{"id":30779,"date":"2020-05-26T06:22:27","date_gmt":"2020-05-26T04:22:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30779"},"modified":"2020-05-26T06:26:33","modified_gmt":"2020-05-26T04:26:33","slug":"viaggio-verso-i-pascoli-sommersi-delliguana-che-corregge-le-sue-dimensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30779","title":{"rendered":"Viaggio verso i pascoli sommersi dell&#8217;iguana che corregge le sue dimensioni"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"295\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-2-500x295.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30790\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-2-500x295.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-2-768x452.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-2.jpg 1404w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era giovane, inesperta. In quello che potremmo definire uno dei video naturali pi\u00f9 famosi dell&#8217;ultimo decennio, il rettile dalle dimensioni relativamente contenute correva sulla sabbia senza dimostrare consapevolezza del pericolo inerente della propria condizione: ritrovarsi, all&#8217;alba del suo attimo di gloria, nel bel mezzo di una tana di colubridi <em>Pseudalsophis biserialis<\/em>, anche detti corridori delle Gal\u00e0pagos. Creature svelte, affamate, sempre pronte a catturare prede in grado di fornirgli l&#8217;alimentazione necessaria a sopravvivere per il mese a venire. Prede come le scagliose, sinuose, flemmatiche iguane marine <em>Amblyrhynchus cristatus<\/em>, normalmente viste mentre placidamente prendono il sole sulle rive dell&#8217;oceano, termoregolando loro stesse nella falsa tranquillit\u00e0 offerta dalla cosiddetta ingenuit\u00e0 isolana, ovvero la certezza che nessun predatore possa costituire un pericolo nell&#8217;immediato, poich\u00e9 quelli noti sono sempre negli stessi luoghi e lanciano dei chiari avvisi del proprio intento d&#8217;aggressione. Eppure tutto questo, l&#8217;eroina delle circostanze fu immediatamente incline a dimenticarlo, quando la minaccia dei serpenti prese a estendere le proprie spire, circondandola, inseguendola, tentando di stritolarla. E a pi\u00f9 riprese l&#8217;esemplare sub-adulto venne catturato, per poi liberarsi, ancora e ancora, fino all&#8217;epico e finale salto, in grado di condurre verso l&#8217;alta roccia dell&#8217;agognata salvezza. Mai nessuno, da quel giorno, si pose tuttavia l&#8217;essenziale domanda: chi era quella creatura? Quali bisogni, caratteristiche condizionavano la sua esistenza? Quale futuro l&#8217;aspettava, nel primo giorno della sua seconda vita? Un&#8217;iguana di mare dopo tutto, come fu anche troppo pronto a far notare Darwin durante il suo famoso viaggio del 1831, non \u00e8 propriamente una creatura in grado d&#8217;ispirare un significativo senso d&#8217;empatia: &#8220;[&#8230;] disgustose e goffe lucertole. Nere e porose come la roccia sopra cui strisciano e da cui si tuffano per cercare le loro prede dei mari. Alcune le chiamano Demoni dell&#8217;Oscurit\u00e0. Di certe degne dell&#8217;ambiente che chiamano la loro casa.&#8221; Il che \u00e8 la dimostrazione di come anche un monumentale personaggio, naturalista in grado di rivoluzionare il sistema stesso con cui interfacciamo noi stessi nei confronti della natura, possa limitarsi talvolta alle apparenze ed abbia commesso un certo numero d&#8217;errori. Particolarmente quello relativo al fatto che, secondo il suo giudizio, un animale dall&#8217;aspetto tanto &#8220;cattivo&#8221; dovesse necessariamente essere un carnivoro, laddove non esiste su questo pianeta un rettile marino che sia normalmente pi\u00f9 mansueto, ed inoffensivo, di una di queste iguane. Tranne, forse, la tartaruga&#8230; Ma non divaghiamo. Il punto fondamentale resta, ad ogni modo, la natura erbivora di questa cupa gen\u00eca, la cui unica fonte di nutrimento costituisce, nei fatti, un esempio lampante del grado di specializzazione che tende tanto spesso a raggiungere la natura: alghe rosse o verdi (mai marroni) digerite grazie alla particolare flora batterica del loro apparato digerente. Una soluzione in realt\u00e0 ideale, per creature come queste probabilmente giunte presso l&#8217;arcipelago dall&#8217;Ecuador continentale attaccate a tronchi trasportati oltre i flutti dell&#8217;oceano durante una tempesta e ritrovatosi, a seguito di ci\u00f2, in un luogo privo di fonti cibo pre-esistenti. <br>Al che in maniera MOLTO graduale (si ritiene che la divergenza biologica possa essersi verificata attorno ad 8-10 milioni di anni fa) esse guadagnarono attraverso le generazioni arti pi\u00f9 lunghi e forti, grandi artigli e muscoli perfetti per fare una cosa e soltanto quella: tuffarsi dalle coste rocciose del loro territorio, verso gli abissi senza nome delle ostili circostanze&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4tBWakZAGqU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-swimming-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30783\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-swimming-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-swimming-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-swimming-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-swimming.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Osservando l&#8217;iguana di mare mentre nuota in modo quasi umano nel suo elemento primario \u00e8 difficile dubitare come una frequentazione pi\u00f9 attestata in queste isole avrebbe potuto dar vita a numerose leggende sulle origini di queste creature, tanto accidentalmente simili al <em>kappa <\/em>(folletto fluviale) giapponese.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un&#8217;iguana di mare delle Gal\u00e0pagos, cos\u00ec chiamata per distinguersi dalla variet\u00e0 che vive nell&#8217;entroterra delle isole dell&#8217;arcipelago (<em>Conolophus subcristatus<\/em>) si presenta dunque come rettile di medie dimensioni lungo fino a 56 cm pi\u00f9 altri 96 di coda, appiattita verticalmente, perfettamente funzionale a fungere da ausilio durante il nuoto. La loro pelle scagliosa trova inoltre placche ossee protettive sulla testa e le spalle, cui fa seguito la lunga e spinosa cresta dorsale simile a quella di un dinosauro. La colorazione risulta nella maggior parte dei casi del tutto nera fatta eccezione per alcune delle numerose sotto-specie (ne vengono riconosciute 7 oppure 8 a seconda delle opinioni) e soprattutto nel periodo dell&#8217;accoppiamento, durante cui i maschi, pi\u00f9 grandi, possono assumere un&#8217;affascinante sfumatura tra il rosso, il giallo e il marrone abbandonando i presupposti mimetici dovuti alla sabbia e le rocce laviche delle loro principali circostanze abitative. Un&#8217;ulteriore variante degna di nota \u00e8 quella degli esemplari ibridi, nati dal raro accoppiamento con un&#8217;iguana di terra e sempre infertili, le cui zampe pi\u00f9 corte e livrea chiazzata risultano una via di mezzo tra le due specie. Se osservate con il giusto approccio mentre prendono il sole in popolosi assembramenti di fino 100 o 200 esemplari, reciprocamente all&#8217;erta per eventuali attacco del pericoloso falco delle Gal\u00e0pagos (<em>Buteo galapagoensis<\/em>) queste creature non sono quindi del tutto prive di un certo fascino bizzarro, per certi versi in grado di ricordare dei piccoli Godzilla compresa l&#8217;occasionale esemplare che riemerge dalle profondit\u00e0 marine, al termine del tuffo quotidiano per acquisire la giornaliera ed essenziale porzione d&#8217;alghe. <br>Il sistema di approvvigionamento di questi veri e propri eserciti di lucertole dunque, tra i maggiori esempi di concentrazioni di rettili al mondo, presenta un&#8217;organizzazione che potremmo definire a pieno titolo come perfettamente collaudata. Con le iguane pi\u00f9 forti ed esperte che si recano, ad intervalli di due giorni circa, a brucare le alghe di maggiore qualit\u00e0 sugli scogli pi\u00f9 in profondit\u00e0 ed a largo, mentre le meno abili utilizzano fonti quotidiane pi\u00f9 facili da raggiungere ma anche meno nutritive. Il tutto sempre con il limite stringente della temperatura, un cui calo eccessivo non pu\u00f2 essere contrastato dal sangue freddo dell&#8217;iguana, costringendola a far ritorno anticipatamente sulle rive dove dovr\u00e0 nuovamente tornare a prendere il sole. Questi animali pur non mettendo in atto alcuna metodologia d&#8217;interazione sociale sono soliti tollerarsi a vicenda al punto da  formare i gi\u00e0 citati assembramenti, entro cui i loro corpi e code entrano spesso in contatto senza apparente consapevolezza reciproca, almeno fino alla stagione degli accoppiamenti. Periodo durante il quale i maschi pi\u00f9 forti diventano territoriali proteggono con una certa ferocia uno spazio di fino a 40 metri quadri, entro cui vengono raccolte le femmine dell&#8217;harem dopo essersi fatti spazio in una serie di combattimenti, che possono comportare testate, colpi vibrati con gli artigli e morsi. Successivamente a questo tuttavia i maschi meno forti, pi\u00f9 piccoli e quindi simili nell&#8217;aspetto alle femmine, potranno ancora tentare d&#8217;infiltrarsi tra le compagne del vincitore, sfruttando l&#8217;inganno e la furtivit\u00e0 per andare a meta. L&#8217;incontro nuziale con ciascuna femmina, a questo punto, condurr\u00e0 senza falla alla deposizione di un numero tra le due e le tre uova bianche di 9 cm di altezza, in un nido sotterraneo normalmente scavato a circa 20 metri dalla riva del mare. La schiusa dopo un periodo di fino a 4 mesi vedr\u00e0 quindi le piccole lucertole gi\u00e0 indipendenti correre rapidamente in tutte le direzioni, cercando di sfuggire ai predatori e raggiungere luoghi vantaggiosi per sopravvivere fino al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/B3OjfK0t1XM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-escape-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30784\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-escape-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-escape-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-escape-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-escape.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Ouroboros la serpe che divora se stessa e nel contempo la metafora di un&#8217;altra se stessa, in grado di avvolgersi senza problemi attorno al nocciolo delle circostanze. Almeno che quest&#8217;ultimo, dotato di quattro formidabili zampe, non abbia la ferma intenzione di correre incontro alla salvezza!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pur presentando una popolazione complessiva stimata tra i 200.000 e 300.000 esemplari in tutto l&#8217;arcipelago, l&#8217;iguana marina delle Gal\u00e0pagos viene considerata a rischio per la sua natura endemica esclusivamente di queste isole, oltre alla vulnerabilit\u00e0 inerente verso specifici processi ambientali. Come quello della ricorrente oscillazione meteorologica di El Ni\u00f1o, a seguito della quale le alghe di cui si nutrono vengono temporaneamente rimpiazzate da variet\u00e0 marroni, che le iguane possono digerire soltanto con gran fatica e spesso conducono alla morte per fame di una quantit\u00e0 notevole di esemplari. Bench\u00e9 sia importante notarlo, esse possiedano l&#8217;utile capacit\u00e0 evolutiva di diventare letteralmente pi\u00f9 piccole nei periodi di magra, arrivando a un vero e proprio accorciamento delle ossa e gli arti, per ridurre di conseguenza la quantit\u00e0 di apporto calorico necessario alla loro sopravvivenza. Molto pi\u00f9 difficile, d&#8217;altra parte, risulta per loro contrastare il pericolo dei predatori introdotti accidentalmente dall&#8217;uomo in queste terre, tra cui cani, gatti e ratti, astuti divoratori delle loro uova. Una situazione difficile da contrastare poich\u00e9 nel momento in cui si elimina una delle tre specie a partire dalla cima dei rapporti di forza, le altre due tendono a prosperare costituendo un pericolo ancor maggiore per le iguane.<br>Perch\u00e9 alla fine non \u00e8 il serpente che conosci a minacciare maggiormente la tua sopravvivenza, bens\u00ec quello metaforico che non striscia, non sibila, ma abbaia con enfasi l&#8217;ostile desiderio di un&#8217;imprescindibile dominio. Quante cose abbiamo insegnato, attraverso gli anni, ai nostri migliori amici! E come siamo pronti a subordinare specie animali ad altre, soltanto perch\u00e9 diverse dal concetto di un &#8220;bello&#8221; che sappiamo essere altamente arbitrario. Nonostante il detto secondo cui dovrebbe prevalere, nella maggior parte delle circostanze, soprattutto ci\u00f2 che &#8220;piace&#8221;. Ed almeno a me personalmente, questo darwiniano, cupo, artigliato ma pacifico demone dell&#8217;oscurit\u00e0, piace.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/un2_TgSWq1c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-sizing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30782\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-sizing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-sizing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-sizing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Marine-iguana-sizing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La misurazione dell&#8217;iguana marina \u00e8 un processo spesso rivelatorio, poich\u00e9 appare determinato dalle condizioni climatiche vigenti. Finch\u00e9 un giorno scopriremo i lucertoloni essersi trasformati in gechi smilzi, che fischiando sgattaiolano sotto le pietre. Ed allora sar\u00e0 troppo tardi per ritornare all&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era giovane, inesperta. 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