{"id":31164,"date":"2020-07-17T06:29:29","date_gmt":"2020-07-17T04:29:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31164"},"modified":"2020-07-17T06:29:33","modified_gmt":"2020-07-17T04:29:33","slug":"le-gelide-olimpiadi-dei-crateri-nucleari-creati-per-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31164","title":{"rendered":"Le gelide Olimpiadi dei crateri nucleari creati per sport"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/INSTW8xfKU0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Russian-Channel-Bomb-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31167\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Russian-Channel-Bomb-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Russian-Channel-Bomb-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Russian-Channel-Bomb-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Russian-Channel-Bomb.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Uomini dal bianco camice, l&#8217;internazionale uniforme di colui-che-sa-quello-che-fa, all&#8217;interno di una cabina di cemento e piombo guardano attentamente una serie d&#8217;indicatori. Il freddo pungente della primavera del 1971 nella repubblica del Tatarstan presso la localit\u00e0 di Pechora, in linea con le aspettative meteorologiche locali, del tutto incapace di penetrare all&#8217;interno del bunker, luogo pi\u00f9 sicuro della zona in cui s&#8217;incontrano i due fiumi, Volga e Kama. Al palesarsi di una lettura giudicata idonea, quindi, il capo della congrega invia il suo chiaro cenno di via libera, indirizzato verso l&#8217;occhio attento del suo nostromo. Il quale, con un&#8217;espressione concentrata, preme avanti la pesante leva. Una profonda vibrazione, in quel momento, scuote il sottosuolo dell&#8217;Unione Sovietica, mentre milioni di metri cubici di terra vengono sollevati gloriosamente verso il cielo, assieme ad alberi, pietre, piccoli animali e nidi d&#8217;uccello. Dove prima c&#8217;era una foresta, adesso, trova collocazione un profondo canale. Perfettamente navigabile per almeno 11 mesi l&#8217;anno, risolvendo l&#8217;annosa questione rimasta in bilico da 38 anni!<br>Ogni estate e questa addirittura pi\u00f9 delle altre (ma non sembra, forse, ogni volta cos\u00ec&#8230;.) Vede il ripetersi della stessa identica e fastidiosa storia: le principali arterie stradali ristrette drammaticamente, come quelle di un gastronomo dal colesterolo superiore alla normalit\u00e0, data l&#8217;esagerata moltiplicazione dei lavori, fissati in calendario da un&#8217;intellighenzia che non pare vivere ad un livello comparabile a quello della gente comune, affrontare problemi simili o soffrire contrattempi analoghi a noialtri esseri umani. Cos\u00ec che bloccati nell&#8217;eterno traffico, sotto un solleone che neanche l&#8217;aria condizionata pu\u00f2 sperare di combattere adeguatamente, ci guardiamo attorno e solleviamo nella nostra mente l&#8217;ipotetica questione: &#8220;Non sarebbe bello se premendo un semplice pulsante, da una rispettosa distanza di sicurezza, l&#8217;infrastruttura della strada potesse palesarsi nel giro di pochi secondi o minuti, con un paesaggio rinnovato ancor prima che la polvere possa posarsi oltre il tragico orizzonte delle Cose?&#8221; Un sogno che potremmo ricondurre, in termini diretti, all&#8217;esplosione di una bomba nucleare. <br>Pratica, semplice, diretta, risolutiva: lo strumento tecnologico pi\u00f9 potente mai creato da mano umana, in senso totalmente letterale, capace di creare un solco profondo nella Terra stessa tanto significativo da risolvere ogni accenno potenziale di un problema. Assurdo eppure strano a dirsi, ci fu un tempo in cui i governi di questo pianeta la pensarono ed agirono perfettamente in linea con tali apparentemente fantasiose, in realt\u00e0 del tutto tragiche linee guida. Non per niente, ebbero ragione di chiamarla: Era atomica o in alternativa, guerra fredda, gelida, persino. Quando far esplodere un qualcosa nella maniera maggiormente apocalittica a disposizione non era soltanto un valido messaggio per la propaganda, sia in patria che all&#8217;estero, bens\u00ec un letterale talismano, contro la possibilit\u00e0 purtroppo mai del tutto assente di far l&#8217;improvvida fine di Hiroshima o Nagasaki. Perch\u00e9 quale modo migliore esiste, per provare al solito ipotetico nemico l&#8217;enorme potenziale del proprio arsenale nascosto, che scatenarne l&#8217;orripilante furia contro i recessi meno densamente abitati del proprio stesso territorio? Bench\u00e9 gli incidenti, questo \u00e8 chiaro, non possano che rimanere in agguato dietro il radioattivo angolo di cos\u00ec pesanti e ineluttabili circostanze&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IjEBYxXwzI4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Project-Chariot-Lagoon-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31166\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Project-Chariot-Lagoon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Project-Chariot-Lagoon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Project-Chariot-Lagoon-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Project-Chariot-Lagoon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il tipo di bombe utilizzate nelle &#8220;esplosioni pacifiche&#8221; erano state concepite, sia dai russi che gli americani, per ricavare il proprio potenziale misurabile in megatoni quasi esclusivamente dalla fusione, riducendo in questo modo la cascata radioattiva. Bench\u00e9 essa non fosse mai, purtroppo, del tutto assente dall&#8217;equazione.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E sia chiaro d&#8217;altra parte come a cominciare furono, anche in questo caso, gli americani. Con la messa in opera a partire dal 1961 della celeberrima e lunga iniziativa <em>Plowshare<\/em> (ovvero V\u00f2mere) con nome preso in prestito dalla famosa citazione biblica di Isaia: &#8220;Ed essi trasformeranno\u00a0le loro\u00a0spade in aratri\u00a0e le lance in falci. Le nazioni non saranno pi\u00f9 in lotta tra loro e cesseranno di prepararsi alla guerra [&#8230;]&#8221; Un sentimento questo in linea di principio positivo e nominalmente riconducibile al concetto delle PNE (<em>Peaceful Nuclear Explosion<\/em>)  un tipo di detonazioni, condotte in parallelo ai test delle armi propriamente dette, finalizzate ad assolvere a una serie di mansioni utili come la costruzione di bacini idrici, lo scavo di canali, la prospezione o lo stimolo di produzione del gas naturale e di altri elementi sotterranei utili al progresso umano. Una visione di un futuro radioso, grazie all&#8217;energia delle microparticelle potenzialmente letali, che aveva avuto inizio con l&#8217;ipotesi fortunatamente mai realizzata del sedicente progetto Chariot, per la costruzione di un colossale (ed inutile) porto presso Capo Thompson, nell&#8217;Alaska settentrionale. Grazie all&#8217;uso teorico di esattamente cinque ordigni termonucleari, attentamente calibrati in base alle indicazioni del principale scienziato fattosi fautore di una tale soluzione, il fisico di origini ungheresi Edward Teller. Fortuna volle che altri test nucleari pi\u00f9 piccoli condotti nella zona, verso l&#8217;inizio dello stesso anno, seppero dimostrarsi sufficientemente problematici dal punto di vista ecologico e naturale, causando proteste valide a negare la praticabilit\u00e0 dell&#8217;idea. <br>In altri casi, tuttavia, noi umani non fummo altrettanto fortunati: nel contesto dell&#8217;operazione <em>Plowshare<\/em> sarebbero state fatte detonare ben 31 testate nucleari, prevalentemente in territorio americano, tra cui il caso pi\u00f9 eclatante fu il test Storax Sedan, condotto sulle pianure di Yucca nel deserto del Nevada nel 1962, con il fine di scoprire quale fosse il cratere pi\u00f9 profondo realizzabile mediante l&#8217;uso di una bomba senza causare ricadute problematiche di tipo radioattivo. Se non che un errore nei calcoli avrebbe portato, nelle settimane successive, al diffondersi di una pericolosa nube cancerogena verso alcune delle zone maggiormente popolose dello stato, inclusa la gi\u00e0 sufficientemente luminosa citt\u00e0 di Las Vegas. Il cui effetto pur costituendo la peggiore irradiazione di popolazione americana, prevedibilmente non sarebbe stata sottoposta a studi troppo approfonditi dal governo di una nazione fermamente intenzionata a riprovarci, ancora per qualche tempo, prima di una possibile fine catastrofica dei giorni &#8220;freddi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mB9-1XMVpsY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/USA-Project-Sedan-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31168\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/USA-Project-Sedan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/USA-Project-Sedan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/USA-Project-Sedan-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/USA-Project-Sedan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il test di Sedan venne condotto con una bomba seppellita a molti metri sotto la superficie del deserto, ragion per cui l&#8217;esplosione non si present\u00f2 con l&#8217;iconico ed impressionante fungo della Fine. Peccato, soltanto, non aver scavato a una profondit\u00e0 realmente sufficiente&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il progetto parallelo condotto dai sovietici avrebbe quindi avuto inizio pi\u00f9 tardi, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;60, venendo battezzato con un meno poetico ma certamente pi\u00f9 descrittivo &#8220;Esplosioni Nucleari per l&#8217;Economia Nazionale&#8221; (o in breve Programma n. 7) con finalit\u00e0 comparabili a quelle statunitensi e un occhio particolare allo scavo pressoch\u00e9 istantaneo di colossali miniere. Il numero di testate e conseguenti esperimenti condotti a termine sarebbe quindi stato molto superiore, raggiungendo l&#8217;impressionante numero di 115, gestite autonomamente dai diversi ministeri rilevanti di caso in caso, tra cui quello della Geologia, del Petrolio e del Gas Naturale. Quattro eventi, in modo particolare, risultano essere degni di nota come progetti risolutivi effettivamente messi in atto, piuttosto che semplici test, ciascuno finalizzato allo scavo di un canale paragonabile a quello gi\u00e0 citato di Pechora-Kama, particolarmente importante per migliorare i collegamenti verso regioni remote della sconfinata terra di Russia. Anche da questa parte dell&#8217;Atlantico, prevedibilmente, gli incidenti con le PNE non mancarono,  come quello della cava di diamanti di Vilyuy in Jacuzia, trasformata in una conca inutilmente radioattiva o la grande catastrofe di Kinushima, dove le polveri radioattive filtrate attraverso il suolo causarono l&#8217;irradiazione di un&#8217;area piuttosto ampia della regione del Volga, le cui conseguenze durano tutt&#8217;ora. Proprio i russi sarebbero stati, quindi, i principali promotori della fine di questa tipologia di test, col trattato di disarmo proposto dal 1988, firmato da un Ronald Reagan in uno storico incontro a Washington D.C.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YZ4OJ3Ncomc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Lake-Chagan-Test-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31165\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Lake-Chagan-Test-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Lake-Chagan-Test-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Lake-Chagan-Test-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Lake-Chagan-Test.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La pi\u00f9 grande bomba del progetto Esplosioni per l&#8217;Economia Nazionale sarebbe stata quella del lago di Chagan, nel 1965, in cui una bomba da 140 kilotoni venne usata per creare un bacino idrico artificiale di forma conica dal diametro di 408 metri. Qui gli addetti di un&#8217;epoca molto successiva testano, con ben poca sorpresa, la natura ancora radioattiva di quelle torbide acque.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il concetto di una bomba atomica pacifica resta tutt&#8217;ora, dunque, quel tipo d&#8217;ossimoro che viene stranamente messo di continuo alla prova. Quasi come se l&#8217;umanit\u00e0 intera, momentaneamente in grado di convivere con se stessa (almeno se prendiamo come termine di paragone quanto capitato verso la met\u00e0 del secolo scorso) non fosse in grado di concepire la natura di quella vera guerra che fin dagli albori, in un modo progressivamente pi\u00f9 totalizzante, ha continuato ad essere combattuta tra la natura e i suoi bisogni. Pi\u00f9 o meno irrinunciabili, come ad esempio la distruzione di un&#8217;intera foresta per poterne ricavare un canale. <br>Fortuna vuole, in conclusione, che particolari approcci tecnologici siano stati surclassati da altri, forse meno rapidi ed immediatamente risolutivi ma privi delle stesse implicazioni d&#8217;irrimediabile condanna. Quasi come se la sopravvivenza a lungo termine avesse preso il sopravvento, finalmente, rispetto alle luccicanti attrattive del desiderio. Sembra impossibile, vero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomini dal bianco camice, l&#8217;internazionale uniforme di colui-che-sa-quello-che-fa, all&#8217;interno di una cabina di cemento e piombo guardano attentamente una serie d&#8217;indicatori. 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