{"id":30963,"date":"2020-06-19T06:29:30","date_gmt":"2020-06-19T04:29:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30963"},"modified":"2020-06-19T06:29:33","modified_gmt":"2020-06-19T04:29:33","slug":"nascar-e-la-pioggia-circostanze-inconciliabili-finche-loro-non-cominciano-a-soffiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30963","title":{"rendered":"NASCAR e la pioggia, circostanze inconciliabili. Finch\u00e9 &#8220;loro&#8221; non cominciano a soffiare"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uIWaMWMZx9Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30967\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una struttura dalla forma grossolana di un ovale, capace di contenere un numero variabile tra i 100.000 e 168.000 spettatori, con il tutto esaurito raggiunto in media almeno una volta per singola stagione sportiva. Questo soprattutto \u00e8 la NASCAR, serie automobilistica prettamente statunitense nata negli anni &#8217;20 e &#8217;30, come competizione tra le vetture modificate dei contrabbandieri di whisky ed altri alcolici durante l&#8217;era del proibizionismo, create originariamente per sfuggire alla polizia tra i monti degli Appalachi. Oggi il singolo evento, in quest&#8217;epoca d&#8217;intrattenimento per ogni gusto e predisposizione, maggiormente in grado di ricreare l&#8217;atmosfera delle bighe al Circo Massimo di Roma, portando ad incontrarsi, e fare il tifo, un&#8217;intera comunit\u00e0 ansiosa di entrare a farne parte. Sia pur soltanto per un esplosivo, caotico, roboante pomeriggio ed \u00e8 proprio questo a costituire, pi\u00f9 di ogni altra circostanza, un notevole problema in potenza. Poich\u00e9 nel momento in cui le cose cambiano, per uno dei pi\u00f9 classici eventi naturali, basta un attimo e l&#8217;evento pu\u00f2 essere immediatamente cancellato. Pensate che la pioggia \u00e8 talmente deleteria, per queste gare, che il regolamento prevede l&#8217;immediata interruzione con la possibilit\u00e0 di dichiarare un vincitore, qualora sia stato percorso almeno il 50% dei giri, oppure rinvio a data da destinarsi con conseguente restituzione del prezzo dei biglietti. Il che ha portato nel corso degli anni a non pochi significativi problemi: chi pu\u00f2 dire infatti quanti dei fan accorsi sugli spalti, spesso percorrendo lunghe trasferte per il weekend, siano poi disposti a ritornare nel corso della settimana&#8230; E quali altri momenti sportivi debbano essere spostati dal palinsesto delle televisioni, in forza del pubblico interesse nei confronti di un mondo tanto popolare e talvolta, soggetto ad imprevedibili ritardi. Il principio operativo della NASCAR ha del resto previsto, fin dall&#8217;inizio della sua epoca contemporanea, l&#8217;utilizzo di potenti turbine a getto d&#8217;aria montate su autoveicoli per l&#8217;asciugatura della pista nei tempi pi\u00f9 brevi possibili, con significativo dispendio di mezzi e carburante al fine di minimizzare, quanto meno, i tempi di attesa successivi all&#8217;esaurirsi dei rovesci di breve durata. Ma \u00e8 soltanto a partire dal 2013 che Steve O&#8217;Donnell, vice direttore del campionato present\u00f2 alla stampa un approccio effettivamente creato ad-hoc al fine di risolvere l&#8217;antico ed umido problema. Mediante l&#8217;impiego del ponderoso convoglio di veicoli denominato Air Titan, frutto di un lungo percorso di Ricerca &amp; Sviluppo fortemente voluto dall&#8217;allora capo esecutivo delle operazioni Brian France. Il 24 febbraio di quell&#8217;anno a Daytona ovvero la pi\u00f9 prestigiosa di tutte le gare di campionato, vennero fatti sfilare per la prima volta, bench\u00e9 la necessit\u00e0 d&#8217;impiego effettivo avrebbe, fortunatamente, mancato di palesarsi in tale occasione: nient&#8217;altro che un trio di camion con enormi compressori della Pullair, connessi mediante dei lunghi tubi ad altrettanti pick-up dotati di un apparato retroattivo con la forma non dissimile da quella di un aratro. Con al suo interno, tuttavia, una sottile fessura finalizzata ad incrementare, secondo il principio di Bernoulli, la rapidit\u00e0 in fase d&#8217;uscita di un continuativo ed insistente getto d&#8217;aria. Per spingere a lato, con enfasi risolutiva, l&#8217;annoso e inevitabile accumulo d&#8217;acqua piovana&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/A5z-PIrZSCY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-2-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30964\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-2-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La somiglianza degli ugelli montati in parallelo con degli <em>squeegee<\/em> o spatole per l&#8217;asciugatura del parabrezza \u00e8 in un certo qual modo lampante. Una metafora senz&#8217;altro pregna, quando si considera che le <em>stock car<\/em> della Nascar non hanno i tergicristalli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Metodo risolutivo sebbene costoso, quindi (France dichiar\u00f2, almeno originariamente, un prezzo di noleggio dell&#8217;Air Titan ai tracciati pari a 100.000 dollari per un singolo week-end) sebbene questo non chiarisca, soprattutto per noi europei, l&#8217;effettiva necessit\u00e0 della sua semplice esistenza. Difficile negare, dopo tutto, che l&#8217;unica altra serie motoristica capace di competere con la NASCAR in materia d&#8217;incassi, la pi\u00f9 internazionale Formula 1, corra su piste bagnate di continuo senza la necessit\u00e0 di ricorrere a dei veri e propri <em>phon <\/em>sovradimensionati per assolvere all&#8217;implicita promessa fatta agli spettatori&#8230; Una questione spesso sollevata che manca di affrontare, di contro, le profonde difficolt\u00e0 tecnologiche tra i due contrapposti sport a motore. Il punto cruciale della gara americana, d&#8217;altra parte, \u00e8 rintracciabile proprio nella quantit\u00e0 di concorrenti contemporanei variabile tra i 40 e i 60, in grado di ridurre sensibilmente i margini d&#8217;errore o imprecisione nella traiettoria in curva prima del verificarsi di un incidente, spesso capace di coinvolgere non soltanto il singolo pilota, bens\u00ec l&#8217;intero segmento di gara. Senza considerare il peso regolamentare di una tonnellata e mezzo per le attuali stock cars, tale per cui un&#8217;eccessiva perdita d&#8217;aderenza possa inficiare ancor pi\u00f9 grandemente le possibilit\u00e0 di recupero da un momentaneo sbandamento. Un problema particolarmente gravoso nei circuiti con superficie asfaltata, piuttosto che ricoperta di cemento, data l&#8217;inerente porosit\u00e0 di questo materiale, capace d&#8217;impregnarsi letteralmente d&#8217;acqua fino al punto di lasciarla uscire tutta assieme, in letterali piccoli ruscelli chiamati in gergo <em>weepers<\/em>, particolarmente pericolosi per i piloti. Aggiungete a questo la notevole quantit\u00e0 di gomma lasciata annualmente dagli pneumatici su queste superfici relativamente ridotte, con conseguente aumento della scivolosit\u00e0 in caso di tracciato umido, per comprendere perch\u00e9 anche il principale campionato a ruote scoperte degli Stati Uniti, la Indy con prestazioni simili alle nostre monoposto, rifiuti di gareggiare sotto la pioggia all&#8217;interno degli ovali, continuando a farlo unicamente sulle piste di tipo convenzionale. Nell&#8217;interesse di ottimizzare ulteriormente i tempi d&#8217;attesa e per quanto possibile, rendere l&#8217;asciugatura stessa una parte dello spettacolo per il pubblico pagante, l&#8217;ente che gestisce la NASCAR ha quindi presentato l&#8217;anno successivo una versione migliorata del sistema con il nome programmatico di Air Titan 2.0, offerta in un pacchetto maggiormente compatto e dotato di un grado superiore d&#8217;efficienza. I compressori, questa volta pi\u00f9 piccoli e contenuti sul cassone delle vetture stesse, degli affidabili pick-up Toyota Tundra, vede quindi un&#8217;asciugatura pi\u00f9 economica e al tempo stesso performante con il vantaggio addizionale di essere scalabile a piacimento. Il convoglio di autoveicoli ancora oggi utilizzato, sempre rigorosamente segu\u00ecto dalle turbine semoventi delle origini per completare l&#8217;opera d&#8217;asciugatura e coadiuvato da un aspiratore\/pulitore della Elgin nella parte bassa della pista al fine di rimuovere del tutto l&#8217;acqua, viene quindi caratterizzato da un getto d&#8217;aria misurabile attorno ai 910 Km\/h, idealmente capace nelle parole della <em>press release<\/em> di &#8220;gonfiare il dirigibile della Good Year in 3,4 minuti&#8221;. Anche la questione dell&#8217;impatto ambientale, d&#8217;altra parte, riceve quindi un significativo miglioramento, con la quantit\u00e0 di emissioni stimata essere inferiore al primo Air Titan di circa l&#8217;80%. Ma gli imprevisti, quelli si, restano sempre in agguato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HFvEcebYWh8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Chunk-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30965\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Chunk-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Chunk-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Chunk-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Chunk.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>A volte proprio quando tutto sembra andare per il meglio, si finisce per commettere un errore. Chi avrebbe mai potuto pensare, d&#8217;altonde, che il manto stradale potesse essere COS\u00cc delicato?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Asciugare la pista prima d&#8217;iniziare a correre sembrerebbe essere un concetto inerentemente privo di presupposti deleteri. Il che risulta essere vero, per lo meno, nella MAGGIOR PARTE dei casi. Vedi il curioso evento verificatosi almeno una volta a Dover nel 2008, ovvero prima dell&#8217;introduzione dei compressori Air Titan, della turbina a getto che si \u00e8 dimostrata capace di causare il distaccamento di un generoso pezzo d&#8217;asfalto, che dovette essere riparato con conseguente aumento, piuttosto che diminuzione del tempo complessivo d&#8217;attesa. Ben pi\u00f9 grave si \u00e8 dimostrato essere, d&#8217;altra parte, l&#8217;incidente del 2012 di Juan Pablo Montoya alla Daytona 500, in cui un&#8217;incendio si svilupp\u00f2 in conseguenza del suo impatto a svariate centinaia di chilometri orari contro una delle vetture a turbina durante le prove, fortunatamente privo di conseguenze per i piloti ma comunque indesiderabile per un&#8217;ampio ventaglio di ragioni.<br>Al di l\u00e0 di una tale casistica purtroppo inevitabile, una cosa resta ad ogni modo certa: finch\u00e9 bolidi di tale peso ed entit\u00e0 continueranno a girare sugli ovali, l&#8217;asciugatura del tracciato dovr\u00e0 continuare a disporre di un qualche tipo di sistema risolutivo. Ed \u00e8 in quest&#8217;ottica che aumentarne l&#8217;efficacia, come nel caso delle due iterazioni successive dell&#8217;Air Titan, pu\u00f2 essere considerato utile a ridurne l&#8217;impatto sul week-end di gara, imprevisti inclusi. <br>Da questo punto di vista non sarebbe del tutto privo di logica affermare, assieme ai fan pi\u00f9 sfegatati, che la Nascar abbia mostrato un possibile sentiero innovativo, utile in futuro anche in altre distanti ramificazioni del complicato albero degli sport a motore. Perch\u00e9 non sempre &#8220;ideale&#8221; \u00e8 l&#8217;opposto di &#8220;interessante&#8221;. E certe volte la prima \u00e8 semplicemente l&#8217;unica possibilit\u00e0 rimasta, di fronte ai margini d&#8217;errore sempre pi\u00f9 ridotti concessi al pilota.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ny349hChaPo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Fire-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30966\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Fire-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Fire-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Fire-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/06\/Nascar-Air-Titan-Fire.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Fuoco e fiamme hanno la capacit\u00e0 inerente di sembrare, talvolta, pi\u00f9 terribili di quello che sono. A fronte di tute ignifughe e protocolli di sicurezza ben collaudati non sono infatti loro a costituire il maggior rischio bens\u00ec l&#8217;impatto stesso. Particolarmente contro veicoli che si muovono a velocit\u00e0 decisamente contenuta, come un pick-up asciuga-pista con la sua grossa turbina retroattiva.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una struttura dalla forma grossolana di un ovale, capace di contenere un numero variabile tra i 100.000 e 168.000 spettatori, con il tutto esaurito raggiunto in media almeno una volta per singola stagione sportiva. Questo soprattutto \u00e8 la NASCAR, serie automobilistica prettamente statunitense nata negli anni &#8217;20 e &#8217;30, come competizione tra le vetture modificate &#8230; <a title=\"NASCAR e la pioggia, circostanze inconciliabili. 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