{"id":31077,"date":"2020-07-05T06:31:15","date_gmt":"2020-07-05T04:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31077"},"modified":"2020-07-05T06:36:00","modified_gmt":"2020-07-05T04:36:00","slug":"il-perfetto-veicolo-polare-non-esiste-ma-la-kharkovchanka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31077","title":{"rendered":"Il perfetto veicolo polare non esiste. Ma la Kharkovchanka&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mljEet8cjzQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31081\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ci sono due modi possibili per &#8220;fare il giro del mondo&#8221; in appena 15 minuti: il primo prevede una qualche nuovo tipo di Stazione Spaziale Internazionale inserita in un&#8217;orbita tre volte pi\u00f9 veloce di quella corrente. Il secondo, il contesto adatto ed una certa flessibilit\u00e0 nell&#8217;attribuire i meriti, come generalmente tendono a fare coloro che hanno gi\u00e0 compiuto, negli ultimi 15 minuti precedenti, un&#8217;impresa che fosse assolutamente degna di questo nome. Vedi gli scienziati, autisti e tecnici russi, che il 26 dicembre del 1959 giunsero a trovarsi per una missione di studio sismico presso uno dei due soli luoghi al mondo in cui ci\u00f2 fosse, allo stato corrente delle cose tecnologiche, mettere su carta l&#8217;effettiva realizzabilit\u00e0 del gesto. E tra le alternative a disposizione, senza dubbio la meno accessibile, ovvero il Polo agli antipodi dell&#8217;Artide, letterale luogo maggiormente a meridione dell&#8217;intero pianeta. Come testimoni, gli americani della stazione di ricerca Amundsen, stabilitosi da queste parti ormai tre anni prima e che furono ben lieti, nonostante fosse l&#8217;epoca della pi\u00f9 fredda tra le guerre, di sollevare assieme a loro le bandiere, celebrando un&#8217;unit\u00e0 impossibile tra i due paesi contrapposti e distribuirono scherzosi certificati commemorativi. Dopo 18 giorni di un estenuante viaggio, a bordo di quel cubico veicolo dai cingoli possenti che, a suo modo, era riuscito a entrare nella storia: \u0425\u0430\u0440\u044c\u043a\u043e\u0432\u0447\u0430\u043d\u043a\u0430 ovvero &#8220;La signora di Kharkov&#8221;, citt\u00e0 d&#8217;Ucraina ove trovava la sua sede la fabbrica di veicoli governativa V.A. Malysheva, gi\u00e0 coinvolta nel 1957 al fine di abilitare, ovvero rendere possibile, il raggiungimento dell&#8217;ultimo traguardo in materia di mobilit\u00e0 veicolare. E farlo non grazie a sistemi di trasporto alternativi o avveniristici, bens\u00ec la pi\u00f9 letterale applicazione del concetto, gi\u00e0 percorso quasi 30 anni prima, della <em>landship<\/em> o nave di terra, un letterale appartamento su ruote, dotato di riscaldamento e motore possente, gli spazi per l&#8217;intero team ed ogni ragionevole comfort. Quando i sovietici erano stati coinvolti, alla met\u00e0 del decennio, nella spartizione tra potenze del nuovissimo e pi\u00f9 gelido tra i continenti, a loro era infatti toccata una zona non particolarmente vicina al centro esatto di tale calotta ghiacciata, situata nella parte orientale del suo estendersi inesplorato. Scaricando quindi una ragionevole commistione di trattori civili ChTZ\u00a0e veicoli per il trasporto dell&#8217;artiglieria AT-T, alcuni dei pi\u00f9 avanzati mezzi di trasporto glaciali del periodo, essi avevano sperimentato qualche successo nell&#8217;addentrarsi verso i loro obiettivi, arrivando fino ai siti in cui sarebbero state costituite le due basi di Mirny e Vostok, dal nome dei velieri della stessa nazionalit\u00e0 che nel XIX secolo avevano navigato, per primi, lungo le coste dell&#8217;Antartide in attesa. Ci\u00f2 detto, tali automezzi presentavano un problema, su tutti: la mancanza di spazio all&#8217;interno per equipaggiamenti, materiali ed altri contenuti validi ad agevolare la sopravvivenza umana. Il che richiedeva, necessariamente, l&#8217;abbinamento di slitte a rimorchio con il resto del carico, le quali a loro volta non avendo propulsione integrata, tendevano ad impantanarsi e restare bloccate nel ghiaccio, costringendo i membri della spedizione a scendere ed intervenire, in condizioni climatiche occasionalmente inferiori ai -50 gradi Celsius. Un contesto in grado di limitare il loro progresso con la base Vostok, pi\u00f9 avanzata delle due, a non meno di 1286 chilometri dal Polo Sud. Almeno fino a che non vennero schierate, tra l&#8217;aspettativa e l&#8217;entusiasmo generale, una coppia delle imponenti, cubiche Signore da 35 tonnellate&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/o_Ze7i6RWa0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/ATT-Vehicle-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31078\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/ATT-Vehicle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/ATT-Vehicle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/ATT-Vehicle-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/ATT-Vehicle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;AT-T, punto di partenza nonch\u00e9 uno dei primi mezzi polari sovietici, non era altro che la parte inferiore di un carro armato T-54, con il motore spostato davanti e sopra la cabina di un camion ZIS-150 o ZIL-164. \u00c9 davvero strano come spesso le soluzioni pi\u00f9 semplici siano anche le migliori&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una Kharkovchanka lunga 8,5 e larga 3,5 metri, secondo l&#8217;appalto esplicitamente assegnato nel 1958, doveva presentarsi come versione evoluta ed adattata in via particolare del trattore d&#8217;artiglieria AT-T, con cingoli pi\u00f9 larghi al fine di far presa sulla neve ed un cabinato pi\u00f9 ampio, in grado di contenere tutto il carico ed un intero equipaggio di fino a 10 persone. Il mezzo prevedeva inoltre, come aspetto cruciale della sua progettazione, un motore spostato all&#8217;interno del cabinato, sotto lo spazio abitabile stesso, affinch\u00e9 ogni intervento di manutenzione potesse essere effettuato senza esporre nessun membro della spedizione allo sferzante gelo degli elementi. Ci\u00f2 permetteva inoltre all&#8217;impianto costituito da due diesel con compressori per una potenza complessiva di 995 cavalli di contribuire al riscaldamento del cabinato, bench\u00e9 inevitabilmente una certa quantit\u00e0 dei gas di scarico aleggiassero all&#8217;interno assieme all&#8217;energia termica, decisamente pi\u00f9 benvenuta. La capacit\u00e0 di traino si aggirava dunque attorno alle 70 tonnellate con una velocit\u00e0 massima di 40 Km\/h, bench\u00e9 sul terreno dell&#8217;antartico ci si spostasse di preferenza a passo d&#8217;uomo. L&#8217;autonomia, grazie a un&#8217;ampia serie di serbatoi disposti tutto attorno allo spazio abitabile della cabina, si aggirava attorno ai 1.500 Km complessivi anche senza nessun tipo di rifornimento ulteriore. Per quanto concerneva l&#8217;isolamento, questione di primaria importanza, il ramo aeronautico della Malysheva aveva prodotto un leggero doppio corpo in duralluminio con le intercapedini riempite di lana di nylon, la cui capacit\u00e0 d&#8217;interdire la il gelo non fu certo superiore, nonostante le aspettative, alle necessit\u00e0 inerenti di tali e tanti chilometri in un luogo tanto aggressivamente inospitale. Il modello di partenza individuabile per molte delle soluzioni tecniche impiegate, nonch\u00e9 possibile ispiratore diretto, era del resto rintracciabile nello Snow Cruiser statunitense del 1939 (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29309\" target=\"_blank\">vedi articolo<\/a>) costruito dallo scienziato Thomas Poulter e che aveva dimostrato tutti i suoi limiti esattamente 20 anni prima, soprattutto in forza dei grossi pneumatici del tutto lisci concepiti originariamente per spostarsi su terreni paludosi, che contribuirono in larga parte al suo abbandono nel corso della prima ed ultima missione d&#8217;impiego. L&#8217;approccio russo, d&#8217;altra parte, si basava su metodologie pi\u00f9 largamente comprovate e frutto di cognizioni acquisite, con cingoli perfezionati ed una modularit\u00e0 dei componenti, che fu proprio la salvezza della missione sismica del &#8217;59 quando un guasto al sistema di trasmissione di una delle Kharkovchanka avrebbe costretto i meccanici a sostituirla intervenendo direttamente in situazioni tutt&#8217;altro che ideali. Dopo quel momento e lo storico incontro con gli occupanti della stazione Amundsen, ad ogni modo, la comprovata validit\u00e0 e resistenza di questi mezzi di trasporto unici al mondo avrebbe portato ad una produzione in serie limitata non superiore ai 10 esemplari (il numero esatto non sembrerebbe essere noto) destinate a rimanere in uso almeno per le successive tre decadi di collegamenti tra le sei stazioni russe situate attorno al Polo Sud. Fino al caso di un esemplare in particolare che, cannibalizzando gli altri per i pezzi di ricambio, si stima sia rimasto operativo fino al recente 2008, dimostrando, ancora una volta, l&#8217;affidabilit\u00e0 innegabile della tecnologia veicolare russa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/09Oj2SRG88A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-Vostok-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31079\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-Vostok-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-Vostok-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-Vostok-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-Vostok.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;ultima delle Kharkovchanka, restaurata e ricompensata per il suo lungo servizio, si trova oggi presso la base di Vostok come monumento esplicitamente nominato in occasione del 38\u00b0 incontro delle nazioni firmatarie del trattato sullo sfruttamento dell&#8217;Antartide, nel 2010. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A tal punto, ad ogni modo, le signore di Kharkov seppero rivelarsi efficaci nel ruolo a loro preposto che nel 1974 avevano ricevuto una revisione progettuale, con lo spostamento del motore nuovamente nella parte frontale, liberando cos\u00ec la cabina dal problema dei gas di scarico a fronte di un miglioramento ulteriore dei sistemi d&#8217;isolamento termico. Con motori pi\u00f9 potenti ed affidabili, tali veicoli possono essere definiti oggi a pieno titolo il modo migliore per spostarsi attraverso i territori gelidi del pi\u00f9 profondo Sud. Purtroppo una terza versione, richiesta al bureau responsabile all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, non ebbe mai modo di palesarsi, data l&#8217;inevitabile caduta dell&#8217;Unione Sovietica e la fine di quel sogno di predominio scientifico, tutt&#8217;altro che essenziale per la sopravvivenza delle strutture sociali e storiche del paese. <br>Che la mente umana sia lo strumento che rende possibile qualsiasi impresa \u00e8 un assunto particolarmente valido, e di sicuro utile, nella maggior parte degli ambiti sportivi ed estremi. Molti dei traguardi che scegliamo, tuttavia, sarebbero irraggiungibili in assenza dell&#8217;appropriato apporto tecnologico. E la capacit\u00e0 di dire &#8220;ho fatto!&#8221; Di fronte a ci\u00f2 che sembra tanto spesso irraggiungibile. Ma un globo resta sempre un globo ed il suo giro, innegabilmente un giro attorno al mondo. Chi potrebbe mai negare tale semplice realt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cILAJvf74Fo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-2-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31080\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-2-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/07\/Kharkovchanka-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le pi\u00f9 moderne Kharkovchanka-2 presentano una linea maggiormente conforme a quella di un camion convenzionale. Il che riduce sensibilmente il loro fascino, bench\u00e9 ne accresca al tempo stesso l&#8217;efficienza. Perch\u00e9 respirare il gas di scarico non fa piacere a nessuno, direi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono due modi possibili per &#8220;fare il giro del mondo&#8221; in appena 15 minuti: il primo prevede una qualche nuovo tipo di Stazione Spaziale Internazionale inserita in un&#8217;orbita tre volte pi\u00f9 veloce di quella corrente. Il secondo, il contesto adatto ed una certa flessibilit\u00e0 nell&#8217;attribuire i meriti, come generalmente tendono a fare coloro che &#8230; <a title=\"Il perfetto veicolo polare non esiste. Ma la Kharkovchanka&#8230;\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=31077\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il perfetto veicolo polare non esiste. 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