispondere le rotazioni a un ritmo equivalente di una seconda ruota, pi\u00f9 piccola ma non per importanza, che per oltre un secolo ha seguito il movimento di costoro che, per una ragione oppur l&#8217;altra, hanno scelto di custodirne l&#8217;eredit\u00e0.<br>Penny e farthing (in italiano, &#8220;fardino&#8221;) due monete contrapposte, l&#8217;una grande il quadruplo dell&#8217;altra che talvolta risultava fabbricata, per l&#8217;appunto, dal taglio e la fusione del pi\u00f9 basico e diffuso conio degli inglesi. Parole che s&#8217;incontrano, piuttosto, nella tecnica veicolare di un famoso mezzo di trasporto, storiograficamente associato all&#8217;utilizzo da parte del tipico gentleman di quel paese, con tanto di tuba, scarpe con le ghette e fluenti code di un&#8217;elegante abito da sera. Bench\u00e9 il biciclo, come viene per antonomasia detto in lingua italiana questa peculiare alternativa al concetto di bicicletta, sia in effetti un&#8217;invenzione francese ed in particolare del meccanico parigino Eug\u00e8ne Meyer nel 1869, stanco di sobbalzare dolorosamente sul rudimentale velocipede dotato di pedali ma privo di sospensioni di quell&#8217;epoca, che oltre la Manica erano soliti chiamare non a caso <em>boneshaker<\/em> (let. &#8220;scuoti-ossa&#8221;). Cos\u00ec che creando per primo il concetto di una ruota che mantiene la sua forma grazie alla tensione di una serie di raggi, ed in funzione di ci\u00f2 pu\u00f2 essere adattata a dimensioni superiori senza un esponenziale aumento di peso, egli ben pens\u00f2 d&#8217;incrementare fino al limite la differenza nelle proporzioni della prima e la seconda delle due interfacce con l&#8217;accidentato manto stradale, portando ad almeno un paio d&#8217;immediati miglioramenti. Primo, sollecitazioni notevolmente ridotte anche in assenza di un vero sistema di sospensioni o pneumatici ad aria, ancora ben lungi dall&#8217;essere stati inventati. E secondo, quasi accidentalmente, un aumento impressionante di velocit\u00e0. In assenza di un sistema di trasmissione a catena, infatti, il valore energetico di una pedalata era una concreta risultanza dell&#8217;effettiva circonferenza influenzata da una tale spinta, arrivando a veicolare un concetto di movimento proporzionale all&#8217;effettiva quadratura di un tale cerchio in metallo. Cos\u00ec come di metallo era l&#8217;intero veicolo, per la prima volta, permettendo strutture molto pi\u00f9 essenziali ed in conseguenza di ci\u00f2, leggere. Mentre la maxi-ruota veniva realizzata spesso su misura in base alla lunghezza delle gambe del suo conduttore, massimizzando il potenziale del suo sforzo di muscoli risolutivo. C&#8217;\u00e8 davvero da sorprendersi, dunque, se una tale serie d&#8217;ingegnose soluzioni, ancora oggi riesce a mantenere la capacit\u00e0 di affascinare un pubblico di appassionati sostenitori e praticanti?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RetUMNuXTv0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-London-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31219\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-London-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-London-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-London-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-London.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Richard Thoday, appassionato e campione inglese di ciclismo storico racconta alle telecamere di Great Big Story l&#8217;entusiasmo del grande pubblico di Londra per tali veicoli, che spesso attraggono su di se un&#8217;attenzione comparabile a quella di una <em>supercar <\/em>dal marchio rinomato.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La moderna pratica del biciclo trova il sostegno di alcuni club e federazioni europee, oltre ad annuali gare presso il territorio degli Stati Uniti ed Australia, bench\u00e9 il suo polo operativo per autenticit\u00e0, rigore ed effettivo mantenimento di pezzi d&#8217;epoca si trova concentrato presso la capitale d&#8217;Inghilterra, noto polo delle tradizioni mantenute in alta considerazione da un eterogeneo pubblico d&#8217;appassionati. Basti prendere atto, a tal proposito, dell&#8217;entusiasmo proiettato dalle testate <em>web <\/em>locali al conseguimento del nuovo record di distanza percorsa in un periodo di un&#8217;ora: 21,92 miglia all&#8217;anno 2018 contro le 21,10 registrate nel remoto 1891, registrate dal celebre ciclista Mark Beaumont, presso quello stesso velodromo di Herne Hill dove tanto a lungo, nei contesti pi\u00f9 vari, quella stessa disciplina era stata messa in pratica con entusiasmo senza et\u00e0 (vedi video all&#8217;inizio dell&#8217;articolo). Mentre nel contesto sportivo della prestigiosa maratona ciclistica di Londra IG Nocturne non pu\u00f2 mancare, ogni anno a gennaio, almeno una competizione dedicata alle desuete biciclette dalle antiche proporzioni ineguali. Tutto questo anche grazie alla popolarit\u00e0 ininterrotta del locale Penny Farthing Club, dove prerequisiti al diritto di voto da parte dei soci restano il possesso e la capacit\u00e0 d&#8217;impiego di un biciclo e l&#8217;attenzione nel chiamarlo con il suo vero nome d&#8217;epoca ovvero &#8220;ordinaria&#8221;, valida a distinguerlo dalla bicicletta &#8220;di sicurezza&#8221; che l&#8217;avrebbe progressivamente surclassata nel mercato generalista a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;80 del XIX secolo. Questo perch\u00e9 la penny farthing, contrariamente a quanto lo stereotipo acquisito potrebbe indurci a pensare, \u00e8 in realt\u00e0 un mezzo estremamente rapido e pericoloso, dotato di un rapporto comparabile a quello di una due-ruote da corsa del mondo contemporaneo ma priva, di contro, delle moderne sospensioni e sicurezze strutturali future. Cos\u00ec che l&#8217;hobby del ciclismo, finch\u00e9 strettamente associato a tali arnesi, rest\u00f2 adatto unicamente a giovani e spericolati atleti, mentre gli anziani e i bambini continuavano a pedalare unicamente a bordo di tricicli o quadricicli. Per non parlare delle donne che del resto, secondo la morale vittoriana, non avrebbero mai potuto mettersi a cavallo di alcun tipo di soluzione veicolare, sia tecnologica che naturale. Particolarmente problematico, a tal proposito, era il baricentro molto alto del biciclo, che poteva indurre ad un improvviso capovolgimento in avanti causa un arresto rapido della marcia o l&#8217;urto contro ostacoli di vario tipo, incidente spesso conduttivo al blocco delle gambe contro il manubrio portando ad urtare direttamente la testa contro il terreno, un&#8217;esperienza spesso spiacevole quando non addirittura letale. Non molto risolutivo si rivel\u00f2 essere, del resto, la soluzione americana che voleva la ruota posteriore come quella pi\u00f9 grande, conduttiva ad un&#8217;inverso processo d&#8217;incidente durante le salite eccessivamente ripide. Ragion per cui iniziarono ad essere impiegati da entrambi i lati dell&#8217;Atlantico i caratteristici manubri a forma di &#8220;baffo&#8221; che avrebbero permesso, idealmente, di saltare oltre in caso d&#8217;imprevisti o in modo preventivo appoggiare i piedi stessi all&#8217;altezza delle mani durante una discesa, nella speranza di riuscire a salvarsi nel verificarsi dell&#8217;ipotesi peggiore. Il rudimentale freno a cucchiaio incluso nel biciclo era di contro concepito per un uso occasionale soltanto in caso d&#8217;emergenza, visto come l&#8217;assenza di un sistema di trasmissione avrebbe permesso semplicemente di frapporre le proprie gambe al moto dei pedali e in conseguenza di ci\u00f2, fermarsi. Unico tratto positivo: l&#8217;altezza dal suolo creava una situazione d&#8217;equilibrio affine al concetto di pendolo inverso, che permetteva di rimanere in sella anche a velocit\u00e0 molto ridotte e per periodi particolarmente lunghi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/L4y7wdwSPzg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Brooks-Race-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31217\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Brooks-Race-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Brooks-Race-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Brooks-Race-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Penny-farthing-Brooks-Race.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le velocit\u00e0 raggiungibili da un biciclo non sono molto distanti da quelle di una moderna bicicletta da corsa bench\u00e9 l&#8217;impossibilit\u00e0 di mettere rapidamente i piedi a terra comporti, inerentemente, un grado di rischio molto maggiore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Salire a bordo, dopo tutto, non \u00e8 difficile: tutto quello che serve \u00e8 spingere in avanti la bicicletta, ponendo avanti il piede sull&#8217;apposito predellino. \u00c9 il fermarsi senza cadere a terra, per quanto ci \u00e8 dato di capire, a richiedere un certo periodo di pratica bench\u00e9 come sappiamo molto bene, la paura di fallire non sia conduttiva a validi processi di scoperta e accrescimento delle proprie competenze personali.<br>La concezione della penny farthing come principale mezzo di trasporto muscolare rispetto all&#8217;emergente bici &#8220;di sicurezza&#8221; avrebbe quindi iniziato a scomparire attorno nel 1885 con l&#8217;introduzione della Rover Safety Bicycle, che tornava ad impiegare una ruota posteriore di grandezza equivalente come nella scuoti-ossa ma dotata per la prima volta di sospensioni e catena per la trasmissione e accrescimento del moto dei pedali, aumentandone notevolmente la velocit\u00e0. Mentre il definitivo colpo di grazia sarebbe giunto nel 1888, quando John Dunlop pens\u00f2, per primo, di usare una ruota piena d&#8217;aria per ammortizzare il triciclo di suo figlio, intuizione destinata a cambiare l&#8217;intero mondo dei trasporti, non soltanto muscolari.<br>Chi rifiuta seppur temporaneamente il progresso, tuttavia, non andrebbe considerato ingrato o miope nei confronti dei giganti che ci hanno preceduto. Bens\u00ec desideroso di rivivere quell&#8217;epoca, ormai quasi dimenticata, in cui il bisogno evidente era ancora il timoniere maestro dell&#8217;invenzione. Piuttosto che la voglia di guadagno che come l&#8217;intaglio di una ruota, torna sempre a comandare sui processi e i desideri di noialtri. Impotenti passeggeri del cosmico biciclo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corsi e ricorsi, arbitrari punti situati lungo il moto circolare delle Ere, che a intervalli sorprendentemente regolari tornano a ripresentarsi sulla strada del progresso umano. 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