{"id":30589,"date":"2020-05-03T06:22:36","date_gmt":"2020-05-03T04:22:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30589"},"modified":"2020-05-03T06:22:40","modified_gmt":"2020-05-03T04:22:40","slug":"cultura-e-religione-nella-terra-dei-vulcani-di-fango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30589","title":{"rendered":"Cultura e religione nella terra dei vulcani di fango"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H9n1ERcNwiY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Balochistan-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30591\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Balochistan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Balochistan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Balochistan-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Balochistan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Possente, inarrestabile flusso che proviene dal profondo, spinto innanzi dal potere del sottosuolo. Candida emanazione che fa seguito all&#8217;annuncio: &#8220;Gioia, giubilo, trionfo! Sta eruttando il Chandragup.&#8221; Poich\u00e9 fredda \u00e8 questa sua colata, ed incapace di arrecare danno alle persone. Oppure al tempio che da tempo immemore, sorge all&#8217;ombra delle sue pendici. Hinglaj, questo il suo nome, a partire dal colore (rosso acceso) dei pigmenti che ricoprono la pietra circostante. Un luogo di raccoglimento posto al termine di un viaggio, cui fa seguito l&#8217;evento pi\u00f9 importante: arrampicarsi sulla conica montagna, sotto il sole ardente del Balochistan, regione sulla costa pakistana, con il fine di chiamare a se la l&#8217;attenzione della divina Sati, un tempo stata la consorte di Shiva, grande distruttore cosmico della Trimurti. Colei che pi\u00f9 di ogni altra pu\u00f2 comprendere le debolezze che ci affliggono, essendo morta suicida per il solo disamore di suo padre, poco prima che altri esseri del pantheon ind\u00f9, temendo la furia ed il dolore del suo vedovo marito, ne smembrassero spietatamente il corpo, disseminandone i resti in diverse regioni della Terra. Luoghi come questa regione desertica di Makran, ove la testa di costei, precipitando fino alle regioni pi\u00f9 profonde dell&#8217;esistenza, avrebbe scatenato una tempesta geologica che dura tutt&#8217;ora. Come altri rilievi appartenenti a questa specifica categoria, l&#8217;interessante &#8220;Vulcano della Luna&#8221; espleta la sua funzione come valvola delle pressioni sotterranee soprattutto in forza degli spostamenti gassosi in senso verticale, che risalendo il suo camino trascinano una certa quantit\u00e0 di componenti minerali e acqua, generando in questo caso una commistione di colore  biancastro dalle caratteristiche sostanzialmente innocue, eppure giudicate molto significative. Poich\u00e9 si intende che il pellegrino, una volta completato il suo lungo e preferibilmente faticoso viaggio, compia le sue offerte di cibo e preghiere tenendo il proprio sguardo fisso sul cratere ribollente in vetta, nella speranza che esso espliciti la propria ribollente inquietudine in maniera tale da implicare il sommo perdono della Dea. Questa regione dal clima particolarmente inclemente, famosamente descritta da un inviato militare del califfato Rashidun (643 d.C.) come &#8220;Terra in cui il terreno \u00e8 roccioso; l&#8217;acqua scarseggia; i frutti sono incommestibili; gli uomini tradiscono; niente \u00e8 chiaro e la virt\u00f9 ha poco valore [&#8230;]&#8221; ha invece assunto attraverso l&#8217;epoca un valore sincretistico, attraverso l&#8217;alta considerazione da parte delle trib\u00f9 locali di religione islamica, pronte anch&#8217;esse a visitare occasionalmente il santuario di Hinglaj. In epoca moderna, del resto, l&#8217;area del Balochistan circondata da oltre 80 vulcani di questa natura ha pi\u00f9 volte dimostrato la propria furia nei momenti peggiori, tra cui il terremoto del 1935, a seguito del quale un rilievo a nord di Quetta continu\u00f2 ad eruttare il suo freddo contenuto per un periodo di circa 9 ore continuative. O quello ben peggiore, in termine di pericolosit\u00e0 e perdite di vite umane, verificatosi nel 1945 con epicentro nell&#8217;area antistante del Mar Arabico, con conseguente tsunami dell&#8217;altezza di 13 metri che fin\u00ec per costare la vita a 4.000 persone. Attivit\u00e0 sismiche meno significative hanno inoltre l&#8217;abitudine di verificarsi continuamente al confine tra terra ed acqua, portando alla rinomata comparsa temporanea di un certo numero di isole di fango tra cui l&#8217;ultima del 1999, quella di Maran, venne sommersa soltanto un anno dopo per tornare nuovamente nel 2010. A solenne testimonianza degli inconoscibili misteri, che ancora resistono al di sotto del transito dei nostri piedi immanenti.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eiftcePa5iE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kund-Malir-Mud-Volcano-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30590\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kund-Malir-Mud-Volcano-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kund-Malir-Mud-Volcano-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kund-Malir-Mud-Volcano-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kund-Malir-Mud-Volcano.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Come osservabile in queste riprese del vicino vulcano di fango di Kund Malir, i flussi emanati da simili rilievi non costituiscono alcun tipo di pericolo per gli umani ed \u00e8 persino possibile affondare i propri piedi nel candido fiume, senza riportare alcun tipo d&#8217;immediata conseguenza.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La festa annuale dello Hinglaj Yatra, in effetti dedicata non propriamente a Sati bens\u00ec alla sua emanazione o sorella divina che porta lo stesso nome del tempio, \u00e8 quindi un evento estremamente importante per l&#8217;intera regione che coinvolge ogni primavera fino a 40.000 persone, indifferentemente appartenenti alle religioni induista, zoroastriana e sufi. In quanto tale, essa costituisce la pi\u00f9 importante ricorrenza non islamica all&#8217;interno di un paese a maggioranza musulmana. Storicamente, il viaggio verso il vulcano freddo doveva essere compiuto preferibilmente lungo 160 miglia di deserto a partire dalla citt\u00e0 di Karachi, con auspicabile collasso multiplo per lo sfinimento al fine d&#8217;espiare in maniera completa le proprie azioni impure. Attraverso i secoli, tuttavia, vennero ammessi mezzi di trasporto come barche, cammelli o muli, bench\u00e9 invise ai pi\u00f9 tradizionalisti, ed in epoca contemporanea la costruzione di nuove strade ha effettivamente permesso per la prima volta di compiere il pellegrinaggio facendosi trasportare da mezzi a motore, con conseguente aumento del numero dei fedeli disposti a compierlo, facendo seguito al proprio ancestrale bisogno di perdono divino. L&#8217;effettivo compiersi del rituale quindi, secondo un copione lungamente collaudato, prevede la preparazione del roti (il cosiddetto &#8220;pane indiano&#8221;) in una grande cucina collettiva, per poi iniziare la lunga scalata in cima al pi\u00f9 alto monte del gruppo di cui ogni membro viene chiamato indifferentemente Chandragup, alto circa 100 metri ed assai probabilmente tra i maggiori vulcani di fango al mondo, al fine di offrire in maniera rituale il cibo e un certo numero di noci di cocco alla Dea. Altri esprimono desideri o cercano il buon augurio dei poteri sovrannaturali, coprendosi il volto del fango bianco e disperdendo petali di rosa sul sentiero. Un&#8217;altra attivit\u00e0 diffusa \u00e8 la costruzione con tale sostanza di piccole case pallide, in grado di alludere all&#8217;abitazione che un giorno, tutti quanti vorrebbero giungere a possedere. In un&#8217;epoca pi\u00f9 remota fatta risalire idealmente fino al XIV secolo, non era del resto inaudito che i pellegrini morissero per lo sforzo in questo momento culmine della propria impresa, eventualit\u00e0 a seguito della quale venivano sepolti invece che bruciati sulla pira, con il probabile fine di dimostrare, attraverso i secoli, l&#8217;enorme e incomparabile potere della fede. Simili estremi, del resto, appaiono quest&#8217;oggi impossibili, con le significative concessioni di natura pratica, tra cui quella degli incaricati del tempio che ripescano le noci di cocco offerte nel fango del cratere, per rivenderle nuovamente alla successiva ondata di praticanti giunti fino a quei territori remoti. Ogni risorsa, del resto, non pu\u00f2 che essere limitata nel tempo \u00e8 ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero per l&#8217;arida e inospitale regione di Makran. La persistente sacralit\u00e0 di questi luoghi, del resto, ancora resiste avendo impedito al gruppo vulcanico del Chandragup di diventare,  come successo per luoghi simili nel vicino Azerbajian, una mera attrazione turistica, nonostante gli eccezionali meriti del paesaggio ed il panorama osservabili da tali vette faticose, capace di estendersi fino alle vicine acque splendenti del Mar d&#8217;Arabia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/S21_vXz7oq4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Eruption-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30592\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Eruption-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Eruption-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Eruption-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mud-Volcano-Eruption.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;eruzione di un vulcano freddo costituisce una vista potenzialmente ben diversa dalle nostre tipiche aspettative in materia, aprendo la mente verso l&#8217;insuperabile variet\u00e0 della natura. Forse anche per questo, i vulcani del Balochistan furono sempre considerati sacri.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo la leggenda pi\u00f9 strettamente collegata alla fondazione del tempio di Hinglaj, la ragione del suicidio di Sati fu il rifiuto da parte di suo padre Daksha, uno dei figli del creatore Brahma, di invitare lei e il neo-consorte Shiva alla Daksha-Yajna, importante festa per riunire ed onorare gli dei dell&#8217;India. Evento a seguito del quale, profondamente offesa e prossima alla disperazione, ella decise di autoimmolarsi attraverso l&#8217;attivazione intenzionale dei propri centri del chakra. Perci\u00f2 Shiva, percependo la dipartita di colei che amava pi\u00f9 di chiunque altro, raccolse il suo corpo e con esso inscen\u00f2 la terribile danza Tandavi, che precorre a una catastrofe che riporta all&#8217;inizio la ruota delle Ere. Prima che ci\u00f2 potesse avvenire, tuttavia, il corpo di lei venne smembrato dai poteri della provvidenza, inducendo nel dio della distruzione a meditare su quello che stava facendo e pentirsi, decidendo inoltre di riportare in vita tutti coloro che avevano gi\u00e0 subito un fato crudele ed immeritato. Un epilogo forse riconducibile alla rinascita e il ritorno alla normalit\u00e0 di una terra occasionalmente colpita da gravi terremoti, la cui effettiva origine non poteva che sfuggire alle cognizioni scientifiche degli antichi.<br>Sia che il perdono di colei che risiede nelle regioni sotterranee possa essere ottenuto, sia che continui ad eludere purtroppo la faticosa ricerca dei pellegrini, il vulcano di Chandragup continuer\u00e0 per secoli e millenni ad emettere la stessa combinazione di terra, acqua e gas di varia natura tra cui elio, anidride carbonica, nitrogeno e soprattutto metano. Affinch\u00e9 il difficile collegamento tra terra e cielo, da noi umani tanto a lungo ipotizzato per vie culturalmente rilevanti, possa continuare a perpetrarsi implacabile attraverso il corso degli eventi. Eternamente disinteressato ed in contrapposizione, persino, alle alterne peripezie di coloro che parteciparono alla creazione dell&#8217;Universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possente, inarrestabile flusso che proviene dal profondo, spinto innanzi dal potere del sottosuolo. Candida emanazione che fa seguito all&#8217;annuncio: &#8220;Gioia, giubilo, trionfo! Sta eruttando il Chandragup.&#8221; Poich\u00e9 fredda \u00e8 questa sua colata, ed incapace di arrecare danno alle persone. Oppure al tempio che da tempo immemore, sorge all&#8217;ombra delle sue pendici. 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